Valle Subequana

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Valle Subequana
ValleSubequanaPaesaggio.JPG
StatiItalia Italia
RegioniAbruzzo Abruzzo
ProvinceL'Aquila L'Aquila
Località principaliFagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Acciano, Secinaro, Molina Aterno, Castelvecchio Subequo, Gagliano Aterno, Castel di Ieri, Goriano Sicoli,

Coordinate: 42°08′58.78″N 13°42′56.49″E / 42.14966°N 13.715693°E42.14966; 13.715693

La Valle Subequana (Ruris Super Aequor) oltre le terre dei " Paeligni" (da Pelagus) è un vasto territorio prevalentemente collinare (500 m s.l.m.) situato in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, solcato dal fiume Aterno all'interno del Parco naturale regionale Sirente-Velino. Rappresenta di fatto la bassa Valle dell'Aterno.

I suoi confini possono essere delimitati da una serie di borghi medievali arroccati sulle montagne che la circondano comprendendo i comuni di Gagliano Aterno e Secinaro a ovest, Fontecchio, Tione degli Abruzzi e Acciano a nord, Fagnano Alto, Molina Aterno, Castelvecchio Subequo a est, Castel di Ieri e Goriano Sicoli a sud; conta sulla presenza di due importanti vette, il monte Sirente (2349 m. s.l.m.) a ovest, che continua con il Mons Imeus e il Monte Urano a sud con il passo di Forca Caruso ad ovest.

La valle è collegata alla catena del Velino-Sirente e all'altopiano delle Rocche che vanno a delimitare i confini territoriali a ovest, nord-ovest e sud-ovest, e al di là dei quali inizia il territorio della Marsica, a nord-est oltre la bassa catena montuosa che la delimita si estende la Piana di Navelli, mentre a sud-est, oltre il Monte Urano, è situata la valle Peligna.

Mappa del Parco naturale regionale Sirente-Velino - La parte in alto a destra è la Valle Subequana

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della valle è di notevole ricchezza, i ritrovamenti di edifici e monumenti venuti alla luce grazie a numerosi scavi archeologici mostrano come il territorio sia stato teatro di varie vicende sia nell'epoca dei romani che nel Medioevo.

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Una delle ragioni fondamentali per cui si possono trovare tante testimonianze di antiche civiltà è la naturale posizione strategica che caratterizza la valle Subequana: essa si trova infatti in un punto "medio" di passaggio, nel quale transitavano le popolazioni che si spostavano dalle coste del Mar Tirreno a quelle del Mare Adriatico e viceversa, per ragioni soprattutto commerciali, come nel caso del trasporto del sale. Naturale corridoio usato dai Romani anche a fini bellici/espansionistici, confina inoltre con due altri importanti luoghi di passaggio, l'Altopiano di Navelli e la Marsica.

Si hanno testimonianze di presenza umana nella zona già dalla preistoria ed i resti di necropoli riportati in superficie ne sono una conferma. La necropoli di Narola/Le Castagne risale ad un insediamento degli antichi "cedici" - (Tribuno romano Marcus Caedicius nel 389 a.C.) stabilitisi in zona Cedicana di Castel di Ieri, mentre, in località "Piè di Franci", si trova il cosiddetto TEMPIO ITALICO - sito archeologico più antico dell'Abruzzo[senza fonte] - risalente al VII secolo a.C. Recentissimi scavi - al 16 agosto 2010 - hanno portato alla luce, alla profondità di circa tre metri rispetto alla posizione del tempio, cinque siti sepolcrali dal diametro di tre metri ed uno di metri 5. Il terreno limoso per circa un metro di altezza è sovrastato da uno strato di 20 cm. di ghiaia, quindi circa 40 cm. di terreno limoso su cui giacciono altri strati di terreno ghiaioso. Si attende il rifinanziamento dei lavori di scavo per ultimare la ricerca archeologica.

Le popolazioni Peligne e Subequane combatterono acerrime guerre contro i Romani dal 390.a.c. nel 312 a.C. nonché "la guerra sociale" (nell'anno 620 di Roma) nell'89 a.C. - Lega dei popoli Italici contro Roma e la susseguente guerra civile tra "Mario e Silla". I popoli che vivevano nella zona tra il lago di Fucino ed il mare,prima della conquista dei Romani, erano i Vestini, gli Equi, i Marsi, i Peligni ed i Superequani, i quali edificarono insediamenti ancora oggi visibilmente distribuiti lungo la vallata in modo omogeneo. Numerose catacombe e la necropoli in zona Narola/Le Castagne/colle cipolla, al km 146 della Tiburtina Valeria; anfiteatri vennero realizzati quando questi territori divennero" LA IV Regione di Roma" nel 308/303 a.C.- Cives sine suffragio" Molte di queste opere possono essere trovate nell'Altopiano delle Rocche. Publio Ovidio Nasone scrive: «pars me Sulmo tenet Paeligni tertia ruris» (Il territorio di Sulmona, quello di Corfinio e dei Superequani era diviso in tre parti).

