Berardi (famiglia)

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Berardi
Stemma dei Berardi Conti dei Marsi.jpg
D'oro al monte di sei cime di verde.
StatoItalia Italia
Casata di derivazioneCarolingi
TitoliCroix pattée.svg Conti dei Marsi
FondatoreBerardo Berardi detto "il Francisco"
Ultimo sovranoTommaso Berardi
Data di fondazione926
Data di estinzione1388
Confluita inCastelli
EtniaFranco-italiana
Rami cadetti

I Berardi, noti come Conti dei Marsi, sono stati una delle famiglie nobili abruzzesi più importanti[1], detentrici del piccolo Stato della contea dei Marsi, di fatto indipendente tra l'850 e il 1143. La famiglia ha guidato, a fasi alterne, la contea per tre secoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Berardi arrivarono nella Marsica nel 920 con Berardo, soprannominato "il Francisco" a causa della sua origine franca, e nel volgere di alcuni decenni si affermarono come una delle potenze regionali più importanti del meridione italiano.

La famiglia discendeva dalla stirpe dei Carolingi: infatti il fondatore Berardo "il Francisco" Berardi era il pronipote diretto dell'Imperatore Carlo Magno, come – tra l'altro – ampiamente sostenuto e dimostrato da numerosi storici e genealogisti autorevoli, come Alfano di Salerno[2], Berardo Candida Gonzaga[3], Biagio Aldimari[4], Carlo Borrello[5], Carlo De Lellis[6], Cesare d'Engenio Caracciolo[7], Enrico Bacco[7], Ferrante della Marra[8], Filiberto Campanile[9], Francesco Elio Marchese[10], Francesco Zazzera[11], Franco Francesco Zazzara[12], Giovanni Vincenzo Ciarlanti[13], Giuseppe Campanile[14], Giuseppe Recco[15], Jean-Baptiste de Soliers[16], Ottavio Beltrano[7], Scipione Ammirato[17][18], Vincenzo Maria Coronelli[19][20] e il Vurspergense[2], nonché da alcuni membri della casata stessa, come Leone Marsicano[9][2] e Teodino dei Marsi[2].

La casata annoverò tra i suoi membri, spesso identificati con la dicitura "dei Marsi" o "Marsicano", un totale di almeno sei santi e tredici cardinali, numerosi vescovi e innumerevoli possessori di titoli nobiliari e cariche militari e statali[7].

La zona del loro Stato feudale comprendeva il Fucino e i territori di Celano, abbracciando gran parte del dominio degli antichi Peligni. Nell'XI secolo erano a loro soggette alcune terre poste sulla Val di Sangro e altre della Sabina. I loro feudi furono soggetti al Ducato di Spoleto fino all'850, quando divennero di fatto indipendenti fino al 1143, anno della conquista normanna dei loro territori[21].

Successivamente gli Orsini e i Colonna si espansero nella Sabina e detronizzarono i Conti dei Marsi; ciononostante, i Berardi riuscirono a mantenere il predominio nella Marsica resistendo ancora per qualche tempo, periodo in cui diedero man forte alla lotta contro i Saraceni che avevano invaso i territori dell'Abruzzo, spingendosi fino all'interno. Fatto sta che i Saraceni non occuparono mai più i territori dei Conti dei Marsi[22].

Durante la decadenza della contea dei Marsi, i Normanni, approfittando delle rivalità insite nei vari rami della famiglia dei Berardi, riuscirono a conquistarli nel 1143 facendoli lottare l'uno contro l'altro, per poi costringerli alla sottomissione e alla perdita dei loro feudi[23]. I rami principali si estinsero e rimasero così solo i conti di Albe e Celano.

Nel 1212 morì il conte di Albe e Celano Pietro, che in vita aveva saputo riunire gran parte dei possedimenti della contea dei Marsi, destreggiandosi abilmente nel periodo tra la fine dei Normanni e la minore età del futuro Federico II di Svevia. Egli riuscì in questa fase di vuoto di potere a tornare ad essere un potente feudatario del centro Italia, temuto e rispettato sia dal Papa che dai sovrani tedeschi. Quando morì, gli successero a Celano il figlio Riccardo e ad Albe il figlio Tommaso. Quest'ultimo avrebbe voluto avere da subito il potere su Celano, ma la presenza del fratello maggiore impedì il suo piano.

