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Rocca di Mezzo

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Rocca di Mezzo
comune
Rocca di Mezzo – Stemma Rocca di Mezzo – Bandiera
Rocca di Mezzo – Veduta
Panoramica di Rocca di Mezzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoMauro Di Ciccio (PD) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate42°12′21″N 13°31′13″E / 42.205833°N 13.520278°E42.205833; 13.520278 (Rocca di Mezzo)Coordinate: 42°12′21″N 13°31′13″E / 42.205833°N 13.520278°E42.205833; 13.520278 (Rocca di Mezzo)
Altitudine1 329 m s.l.m.
Superficie90,55 km²
Abitanti1 447[1] (31-5-2018)
Densità15,98 ab./km²
FrazioniFonteavignone, Rovere, Terranera
Comuni confinantiFagnano Alto, Fontecchio, L'Aquila, Lucoli, Magliano de' Marsi, Massa d'Albe, Ocre, Ovindoli, Rocca di Cambio, San Demetrio ne' Vestini, Sant'Eusanio Forconese, Secinaro, Tione degli Abruzzi, Villa Sant'Angelo
Altre informazioni
Cod. postale67048
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066082
Cod. catastaleH402
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanti"Rocchigiani"
Patronosan Leucio
Giorno festivo11 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rocca di Mezzo
Rocca di Mezzo
Rocca di Mezzo – Mappa
Posizione del comune di Rocca di Mezzo all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Rocca di Mezzo ("La Rocca" in dialetto locale) è un comune italiano di 1.447 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo, appartenente alla Comunità montana Sirentina e sede del Parco naturale regionale Sirente-Velino. È stazione climatica estiva e centro turistico di sport invernali (in particolare sci di fondo, sci escursionismo e scialpinismo), situata a breve distanza dagli impianti sciistici di Campo Felice e Ovindoli, in posizione centrale sull'Altopiano delle Rocche, al di sotto di Monte Rotondo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale si estende tra le dorsali del Monte Velino a ovest e del Monte Sirente a nord est, occupando un'area di circa 90 km² e presentando dislivelli notevoli, che vanno dai 925 ai 2243 m s.l.m. di Punta Trento. Dal punto di vista geomorfologico e geologico, la porzione di altopiano compreso nel territorio comunale (con un'altitudine media di 1270/1280 m) è caratterizzata da fenomeni carsici di notevole interesse, fra cui doline, inghiottitoi e grotte.

Il cosiddetto "inghiottitoio di Terranera" è attualmente il più importante: le sue acque si disperdono, per poi riaffiorare, a circa 3km di distanza, nelle Grotte di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini, circa 600 metri più in basso. Erroneamente accostato al piccolo lago di Pozzo Caldaio, "l'inghiottitoio di Terranera" è in realtà un insieme di più inghiottitoi e doline che si trova in un'area piuttosto ampia della pianura (localmente detta "Le Prata") localizzata nel tratto compreso tra i borghi di Terranera e Rocca di Cambio, nella parte più bassa di questo altopiano. Alcuni di questi inghiottitoi raccolgono l'acqua per tutto l'anno, altri soltanto nei periodi di maggiori precipitazioni acquose o in concomitanza con lo scioglimento delle nevi in primavera.

Anche nella pianura tra Rocca di Mezzo e Rovere (frazione di Rocca di Mezzo) sono presenti ulteriori inghiottitoi anch'essi molto suggestivi, alcuni dei quali con doline di dimensioni di gran lunga superiori rispetto a quelli situati tra Terranera e Rocca di Cambio. Si trovano alle pendici del Monte Sirente e non è stato ancora appurato se l'acqua che defluisce attraverso queste fessure arrivi anch'essa alle grotte di Stiffe oppure no, ma a causa della notevole distanza tra le due aree dei gruppi di inghiottitoi (circa 5 km) è probabile che quelli sotto il Sirente prendano un'altra strada sotterranea, il cui punto di uscita è al momento ancora sconosciuto.

Di fatto, tutta l'acqua proveniente dalle tantissime sorgenti e torrenti presenti nel Comune converge inevitabilmente verso gli inghiottitoi dell'Altopiano delle Rocche, proseguendo il suo corso esclusivamente sottoterra. Fanno parte del territorio del comune di Rocca di Mezzo anche i suggestivi Piani di Pezza (con tutte le cime circostanti, tra cui Monte Rotondo) e parte di Monte Sirente.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Rocca di Mezzo.

