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Rocca di Mezzo

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Rocca di Mezzo
comune
Rocca di Mezzo – Stemma Rocca di Mezzo – Bandiera
Rocca di Mezzo – Veduta
Panoramica di Rocca di Mezzo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Mauro Di Ciccio (PD) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 42°12′21″N 13°31′13″E / 42.205833°N 13.520278°E42.205833; 13.520278 (Rocca di Mezzo)Coordinate: 42°12′21″N 13°31′13″E / 42.205833°N 13.520278°E42.205833; 13.520278 (Rocca di Mezzo)
Altitudine 1 322 m s.l.m.
Superficie 90,55 km²
Abitanti 1 529[1] (31-05-2015)
Densità 16,89 ab./km²
Frazioni Fonteavignone, Rovere, Terranera
Comuni confinanti Fagnano Alto, Fontecchio, L'Aquila, Lucoli, Magliano de' Marsi, Massa d'Albe, Ocre, Ovindoli, Rocca di Cambio, San Demetrio ne' Vestini, Sant'Eusanio Forconese, Secinaro, Tione degli Abruzzi, Villa Sant'Angelo
Altre informazioni
Cod. postale 67048
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066082
Cod. catastale H402
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti rocchigiani
Patrono san Leucio
Giorno festivo 11 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rocca di Mezzo
Rocca di Mezzo
Rocca di Mezzo – Mappa
Posizione del comune di Rocca di Mezzo all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Rocca di Mezzo ("La Rocca" in dialetto locale) è un comune italiano di 1.529 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo, appartenente alla Comunità montana Sirentina e sede del Parco regionale naturale del Sirente-Velino. È stazione climatica estiva e centro turistico di sport invernali (in particolare sci di fondo, sci escursionismo e scialpinismo), situata a breve distanza dagli impianti sciistici di Campo Felice e Ovindoli, ed in posizione centrale sull'Altopiano delle Rocche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Inghiottitoi di Rocca di Mezzo - Terranera visti da Google Earth
Il centro storico di Rocca di Mezzo

Il territorio comunale si estende tra le dorsali del Monte Velino a ovest e del Monte Sirente a nord est, occupando un'area di circa 90 km² e presentando dislivelli notevoli, che vanno dai 925 ai 2243 m s.l.m. di Punta Trento. Dal punto di vista geomorfologico, la porzione di altopiano compreso nel territorio comunale (con un'altitudine media di 1270/1280 m) è caratterizzata da fenomeni carsici di notevole interesse, fra cui doline, inghiottitoi e grotte. L'inghiottitoio di Terranera, noto come Pozzo Caldaio, è attualmente il più importante: le sue acque si disperdono, per poi riaffiorare nelle Grotte di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini. Fanno parte del territorio del comune di Rocca di Mezzo anche i suggestivi Piani di Pezza (con tutte le cime circostanti, tra cui Monte Rotondo) e parte di Monte Sirente.

Dal punto di vista geologico, l'area del comune di Rocca di Mezzo è caratterizzato da fenomeni carsici di grande interesse come doline, inghiottitoi e grotte. L'inghiottitoio di Terranera, (erroneamente accostato al piccolo lago di Pozzo Caldaio), è in realtà un insieme di più inghiottitoi e doline che si trova in un'area piuttosto ampia della pianura (localmente detta "Le Prata") localizzata nel tratto compreso tra i borghi di Terranera e Rocca di Cambio, nella parte più bassa di questo altopiano. Alcuni di questi inghiottitoi raccolgono l'acqua per tutto l'anno, altri soltanto nei periodi di maggiori precipitazioni acquose o in concomitanza con lo scioglimento delle nevi in primavera. È stato accertato che le acque che si disperdono in questo gruppo di inghiottitoi riaffiorano a circa 3km di distanza nelle Grotte di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini circa 600 metri più in basso.

Anche nella pianura tra Rocca di Mezzo e Rovere (frazione di Rocca di Mezzo) sono presenti altri inghiottitoi molto suggestivi, alcuni dei quali con doline di dimensioni di gran lunga superiori rispetto a quelli tra Terranera e Rocca di Cambio. Si trovano alle pendici del Monte Sirente e non è stato ancora appurato se l'acqua che defluisce attraverso queste fessure arrivi anch'essa alle grotte di Stiffe oppure no, ma a causa della notevole distanza tra le due aree dei gruppi di inghiottitoi (circa 5 km) è probabile che quelli sotto il Sirente prendano un'altra strada sotterranea, il cui punto di uscita è al momento ancora sconosciuto.

