Valle Roveto

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Valle Roveto
Roveto valley Marsica.jpg
Panoramica della valle Roveto
StatiItalia Italia
RegioniAbruzzo Abruzzo
ProvinceL'Aquila L'Aquila
Località principaliCapistrello, Civitella Roveto, Canistro, Morino, Civita d'Antino, San Vincenzo Valle Roveto, Balsorano
FiumeLiri
Nome abitantirovetani
Sito web

Coordinate: 41°54′54″N 13°25′41″E / 41.915°N 13.428056°E41.915; 13.428056

La valle Roveto (o val Roveto) è una valle appenninica, situata nell'appennino centrale abruzzese, in provincia dell'Aquila, nella Marsica.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La valle vista dall'altopiano della Renga
I monti ubertosi della valle visti da San Vincenzo Valle Roveto
Foto panoramica del borgo vecchio di Capistrello

La valle, interamente attraversata dal corso del fiume Liri per circa 30 chilometri, è composta da borghi arroccati, tra i monti Simbruini, monti Cantari (monte Viglio) e i monti Ernici (Pizzo Deta), ricchi di flora e fauna tipici dell'appennino centrale, prodotti tipici come la castagna Roscetta e anche di tradizioni popolari[1]. Comprende i comuni di Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d'Antino, Morino, San Vincenzo Valle Roveto e Balsorano.

Essa delimita i confini abruzzesi da quelli laziali sia sul versante meridionale, dove è situato il centro di Balsorano che confina a sud con il comune di Sora in provincia di Frosinone, sia su quello occidentale, dove le catene montuose degli Ernici e dei Càntari delimitano il confine dell'Abruzzo con il Lazio. Sul versante orientale il gruppo montuoso della Serra Lunga separa la valle rovetana dalla Vallelonga[2]. I rilievi montuosi più importanti sono il monte Viglio (2 156 m s.l.m.) e il Pizzo Deta (2 041 m s.l.m.).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La valle inclusa tra i Marsi antinati (che Plinio il Vecchio chiamò atinates) vedeva in Antinum (la contemporanea Civita d'Antino) il suo centro principale in epoca italica e fiorente municipio in età imperiale, nonché centro urbano strategico e punto di riferimento amministrativo noto con il nome medievale di Antena. Nell'Alto Medioevo la valle risultò inclusa come il resto della Marsica al ducato di Spoleto, rappresentandone il punto più meridionale situato al confine con Sora e con il ducato di Benevento. Il territorio si trovò coinvolto nelle vicende legate alle scorribande dei Saraceni e delle orde ungare che furono al centro delle lotte sanguinose che segnarono tutto il periodo altomedievale.

Successivamente inclusa nei possedimenti della dinastia dei conti dei Marsi tra il IX e il X secolo si svilupparono i nuclei urbani di Civitella Roveto (all'epoca nota con il toponimo di Petrarolo), Meta, Rendinara, Pescocanale, Morrea e Balsorano. In questi ultimi due centri vennero edificati nel XV secolo dai Piccolomini i castelli che furono scelti come residenza anche dai signori e dai baroni delle epoche successive della contea di Celano e in seguito dagli Orsini e dai Colonna, conti di Tagliacozzo ed Albe[3].

Del Giustizierato d'Abruzzo nato nel 1233 fecero parte i centri di Vallis Sorana, Civitas Antinae, Castellum Novum, Morreum, Rocca di Vivo, Rendinaria, Meta, Civitella, Castrum, Capranica, Pesclum Canale[4]. Dal 5 ottobre del 1273, anno della decadenza del distretto con capoluogo Sulmona, il territorio rovetano venne incluso nell'Abruzzo Ultra[5].

Qualche anno dopo l'eversione feudale, esattamente nel 1811 il territorio venne organizzato amministrativamente nel circondario di Civitella Roveto che includeva tutti i comuni rovetani dell'epoca e che fece parte del distretto di Avezzano. Nel XIX secolo il territorio rovetano fu al centro delle vicende dei briganti che attraversavano i passi montani tra San Giovanni Valle Roveto e Collelongo e l'intera valle per raggiungere la Marsica fucense o il fondovalle del Liri.

Dopo l'Unità d'Italia il mandamento di Civitella Roveto di cui fecero parte sei comuni rovetani[6] fu incluso nel circondario di Avezzano. Anche il territorio rovetano fu al centro delle vicende del brigantaggio postunitario fino al 1870[7][8].

Il 13 gennaio del 1915 il terremoto della Marsica segnò profondamente il territorio. Classificato tra i principali sismi avvenuti in Italia causò oltre 30 000 vittime e distrusse quasi completamente decine di centri e in modo irrimediabile i borghi rovetani di Meta Vecchia e Morino Vecchio. Oltre 500 furono le vittime nel territorio della valle Roveto. In particolare i centri di Balsorano, Canistro, Morino, Morrea, San Vincenzo e San Giovanni vennero ricostruiti più a valle delocalizzando le nuove costruzioni nelle vicinanze della strada nazionale n. 82, mentre solo dopo alcuni decenni furono lentamente recuperati i borghi originari posti in altura[9].