Il clima della zona è quello tipico delle zone montane di media montagna. D'inverno è rigido e nevoso, a seconda dell'annata, con il manto nevoso che nelle annate più nevose permane da novembre ad aprile a seconda anche dell'esposizione dei luoghi rispetto alla radiazione solare. La chiusura montuosa ad ovest dell'altopiano e l'apertura verso est lo rende particolarmente soggetto alle irruzioni di masse d'aria fredda da dai Balcani e dalla Russia, sia pure con nevicate scarse per la schermatura del Gran Sasso ad est. La neve compare più facilmente e in maniera più abbondante con perturbazioni da ovest. L'autunno è la stagione più piovosa seguita dalla primavera, l'estate è la stagione secca con l'altitudine che mitiga le ondate di calore. I Piani di Pezza, situati a poca distanza dal centro abitato, sono noti per le bassissime temperature invernali che spesso vengono lì registrate. In particolare, il 15 febbraio 2012 è stata rilevata la temperatura record di -37,4 gradi centigradi, la più bassa in assoluto mai registrata in tutto l'Appennino e tra le più basse d'Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso al centro storico

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dalla presenza in epoca mediovale di una rocca, tutt'oggi visibile nella parte alta del paese e attorno al quale si è sviluppato il paese, la quale rispetto alle altre rocche presenti nell'altipiano occupava una posizione abbastanza centrale nell'altipiano stesso.

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende storiche legate all'Altopiano delle Rocche, e a Rocca di Mezzo in particolare, hanno spesso avuto un legame con le avverse condizioni climatiche della zona. Il lungo periodo di innevamento invernale, le asperità naturali, la scarsità di comunicazioni, hanno provocato un isolamento duraturo, riducendo i contatti con i territori circostanti. I primi insediamenti umani della zona risalgono all'età paleolitica, come testimonia il ritrovamento nei Piani di Pezza e in Val d'Arano di stazzi utilizzati da pastori, provenienti dal Fucino e dalla Valle dell'Aterno.

In epoca preromana la porzione di altopiano integrato nel contemporaneo territorio comunale di Rocca di Mezzo apparteneva alla popolazione italica degli equi. Il territorio della contemporanea frazione di Rovere, segnava il confine nell'area di passaggio dei vestini con i marsi tra il Fucino e la conca aquilana. L'appartenenza in epoca medievale al territorio della Marsica è chiaramente legata all'inclusione nella contea di Celano. Durante l'occupazione romana, l'altopiano diventò un'importante zona strategica, in quanto situato tra i due grandi assi viari dell'Abruzzo: la Tiburtina Valeria, che da Roma giungeva fino a Ostia Aterni (la contemporanea Pescara), e la Claudia Nova, costruita dall'imperatore Claudio, che da Amiternum conduceva fino a Popoli.

Storia medievale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, il territorio rocchigiano e l'intero Abruzzo seguirono le vicende del resto d'Italia e fecero parte prima del Regno di Odoacre, poi di quello di Teodorico e dei suoi successori (fine del V secolo e prima metà del VI) e infine, a seguito della riconquista giustinianea, dell'Impero romano d'Oriente (attorno alla metà del VI secolo). Conquistato dai longobardi, il territorio dell'attuale comune di Rocca di Mezzo fece parte per circa cinquecento anni del Ducato di Spoleto.

È proprio sul finire di questo lungo periodo che si fa risalire la fondazione del paese (attorno all'anno 1000), cui parteciparono, secondo la tradizione, quattro comunità dedite alla pastorizia e all'agricoltura: S. Bartolomeo all'Anatella, S. Marco all'Intera, S. Damaso a Valle Caldora, S. Savino sotto il monte Cedico (attuale monte Rotondo). Tali comunità di pastori si sarebbero riunite intorno al colle di San Calvario, creando col tempo un borgo fortificato, simile a quelli che sarebbero sorti, in epoca successiva, a Rocca di Cambio, Ovindoli e San Potito. Il più antico documento in cui appare il nome di Rocca di Mezzo è tuttavia di un paio di secoli posteriore ed è un atto del 1237, mediante il quale «...notar Berardo di Roccadimezzo roga instrumento col quale Ertania di detta Rocca, figlia di Michele, e Simone suo figlio...fecero perpetua rinuncia...di qualunque petizione, lite, azione...»[2]. La presenza di un notaio a Rocca di Mezzo o comunque originario del luogo, presupponeva l'esistenza, durante il Regno di Federico II, di un centro abitato già pienamente sviluppato e relativamente importante.

