Piani di Pezza

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Piani di Pezza
Piani di Pezza.jpg
Piani di Pezza visti dal Colletto di Pezza nei pressi del rifugio V. Sebastiani
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo
Province L'Aquila L'Aquila
Località principali Rocca di Mezzo
Comunità montana Comunità montana Sirentina

Coordinate: 42°10′59.16″N 13°27′28.44″E / 42.1831°N 13.4579°E42.1831; 13.4579

I Piani di Pezza sono un altopiano glaciale e carsico-alluvionale situato in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, all'interno del territorio del Comune di Rocca di Mezzo e parzialmente del comune di Ovindoli, incastonati nel Parco regionale naturale del Sirente - Velino, nell'Appennino abruzzese. Dalle montagne circostanti si godono tra i panorami più belli e suggestivi dell'Appennino.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta invernale dei Piani di Pezza

Compreso all'interno della catena del Velino-Sirente, si estende per circa 5,5 km in lunghezza e 3 in larghezza ad una quota compresa tra i 1400 e i 1500 m s.l.m. ed è delimitato a nord dalle creste dei monti che sovrastano la stazione sciistica di Campo Felice, posta al di là di tale catena (cresta di Monte Rotondo, Cisterna, Colle del Nibbio, Punta dell'Azzocchio, Cimata di Pezza e Cimata del Puzzillo prossimi o oltre i 2000 m), e a ovest e sud da cime appartenenti al massiccio del Monte Velino (Vena Stellante, Colle dell'Orso, Punta Trento, Punta Trieste, Costa della Tavola e Costone della Cerasa, tutti oltre i 2100 m), di cui rappresenta una delle porte di accesso nella sua parte orientale. Esso separa dal punto di vista geomorfologico il gruppo dei Monti di Campo Felice, appartenenti al territorio dei comuni di Rocca di Cambio e Lucoli (ad esclusione di Monte Rotondo compreso nel territorio di Rocca di Mezzo), dal gruppo dei Monti della Magnola, appartenenti al territorio del comune di Ovindoli.

È luogo incontaminato, non immediatamente raggiungibile benché a pochissimi chilometri di distanza da Rocca di Mezzo, dove praticare d'inverno sci nordico (sci di fondo), sci escursionismo e sci alpinismo e trekking a piedi, a cavallo e in MTB d'estate[1]. Le pendici montuose esposte a nord della conca sono ricoperte di boschi di faggio fino ai 1850 m di quota, mentre la piana e i versanti esposti ad ovest e a sud sono quasi del tutto privi di vegetazione ad alto fusto, eccezion fatta per la suggestiva Valle Ortica (vall'ardica in dialetto) che dai Piani di Pezza si dirama e sale verso la Cimata di Pezza. Da Capo di Pezza è possibile raggiungere il Rifugio V. Sebastiani posto sul colletto che separa l'altopiano dalla Valle Leona. Piccole strutture ricettive sono poste all'ingresso di Vado di Pezza, provenendo da Rocca di Mezzo (due rifugi/ristoranti aperti tutto l'anno di cui solo uno attualmente in funzione). Dalla piana dipartono numerosi sentieri che raggiungono le cime di tutte le montagne circostanti.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La particolare conformazione carsica della piana, chiusa com'è in tutte le direzioni, fa sì che d'inverno e in particolari condizioni atmosferiche (innevamento, cielo sereno, assenza di vento e bassissimi livelli di umidità) si raggiungano a volte temperature minime prossime o anche inferiori ai -30 °C specie in corrispondenza di significative ondate di freddo (record di Campo Felice: -33,1 °C il 2 febbraio 2010[2]; record di Pezza: -37,4 °C il 15 febbraio 2012[3], con quest'ultimo che risulta essere il valore più basso mai registrato in Appennino in epoche recenti [4]).

Accessibilità[modifica | modifica wikitesto]

Il Rifugio Vincenzo Sebastiani al Colletto di Pezza

Vi si accede principalmente dall'Altopiano delle Rocche attraverso il Vado di Pezza (1500 m s.l.m.) provenendo da Rocca di Mezzo, o da Rovere (frazione di Rocca di Mezzo) su una strada recentemente asfaltata; quest'ultima, stretta e spesso non soggetta a pulizia in caso di innevamento, è assolutamente da evitare nel periodo invernale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda Guerra Mondiale è stato abbattuto un aereo inglese da una delle contraeree tedesche posizionate a copertura dei punti di accesso dell'Altopiano delle Rocche. L'aereo ha compiuto un atterraggio di fortuna nella Piana ed pilota si sarebbe salvato trovando poi rifugio presso la popolazione di Ovindoli, non molto distante dal luogo dello schianto.

Nel 1986 sono stati sede del raduno nazionale degli scout Agesci nella fascia d'età 16-20 anni (circa 14000 partecipanti), in gergo scoutistico Route Nazionale, con la presenza di papa Giovanni Paolo II[5]. Nel punto in cui il Papa ha celebrato la messa (un anfiteatro naturale) sono stati eretti un altare monumentale ed una croce a ricordo dello storico evento, ed è meta di numerosi devoti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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