Di fatto, tutta l'acqua proveniente dalle tantissime sorgenti e torrenti presenti nel Comune converge inevitabilmente verso gli inghiottitoi dell'Altopiano delle Rocche, proseguendo il suo corso esclusivamente sottoterra.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Rocca di Mezzo.

Il clima della zona è quello tipico delle zone montane di media montagna. D'inverno è rigido e nevoso, a seconda dell'annata, con il manto nevoso che nelle annate più nevose permane da novembre ad aprile a seconda anche dell'esposizione dei luoghi rispetto alla radiazione solare. La chiusura montuosa ad ovest dell'altopiano e l'apertura verso est lo rende particolarmente soggetto alle irruzioni di masse d'aria fredda da dai Balcani e dalla Russia, sia pure con nevicate scarse per la schermatura del Gran Sasso ad est. La neve compare più facilmente e in maniera più abbondante con perturbazioni da ovest. L'autunno è la stagione più piovosa seguita dalla primavera, l'estate è la stagione secca con l'altitudine che mitiga le ondate di calore. I Piani di Pezza, situati a poca distanza dal centro abitato, sono noti per le bassissime temperature invernali che spesso vengono lì registrate. In particolare, il 15 febbraio 2012 è stata rilevata la temperatura record di -37,4 gradi centigradi, la più bassa di tutto l'Appennino e probabilmente d'Italia in quel periodo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del borgo di sotto il centro medievale: in vista la cappella Gentile

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende storiche legate all'Altopiano delle Rocche, e a Rocca di Mezzo in particolare, hanno spesso avuto un legame con le avverse condizioni climatiche della zona. Il lungo periodo di innevamento invernale, le asperità naturali, la scarsità di comunicazioni, hanno provocato un isolamento duraturo, riducendo i contatti con i territori circostanti. I primi insediamenti umani della zona risalgono all'età paleolitica, come testimonia il ritrovamento nei Piani di Pezza e in Val d'Arano di stazzi utilizzati da pastori, provenienti dal Fucino e dalla Valle dell'Aterno.

In epoca preromana la porzione di altopiano integrato nel contemporaneo territorio comunale di Rocca di Mezzo apparteneva alla popolazione italica degli equi. Il territorio della contemporanea frazione di Rovere, segnava il confine nell'area di passaggio dei vestini con i marsi tra il Fucino e la conca aquilana. L'appartenenza in epoca medievale al territorio della Marsica è chiaramente legata all'inclusione nella contea di Celano. Durante l'occupazione romana, l'altopiano diventò un'importante zona strategica, in quanto situato tra i due grandi assi viari dell'Abruzzo: la Tiburtina Valeria, che da Roma giungeva fino a Ostia Aterni (la contemporanea Pescara), e la Claudia Nova, costruita dall'imperatore Claudio, che da Amiternum conduceva fino a Popoli.

Storia medievale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, il territorio rocchigiano e l'intero Abruzzo seguirono le vicende del resto d'Italia e fecero parte prima del Regno di Odoacre, poi di quello di Teodorico e dei suoi successori (fine del V secolo e prima metà del VI) e infine, a seguito della riconquista giustinianea, dell'Impero romano d'Oriente (attorno alla metà del VI secolo). Conquistato dai longobardi, il territorio dell'attuale comune di Rocca di Mezzo fece parte per circa cinquecento anni del Ducato di Spoleto.

È proprio sul finire di questo lungo periodo che si fa risalire la fondazione del paese (attorno all'anno 1000), cui parteciparono, secondo la tradizione, quattro comunità dedite alla pastorizia e all'agricoltura: S. Bartolomeo all'Anatella, S. Marco all'Intera, S. Damaso a Valle Caldora, S. Savino sotto il monte Cedico (attuale monte Rotondo). Tali comunità di pastori si sarebbero riunite intorno al colle di San Calvario, creando col tempo un borgo fortificato, simile a quelli che sarebbero sorti, in epoca successiva, a Rocca di Cambio, Ovindoli e San Potito. Il più antico documento in cui appare il nome di Rocca di Mezzo è tuttavia di un paio di secoli posteriore ed è un atto del 1237, mediante il quale «...notar Berardo di Roccadimezzo roga instrumento col quale Ertania di detta Rocca, figlia di Michele, e Simone suo figlio...fecero perpetua rinuncia...di qualunque petizione, lite, azione...»[2]. La presenza di un notaio a Rocca di Mezzo o comunque originario del luogo, presupponeva l'esistenza, durante il Regno di Federico II, di un centro abitato già pienamente sviluppato e relativamente importante.