Il centro storico di Rocca di Mezzo

Passato al Regno normanno (fine dell'XI secolo), poi a quello svevo-normanno di Sicilia retto da Federico II, Rocca di Mezzo divenne, nel Duecento, un feudo ambito, per la ricchezza dei suoi armenti e per la particolare posizione di cui godeva, al confine tra il territorio aquilano e quello di Celano. Nel 1222 Rocca di Mezzo era infeudato a Bernardo d'Ocre, il quale fu costretto a cederlo ai Conti di Celano. Tornò alla corona durante il regno di Corrado IV, figlio di Federico II, che dopo soli quattro anni lo riconsegnò ai Conti di Celano. Nel 1268 iniziò per il paese e per il suo Stato di appartenenza il dominio angioino, e, nella prima metà del Quattrocento, quello aragonese, instaurato da Alfonso il Magnanimo.

Agli inizi del XV secolo Rocca di Mezzo aveva un migliaio di abitanti ed era il più popoloso castello del territorio aquilano, seguito da Paganica, Pizzoli e Lucoli[3]. Nel luglio del 1423 fu investito da Braccio da Montone, che era penetrato in Abruzzo con l'intenzione di conquistare l'Aquila. Dopo nove mesi di assedio il paese capitolò (maggio 1424) e fu saccheggiato e in parte distrutto dai bracceschi. La morte del condottiero, avvenuta ai primi di giugno del 1424 e la ritirata del suo esercito dall'Aquilano, permise alla popolazione, che era stata precedentemente dispersa, di tornare a Rocca di Mezzo ed iniziare l'opera di ricostruzione. Il recupero demografico fu relativamente rapido perché in una rilevazione del 1488 si contarono in paese 285 famiglie, per un totale di circa 1.500 abitanti[4]

Storia moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima metà del Cinquecento Rocca di Mezzo passò, insieme a tutto il Regno di Napoli agli Asburgo di Spagna, che lo diedero in feudo a vari signori, fra cui i Colonna di Gallicano (XVI secolo e prima metà del XVII) e i Barberini (dalla metà del Seicento agli inizi dell'Ottocento). In età napoleonica, con la promulgazione della legge del 2 agosto 1806, vennero di fatto aboliti i diritti feudali nel Regno e Rocca di Mezzo passò a dipendere direttamente dalla Corona.

Dopo la restaurazione borbonica, il paese visse un periodo di relativa tranquillità fino alla sua incorporazione al nascente Regno d'Italia. Negli ultimi decenni dell'Ottocento sperimentò un notevole incremento demografico ed iniziò a svilupparsi ai piedi della collina su cui era rimasto arroccato fin dalla sua nascita. Tale crescita, arrestatasi agli inizi del Novecento a causa dell'emigrazione, riprese con vigore nella seconda decade del secolo, portando la popolazione a toccare il suo massimo storico nel 1921 (4.168 abitanti secondo i dati censuali di quell'anno).

Scorcio del borgo di sotto il centro medievale: in vista la cappella Gentile

La scarsa redditività dell'agricoltura (spesso di sussistenza) e l'inarrestabile crisi della pastorizia transumante diedero tuttavia nuovo impulso al fenomeno dell'emigrazione, che non si arrestò neppure in epoca fascista, nonostante la legislazione restrittiva inaugurata dal regime fin dalla fine degli anni venti del Novecento. In effetti fra il 1921 e il 1936 il comune registrò un decremento demografico consistente (dell'ordine del 24%) che si è protratto fino alla fine del XX secolo, a causa non solo dell'emigrazione, ma anche di un calo generalizzato delle nascite che iniziò a manifestarsi, come in altre aree d'Italia, a partire dal 1975-1980. Fra le mete preferite dagli emigranti rocchigiani nel corso del secolo passato segnaliamo, oltre Roma e l'Italia settentrionale, il Venezuela, il Sudafrica e gli Stati Uniti d'America. Nel censimento del 2001 la popolazione di Rocca di Mezzo toccò il suo minimo storico con 1.426 abitanti, valore inferiore persino a quello stimato nel 1488. Da allora ai giorni nostri si è assistito a una lieve ripresa demografica (dovuta soprattutto all'immigrazione dall'estero), la cui modestia e battute di arresto non la fanno ancora percepire come una inversione di tendenza duratura (1.468 residenti censiti nel 2011, 1.534 stimati nel dicembre 2013 e scesi poi a 1.529 nel maggio 2015).

Fin dagli anni venti e trenta del Novecento iniziò a svilupparsi in zona il turismo che subì un forte incremento a partire dal 1960 circa. Di pari passo si verificò un aumento consistente dell'edilizia residenziale, legata anche alla vicinanza degli impianti sciistici di Campo Felice e Ovindoli-Monte Magnola (appartenenti al comprensorio delle Tre Nevi) e al fresco clima estivo che ha sempre attratto molti vacanzieri dalla vicina capitale. Tale incremento, pur avendo avuto un impatto negativo sull'ambiente naturale circostante e sulla qualità di vita dei residenti, ha generato e continua a generare reddito e occupazione.

