Morrea

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Morrea
frazione
Morrea – Veduta
Corte del castello Piccolomini (XV secolo)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Comune San Vincenzo Valle Roveto-Stemma.png San Vincenzo Valle Roveto
Territorio
Coordinate 41°51′12.4″N 13°30′45.3″E / 41.853444°N 13.512583°E41.853444; 13.512583 (Morrea)Coordinate: 41°51′12.4″N 13°30′45.3″E / 41.853444°N 13.512583°E41.853444; 13.512583 (Morrea)
Altitudine 760 m s.l.m.
Abitanti 33[1] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 67050
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Targa AQ
Nome abitanti morreani o morreciani
Patrono San Sebastiano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Morrea
Morrea

« Il viaggio è stato piacevole, il paesaggio pittoresco e ricco del fogliame lussureggiante di grandi querce. Poche città possono vantare un aspetto eguale a quello di Morrea, la quale da un'altra cima domina un vasto panorama di valli a nord e a sud, bagnate da corsi d'acqua e ricche di paesi, i quali coprono i pendii delle montagne. »

(Richard Colt Hoare[2])

Morrea è una frazione montana del comune di San Vincenzo Valle Roveto (AQ), nella Marsica, costituita di poche case raccolte intorno alla medievale Fortezza Piccolomini.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si trova sul versante sinistro della Valle Roveto posto ad un'altitudine di 760 m s.l.m.[3]. Confina a sud con le altre frazioni del comune di San Vincenzo Valle Roveto, a nord invece con il territorio comunale di Civita d'Antino. Ad ovest del suo territorio, sull'altro versante della Valle Roveto, ci sono le frazioni di Castronovo e Rendinara, oltre il corso del fiume Liri e le arterie stradali SS 690 Avezzano-Sora e SS 82 della Valle del Liri. Ad est confina con il borgo di San Vincenzo Valle Roveto Superiore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del castello Piccolomini

Nata come avamposto militare di Urbetum, ovvero Antinum (la contemporanea Civita d'Antino), divenne con molta probabilità possedimento ducale nel 702 d.C. ad opera di Gisulfo II di Benevento. Nel 1463 su concessione del Re Ferrante d'Aragona Morrea fu incluso tra i feudi della baronia di Balsorano sotto il controllo del contado di Celano.

Nel 1562 la parrocchia di Morrea dedicata a San Sebastiano, dopo un contrasto di tipo amministrativo con il vicino convento di San Francesco, prevalse su quest'ultimo, acquisendo i domini di Castelnuovo, San Giovanni dei Colli e San Vincenzo. Il viaggiatore inglese Richard Colt-Hoare visitò Morrea nel 1791, nel suo taccuino dipinge un ritratto incantato di questi luoghi[4].

Il terremoto della Marsica del 1915 devastò la fortezza provocando il crollo dei solai e di una torre, segnando l'inesorabile declino e spopolamento del borgo[5].

Durante la seconda guerra mondiale il parroco don Savino Orsini, presidente del locale CLN, costituisce Morrea in "territorio libero" preservandolo per dieci mesi (dal 22 settembre 1943 al 6 giugno 1944) dall'occupazione militare ospitando 5 800 fuggiaschi di varie nazionalità: italiani, americani, inglesi, indiani, sudafricani e canadesi.

All'alba del 21 marzo 1944 la fortezza è attaccata da una squadra tedesca, nel blitz cade prigioniero il diciannovenne Giuseppe Testa, "capo distaccamento" di Morrea della "Brigata partigiana Marsica". Torturato per 50 giorni il giovane rifiutò di rivelare il luogo dove erano tenuti nascosti i fuggiaschi. Fu fucilato in località Fontanelle ad Alvito l'11 maggio del 1944.