Passato al Regno normanno (fine dell'XI secolo), poi a quello svevo-normanno di Sicilia retto da Federico II, Rocca di Mezzo divenne, nel Duecento, un feudo ambito, per la ricchezza dei suoi armenti e per la particolare posizione di cui godeva, al confine tra il territorio aquilano e quello di Celano. Nel 1222 Rocca di Mezzo era infeudato a Bernardo d'Ocre, il quale fu costretto a cederlo ai Conti di Celano. Tornò alla corona durante il regno di Corrado IV, figlio di Federico II, che dopo soli quattro anni lo riconsegnò ai Conti di Celano. Nel 1268 iniziò per il paese e per il suo Stato di appartenenza il dominio angioino, e, nella prima metà del Quattrocento, quello aragonese, instaurato da Alfonso il Magnanimo.

Agli inizi del XV secolo Rocca di Mezzo aveva un migliaio di abitanti ed era il più popoloso castello del territorio aquilano, seguito da Paganica, Pizzoli e Lucoli[3]. Nel luglio del 1423 fu investito da Braccio da Montone, che era penetrato in Abruzzo con l'intenzione di conquistare l'Aquila. Dopo nove mesi di assedio il paese capitolò (maggio 1424) e fu saccheggiato e in parte distrutto dai bracceschi. La morte del condottiero, avvenuta ai primi di giugno del 1424 e la ritirata del suo esercito dall'Aquilano, permise alla popolazione, che era stata precedentemente dispersa, di tornare a Rocca di Mezzo ed iniziare l'opera di ricostruzione. Il recupero demografico fu relativamente rapido perché in una rilevazione del 1488 si contarono in paese 285 famiglie, per un totale di circa 1.500 abitanti[4]

Storia moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima metà del Cinquecento Rocca di Mezzo passò, insieme a tutto il Regno di Napoli agli Asburgo di Spagna, che lo diedero in feudo a vari signori, fra cui i Colonna di Gallicano (XVI secolo e prima metà del XVII) e i Barberini (dalla metà del Seicento agli inizi dell'Ottocento). In età napoleonica, con la promulgazione della legge del 2 agosto 1806, vennero di fatto aboliti i diritti feudali nel Regno e Rocca di Mezzo passò a dipendere direttamente dalla Corona.

Dopo la restaurazione borbonica, il paese visse un periodo di relativa tranquillità fino alla sua incorporazione al nascente Regno d'Italia. Negli ultimi decenni dell'Ottocento sperimentò un notevole incremento demografico ed iniziò a svilupparsi ai piedi della collina su cui era rimasto arroccato fin dalla sua nascita. Tale crescita, arrestatasi agli inizi del Novecento a causa dell'emigrazione, riprese con vigore nella seconda decade del secolo, portando la popolazione a toccare il suo massimo storico nel 1921 (4.168 abitanti secondo i dati censuali di quell'anno).

La scarsa redditività dell'agricoltura (spesso di sussistenza) e l'inarrestabile crisi della pastorizia transumante diedero tuttavia nuovo impulso al fenomeno dell'emigrazione, che non si arrestò neppure in epoca fascista, nonostante la legislazione restrittiva inaugurata dal regime fin dalla fine degli anni venti del Novecento. In effetti fra il 1921 e il 1936 il comune registrò un decremento demografico consistente (dell'ordine del 24%) che si è protratto fino alla fine del XX secolo, a causa non solo dell'emigrazione, ma anche di un calo generalizzato delle nascite che iniziò a manifestarsi, come in altre aree d'Italia, a partire dal 1975-1980. Fra le mete preferite dagli emigranti rocchigiani nel corso del secolo passato segnaliamo, oltre Roma e l'Italia settentrionale, il Venezuela, il Sudafrica e gli Stati Uniti d'America. Nel censimento del 2001 la popolazione di Rocca di Mezzo toccò il suo minimo storico con 1.426 abitanti, valore inferiore persino a quello stimato nel 1488. Da allora ai giorni nostri si è assistito a una lieve ripresa demografica (dovuta soprattutto all'immigrazione dall'estero), la cui modestia e battute di arresto non la fanno ancora percepire come una inversione di tendenza duratura (1.468 residenti censiti nel 2011, 1.534 stimati nel dicembre 2013 e scesi poi a 1.529 nel maggio 2015).

