Morrea

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Morrea
frazione
Castello Piccolomini di Morrea (XV secolo)
Castello Piccolomini di Morrea (XV secolo)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Comune San Vincenzo Valle Roveto-Stemma.png San Vincenzo Valle Roveto
Territorio
Coordinate 41°50′47″N 13°32′12″E / 41.846389°N 13.536667°E41.846389; 13.536667 (Morrea)Coordinate: 41°50′47″N 13°32′12″E / 41.846389°N 13.536667°E41.846389; 13.536667 (Morrea)
Altitudine 760 m s.l.m.
Abitanti 33[1][2] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 67050
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti morreani o morreciani
Patrono San Sebastiano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Morrea
Morrea
« Il viaggio è stato piacevole, il paesaggio pittoresco e ricco del fogliame lussureggiante di grandi querce. Poche città possono vantare un aspetto eguale a quello di Morrea, la quale da un'altra cima domina un vasto panorama di valli a nord e a sud, bagnate da corsi d'acqua e ricche di paesi, i quali coprono i pendii delle montagne. »
(Richard Colt Hoare[3])

Morrea è una frazione montana del comune di San Vincenzo Valle Roveto (AQ), nella Marsica, costituita di poche case raccolte intorno alla medievale Fortezza Piccolomini.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si trova sul versante sinistro della Valle Roveto posto ad un'altitudine di 760 metri slm. Confina a sud con le altre frazioni del comune di San Vincenzo Valle Roveto, a nord invece con il territorio comunale di Civita d'Antino. Ad ovest del suo territorio, sull'altro versante della Valle Roveto, ci sono le frazioni di Castronovo e Rendinara, oltre il corso del fiume Liri e le arterie stradali SS 690 Avezzano-Sora e SS 82 della Valle del Liri. Ad est confina con il borgo di San Vincenzo Valle Roveto Superiore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castello Piccolomini di Morrea

Nata come avamposto militare di Urbetum (l'odierna Civita d'Antino), diviene con molta probabilità possedimento ducale nel 702 d.C. ad opera di Gisulfo II di Benevento. Nel 1463, su concessione del Re Ferrante d'Aragona, Morrea diviene feudo insieme alla Baronia di Balsorano e al Contado di Celano.

Nel 1562 la Parrocchia di Morrea, dedicata a San Sebastiano, dopo un grave contrasto con il vicino Convento di San Francesco, prevale su quest'ultimo, acquisendone i domini di Castelnuovo, San Giovanni dei Colli e San Vincenzo. Il turista inglese Sir Richard Colt-Hoare visita Morrea nel 1791. Nel suo diario di viaggio ne dipinge un ritratto incantato[4].

Il 13 gennaio 1915 il Terremoto di Avezzano devasta la Fortezza, provocando il crollo dei solai e di una torre, e segnando l'inesorabile declino e spopolamento del borgo[5].

Durante la Seconda guerra mondiale il parroco Don Savino Orsini, presidente del locale CLN, costituisce Morrea in territorio libero, preservandolo per dieci mesi (dal 22 settembre 1943 al 6 giugno 1944) dall'Occupazione militare, ed ospitando 5800 fuggiaschi di varie nazionalità: italiani, americani, inglesi, indiani, sudafricani e canadesi.

All'alba del 21 marzo 1944 la Fortezza è attaccata da una squadra tedesca. Nel blitz cade prigioniero il diciannovenne Giuseppe Testa, "capo distaccamento" di Morrea della "Brigata partigiana Marsica". Torturato per 50 giorni, rifiuta di rivelare il luogo dove sono nascosti i fuggiaschi. È fucilato in località Fontanelle ad Alvito l'11 maggio 1944.

Il 10 ottobre 1944 Morrea ha ricevuto l'Encomio militare alleato. Il «suo figlio migliore» Giuseppe Testa (così l'epigrafe nel monumento sito all'ingresso del borgo) ha ricevuto il 15 maggio 1946 la Medaglia d'oro al valor militare, alla memoria. Eretto nel cuore del borgo antico il monumento a lui dedicato[6].

Morrea: porta e chiesa di San Michele Arcangelo

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Piccolomini, situato nella parte alta del borgo fu costruito sul finire del '400. La fortezza bisognosa di opere di restauro, è un esempio di architettura rinascimentale insieme ai castelli di Avezzano, Balsorano, Celano, Ortucchio e Scurcola Marsicana. Il terremoto del 1915 causò notevoli danni al maniero, tuttavia nella corte è ancora ben conservata la facciata con le sue finestre arcuate, gli interni affrescati e il terzo piano che si presenta con un'elegante loggia[7].
  • Chiesa di San Michele Arcangelo, situata nel cuore del borgo antico oltre piazza Testa e la suggestiva porta medievale. Presenta affreschi, forse opere di Costantino di Sora, e l'antica statua lignea di San Sebastiano.
  • Chiesa di San Sebastiano, edificata nel XVI secolo è adiacente a piazza Corradi. Essendo non agibile è chiusa al culto. Anch'essa è in attesa di restauro.

Persone legate a Morrea[modifica | modifica wikitesto]

  • Ennio Iacobucci, è stato un fotoreporter[8][9];
  • Umberto Napoleone, pittore[10];
  • Giuseppe Testa, è stato un geometra, medaglia d'oro al valor militare alla memoria[11][12].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La strada principale collega la frazione di Morrea al capoluogo San Vincenzo Valle Roveto. Sulla SS 82 Valle del Liri, giunti al chilometro 31,400 c'è una deviazione che conduce al borgo antico di Morrea. La strada asfaltata, lunga circa 7 chilometri, anche se è tortuosa, si percorre agevolmente.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Morrea-Castronovo-Rendinara.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Sartirana, Morrea ieri, oggi, domani, Pro loco di Morrea, San Vincenzo Valle Roveto, 1981.
  • Mario Martini, Giuseppe Testa 1924-1944: medaglia d'oro al valor militare della Resistenza, Centro Studi Sorani Vincenzo Patriarca, Sora, 1995.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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