Introdacqua

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Introdacqua
comune
Introdacqua – Stemma Introdacqua – Bandiera
Introdacqua – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
Amministrazione
SindacoCristian Colasante[1] (lista civica di centro-sinistra Solidarietà e progresso-Il Campanile) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate42°00′30″N 13°53′57″E / 42.008333°N 13.899167°E42.008333; 13.899167 (Introdacqua)Coordinate: 42°00′30″N 13°53′57″E / 42.008333°N 13.899167°E42.008333; 13.899167 (Introdacqua)
Altitudine642 m s.l.m.
Superficie37,11 km²
Abitanti2 057[3] (31-8-2019)
Densità55,43 ab./km²
FrazioniCantone, Cauze, Mastroiacovo, Pannate, Picarelli, Santa Maria Frascati
Comuni confinantiBugnara, Pettorano sul Gizio, Scanno, Sulmona
Altre informazioni
Cod. postale67030
Prefisso0864
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066048
Cod. catastaleE307
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantiintrodacquesi
PatronoSan Feliciano martire
Giorno festivopenultima domenica di agosto (festa di San Feliciano martire)

penultimo lunedì di agosto (festa di sant'Antonio)

PIL(nominale) 47 mln [2]
PIL procapite(nominale) 22 196 [2]
MottoInteraquis Fidelissima
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Introdacqua
Introdacqua
Introdacqua – Mappa
Posizione del comune di Introdacqua all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Introdacqua (Ndrədàcquə in lingua locale) è un comune italiano di 2 057 abitanti[3] della provincia di L'Aquila in Abruzzo.

Introdacqua è un paese situato nella Valle Peligna, in provincia di L'Aquila. Sorge su un colle posto sulla confluenza di due valli che lo racchiudono, quella di Contra e Sant'Antonio. Fa parte del club I borghi più belli d'Italia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato nella Valle Peligna, al di sotto della vetta del Rognone (2089 m), a 642 m s.l.m., quest'ultimo facente parte del massiccio del Genzana. È posto sulla confluenza di due valli, quella di Contra e di Sant'Antonio, le quali sono racchiuse a loro volta dal monte Plaja (864 m) e dal monte Cerrone. Il territorio è situato in una zona ad elevato rischio sismico, a breve distanza dalla faglia del Morrone.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Nelle zone montuose del territorio sono presenti lupi, orsi, cervi, caprioli, volpi, cinghiali ecc.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio presenta diverse varietà di piante, come l'acero di monte, il carpino nero, il faggio, le roverelle, i pioppi bianchi e neri, l'astro alpino, il farfaraccio, il ranuncolo, il fiore di genziana ecc.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

Introdacqua è anticamente denominata Interaquas, o Interaquis, cioè paese costruito tra le acque "inter aquarum cursus", data anche, soprattutto in passato, l'immensa quantità d'acqua.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il documento più antico nel quale per la prima volta si parla di Introdacqua reca la data 983. Esso riguarda un Judicatum de Intredaque, cioè una sentenza emessa nei confronti di un Anso, figlio di Teuderamo, e di un Ferualdo, figlio di Oderisio, usurpatori di terre di proprietà del Monastero di S. Clemente a Casauria. Altro documento di poco più recente è quello che reca la data del 1024, contenente un altro Judicatum de Intredaque, nel quale compaiono, questa volta, dieci usurpatori di terre del Monastero.

I primi centri urbani, di età preromana, collocati nel territorio introdacquese erano collocati presso la cima del Monte Plaia, e nella Valle di Contra, per il Piano della Civitella. Con la venuta dell'età medievale, la popolazione del luogo si stabilì presso l'attuale locazione. Con lo scorrere del tempo infine, con l'ingentilimento delle terre introdacquesi da parte dei monaci dell'Abbazia di San Clemente a Casauria, l'allora pago, o villa, crebbe fino a divenire un borgo fortificato.

