Eremo di Santa Maria del Cauto

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Eremo di Santa Maria del Caùto
EremoCauto.jpg
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàMorino
ReligioneChiesa cattolica
Diocesi Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneXII secolo
Sito web

Coordinate: 41°50′44.62″N 13°23′52.18″E / 41.845729°N 13.397827°E41.845729; 13.397827

L'eremo di Santa Maria del Caùto, detto anche eremo di Santa Maria del Pertuso, è un luogo di culto situato nel comune di Morino (AQ). Si trova a 1173 m s.l.m. nell'area protetta della riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, al confine dell'Abruzzo con il Lazio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sin dall'alto Medioevo la zona era molto frequentata da eremiti, asceti, monaci benedettini di passaggio che cercavano la solitudine tra i boschi ubertosi degli appennini centrali. Anche la conformazione geologica della regione, a prevalenza calcarea e di natura carsica, ricca di grotte ed anfratti, ha facilitato il formarsi di comunità ascetiche fornendo loro ripari naturali ed isolati; anche la ricchezza di acqua ha designato la zona come rifugio ideale per l'isolamento spirituale.

Intorno all'anno 1000 iniziò l'influenza dei monaci di Montecassino sull'intera zona e le prime notizie certe circa l'eremo si hanno a far data dal 1174, anno di una disputa tra la comunità di monaci presente nell'eremo e i chierici della chiesa di San Giovanni di Celano sulle modalità di consacrazione degli olii sacri per il giovedì santo. L'eremo, nel 1188 dopo essere stato incluso tra i possedimenti della Diocesi dei Marsi e successivamente dell'abbazia benedettina di Trisulti, venne donato all'abbazia di Casamari in Veroli[1]. Da questo evento in poi non si hanno più notizie certe sulla struttura ne sulla comunità monastica lì insediata ma è certo che intorno alla metà del XVII secolo l'edificio era già da tempo abbandonato e in rovina[2][3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il romitorio e la chiesa, incastonati nella roccia, sono sostenuti da un arco a tutto sesto. L'ambiente di dimensioni non grandi presenta un soffitto con volta a botte e una piccola abside sulla parete rocciosa. All'interno della chiesa ci sono delle pitture murali che raffigurano alcune scene di vita riguardanti Santa Caterina di Alessandria e un ritratto di San Clemente di Roma. All'ingresso sono presenti due tombe, mentre lateralmente oltre i resti del muro esterno si apre un piccolo riparo roccioso[4].

Accessibilità[modifica | modifica wikitesto]

L'eremo è raggiungibile dal comune di Morino (uscita Civita d'Antino-Morino della SS 690 Avezzano-Sora) dopo essere entrati nel territorio della Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo. Superato il bacino artificiale si imbocca il sentiero n. 602b (detto "delle Scalelle") che dopo circa 670 metri di dislivello permette di raggiungere il luogo di culto in circa due ore di cammino. Dal versante laziale l'area è raggiungibile dalla Certosa di Trisulti e da Campocatino di Guarcino (FR) [5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A.L. Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni editore, 1971, p. sub anno 1053, nota a margine sub voce "Pescina".
  2. ^ Gaetano Squilla, Madonna del Cauto, Terre Marsicane. URL consultato il 14 giugno 2018.
  3. ^ Eremo Madonna del Cauto, Valle Roveto. Arte cultura turismo. URL consultato il 14 giugno 2018.
  4. ^ Eremo della Madonna del Caùto, Regione Abruzzo. URL consultato il 14 giugno 2018.
  5. ^ Monte Viglio - Pizzo Deta, su parks.it, Federparchi. URL consultato il 14 giugno 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito istituzionale, su regione.abruzzo.it, Regione Abruzzo. URL consultato il 14 giugno 2018.