In questo frangente si sposò con Giuditta di Molise, diventando così anche conte del Molise e riuscendo ad acquisire un enorme potere. Nel 1221 morì Riccardo e Tommaso ereditò anche la contea di Celano. Da questo momento, tenendo testa al nuovo Imperatore Federico II di Svevia, tentò di restaurare la vecchia contea dei Marsi. Ma la forza e la tenacia di Federico II impedirono il progetto. Federico II combatté in più occasioni Tommaso, ora conte di Celano, che temette in quanto feudatario più potente del Regno di Sicilia, e alla fine di un sanguinoso scontro lo sconfisse, ottenendo la sua resa nel 1223. Tommaso Berardi infatti firmò l'atto di concordia con Federico II nel 1223, decretando il graduale declino della famiglia[24].

Ritratto ottocentesco del Castello Piccolomini di Celano, una delle tante dimore della casata

Dalla casata dei Berardi discesero le famiglie Agnone, Albe, Anversa, Avezzano, Balvano, Barile, Borrello, Camponeschi, Celano, Collepietro, Collimento, De Ponte, Di Sangro, Dragoni, Fossa, Malanotte, Mareri, Ocre, Pagliara, Pietrabbondante, Rivera e Valva, le quali presero tutte il nome dai feudi posseduti[25][7].

La famiglia Celano si estinse nella linea maschile nel 1422 con Pietro III, mentre per via di donna nella seconda metà dello stesso secolo con Jacovella, andata in sposa nel 1439 a Lionello Accrocciamuro. Governarono, con alterne vicende, la contea di Celano per diversi secoli dal 1143 al 1461[26]. Gli abitanti di Amiterno e Forcona si rivoltarono contro di loro, uccidendone la maggior parte, i restanti furono costretti a ripiegare verso L'Aquila e a rinunciare ai loro possedimenti[23].

La famiglia Ocre vide la distruzione del castello eponimo, così come successo ai Barile[23]. Altre due famiglie, Borrello e Di Sangro, si rifugiarono rispettivamente in Sicilia e in Puglia, mentre altre ancora preferirono stabilirsi a Rieti e Roma[23][27].

Struttura della casata[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportato l'albero genealogico della famiglia dei Berardi, noti come Conti dei Marsi, da Carlo Magno fino al 1388, data in cui si estinse la casata, secondo le ricostruzioni degli storici e genealogisti Cesare d'Engenio Caracciolo, Enrico Bacco, Filiberto Campanile, Francesco Zazzera, Franco Francesco Zazzara ed Ottavio Beltrano[A 1][28][29][30][12]:

 Carlo Magno
 
 
 Pipino d'Italia
 
 
 Bernardo d'Italia
 
  
 Pipino
Berardo Conte
 
    
 Cesareo[A 2]
Pipino/Linduno[A 3]
Erberto[A 4]
Berardo
 
 
 Berardo "il Francisco"[A 5]
 
       
 Rainaldo[A 6]
 Teodino[A 7]
 Oderisio[A 8]
 Berardo[A 9]
 Alberico[A 10]
 Gualtiero[A 11]
 Romana[A 12]
      
               
 Oderisio[A 13]
 Berardo[A 14]
 Rainaldo[A 72]
 Allone[A 73]
Benedetto[A 80]
 Berardo[A 24]
Erbeo
 Linea dei Valva e poi degli/dei Agnone/Borrello/Malanotte/Pietrabbondante
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Teodino[A 36]
 Oderisio[A 37]
 Rainaldo[A 38]
 Manfredo
 Guinisio
 Odebrisio
Linea dei De Ponte
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 Berardo[A 15]
Oderisio[A 16]
Trasmondo[A 17]
Baldovino[A 18]
Oderisia[A 19]
Rainolfo[A 76]
Arnolino[A 77]
Attone[A 101]
Potarfranda[A 102]
Odorisio
Rainaldo[A 85]
Pandolfo[A 103]
Oderisio[A 79]
Amanzio[A 81]
Rainaldo[A 82]
Odorisio[A 87]
Ponzio[A 74]
Linea degli/dei Collepietro/Pagliara
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Teodino[A 25]
Giovanni[A 26]
Leone[A 27]
 ?[A 39]
Berardo[A 40]
Gerardo[A 41]
Giovanni[A 42]
Gerardo[A 43]
Berardo[A 44]
Transerico
Salamone
Teodino
Berardo
Sansone
Guelto
        
