Anfiteatro romano di Alba Fucens

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Anfiteatro romano di Alba Fucens
Anfiteatro di Alba Fucens e monte Velino.jpg
Le "vette sorelle" del monte Velino sullo sfondo dell'anfiteatro albense
CiviltàRomana
Utilizzoanfiteatro
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneMassa d'Albe
Amministrazione
EnteSoprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo. Nucleo operativo della Marsica
ResponsabileEmanuela Ceccaroni
Visitabile
Mappa di localizzazione

Coordinate: 42°04′37.85″N 13°24′44.33″E / 42.07718°N 13.412313°E42.07718; 13.412313

L'anfiteatro romano di Alba Fucens è un anfiteatro di epoca romana situato nell'area archeologica di Alba Fucens, nel comune di Massa d'Albe (AQ). Dichiarato unitamente alle altre opere romane della città antica monumento nazionale nel 1902[1], dista pochi chilometri dalla città abruzzese di Avezzano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'iscrizione latina che attesta il legato testamentario di Macrone
L'arco principale d'ingresso
Ingressi del cunicolo visti dall'arena

L'anfiteatro di Alba Fucens, situato sul colle di San Pietro, fu costruito dopo il 38 d.C. successivamente alla morte di Nevio Sutorio Macrone, prefetto del pretorio e prefetto dei vigili, incarichi che ricoprì durante il governo dell'imperatore romano Tiberio. Alla morte di quest'ultimo fu ben presto costretto alla fine da Caligola, nonostante l'iniziale profonda amicizia. Macrone si sarebbe tolto la vita per evitare la requisizione dei beni. Attraverso un testamento poté donare una parte dei suoi averi per far costruire nella sua città natale un anfiteatro[2][3]. La struttura fu in parte scavata nella roccia del colle di San Pietro, uno dei tre colli che cingono l'area della città antica, e in parte dotata di muratura recuperata dalle preesistenti domus[3].

La città antica fu progressivamente abbandonata, in particolare dopo un grave terremoto della prima metà del VI secolo e in coincidenza con il dominio longobardo dell'area marsicana e del Fucino, che favorì lo sviluppo del borgo medievale di Albe sul dominante colle di San Nicola a oltre 1000 m s.l.m.

La riscoperta del sito e i primi scavi avvennero nel 1949 ad opera di un gruppo di archeologi belgi dell'Università Cattolica di Lovanio guidati da Fernand De Visscher e del "Centro belga di ricerche archeologiche" di Joseph Mertens in missione in Italia centrale e meridionale. In seguito gli scavi che riportarono alla luce anche l'anfiteatro furono più volte promossi dalla Soprintendenza ai beni archeologici dell'Abruzzo che ebbe il compito di ricomporre, in maniera più fedele possibile, i vari ambienti dell'area albense[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'anfiteatro è situato a circa 990 m s.l.m. sulla collina di San Pietro non distante dall'omonima chiesa romanica. Di forma ellittica, con asse maggiore di 96 metri e asse minore di 79 metri, lo spazio dell'arena equivale a circa la metà di quello dell'anfiteatro Flavio. Le gradinate potevano ospitare alcune migliaia di spettatori che durante gli spettacoli gladiatori o con gli animali erano protetti dai parapetti[4].

Sotto la gradinata di destra, rispetto all'ingresso principale, si trova il cunicolo utilizzato dalla servitù.

Alle estremità si trovano i due ingressi. Quello monumentale sul lato della città presenta sopra l'arco un'iscrizione latina che ricorda il legato testamentario di Macrone con cui fu possibile edificare l'opera. Poco prima dell'arena, accanto all'ingresso principale, ci sono i resti di alcune abitazioni preesistenti, di epoca repubblicana[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 13 aprile 2020.
  2. ^ De Visscher, pp. 252-253.
  3. ^ a b c Grossi, 2002, p. 59.
  4. ^ Alberto Angela, Meraviglie - La penisola dei tesori: I siti più belli dell'Abruzzo, Rai 1, 18 gennaio 2020, a 21 min 00 s. URL consultato il 13 aprile 2020.
  5. ^ Touring Club Italiano, 2005, pp. 271-275.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]