Il 6 aprile 2009 Rocca di Mezzo è stata colpita, sebbene in forma meno grave rispetto ad altri comuni limitrofi (fra cui L'Aquila, Rocca di Cambio e Ocre), dal recente sisma dell'Aquila: alcune abitazioni hanno riportato lesioni di una certa entità rendendole inagibili ed il campanile situato nella vicina frazione di Rovere è crollato.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[5]»
— 2 settembre 1997

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Villa Cidonio

Il capoluogo comunale è posto alle pendici del Monte Rotondo, e il suo centro storico sorge su una collina di modesta altitudine (nota con il nome di San Calvario) situata a una cinquantina di metri al di sopra dell'altipiano e a 1329 m s.l.m.

L'abitato è diviso in tre parti:

  • Il Borgo (Bùlverə, nel dialetto locale) di origini medievali, è posto a meridione, sulla cima di San Calvario e costituisce il nucleo più antico del paese, con case, rimesse in pietra, vicoli ripidi e la Chiesa Madre (in stile tardo barocco) affiancata da un piazzale pedonale
  • La Morge (Móricə, nel dialetto locale) sulle pendici settentrionali del colle di San Calvario, a un'altitudine inferiore rispetto al Borgo. Edificata in età moderna (a partire dal XVI secolo), presenta molti scorci suggestivi (fra cui I tre archi)
  • Il nuovo incasato, sull'altopiano propriamente detto (1277 m s.l.m.), eretto in massima parte nel corso del Novecento, con alcuni pregevoli edifici pubblici (il vecchio Municipio, edificato nel primo decennio del XX secolo) e privati (fra cui la Villa Cidonio, in stile eclettico con influenze liberty, ultimata nel 1925). La parte nuova, o "bassa", ha conosciuto un impetuoso sviluppo a partire dai primi anni sessanta, con la costruzione di numerose villette, edifici residenziali multifamiliari e insediamenti turistici di vario tipo, generalmente privi di contenuti estetici di rilievo. Trovandosi in zona pianeggiante, la grande piazza principale di Rocca di Mezzo ha la caratteristica di essere facilmente raggiungibile e fruibile anche per sole passeggiate.

Nei pressi del paese si può ammirare il Cimitero monumentale (inaugurato nel 1898).