Il 10 ottobre 1944 Morrea ha ricevette l'encomio militare alleato. Il «suo figlio migliore» Giuseppe Testa (così l'epigrafe nel monumento sito all'ingresso del borgo) ha ricevuto il 15 maggio 1946 la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Nel centro del borgo antico è stato eretto il monumento a lui dedicato[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Arco e chiesa di San Michele Arcangelo
Chiesa di San Sebastiano

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Michele Arcangelo, situata nel cuore del borgo antico oltre piazza Testa e la suggestiva porta medievale. Presenta affreschi realizzati probabilmente da un pittore di Sora e l'antica statua lignea di San Sebastiano[7].
  • Chiesa di San Sebastiano, edificata nel XVI secolo è adiacente a piazza Corradi. Essendo non agibile è chiusa al culto. Anch'essa è in attesa di restauro[8].
  • Chiesa di Santa Restituta situata in località Le Rosce - Santa Restituta lungo la strada statale 82 della Valle del Liri. Citata per la prima volta in un documento del X secolo è stata ricostruita due volte, la prima dopo il terremoto della Marsica del 1915 e dopo i gravi danni subiti dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale. Conserva un affresco risalente con ogni probabilità tra il IX e il X secolo di Restituta di Sora[9][10].

Castello di Morrea[modifica | modifica wikitesto]

  • Il castello Piccolomini, chiamato tra il XIX e XX secolo anche Castello de Caris[11], è situato nella parte alta del borgo. Fu costruito sul finire del '400. La fortezza bisognosa di opere di restauro, è un esempio di architettura rinascimentale insieme ai castelli di Avezzano, Balsorano, Celano, Ortucchio e Scurcola Marsicana. Il terremoto del 1915 causò notevoli danni al maniero, tuttavia nella corte è ancora ben conservata la facciata con le sue finestre arcuate, gli interni affrescati e il terzo piano che si presenta con un'elegante loggia[12].

Persone legate a Morrea[modifica | modifica wikitesto]

  • Ennio Iacobucci, è stato un fotoreporter[13][14];
  • Umberto Napoleoni, pittore[15];
  • Giuseppe Testa, è stato un geometra, medaglia d'oro al valor militare alla memoria[16][17].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La strada principale collega la frazione di Morrea al capoluogo San Vincenzo Valle Roveto. Sulla SS 82 Valle del Liri, giunti al chilometro 31,400 c'è una deviazione che conduce al borgo antico di Morrea. La strada asfaltata, lunga circa 7 chilometri, anche se è tortuosa, si percorre agevolmente.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Morrea-Castronovo-Rendinara.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La frazione di Morrea, PortaleAbruzzo.com.
  2. ^ Sartirana
  3. ^ Dati su Morrea, ItaliaInDettaglio. URL consultato il 21 settembre 2016.
  4. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo.
  5. ^ Morrea: borgo e storia, ValleRoveto.eu.
  6. ^ Mario Martini, L'arresto di Giuseppe Testa, TerreMarsicane. URL consultato il 6 settembre 2016.
  7. ^ Giuseppe Sartinara, Chiesa di San Michele Arcangelo, TerreMarsicane. URL consultato il 6 settembre 2016.
  8. ^ Giuseppe Sartinara, Chiesa di San Sebastiano, TerreMarsicane. URL consultato il 6 settembre 2016.
  9. ^ Antonelli, 2006
  10. ^ Santa Restituta, la più antica chiesa della Valle Roveto, Pro Loco Rosce Santa Restituta. URL consultato il 6 ottobre 2016.
  11. ^ Stefano Lustri, La Marsica nelle cartoline, LEDIR, Roma, 1990.
  12. ^ Il castello Piccolomini di Morrea, TerreMarsicane. URL consultato il 4 aprile 2016.
  13. ^ Vietnam, fotoracconto della tragedia. Gli scatti "dimenticati" di Iacobucci, La Repubblica.
  14. ^ L'apocalisse dimenticata del fotoreporter Ennio Iacobucci, ValleRoveto.eu.
  15. ^ Umberto Napoleoni, TerreMarsicane.
  16. ^ Biografia: Giuseppe Testa, ANPI.
  17. ^ Martini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dionigi Antonelli, La valle Roveto e il sacro: dal mondo antico al medioevo, Tipolitografia Trullo, Roma, 2006.
  • Mario Martini, Giuseppe Testa 1924-1944: medaglia d'oro al valor militare della Resistenza, Centro Studi Sorani Vincenzo Patriarca, Sora, 1995.
  • Giuseppe Sartirana, Morrea ieri, oggi, domani, Pro loco di Morrea, San Vincenzo Valle Roveto, 1981.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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