Fin dagli anni venti e trenta del Novecento iniziò a svilupparsi in zona il turismo che subì un forte incremento a partire dal 1960 circa. Di pari passo si verificò un aumento consistente dell'edilizia residenziale, legata anche alla vicinanza degli impianti sciistici di Campo Felice e Ovindoli-Monte Magnola (appartenenti al comprensorio delle Tre Nevi) e al fresco clima estivo che ha sempre attratto molti vacanzieri dalla vicina capitale. Tale incremento, pur avendo avuto un impatto negativo sull'ambiente naturale circostante e sulla qualità di vita dei residenti, ha generato e continua a generare reddito e occupazione.

Il 6 aprile 2009 Rocca di Mezzo è stata colpita, sebbene in forma meno grave rispetto ad altri comuni limitrofi (fra cui L'Aquila, Rocca di Cambio e Ocre), dal recente sisma dell'Aquila: alcune abitazioni hanno riportato lesioni di una certa entità rendendole inagibili ed il campanile situato nella vicina frazione di Rovere è crollato.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[5]»
— 2 settembre 1997

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna delle Grazie a contrada Rovere
Ingresso al centro storico
Villa Cidonio

Il capoluogo comunale è posto alle pendici del Monte Rotondo, e il suo centro storico sorge su una collina di modesta altitudine (nota con il nome di San Calvario) situata a una cinquantina di metri al di sopra dell'altipiano e a 1329 m s.l.m.

L'abitato è diviso in tre parti:

  • Il Borgo (Bùlverə, nel dialetto locale) di origini medievali, è posto a meridione, sulla cima di San Calvario e costituisce il nucleo più antico del paese, con case, rimesse in pietra, vicoli ripidi e la Chiesa Madre (in stile tardo barocco) affiancata da un piazzale pedonale
  • La Morge (Móricə, nel dialetto locale) sulle pendici settentrionali del colle di San Calvario, a un'altitudine inferiore rispetto al Borgo. Edificata in età moderna (a partire dal XVI secolo), presenta molti scorci suggestivi (fra cui I tre archi)
  • Il nuovo incasato, sull'altopiano propriamente detto (1277 m s.l.m.), eretto in massima parte nel corso del Novecento, con alcuni pregevoli edifici pubblici (il vecchio Municipio, edificato nel primo decennio del XX secolo) e privati (fra cui la Villa Cidonio, in stile eclettico con influenze liberty, ultimata nel 1925). La parte nuova, o "bassa", ha conosciuto un impetuoso sviluppo a partire dai primi anni sessanta, con la costruzione di numerose villette, edifici residenziali multifamiliari e insediamenti turistici di vario tipo, generalmente privi di contenuti estetici di rilievo. Trovandosi in zona pianeggiante, la grande piazza principale di Rocca di Mezzo ha la caratteristica di essere facilmente raggiungibile e fruibile anche per sole passeggiate.

Nei pressi del paese si può ammirare il Cimitero monumentale (inaugurato nel 1898).

Fra le località naturali di un certo interesse si segnalano le pendici del Monte Rotondo che sovrasta il paese (con Fonte nascosta, Le Cese e le due pinete, alta e bassa). Sul versante settentrionale del Monte Velino si estendono i Piani di Pezza, da dove si può raggiungere il Rifugio Vincenzo Sebastiani (alt. 2102m), mentre sulla strada che porta a Secinaro è situata l'L'Anatella (una fonte ai margini delle pendici boschive del Monte Sirente).Tutti questi luoghi sono ambite mete di gite, escursioni e trail running.

Scorcio del centro e della chiesa di San Michele
Festa del Narciso

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo comunale
  • Villa Cidonio
  • Torre dell'Ufficio Pro Loco

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

La costante flessione demografica conosciuta da Rocca di Mezzo dal 1921 ai giorni nostri, è stata in parte compensata negli ultimi decenni dall'immigrazione. Fin dagli anni novanta del Novecento, si sono infatti stabiliti in paese numerosi lavoratori stranieri, per lo più originari dell'Europa orientale. I residenti esteri in situazione regolare erano 156 al 31 dicembre 2014 e costituivano poco più del 10% della popolazione complessiva del comune. Fra di essi il 59% circa (92 unità) provenivano dalla Romania, seguiti dai kosovari (18 unità), dai serbi (11 unità), dagli ucraini (8 unità) e dagli albanesi (7 unità).[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954 furono girate a Rocca di Mezzo alcune scene del film La strada di Federico Fellini.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa del Narciso
Festa del Narciso
Manifestazione folkloristica tra le più caratteristiche e longeve della regione Abruzzo. Celebrata per la prima volta nel 1947 per salutare la pace poco dopo le gravi conseguenze subite dalla seconda guerra mondiale. Nel corso degli anni ha sempre più rappresentato un vero e proprio omaggio alla primavera e alla bella stagione attraverso l'allestimento di carri allegorici e l'infioritura realizzata utilizzando i fiori bianchi del narciso. Feste analoghe si svolgono in Italia ad Acceglio (CN), Castelnuovo Nigra (TO), Mel (BL), Marcellina e Rocca Priora (RM), Monte di Malo (VI), mentre in alcune località della Sardegna vengono celebrati riti religiosi in onore di san Narciso di Gerusalemme e ad Ausseerland, in Austria, viene organizzata una festa simile a quella di Rocca di Mezzo. Nella cittadina abruzzese la festa si svolge nell'ultima domenica di maggio[8].