Situata sull'asse del fronte di Cassino la valle Roveto subì durante la seconda guerra mondiale bombardamenti a tappeto volti a interrompere le comunicazioni stradali e ferroviari tra la fondo valle del Liri, Sora ed Avezzano[10].

Capistrello fu teatro della tragica vicenda dei "33 martiri" torturati e fucilati dai tedeschi[11]. Su queste montagne furono nascosti ed aiutati dai contadini dei borghi montani migliaia di alleati in fuga dal campo di concentramento di Avezzano e da quelli abruzzesi. Emblematiche le vicende eroiche dei fratelli Bruno e Mario Durante e di Giuseppe Testa, giovani partigiani catturati a Meta e Morrea, torturati e uccisi dalle SS per non aver rivelato l'ospitalità delle loro genti ai prigionieri evasi dai campi di concentramento, evitando gravi ritorsioni da parte dei tedeschi[12][13].

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

In alcuni documenti di Leone Marsicano dell'XI secolo e nelle pergamene di Pietro Diacono del secolo successivo appare il nome Vallis Orbeti (o Vallis Urbeti) ad indicare l'area geografica abruzzese. La prima di una serie di ipotesi etimologiche fa risalire l'origine della denominazione Orbeti ai termini latini "urbs" e "vetus", quindi città vecchia che farebbe riferimento all'antica città di Antinum, centro principale della vallata. Altri carteggi riportano nel corso dei secoli i termini Orveto, Robeto e Rubeto, quindi Roveto con la denominazione contemporanea che sarebbe mutata a seguito delle alterazioni linguistiche dialettali. Un'altra ipotesi lega invece il toponimo al nome del monte Orbetta situato all'imbocco della valle Roveto non distante dal confine meridionale della catena del monte Salviano[14].

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

I comuni che ricadono nella valle sono in tutto sette:

La valle Roveto è stata fino al 2008 una delle tre comunità montane della Marsica: le altre erano la comunità montana Marsica 1 e la comunità montana Valle del Giovenco[15].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parco La Sponga a Canistro
Scorcio fotografico di Civita d'Antino

Eremi[modifica | modifica wikitesto]

Nella valle Roveto sono presenti alcuni romitori come il santuario della Madonna delle Grazie (detto di Roccavecchia) a Roccavivi e gli eremi di Sant'Angelo a Balsorano, della Madonna della Ritornata a Civita d'Antino, della Madonna del Caùto nel territorio di Grancia di Morino, della Madonna del Romitorio a San Vincenzo Valle Roveto e di Santa Maria del Monte a Capistrello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Castagna Roscetta della Valle Roveto, Conoscere.abruzzoturismo.it. URL consultato il 21 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2016).
  2. ^ Giuseppe Grossi, La Valle Roveto, Terre Marsicane. URL consultato il 21 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2016).
  3. ^ Squilla, 1966, pp. 85-99.
  4. ^ Squilla, 1966, p. 91.
  5. ^ Diploma di Carlo I d'Angiò, Alife, 5 ottobre 1273.
  6. ^ Civitella Roveto e il suo mandamento, CivitellaRoveto.org. URL consultato il 21 settembre 2016.
  7. ^ Squilla, 1966, pp. 116-131.
  8. ^ Archivio di Stato di L'Aquila, Intendenza, Affari Generali, Serie I, cat.27, Anni 1819-1820, b.4906B.
  9. ^ Squilla, 1966, pp. 132-133.
  10. ^ Squilla, 1966, p. 136.
  11. ^ Storia di Capistrello, Comune di Capistrello. URL consultato il 22 settembre 2016.
  12. ^ I fratelli Mario e Bruno Durante, Comune di Balsorano, 28 febbraio 2015. URL consultato il 22 settembre 2016.
  13. ^ Biografia: Giuseppe Testa, ANPI, 25 luglio 2010. URL consultato il 22 settembre 2016.
  14. ^ Squilla, 1966, p. 16.
  15. ^ Comunità montane - (Legge Regionale 27 giugno 2008, n. 10), Regione Abruzzo. URL consultato il 21 settembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Grossi, Marsica: guida storico-archeologica, Luco dei Marsi, Aleph, 2002, SBN IT\ICCU\RMS\1890083.
  • Gaetano Squilla, Valle Roveto nella geografia e nella storia, Avezzano, Ente Fucino, 1966, SBN IT\ICCU\SBL\0393466.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Valle Roveto, su valleroveto.eu, Valle Roveto. Arte, Cultura, Turismo. URL consultato il 21 settembre 2016.
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