Dunque l'origine di Introdacqua, nell'attuale locazione, non va oltre il IX secolo.

I Conti Di Sangro (1173-1239) - I primi feudatari[modifica | modifica wikitesto]

Probabile aspetto della torre in passato

Introdacqua subì le invasioni di Longobardi, Franchi, Saraceni e Normanni, e fu proprio con l'occupazione dei Normanni, nel 1173, che il paese fu affidato ai Conti Di Sangro. Durante la signoria Di Sangro Introdacqua era popolata da 48 fuochi (famiglie), e calcolando una media di 5 persone per famiglia, il numero degli abitanti si aggirava sui 240. Scarso era lo sviluppo demografico, ma al contrario lo era lo sviluppo nella via della civiltà e del progresso, a giudicare soltanto dal'elevato numero di chiese esistenti entro e fuori l'abitato.

Il dominio dei Di Sangro durò oltre mezzo secolo (1173-1239), tra i fatti di notevole importanza durante questo periodo vi sono le numerose chiese costruite, molte delle quali sono andate distrutte, ma soprattutto è stata molto importante la costruzione del Castello, la cui torre centrale svetta tuttora sulla sommità del paese, la costruzione del Palazzo marchesale, dei due bastioni e del torrione, ancora esistente e ben conservato prospiciente la Piazza Cavour.

I Conti d'Aquino (1318-1548)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo i Conti Di Sangro, si sono susseguiti una serie di feudatari minori, fino ai Conti d'Aquino, i quali hanno avuto grande importanza per Introdacqua. Un episodio importante si verificò durante la loro signoria: nel 1310 un loro Vicario, Francesco de Insula, mosse da Introdacqua con 700 fanti e 40 cavalieri alla volta di Bugnara al fine di devastarne le campagne sradicando alberi, rubando masserizie e animali. Consapevole di ciò, il Giustiziere d'Abruzzo Guglielmo di Tre Salici si recò di persona ad Introdacqua. Ma quando vi giunse, le truppe del Vicario si erano dileguate. Soltanto 25 di esse si barricarono nel Castello.

Dopo il terremoto del 1349, il feudo passò a Tommaso d'Aquino, e successivamente a Francesco, personaggio di grande importanza durante la guerra tra Angioini e Aragonesi. Egli ospitò Giovanni Quatrario, Maestro razionale, umanista e poeta insigne di Sulmona, cresciuto nella scuola di Marco Barbato, familiare di Petrarca. Quando, intorno al 1379, a Sulmona scoppiarono tumulti tra le nobili famiglie dei Merlini e dei Quatrario, Giovanni si diede alla fuga cercando rifugio nel Castello di Introdacqua presso Francesco D'Aquino. E il poeta da Roma esprime la sua riconoscenza nei confronti del Conte Francesco dedicandogli un carme:

"Quo vivit redeo morte revulsus atra rupta sinoneum pus vomuovere foras. Caritate tua nescio que mediter munere digna tuo."

I D'Aquino non vessarono i loro sudditi con le tasse e i balzelli che adottarono gli altri feudatari, particolarmente i Trasmondi. Tuttavia, per mezzo di speciali riscuotitori riscossero le sole decime, cioè la decima parte di ciascun prodotto agrario, industriale e zootecnico. Tutto ciò sta a dimostrare che ci fu una profonda trasformazione, da una parte si formò una nuova classe di feudatari, dall'altra ci fu più ampio respiro per la nascente borghesia.

In quest'epoca vissero due importanti personaggi a Introdacqua, ossia Odorisio Di Naldo e Giovanni Severini.