Detti e proverbi[modifica | modifica wikitesto]

  • Quando l'acqua viè da Ro're, pi'a la zapp' e va a la'ore; quando l'acqua viè da Cagn', pi'a li panni e vatt' a cagn'! (Quando la pioggia viene da Rovere prendi la zappa e vai a lavorare; quando l'acqua viene da Rocca di Cambio, prendi i vestiti e vatti a cambiare) (popolare)
  • Rocca di Mezzo è l'unico paese in cui l'estate è l'inverno - e l'inverno è l'inverno (giovanile)
  • Cappa, pane e spesa poc'e pesa (La spesa per vestiti e alimenti pesa sempre poco)

Persone legate a Rocca di Mezzo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato è diviso in tre parti, di cui due sono situate sul colle di San Calvario, mentre la terza si estende ai suoi piedi, sull'altopiano:

  • Il Borgo, di origini medievali, è posto a meridione, sulla cima di San Calvario e costituisce il nucleo più antico del paese, con case, rimesse in pietra, vicoli ripidi e la Chiesa Madre affiancata da un piazzale pedonale
  • La Morge si sviluppa sulle propaggini settentrionali del colle di San Calvario, a un'altitudine inferiore rispetto al Borgo.
  • La parte bassa, sull'altopiano propriamente detto (1277 m s.l.m.), ospita il nuovo incasato, eretto in massima parte nel corso del Novecento

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è raggiungibile:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950-51 fu costruito a Rocca di Mezzo (località "Il Lago") un trampolino da salto con gli sci lungo 45 metri, il quale ottenne la certificazione di "trampolino olimpionico" e che fu considerato il migliore del Centro-Sud Italia. Venne inaugurato nel febbraio del 1952 alla presenza di numerose autorità politiche e sportive nazionali. Accanto al trampolino olimpionico ne fu costruito anche uno più piccolo chiamato "trampolino scuola", per permettere agli aspiranti saltatori un approccio graduale alle distanze più lunghe raggiungibili dal trampolino maggiore. Su quest'ultimo si esercitarono i più grandi saltatori italiani dell'epoca (tutti del Nord Italia), compresa la squadra azzurra che partecipò alle Olimpiadi invernali di Cortina del 1956. La struttura venne poi progressivamente abbandonata a causa del minore interesse per il salto ed in favore dello sci da discesa (con l'apertura della vicina stazione di Campo Felice), ma sono tuttora visibili i resti nella fitta pineta circostante.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 25 maggio 2002 Giovanni Cocciante Lista Civica di Centro (1993-1997)
Lista Civica di Centro-sinistra (1997-2002)
Sindaco [9][10]
26 maggio 2002 6 maggio 2012 Emilio Nusca Lista Civica di Centro-sinistra (2002-2007)
Lista Civica (2007-2012) - DS
Sindaco [11][12]
7 maggio 2012 in carica Mauro Di Ciccio Lista Civica Unità e progresso - PD Sindaco [13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati ISTAT - Bilancio demografico mensile, demo.istat.it. URL consultato il 31 ottobre 2015.
  2. ^ Cit. da Regesto Antinoriano, a cura di Salvatore Piacentino, c/o Deputazione di Storia Patria degli Abruzzi, 1977, p. 62. La fonte è tratta da: Mario Arpea, Roccadimezzo e l'Altopiano, L'Aquila, Japadre Editore, 1999, p. 219, ISBN 88-7006-380-1
  3. ^ Mario Arpea, Op. cit., p. 85
  4. ^ Mario Arpea, Op. cit. p. 101
  5. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, dati.acs.beniculturali.it.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Numero degli immigrati a Rocca di Mezzo per provenienza, demo.istat.it. URL consultato il 31 ottobre 2015.
  8. ^ Festa del Narciso, Roccadimezzo.org. URL consultato il 27 giugno 2017.
  9. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 21 novembre 1993, elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 16 novembre 1997, elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 26 maggio 2002, elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 27 maggio 2007, elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 6 maggio 2012, elezionistorico.interno.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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