Fra le località naturali di un certo interesse si segnalano le pendici del Monte Rotondo che sovrasta il paese (con Fonte nascosta, Le Cese e le due pinete, alta e bassa). Sul versante settentrionale del Monte Velino si estendono i Piani di Pezza, da dove si può raggiungere il Rifugio Vincenzo Sebastiani (alt. 2102m), mentre sulla strada che porta a Secinaro è situata l'L'Anatella (una fonte ai margini delle pendici boschive del Monte Sirente). Tutti questi luoghi sono ambite mete di gite, escursioni e trail running.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna delle Grazie a contrada Rovere
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve (XVIII secolo), non si hanno precise notizie, ed è difficile leggere anche l'impianto architettonico poiché costantemente rifatti nei secoli susseguitisi. Probabilmente la chiesa esisteva già nel Medioevo, e venne edificata sopra l'area del castello, poiché la torre di guardia è stata occupata dal campanile, separato dalla chiesa, che sorge sul punto più alto del pizzo roccioso. La chiesa come si presenta oggi è stato oggetto dell'ultimo restauro del dopo terremoto 1915, che le ha conferito all'esterno un aspetto neoromanico, e all'interno uno eclettico, prevalentemente neoclassico e neorinascimentale. L'esterno ha l'impianto rettangolare, con facciata a salienti, decorata al centro da portale a tutto sesto con lunetta a rilievo e decorazione della Vergine col Bambino, in asse con esso più in alto sta un semplice rosone, senza vetrata. L'interno è a tre navate divise da archi a tutto sesto poggianti su pilastri quadrati-
  • Chiesa di San Michele Arcangelo (XVII secolo), detta anche cappella Gentile, si affaccia su Piazza Principe di Piemonte. Usata per secoli come cappella privata, nel XIX secolo fu ampliata in stile misto tra il neoclassico e il neogotico, e divenne una chiesa pubblica. Ha impianto rettangolare con facciata decorata da portale architravato a cornice neoclassica, sormontato in asse da una bifora neogotica, e da un ordine, appena sotto la cornice marcapiano, di cinque nicchie cieche, due delle quali provviste di finestra, infine l'architrave a timpano triangolare, sormontato nel vertice dalla statua della Madonna. L'interno è a navata unica, piuttosto sobrio.
  • Chiesa di San Pietro de Vignoli: nel centro di Rovere, è la chiesa più antica del paese, menzionata nel 1313, quando venne nominata dall'estimo dei beni. Ebbe il ruolo di parrocchiale anche di Fonteavignone fino all'inizio del XVI secolo quando venne ampliata la chiesa dell'Assunta. La chiesa è molto interessante, confondendosi con il tessuto urbano delle case, è priva di facciata, l'ingresso è dato sul fianco, da un portale barocco seicentesco a timpano spezzato, con al centro la croce papale. L'interno è barocco, molto ben decorato.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (XIV secolo), contrada Rovere in Largo Madonna, risale al XIII secolo e apparteneva alla diocesi dei Marsi. La confraternita omonima fu fondata nel 1590, che venne ampliata nel 1643, quando si ricavarono i loculi interrati per seppellire i morti. La facciata della chiesa è in blocchi di pietra squadrati, essa è articolata dal portale con stipiti e architrave modanati cinquecenteschi, sopra in asse c'è una semplice finestra. In asse in cime è posto il campanile a vela, a triplo fornice. L'impianto interno è rettangolare a navata unica con terminazione as abside semicircolare, ilo soffitto è a capriate lignee, e di interesse c'è solo il gruppo statuario dei Santi.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: in contrada Fonteavignone, ha un aspetto settecentesco, anche se risale al XIV secolo. Vi sono conservati la statua della Vergine delle Grazie in terracotta del 1432, una croce processionale dell'orafo Nicola da Guardiagrele del 1434 e un pregevole dipinto della Madonna col Bambino di scuola raffaellesca.
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena (XVIII secolo), contrada Rovere, sussidiaria della parrocchia di San Pietro, ha un aspetto tardo ottocentesco in stile rurale, anche se l'architrave a timpano spezzato del portale fa immaginare che possa risalire all'epoca barocca. Ha impianto rettangolare con il portale, sovrastato da un oculo centrale, mentre la copertura del tetto è a spioventi.
Festa del Narciso 2017
  • Chiesa di San Lorenzo: parrocchia di borgo Terranera, è molto antica. In documenti si legge che nel 1180 Tommaso Conte dei Marsi di Celano, signore di Barili e figlio di Berardo il Francisco, fondatore di Rocca Odorisia (probabilmente Rocca di Cambio), donò ai Gerosolimitani la chiesa di San Pio a Campana di Fontecchio, poi la chiesa di San Niccolò di Terranera con tutte le rendite. Lo storico Antinori ipotizza l'esistenza di un borgo dipendente dal castello di Barile situato presso la valle dell'Aterno, tra Terranera, Tussillo e Casentino. Questo castello nel 1254 partecipò a fondare L'Aquila, venne distrutto da Corradino di Svevia nel 1268 circa. La chiesa oggi ha un aspetto settecentesco, con facciata molto semplice a tetto spiovente, e ingresso presso un loggiato a due archi sul fianco di destra, con portale architravato, sovrastato dal campanile a torre.
  • Chiesa di San Leucio (XV secolo), si trova nella pineta omonima fuori Rocca di Mezzo. Interessante notare come il culto del vescovo orientale San Leucio d'Alessandria si diffuse in Abruzzo principalmente ad Atessa, essendo venerato nel duomo per la leggenda del drago, e poi a Rocca e a Cagnano Amiterno, nell'aquilano. Fondata nell'epoca rinascimentale, sorge sul cocuzzolo collinare, ad impianto rettangolare, con facciata quadrata, decorata da portale architravato e sovrastato dal centro della facciata da un oculo. L'interno è ancora inagibile per il sisma del 2009.