Castello medievale del borgo di Castello

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente la zona venne conquistata dai Longobardi ed è in questo periodo che iniziarono ad essere costruite roccaforti al fine di una difesa più rafforzata. È nel periodo medioevale che sorsero i più importanti borghi nella valle Subequana, edificati in successione nel periodo intercorrente fra il XIII ed il XVII secolo, rispettivamente sotto le dominazioni degli Svevi e poi degli Angioini ed infine degli Aragona e dei Borbone.

Dal XIV secolo in poi l'intera vallata si ritrovò sempre più circondata da una corona di castelli con imponenti mura di difesa ed alte torri di avvistamento, situati in posizioni strategiche nei punti più alti che dominavano l'intero panorama, dai quali era possibile avere un'ottima visuale. Non soltanto le distruzioni da parte delle orde nemiche, ma anche gli eventi sismici che da sempre hanno caratterizzato l'Abruzzo, portarono a ricostruzioni e modifiche sempre nuove.

Dal punto di vista religioso, quasi ogni borgo della valle Subequana possiede un proprio luogo di culto; ciò non è dovuto solo alla cura ed all'attenzione all'estetica con cui essi venivano realizzati, ma anche alla presenza di tre personaggi chiave della storia del Cristianesimo che furono di passaggio nel territorio: San Francesco d'Assisi, frate Pietro Angelerio, meglio noto come papa Celestino V, e Sant'Erasmo martire. Numerosi furono i santuari eretti in onore di questi tre personaggi che lasciarono una traccia notevole nelle genti del luogo.

È sempre nel periodo medioevale che aumentò il fenomeno della transumanza; essendo anch'essa[non chiaro] un punto di passaggio, come del resto tutte le altre terre circostanti, lungo le vie della valle Subequana fu costruito un buon numero di chiese in posizioni isolate dai borghi e poste appunto in punti estremamente vicini agli antichi sentieri, più propriamente detti tratturi e la chiesa voleva essere sia un luogo di preghiera che un luogo di sosta e riposo per tutti i viaggiatori che si trovavano a passare per quelle zone.

Ma al contempo non bisogna dimenticare che anche i borghi potevano vantare notevoli strutture religiose edificate nelle loro piazze principali, la chiesa di Pedicciano ne è un chiaro esempio.

Tutto questo patrimonio artistico e culturale è ancora oggi visibile ed in condizioni di essere visitato, nonostante i danni che sono stati provocati alle abitazioni dei centri storici dei borghi dal terremoto del 2009, che ha colpito le vicine zone dell'Aquilano. Dopo questo evento i castelli ed i luoghi di culto si trovano tuttora in stato di sicurezza, in attesa dei lavori di ricostruzione.

Turismo e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Una delle indicazioni dell'Ippovia della Valle Subequana

Tutto il patrimonio storico della valle Subequana ha reso possibile un buon sfruttamento dei luoghi a scopo turistico; spesso il territorio è oggetto di interesse da parte di visitatori provenienti da ogni parte del mondo e ciò è dovuto anche alla presenza delle due importanti località sciistiche di Ovindoli e Campo Felice sul limitrofo altopiano delle Rocche.

Viene praticato anche il trekking, sui rilievi montuosi, in particolare sui monti Sirente e Velino, e l'equitazione lungo i sentieri della vallata. A tal proposito, l'Ente del Parco Regionale Sirente Velino ha istituito un'ippovia, una rete di sentieri che si diramano lungo tutto il territorio da poter percorrere a piedi e a cavallo. L'Ente ha sede a Rocca di Mezzo.

Ogni anno, nel mese di agosto, in occasione della festività aquilana della Perdonanza Celestiniana, si ripercorre l'intero viaggio fatto da papa Celestino V dall'Eremo di Sant'Onofrio al Morrone fino alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio di L'Aquila. Il "Cammino del Perdono" inizia dal Morrone, Sulmona, Pratola Peligna, Raiano, Goriano Sicoli, Castel di Ieri, Acciano quindi verso L'Aquila, dove fu incoronato Papa. Celestino V è stato l'unico che ha rinunciato al "Papato" e fu definito "il gran rifiuto".

Lista dei borghi della Valle Subequana[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Frascara
Il borgo di Pedicciano visto dall'alto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ordine Francescano, Fonti Francescane, Editrici Francescane, 2004.
  • Antonino Chiaverini, Celestino V e il nostro tempo, Edizioni Qualevita, 2006.
  • Movimento Celestiniano, Il fuoco del morrone, Consorzio Celestiniano, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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