               
 Berardo[A 20]
Teodino[A 21]
 Gerardo[A 86]
 Linea degli/dei Anversa/Di Sangro
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 Teodino[A 83]
Linea dei Collimento e poi dei Barile e dei Rivera
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Berardo[A 75]
 Sinibaldo[A 28]
 Randisio[A 45]
Roffrido[A 46]
Rainaldo[A 47]
Teodino[A 48]
Oderisio[A 49]
Berardo
Baldovino[A 71][31]
    
         
Berardo[A 22]
Oderisio[A 23]
Teodino[A 78]
 Giovanni[A 84]
 Teodino[A 29]
Stefano[A 30]
Rainaldo[A 31]
 Sinibaldo[A 50]
 ?
   
        
 Crescenzio[A 32]
 Agostino[A 33]
 Odorisio[A 35]
 Matteo
 Drogone
 Tommaso
Rosalia[A 70]
Teodino[A 51]
     
        
 Berardo[A 34]
 Ruggero[A 96]
Linea degli Albe/Ocre e poi dei Celano
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Teodino[A 55]
 Angelo
Stefano[A 52]
 Martino
Oderisio[A 53]
      
        
 Pietro[A 88][32]
 Berardo[A 97][34]
Oddo[A 98][35]
Pietro
Martino
 Giacomo[A 56]
 Tommaso
?[A 54]
      
               
 Berardo[A 89]
Tommaso[A 90]
Rainaldo[A 91][33]
Riccardo
Pietro
Rogasiata[A 92]
Stefania[A 93]
?[A 94]
Berardo[A 99][36]
Ruggero[A 100]
 Paolo
Costanza[A 64]
 Sinibaldo
 Leone
Martino
    
        
 Ruggero[A 95]
Rao
 Teodino[A 65]
 Matteo[A 57]
Giovanni[A 58]
?[A 59]
Martino
Rainaldo
   
      
 Berardo[A 66]
Barbara[A 67]
Giacomo[A 60]
Matteo[A 61]
Tommaso[A 62]
 Angeletto
  
   
 Pietro[A 68]
Giacomo
 Gianuccione
  
  
 Caterina[A 69]
 Tommaso[A 63]

È possibile suddividere l'albero genealogico, che si presenta molto articolato e di difficile composizione[26][37], in tre parti[38]:

  • Comites Marsorum, comprendente coloro che ebbero il titolo di conte dei Marsi;
  • ex Comites Marsorum, racchiudendo in questa espressione tutti coloro che non possedettero tale titolo e le famiglie di derivazione;
  • quot berardinga, ovvero i figli del capostipite Berardo "il Francisco".

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma originario della famiglia era d'oro al monte di sei cime di verde[39][40]. Successivamente il motivo di tale stemma verrà modificato più volte: Teodino Berardi, figlio di Berardo, lo trasformò in due bastoni verdi nodosi posti in croce di Sant'Andrea in campo d'oro[41], rimasto pressoché immutato in quello dell'attuale comune di Collevecchio, feudo da lui posseduto; suo fratello Oderisio aggiunse sopra al monte cimato il castello dello stemma della famiglia Castelli, cui apparteneva la moglie Gella, e sopra di esso l'aquila bianca di San Michele (poi convertita nell'arcangelo)[41], motivo contenuto ancora oggi in forma simile nell'insegna dei comuni di Greccio, feudo portatogli in dote dalla consorte, e di Belmonte in Sabina; l'altro suo fratello Rainaldo aggiunse una rosa rossa al monte di sei cime di verde in campo d'oro dello stemma e poco dopo anche i due bastoni verdi nodosi posti in croce di Sant'Andrea[41], il che lo rende simile agli stemmi degli attuali comuni di Contigliano e Poggio Bustone, feudi posseduti dalla sua famiglia; infine, più avanti negli anni, Tommaso Berardi, dopo la sua nomina a Gran Maestro dell'Ordine templare, ne adotterà uno proprio. Ancora oggi molti comuni della provincia di Rieti presentano nei loro stemmi tali "carichi", atti a testimoniare il loro comune antico legame con la famiglia dei Berardi. Quanto al primissimo stemma dei Berardi, è possibile ipotizzare la sua origine da quello della famiglia Camponeschi, pressoché identico. Pipino/Linduno dei Carolingi, detto "il Giovane", padre del fondatore della casata Berardo "il Francisco", aveva sposato nel 910 la contessa Doda dei Marsi, il cui nome della famiglia di appartenenza non viene mai specificato dalle fonti, figlia di Berengario e nipote di Adalberto. È possibile che quest'ultimo o il precedente sia stato strettamente imparentato con un Lalle vissuto nell'anno 893, primo membro della famiglia Camponeschi ad essere documentato nelle fonti[42][43]. Inoltre quella dei Camponeschi è l'unica famiglia di cui si ha notizia prima del fondatore marsicano Berardo "il Francisco" dal quale si originarono via via tutte le famiglie discendenti da quella dei Berardi; in tal modo i luoghi e i tempi di origine delle due famiglie verrebbero grossomodo a coincidere, con la famiglia Camponeschi che deriverebbe per via di donna da quella dei Berardi, in maniera piuttosto simile a quanto accaduto in seguito a quella dei De Ponte.