Architetture civili e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo comunale: è un edificio sorto nei primi anni del Novecento in Piazza Principe di Piemonte, poiché per l'espansione dell'abitato più a valle, gli antichi palazzi del quartiere vecchio non erano più adatti ad ospitare gli uffici. Il palazzo segue i caratteri monumentali dell'architettura tardo classica ed eclettica, ha impianto rettangolare, diviso nella facciata in tre parti da paraste, e ugualmente in tre settori orizzontali da cornicioni marcapiano. Gli ingressi sono due, posti nei due lati esterni, a confluenza delle paraste che compongono la porzione centrale, e sono architravati con timpano curvilineo, mentre le finestre rettangolari dei due ordini superiori sono alquanto semplici, e solo l'ordine del settore mediano è architravato con semplici cornici. In cima nella parte centrale si erge una piccola torretta con l'orologio civico.
  • Villa Cidonio: è sede del Parco naturale regionale del Sirente Velino, fu realizzata dall'architetto Fasolo tra il 1925 e il 1930 in stile eclettico liberty. La struttura evoca le forme stilizzate del rinascimento italiano toscano, la robusta compattezza della costruzione poggia sopr auno zoccolo bugnato di conci bianchi e il bel inserto della pietra nel laterizio, studiato per accentuare il contrasto chiaroscurale delle componenti decorative, le sobrie linee dei tre avancorpi sormontati da altrettanti frontoni triangolari che risaltano il valore plastico delle facciate, il monumentale ingresso ad arco, modanato dagli stessi elementi dell'archivolto, l'eleganza del disegno di certe finestre a lunetta, ingentilite dalle figure in rilievo e dalle cornici in pietra tagliata. I tetti vasti, sfalsati, sovrapposti l'uno all'altro, sono movimentati da edicole, scale e balaustre, con curiosi camini ad arnia. L'interno ha i soffitti in travi di legno, i pavimenti sono in piastrelle di cotto, nell'atrio le pareti sono dipinte, l'arredo è in mobili d'antiquario. Durante il 1943-44 la villa fu comando militare dei tedeschi, vi si installò il presidio del generale von Zanthier, e poi venne bombardata dagli americani, che però non centrarono la costruzione, salvandosi dalle distruzioni.
Monumento del Narciso
  • Castello di Rovere: si trova nella parte più alta della montagnetta dove sorge Rovere, e fa parte del sistema difensivo dei Normanni dell'XI-XII secolo, dell'altopiano delle Rocche. Nel 1254 contribuì a fondare L'Aquila, venne attaccato nel 1424 da Braccio da Montone, ma non perse sino al XVII secolo la funzione di controllo del traffico nella vallata delle merci e dei viandanti e pastori transumanti. Il castello era documentato già dal 1100, appartiene a quella tipologia dei castelli-villaggio cinti da mura e torri tompitratta, che si raccordano al torrione principale pentagonale, come l'esempio dei castelli recinto a triangolo di San Pio delle Camere, Roccacasale e Stiffe. Oggi le rovine sono ancora abbastanza conservate, e all'interno è possibile riconoscere le casermette dei soldati, l'armeria e la cisterna.
  • Monumento del Narciso: si tratta di una costruzione recente, situata all'ingresso del paese, in onore della festa tradizionale roccolana. Sopra un blocco di base si erge un rettangolo sagomato con le figure del fiore. Questa festa fu inaugurata nel 1947, forse ispirata alla Sfilata delle Rose che si tiene in California, e portata in paese da emigranti. Nel mese di Maggio il narciso, spontaneamente rigoglioso sull'altopiano delle Rocche, è diventato il simbolo naturale del paese.
  • Fontana di Piazza Principe di Piemonte: fu costruita nella seconda metà dell'Ottocento per facilitare il prelievo dell'acqua degli abitanti, e per abbeverare le bestie. Poggia su un basamento in pietra, e si sviluppa a vasca circolare scandita da blocchi che fanno assumere alla vasca stella un aspetto vagamente ottagonale. Dalla vasca si erge un fusto sagomato con le cannelle, ed in cima troneggia un putto in ghisa che abbraccia un delfino da cui sgorga l'acqua. Un'altra fontana in ghisa, più antica, si trova addossata a un muro, con catino a mensola e terminazione a timpano, ha per supporto una parete a terminazione orizzontale in pietra, con leggera cornice. L'accesso è delimitato da due bassi setti murari, lateralmente affiancati da due sedili in pietra delimitati da lesene. Un'altra cornice di due lesene a semicerchio delimita il centro della fonte stessa.

Parco naturale regionale del Sirente Velino[modifica | modifica wikitesto]

