Rendinara

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Rendinara
frazione
Rendinara – Stemma
Rendinara – Veduta
Foto panoramica di Rendinara
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
ComuneMorino-Stemma.png Morino
Territorio
Coordinate41°50′10.8″N 13°28′05.2″E / 41.836333°N 13.468111°E41.836333; 13.468111 (Rendinara)Coordinate: 41°50′10.8″N 13°28′05.2″E / 41.836333°N 13.468111°E41.836333; 13.468111 (Rendinara)
Altitudine916 m s.l.m.
Abitanti145 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale67050
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
TargaAQ
Nome abitantirendinaresi
Patronosant'Ermete
san Giovanni Battista
Giorno festivo9 luglio, 19 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rendinara
Rendinara

Rendinara (Rennenara in dialetto locale) è una frazione di 145[1] abitanti del comune di Morino, in provincia dell'Aquila.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo è situato sul versante occidentale della valle Roveto a quota 916 m s.l.m.. Dominato dalla cime dei monti Ernici ricade nel territorio comunale di Morino, segnando il confine con Castronovo e il comune limitrofo di San Vincenzo Valle Roveto[2]. Dista circa 30 chilometri da Avezzano e Sora[3], 70 dall'Aquila[3] e circa 128 da Roma[3].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Incerta l'etimologia del nome. Due sono le ipotesi: la prima è connessa alla figura della rondine, per assonanza con il nome, e considerando che il volatile è sicuramente quello riportato sul capitello della colonna (identico elemento presente nello stemma della famiglia Colonna) appartenente all'antico stemma del paese rovetano; la seconda invece è legata alla figura dei gladiatori retiarius (o retiarii) da cui la località avrebbe acquisito il nome di "Retiaria"[4]. In alcuni documenti medievali il borgo appare con i toponimi di "Rodemaram" e "Rendinaria"[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico

Nel medioevo, come appare da un martirologio che ricorda sant'Ermete l'eremita, il borgo veniva chiamato anche "Retiaria". Il paese è stato uno dei tanti possedimenti marsicani della famiglia Colonna fino all'abolizione dei feudi (1806)[6]. Dopo l'avvento di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat al trono di Napoli e con l'abolizione dei feudi, Rendinara fu dichiarato "Comune riunito" e incluso fino al 1816 a quello centrale di Balsorano insieme a San Giovanni Valle Roveto e Roccavivi. Fino al 1831 Rendinara fece parte del comune centrale di Civita d'Antino, infine, dal 1831 del nuovo comune di Morino insieme a Grancia.

In paese si registrarono 72 vittime a causa del terremoto della Marsica del 1915, il patrimonio architettonico di Rendinara subì gravissimi danni. Tuttavia, come quasi tutti i centri colpiti dal sisma, il borgo seppe risollevarsi da tale tragedia. Nei decenni successivi alla tragedia gran parte del centro storico venne restaurato[4].

Il santo patrono di Rendinara è san Giovanni Battista. La popolazione è devota anche a sant'Ermete, eremita ed esorcista la cui santità è stata con ogni probabilità proclamata dal popolo in forma vox populi, vox Dei. Originario di Bologne, comune francese, il santo sarebbe vissuto intorno al X-XI secolo, almeno stando ad una bolla trovata nell'urna alla ricognizione della salma, custodita all'interno della chiesa di San Giovanni Battista. Venerato anche dai fedeli di Luco dei Marsi viene festeggiato annualmente il 9 luglio, data legata alla prima ricognizione della salma[7]. La parrocchia, costruita negli anni Sessanta, è dedicata a san Giovanni Battista.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giovanni Battista
Panoramica del borgo dominato dai monti Ernici
  • Chiesa di San Giovanni Battista, la cui lunetta, realizzata dal gesuita, artista e mosaicista cattolico Marko Ivan Rupnik, raffigura San Giovanni, Cristo e la Madonna. Ristrutturata per volontà della popolazione e di Mons. Amleto Alfonsi, originario di Rendinara e già delegato CEI per l'edilizia di culto.
  • Cappella di Sant'Antonio Abate, posta all'uscita del paese.
  • Ruderi dell'originaria chiesa intitolata a San Giovanni Battista, crollata in seguito al sisma del 1915. È detta per tale motivo "Chiesa spallata".
  • Resti della vecchia chiesa che ha raccolto i fedeli nel post terremoto del 1915 di cui sono visibili la scalinata, le mura e il perimetro dell'abside.
  • Ruderi dell'antica chiesa di Santa Lucia, citata in un documento del 1090 anno in cui Rainaldo di Obberto di Antena la donò insieme alla chiesa di San Pietro di Morino Vecchio al monastero benedettino di Montecassino[8]. I resti, ancora visibili, si trovano lungo la strada che collega il paese a Roccavivi[4].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Ruderi della torre cintata, risalente all'XI-XII secolo, sono situati nel nucleo più antico del centro storico[5].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo[9].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • 9 luglio e 21 agosto: festa patronale di sant'Ermete[10].
  • 19 agosto: festa patronale di San Giovanni Battista[11].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La strada provinciale 66 collega Rendinara alla strada statale 82 della Valle del Liri e agli svincoli di Civita d'Antino-Morino e Le Rosce-Santa Restituta della strada statale 690 Avezzano-Sora.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Morrea-Castronovo-Rendinara è la fermata ferroviaria posta lungo la linea Avezzano-Roccasecca che serve la frazione.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Rendinara è una delle mete abruzzesi degli appassionati di montagna, trekking e mountain-bike grazie soprattutto alla sua posizione di alta montagna sull'appennino abruzzese. Numerosi sono i percorsi escursionistici che collegano il borgo con le cime dei monti Ernici e della valle Roveto, in particolare al Pizzo Deta[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frazione di Rendinara, portaleabruzzo.com. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  2. ^ Rendinara: cenni storici, Comune di Morino (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2015).
  3. ^ a b c Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce
  4. ^ a b c Gaetano Squilla, Rendinara, Terre Marsicane. URL consultato il 19 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2018).
  5. ^ a b Grossi, 2002, p. 157.
  6. ^ Tutte le fortificazioni della provincia dell'Aquila, MondiMedievali.net.
  7. ^ Storia di Rendinara, Valle Roveto. URL consultato il 19 gennaio 2018.
  8. ^ Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971.
  9. ^ Vicari e zone pastorali, Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  10. ^ Rai Due: Terzo Millennio, Adnkronos, 25 febbraio 2000. URL consultato il 19 gennaio 2018.
  11. ^ Feste, fiere e sagre a Rendinara, Terre Marsicane. URL consultato il 19 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2016).
  12. ^ Giuseppe Albrizio, Monte Pratillo, Pizzo Deta, Monte del Passeggio. Da Rendinara per il Vallone del Rio, lemiepasseggiate.it, 21 maggio 2015. URL consultato il 19 gennaio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fausto Di Battista, Rendinara: aspetti storici e di tradizione, Roma, Tipolitografia Trullo, 1991, SBN IT\ICCU\UMC\0659148.
  • Giuseppe Grossi, Marsica: guida storico-archeologica, Luco dei Marsi, Aleph, 2002, SBN IT\ICCU\RMS\1890083.
  • Gaetano Squilla, Valle Roveto nella geografia e nella storia, Avezzano, Ente Fucino, 1966, SBN IT\ICCU\SBL\0393466.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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