Variante dello stemma dei Conti dei Marsi, ideata da Teodino Berardi, costituita da due bastoni verdi nodosi posti in croce di Sant'Andrea in campo d'oro
Stemma cavalleresco di Tommaso Berardi, da lui creato dopo la sua nomina a Gran Maestro dell'Ordine templare

Membri principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ I membri presenti nell'albero genealogico non sono da considerarsi riportati in ordine di nascita.
  2. ^ Fu duca e console.
  3. ^ Denominato in due modi, a seconda delle fonti; trattasi comunque della stessa persona. Detto "il Giovane", fu conte di Marsi, Penne, Rieti e Valva. Si sposò nel 910 con Doda dei Marsi.
  4. ^ Fu conte di Vermandois. Morì assassinato.
  5. ^ Fondatore della famiglia dei Berardi, noti come Conti dei Marsi, nacque ad Arles dopo il 910 e morì nella Marsica durante la seconda metà del X secolo. Soprannominato "il Francisco" per la sua origine franca, fu conte di Marsi, Penne, Rieti e Valva. Si sposò con una sorella del principe di Capua Landolfo III di Benevento, il cui nome è ignoto.
  6. ^ Fu conte di Anticoli, Arsoli, Bucciano, Marsi e Roviano. Si sposò prima con Gervisa ? e poi con Silzeguida ?.
  7. ^ Fu conte dei Marsi.
  8. ^ Fu barone di Valva e da lui discese la famiglia Valva.
  9. ^ Fu conte. Morì intorno al 992 dopo aver assediato Capua.
  10. ^ Fu vescovo dei Marsi.
  11. ^ Fu vescovo.
  12. ^ Si sposò intorno al 930 con Andrea da Terni e/o con Pietro Castelli, da cui discese, seppur per via non maschile, la famiglia De Ponte.
  13. ^ Fu conte dei Marsi e signore di Roccarandisi. Si sposò prima con Gervisa ?, poi con Gitorga ? ed infine con Litella ?.
  14. ^ Fu conte di Marsi, Narni e Rieti.
  15. ^ Fu conte di San Salvatore presso Avezzano. Si sposò con Gemma ?.
  16. ^ Noto come "Oderisio di Montecassino", fu abate dell'Abbazia di Montecassino. Si fece cardinale. Morì a Montecassino il 2 dicembre 1105 e fu ivi sepolto. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
  17. ^ Fu abate nel Santuario di Santa Maria a Mare dell'isola di San Nicola dell'arcipelago delle Tremiti, dove si rese protagonista di atroci episodi, e dal 1071 presso l'Abbazia di Montecassino.
  18. ^ Fu conte. Si sposò con Todolanda ?.
  19. ^ Si sposò con Braccio Malaspina.
  20. ^ Fu conte dei Marsi e signore di Rosciolo. Si sposò con Teodosia ?.
  21. ^ Fu cardinale.
  22. ^ Noto come "Berardo dei Marsi", nacque a Colli di Monte Bove nel 1080 e morì a Marsia il 3 novembre 1130. Fu cardinale e vescovo. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
  23. ^ Fu cardinale.
  24. ^ Fu signore di Reopasto.
  25. ^ Fu conte.
  26. ^ Noto come "Giovanni Marsicano" o "Giovanni di Tuscolo", nacque nella Marsica intorno al 1050 e morì nell'ottobre 1119. Fu cardinale.
  27. ^ Detto "Leone Marsicano", "Leone di Montecassino" o "Leone di Ostia" e noto come il "Cardinale Ostiense", nacque nella Marsica intorno al 1046 e morì ad Ostia Antica il 22 maggio 1115. Fu cardinale e vescovo. È noto per aver composto la Chronica sacri monasterii casinensis.
  28. ^ Fu conte.
  29. ^ Fu cardinale e vescovo.
  30. ^ Fu abate presso l'Abbazia di Montecassino.
  31. ^ Fu conte dei Marsi. Prese parte alla Prima Crociata in Terrasanta.