Monte Ocre e Monte Cagno
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parco naturale regionale Sirente-Velino, Altopiano delle Rocche e Campo Felice.
  • Parco del Sirente Velino: istituito nel 1989 con sede a Rocca di Mezzo, con lo scopo di tutelare e preservare i valori ambientali, nonché di trasmettere alle generazioni gli elementi culturali e i segni delle ricchezze storico-architettoniche ereditate dal passato. Il parco è un incantevole scenario naturale, un paesaggio incontaminato che ospita flora e fauna tra le più significative del centro Italia, concentrato di storia, che conserva le testimonianze di un passato ancora vivo, dove la presenza di templi romani, castelli, torri, borghi medievali permette di scoprire la storia dell'alta Marsica. Le offerte ricettive riguardano infatti i percorsi storico culturali nei paesi, i percorsi escursionistici, studi sulla flora e la fauna, e passeggiate trekking. Il parco si estende dalle gole di Celano a ridosso della conca del Fucino, fino a Ovindoli, Rocca di Cambio, Tione degli Abruzzi e Fontecchio, alle pendici della valle dell'Aterno a L'Aquila. Il cuore del Parco a Rocca di Mezzo è l'altopiano delle Rocche, che si estende per 1300 metri di quota, tra la bassa val d'Aterno e la Piana Fucense, contornato dalle catene montuose del Velino e del Sirente. In questo territorio caratterizzato dalla presenza di pascoli e bacini carsici, si trovano i comuni di Rocca di Mezzo con le frazioni Rovere, Fonteavignone, Terranera e Rocca di Cambio con Ovindoli, che le frazioni di San Potito e San Jona. Dal primo Novecento l'altopiano è stato interessato soprattutto dal turismo invernale sciistico con arrivi soprattutto da Roma e dal napoletano, per gli impianti attrezzati di Campo Felice, di Pescasseroli e di Ovindoli Monte Magnola.
Campo Felice
  • Pineta San Leucio e Parco delle Rimembranze: si tratta di due parchi realizzati mediante piantata di alberi di montagna, situati ad ovest di Rocca. Il primo si sviluppa attorno la chiesa di San Leucio, il secondo è posto nei pressi di Terranera, e ha di interesse un tempietto votivo ottagonale, caratterizzato da arcate a tutto sesto con architravi decorate, e cupola piramidale. Si ipotizza che possa trattarsi di una chiesa più antica, rimaneggiata dopo il terremoto del 1915.
  • Campo Felice: in località Caporitorto presso Rocca di Cambio, è una stazione sciistica nella catena del Sirente-Velino, e con Campo Imperatore, Monte Magnola fa parte del comprensorio sciistico Tre Nevi, con cime alte più di 2000 metri. Campo Felice dispone di 30 km tracciati immersi nella natura, ha 250 cannoni sparaneve, un fabbisogno idrico di 70 milioni di litri, assicurato da un bacino naturale posto sulla base della seggiovia, detto la Cisterna, a 1700 metri di quota. In cima a Monte Rotondo si godono panorami del Gran Sasso, del Sirente e del Velino, la Majella e la Duchessa
Piani di Pezza, piano Capo d'Orso
  • Piani di Pezza: sono un altopiano glaciale carsico alluvionato, situato nell'area comunale di Rocca. L'altopiano è luogo ideale per praticare sci, escursioni e passeggiate trekking. L'ingresso è dato da Vado di Pezza, provenendo da Rocca, la presenza di faggete fino a 1850 m. di quota, la piana invece che ha i versanti esposti a ovest e a sud è priva di vegetazione ad alto fusto. L'aspetto affascinante è dato dalla cresta del Monte Velino, e dal sentiero che costeggia il fiume Aterno, tale sentiero conduce al Rifugio Sebastiano, di proprietà dei CAI sezione Roma, a quota 2012 m, e dal rifugio si attraversa la faggeta di Valle Cerchiata, dove si trovane le nevi perenni, successivamente il percorso prevede il Bivio Punta Trento a 2220 m., dove il sentiero s'inerpica verso il Bicchero, quota 2161 m., e poi verso la vetta del Monte Cafornia (2409 m.). Dal bivio s'incontra il Monte Sevice di 2331 m., dove è raggiungibile anche il Velino, raggiungendo 2486 m. di vetta. Questo monte è il più alto di tutto il parco naturale, e da lì si gode una vista della piana del Fucino con Avezzano, dei gruppi montuosi dell'Appennino centrale, la parte est della Majella, il Gran Sasso a nord, i monti Marsicani a sud-est, i Monti Ernici a sud e i Monti Simbruini a sud-ovest.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

La costante flessione demografica conosciuta da Rocca di Mezzo dal 1921 ai giorni nostri, è stata in parte compensata negli ultimi decenni dall'immigrazione. Fin dagli anni novanta del Novecento, si sono infatti stabiliti in paese numerosi lavoratori stranieri, per lo più originari dell'Europa orientale. I residenti esteri in situazione regolare erano 156 al 31 dicembre 2014 e costituivano poco più del 10% della popolazione complessiva del comune. Fra di essi il 59% circa (92 unità) provenivano dalla Romania, seguiti dai kosovari (18 unità), dai serbi (11 unità), dagli ucraini (8 unità) e dagli albanesi (7 unità).[7]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese vive quasi interamente di turismo estivo ed invernale nelle aree naturali suddette e di attività commerciali connesse.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Festa del Narciso

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954 furono girate a Rocca di Mezzo alcune scene del film La strada di Federico Fellini, vincitore del premio Oscar nel 1957 come "miglior film straniero".