L'invasione degli Aragonesi (1443-1516)[modifica | modifica wikitesto]

Condottiero a difesa di Introdacqua in un tentativo di conquista durante la guerra tra Angioini e Aragonesi

S'ignora la serie dei feudatari che in questo periodo ebbero il dominio di Introdacqua, si sa soltanto che furono parecchi e che il loro dominio fu una concessione fatta dal Re con l'obbligo di un censo, oppure un passaggio dall'uno all'altro o per eredità o per acquisto. A causa di ciò le condizioni della popolazione erano peggiorate per i molti tributi e le molte prestazioni dovute al feudatario. Il periodo degli Aragonesi fu anche dannoso allo sviluppo ed al progresso delle industrie e del commercio della popolazione, costretta ad alloggiare e mantenere a proprie spese le milizie straniere di passaggio, le quali non erano che compagnie di ventura, bande di malfattori e ladri, dedite soltanto al saccheggio e alla distruzione dei paesi e delle campagne. Tra gli avventurieri che riuscirono ad avere il dominio di Introdacqua va ricordato il Capitano di ventura Conte Jacopo Piccinino.

Dopo l'avvento degli Aragonesi, esattamente nel 1494, Carlo VIII Re di Francia scendeva in Italia per conquistare il Regno di Napoli. Fedeli a questo Re, per le molte promesse ricevute, gli Aquilani senza opporre resistenza gli aprirono le porte. Consapevole e sorpreso di ciò Ferrante II Viceré di Napoli esortò i sulmonesi a serbarglisi fedeli, ma ebbe un netto rifiuto. Nel settembre 1495 francesi ed aquilani, con a capo Claudio di Lenoncourt, Viceré di Carlo VIII, marciarono su Goriano Sicoli, Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri, Raiano e Prezza, quindi mossero su Introdacqua nel tentativo di invaderla per assoggettarla al partito di Carlo VIII. Sconfitti però dai balestrieri di Fabrizio Colonna, Connestabile del Regno di Napoli, i quali si stanziarono a Introdacqua per Ferrante, furono costretti a ripiegare lasciando sul terreno numerosi feriti e 15 prigionieri. È di questo periodo la costruzione o ricostruzione o ampliamento della Parrocchia, detta della SS. Annunziata o di S. Maria Matrice tra il 1474 e il 1510, e la costruzione di un Corritore delle Caselle che, annesso alla Parrocchia e adibito prima a vari usi, divenne in seguito il Quartiere della XII Compagnia della Guardia Nazionale Mobile di stanza ad Introdacqua, successivamente Municipio, Carcere mandamentale e Sala per i concerti musicali, per essere trasformato in questi ultimi anni in Palazzo comunale. Cade pure in questo periodo uno dei più tremendi terremoti che la storia delle convulsioni sismiche ricordi: quello del 4-5 dicembre 1456, che decimò notevolmente la popolazione. A causa di quel terremoto tutti i paesi della Valle Peligna, specialmente quelli in località montane, rimasero fortemente danneggiati. Forse a causa di questo terremoto dovette cadere la sommità del Castello di Introdacqua, la quale rimase quella visibile attualmente, forse per le difficoltà dei lavori di restauro, forse anche perché non più necessario il Castello per le operazioni di difesa del paese.

Campanile romanico della Chiesa Madre, realizzato con pietra locale

La dominazione austriaca (1516-1700)[modifica | modifica wikitesto]

Al periodo della dominazione austriaca si riferiscono le scorrerie del bandito Marco Sciarra, il quale con 600 banditi evasi dalle prigioni degli Stati della Chiesa invase la Terra di Lavoro e dopo aver saccheggiato parecchi centri, invase l'Abruzzo. Qui vi pose il suo quartier generale, assumendo il titolo di Re della Campagna, e ne terrorizzò le popolazioni approfittando del disordine che allora funestava il Regno di Napoli conteso da spagnoli e austriaci. Il Consigliere di Chieti Carlo Gambarotta scacciò Sciarra dall'Abruzzo catturando molti banditi, ma Sciarra insieme ai non catturati tornò in Abruzzo invadendo il circondario di Sulmona dove, tra il 1587 e il 1588, saccheggiò e dette alle fiamme Introdacqua, Bugnara e Vittorito, e nel 1589 più volte anche Scanno. E da questi avvenimenti si diresse nelle Puglie.