  32. ^ Fu conte dei Marsi. I suoi discendenti, per il possesso della contea di Celano, vengono – come dimostrato dagli storici Francesco Zazzera e Scipione Ammirato – erroneamente riportati dalle fonti come membri della famiglia Celano o di un suo ramo collaterale mediante l'espressione "da/di Celano".
  33. ^ Fu vescovo di Narni.
  34. ^ Fu conte dei Marsi.
  35. ^ Fu signore di Ocre e da lui discese la famiglia Ocre. Si sposò con Roalda ?.
  36. ^ Fu signore di Calvi, Configni e Lugnola. Trasformò il motivo dello stemma in due bastoni verdi nodosi posti in croce di Sant'Andrea in campo d'oro.
  37. ^ Fu signore di Greccio e Reopasto. Aggiunse sopra al monte cimato dello stemma un castello e sopra di esso l'aquila bianca di San Michele. Si sposò con Gella Castelli.
  38. ^ Fu conte e signore di Carsoli e Poggio Bustone. Aggiunse una rosa rossa al monte di sei cime di verde in campo d'oro dello stemma e successivamente anche due bastoni verdi nodosi posti in croce di Sant'Andrea.
  39. ^ Figlia di Teodino di cui non se ne conosce l'identità, si sposò con Giuseppe Castelli.
  40. ^ Morì in giovane età senza essersi sposato ed aver avuto figli.
  41. ^ Morì in giovane età senza essersi sposato ed aver avuto figli.
  42. ^ Fu signore di Greccio. Si sposò con Altiliana Castelli.
  43. ^ Fu cardinale presso l'Abbazia di Montecassino. Morì nel 1123.
  44. ^ Fu conte e signore di Poggio Bustone.
  45. ^ Fu conte e signore di Agnone, Caccavone e Trivento.
  46. ^ Fu conte.
  47. ^ Fu cardinale presso l'Abbazia di Montecassino. Morì nel 1166.
  48. ^ Fu cardinale presso l'Abbazia di Montecassino. Morì nel 1166.
  49. ^ Fu cardinale presso l'Abbazia di Montecassino e l'Abbazia di San Giovanni in Venere. Morì a Fossacesia nel 1153.
  50. ^ Fu conte e signore di Aspra, Monte delle Rose, Quisquina e Rocca Sinibalda (quest'ultima fondata da lui, dal quale trasse il nome). I suoi discendenti sono conosciuti come "Sinibaldi". Si sposò con Maria Guiscardi.
  51. ^ Fu cardinale di San Vitale e vescovo di Porto.
  52. ^ Noto come "Stefano Marsicano", fu abate presso l'Abbazia di Montecassino. Morì nel 1227.
  53. ^ Fu podestà di Spoleto.
  54. ^ Figlia di Oderisio di cui non se ne conosce l'identità, si sposò con ? Castelli.
  55. ^ Fu signore di Rocca Sinibalda.
  56. ^ Fu signore di Poggio Bustone.
  57. ^ Detto "Mattasellone", si sposò con Maddalena ?.
  58. ^ Detto "Vanni", fu giudice palatino e senatore di Roma.
  59. ^ Figlia di Sinibaldo di cui non se ne conosce l'identità, si sposò con Nicolò di Preturo.
  60. ^ Fu signore di Forcella e Preturo.
  61. ^ Fu signore di Forcella e Preturo.
  62. ^ Fu signore di Forcella e Preturo.
  63. ^ Fu signore di Poggio Bustone. Morì a Poggio Bustone nel 1388 e con lui si estinse la casata in quanto ne costituiva l'ultimo discendente.
  64. ^ Si sposò con Oddone Alfano.
  65. ^ Fu signore di Frasso Sabino, da cui il soprannome di "Teodino del Frasso".
  66. ^ Noto come "Berardo di Colle", fu signore.
  67. ^ Si sposò con Anastasio Castelli.
  68. ^ Fu signore. Morì senza essersi sposato ed aver avuto figli.
  69. ^ Morì il 7 settembre 1365. Si sposò con Raniero Castelli.
  70. ^ È venerata come santa dalla Chiesa cattolica.
  71. ^ Fu abate di Rieti. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
  72. ^ Fu conte dei Marsi. Si sposò con Susanna di Capua.