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa del Narciso
Manifestazione folkloristica tra le più caratteristiche e longeve della regione Abruzzo. Celebrata per la prima volta nel 1947 per salutare la pace poco dopo le gravi conseguenze subite dalla seconda guerra mondiale. Nel corso degli anni ha sempre più rappresentato un vero e proprio omaggio alla primavera e alla bella stagione attraverso l'allestimento di carri allegorici e l'infioritura realizzata utilizzando i fiori bianchi del narciso. Feste analoghe si svolgono in Italia ad Acceglio (CN), Castelnuovo Nigra (TO), Mel (BL), Marcellina e Rocca Priora (RM), Monte di Malo (VI), mentre in alcune località della Sardegna vengono celebrati riti religiosi in onore di san Narciso di Gerusalemme e ad Ausseerland, in Austria, viene organizzata una festa simile a quella di Rocca di Mezzo. Nella cittadina abruzzese la festa si svolge nell'ultima domenica di maggio[8].

Detti e proverbi[modifica | modifica wikitesto]

  • Quando l'acqua viè da Ro're, pi'a la zapp' e va a la'ore; quando l'acqua viè da Cagn', pi'a li panni e vatt' a cagn'! (Quando la pioggia viene da Rovere prendi la zappa e vai a lavorare; quando l'acqua viene da Rocca di Cambio, prendi i vestiti e vatti a cambiare) (popolare)
  • Rocca di Mezzo è l'unico paese in cui l'estate è l'inverno - e l'inverno è l'inverno (giovanile)
  • Cappa, pane e spesa poc'e pesa (La spesa per vestiti e alimenti pesa sempre poco)

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato è diviso in tre parti, di cui due sono situate sul colle di San Calvario, mentre la terza si estende ai suoi piedi, sull'altopiano:

  • Il Borgo, di origini medievali, è posto a meridione, sulla cima di San Calvario e costituisce il nucleo più antico del paese, con case, rimesse in pietra, vicoli ripidi e la Chiesa Madre affiancata da un piazzale pedonale
  • La Morge si sviluppa sulle propaggini settentrionali del colle di San Calvario, a un'altitudine inferiore rispetto al Borgo.
  • La parte bassa, sull'altopiano propriamente detto (1277 m s.l.m.), ospita il nuovo incasato, eretto in massima parte nel corso del Novecento.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è raggiungibile:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950-51 fu costruito a Rocca di Mezzo (località "Il Lago") un trampolino da salto con gli sci lungo 45 metri, il quale ottenne la certificazione di "trampolino olimpionico" e che fu considerato il migliore del Centro-Sud Italia. Venne inaugurato nel febbraio del 1952 alla presenza di numerose autorità politiche e sportive nazionali. Accanto al trampolino olimpionico ne fu costruito anche uno più piccolo chiamato "trampolino scuola", per permettere agli aspiranti saltatori un approccio graduale alle distanze più lunghe raggiungibili dal trampolino maggiore. Su quest'ultimo si esercitarono i più grandi saltatori italiani dell'epoca (tutti del Nord Italia), compresa la squadra azzurra che partecipò alle Olimpiadi invernali di Cortina del 1956. La struttura venne poi progressivamente abbandonata a causa del minore interesse per il salto ed in favore dello sci da discesa (con l'apertura della vicina stazione di Campo Felice), ma sono tuttora visibili i resti nella fitta pineta circostante.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 25 maggio 2002 Giovanni Cocciante Lista Civica di Centro (1993-1997)
Lista Civica di Centro-sinistra (1997-2002)
Sindaco [9][10]
26 maggio 2002 6 maggio 2012 Emilio Nusca Lista Civica di Centro-sinistra (2002-2007)
Lista Civica (2007-2012) - DS
Sindaco [11][12]
7 maggio 2012 dimissionato dal Prefetto Mauro Di Ciccio Lista Civica Unità e progresso - PD Sindaco [13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2018.
  2. ^ Cit. da Regesto Antinoriano, a cura di Salvatore Piacentino, c/o Deputazione di Storia Patria degli Abruzzi, 1977, p. 62. La fonte è tratta da: Mario Arpea, Roccadimezzo e l'Altopiano, L'Aquila, Japadre Editore, 1999, p. 219, ISBN 88-7006-380-1
  3. ^ Mario Arpea, Op. cit., p. 85
  4. ^ Mario Arpea, Op. cit. p. 101
  5. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, su dati.acs.beniculturali.it.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Numero degli immigrati a Rocca di Mezzo per provenienza, su demo.istat.it. URL consultato il 31 ottobre 2015.
  8. ^ Festa del Narciso, Roccadimezzo.org. URL consultato il 27 giugno 2017.
  9. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 21 novembre 1993, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 16 novembre 1997, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 26 maggio 2002, su elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 27 maggio 2007, su elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 6 maggio 2012, su elezionistorico.interno.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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