  73. ^ Fu conte dei Marsi.
  74. ^ Fu conte dei Marsi.
  75. ^ Fu conte dei Marsi.
  76. ^ Partecipò nel 1025 all'assedio di Capua.
  77. ^ Partecipò nel 1025 all'assedio di Capua.
  78. ^ Fu cardinale presso la Chiesa di Santa Maria in Portico.
  79. ^ Fu conte di Castel di Sangro e da lui discese la famiglia Di Sangro.
  80. ^ Da lui discese la famiglia Pagliara.
  81. ^ Fu cardinale.
  82. ^ Si sposò con Sichilgaida di Gaeta.
  83. ^ Fu cardinale.
  84. ^ Fu cardinale.
  85. ^ Fu conte dei Marsi.
  86. ^ Fu cardinale presso l'Abbazia di Montecassino.
  87. ^ Fu conte di Collimento e signore di Roccarandisi, e da lui discese la famiglia Collimento.
  88. ^ Nacque intorno al 1150 e morì nel 1212. Si sposò con ? Pagliara.
  89. ^ Si sposò con Margherita di Montbéliard.
  90. ^ Nacque intorno al 1180 e morì tra il 1251 e il 1254. Si sposò con Giuditta di Molise.
  91. ^ Nacque prima del 1180 e morì tra il 1212 e il 1215. Fu cardinale e arcivescovo di Capua.
  92. ^ Si sposò con Giovanni di Ceccano.
  93. ^ Si sposò con Corrado di Schweinspeunt.
  94. ^ Figlia di Pietro di cui non se ne conosce l'identità, si sposò con Rinaldo d'Anversa.
  95. ^ Morì nel 1282.
  96. ^ Si sposò con Alfereda ?.
  97. ^ Nacque intorno al 1165 e morì nel 1207. Si sposò con Maria di Loreto.
  98. ^ Morì il 15 luglio 1199. Fu vescovo di Penne.
  99. ^ Nacque intorno al 1203 e morì giustiziato nel 1249.
  100. ^ Morì in giovane età senza essersi sposato ed aver avuto figli.
  101. ^ Nacque nella Marsica nel 1034 e morì a Roma nel 1071. Fu vescovo.
  102. ^ Si sposò con Guglielmo di Pontchaufré.
  103. ^ Fu vescovo.
Riferimenti
  1. ^ Elenco delle famiglie nobili d'Abruzzo, su casadalena.it.
  2. ^ a b c d Francesco Zazzera, 1615, p. 105.
  3. ^ Berardo Candida Gonzaga, in Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1875 (6 volumi).
  4. ^ Biagio Aldimari, in Memorie historiche di diverse famiglie nobili, così napoletane, come forastiere, Napoli, 1691.
  5. ^ Carlo Borrello, Difesa della nobiltà napoletana, Roma, 1655, pp. 77-80.
  6. ^ Carlo De Lellis, Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli, vol. 2, Napoli, 1663, pp. 216-217.
  7. ^ a b c d e Cesare d'Engenio Caracciolo et al., 1617, p. 247.
  8. ^ Ferrante della Marra, in Discorsi delle famiglie estinte, forastiere, o non comprese ne' Seggi di Napoli, imparentate colla Casa della Marra, Napoli, 1641.
  9. ^ a b Filiberto Campanile, 1625, p. 2.
  10. ^ Francesco Elio Marchese, in Liber de neapolitanis familiis, Napoli, 1496.
  11. ^ Francesco Zazzera, 1615, pp. 104-108.
  12. ^ a b Franco Francesco Zazzara, La contea dei Marsi (PDF), su WordPress.
  13. ^ Giovanni Vincenzo Ciarlanti, in Memorie istoriche del Sannio chiamato oggi principato Ultra, contado di Molise, e parte di Terra di Lavoro, provincie del Regno di Napoli, vol. 4, Campobasso, 1823.
  14. ^ Giuseppe Campanile, in Notizie di nobiltà, Napoli, 1672.
  15. ^ Giuseppe Recco, Notizie di famiglie nobili, ed illustri della città, e Regno di Napoli, Napoli, 1717, p. 30-49-112.
  16. ^ Jean-Baptiste de Soliers, Naples françoise ou les eloges généalogiques et historiques des Princes du Royaume de Naples affectionnés a la Couronne de France, Parigi, 1663, pp. 50-53.
  17. ^ Scipione Ammirato, in Delle famiglie nobili napoletane, vol. 1, Firenze, 1580.
  18. ^ Scipione Ammirato, in Delle famiglie nobili napoletane, vol. 2, Firenze, 1651.
  19. ^ Vincenzo Maria Coronelli, in Biblioteca universale sacro-profana, antico-moderna, vol. 4, Venezia, 1703.
  20. ^ Vincenzo Maria Coronelli, in Biblioteca universale sacro-profana, antico-moderna, vol. 6, Venezia, 1706.
  21. ^ Giuseppe Grossi, Longobardi, Franchi e Conti dei Marsi, su Comune di Avezzano.
  22. ^ Cesare Letta, Sandro D'Amato, 1975, p. 115.
  23. ^ a b c d Giovanni Pagani, Sotto i Normanni ed Avezzano feudo indipendente, su Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  24. ^ Luigi Piccioni, 1999.
  25. ^ Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1875, vol. 1 (p. 107-129-197), 3 (p. 179-206) e 5 (p. 53).
  26. ^ a b I conti Berardi, su Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2016).
  27. ^ Angelo Ferrari, 2007.
  28. ^ Cesare d'Engenio Caracciolo et al., 1617, pp. 247-253.
  29. ^ Filiberto Campanile, 1625, pp. 1-6.
  30. ^ Francesco Zazzera, 1615, pp. 104-116.
  31. ^ San Baldovino da Rieti, su santiebeati.it.
  32. ^ Norbert Kamp, Pietro di Celano, Dizionario biografico degli italiani, vol. 23, 1979.
  33. ^ Norbert Kamp, Rainaldo di Celano, Dizionario biografico degli italiani, vol. 23, 1979.
  34. ^ Norbert Kamp, Berardo di Celano, Dizionario biografico degli italiani, vol. 23, 1979.
  35. ^ Norbert Kamp, Oddo di Celano, Dizionario biografico degli italiani, vol. 23, 1979.
  36. ^ Norbert Kamp, Berardo di Celano, Dizionario biografico degli italiani, vol. 23, 1979.
  37. ^ Camillo Tollis, 1967.
  38. ^ Giuseppe Grossi, 1999.
  39. ^ Francesco Zazzera, 1615, p. 106.
  40. ^ Francesco Belmaggio, 1997, p. 75.
  41. ^ a b c Francesco Zazzera, 1615, pp. 112-113.
  42. ^ Claudio Crispomonti, in Historia della origine e fundatione di Aquila, 1629.
  43. ^ Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, vol. 5, Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1875, p. 53.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Ferrari, Feudi prenormanni dei Borrello tra Abruzzo e Molise, Trento, UNI Service, 2007, SBN IT\ICCU\BVE\0442823.
  • Camillo Tollis, La storia di Celano, Pescara, Tipografia Fabiani, 1967, SBN IT\ICCU\SBL\0394368.
  • Cesare d'Engenio Caracciolo, Enrico Bacco, Ottavio Beltrano et al., Breve descrittione del Regno di Napoli, Napoli, 1617.
  • Cesare Letta, Sandro D'Amato, Epigrafia della regione dei Marsi, Milano, Cisalpino-Goliardica, 1975, SBN IT\ICCU\FER\0102910.
  • Filiberto Campanile, L'historia dell'illvstrissima famiglia Di Sangro, Napoli, 1625.
  • Francesco Belmaggio, Storia e araldica della città di Avezzano, Avezzano, LCL, 1997, SBN IT\ICCU\AQ1\0063975.
  • Francesco Zazzera, Della casa de' Conti de' Marsi, in Della nobiltà dell'Italia, Napoli, 1615.
  • Giuseppe Grossi, Una missionaria nell'Avezzano del '700 – Madre Maria Teresa Cucchiari e la sua opera, Avezzano, 1999.
  • Luigi Piccioni, Marsica vicereale: territorio, economia e società tra Cinque e Settecento, Avezzano, Aleph editrice, 1999, SBN IT\ICCU\AQ1\0044896.
  • Veneranda Rubeo, Covella, contessa di Celano: sulla storia di una nobildonna nella Marsica del Quattrocento, Avezzano-Cerchio, Kirke, 2015, SBN IT\ICCU\BVE\0693747.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]