I Marchesi d'Avalos e il ritorno dei Di Sangro (d'Avalos 1548-1649; con un'interruzione dei Di Sangro 1598-1607)[modifica | modifica wikitesto]

Esattamente nel 1548 Carlo V conferì a Maria d'Aragona, Marchesa del Vasto, e a suo figlio Francesco Ferdinando d'Avalos, Conte di Loreto, cinque Castelli detti della Montagna, i quali furono: Scanno, Introdacqua, Opi, Castrovalva e Pescasseroli. Per ciò che riguarda Introdacqua, è storicamente accertato che Francesco Ferdinando d'Avalos ne ebbe il dominio senza che i naturali del luogo avessero a soffrirne soprusi o violenze di sorta. La concessione era il riconoscimento dei meriti suoi personali, del padre Alfonso e del nonno Innico.

Non molti anni dopo il dominio dei d'Avalos fu interrotto dal ritorno dei Di Sangro. Nel 1598 Lavinia della Rovere, balia e tutrice della Marchesa di Pescara Isabella d'Avalos, vendette Introdacqua ed altri feudi ad un Giovan Giacomo Di Sangro. Nel 1607 quest'ultimo morì, e lo successe il fratello Ottavio, che dopo due anni fu a sua volta sostituito dalla sorella Andreana, morta nel 1631 senza lasciare eredi. Per tale motivo Introdacqua tornò al Fisco, fu messa in vendita, e poté essere riacquistata per 21.000 ducati da Ferdinando Francesco d'Avalos, Marchese del Vasto. Ma data la frequente assenza nel feudo per impegni militari, il 20 settembre 1649, con rogito del Notaio Medea di Napoli, Ferdinando Francesco effettuava la vendita del suo Feudo di Introdacqua (allora numerato per 329 fuochi) al Barone Trasmondo Trasmondi di Sulmona per 20.000 ducati.

Fatto di rilievo del periodo fu la costruzione del Campanile, iniziata e terminata nel 1600, la costruzione della Porta della Terra rivolta a nord, e la Via Piana, consistente in un vasto caseggiato, poi trasformato in diversi palazzi, detto Corritore seu forno con granaio.

L'invasione dei Borbone e dei Bonaparte (Borbone 1708-1798; Bonaparte 1798-1799 e 1806-1815)[modifica | modifica wikitesto]

Quando Napoleone fu spedito in Italia, fondò la Repubblica Cisalpina. Nella certezza di essere assalito e confidando dell'aiuto dell'Austria e della Russia, Ferdinando IV scese per primo in campo contro i Francesi (1798), ma il Generale Championnet piombò sui napoletani e li disperse. Ferdinando fuggì in Sicilia, mentre Championnet entrò a Napoli instaurandovi la Repubblica Partenopea (1799). Poco dopo, avendo gli eserciti alleati sconfitto ripetutamente i francesi, Ferdinando tornava a Napoli, e fu allora che, auspice il Cardinale Ruffo, furono istituiti i Visitatori generali delle Province con il compito apparente di ristabilire l'ordine, ma con l'intenzione segreta di colpire duramente coloro che avevano fatto buon viso ai francesi.

Questo in generale è un periodo di importanza per Introdacqua: qui si fece notare Giuseppe Pronio, che da capomassa divenne Generale Comandante dei Tre Abruzzi, e Paolo Pronio, suo figlio e anch'esso generale.

Si sono inoltre verificati numerosi fatti: la costruzione della "Fontavecchia"; venne edificata la Confraternita della SS. Trinità; venne eretta la Confraternità del SS. Sacramento; la creazione della Cappella ed Ospedale di S. Antonio Abate; la formazione del Catasto onciario; la traslazione delle ossa di S. Feliciano dalle Catacombe Ponziane a Introdacqua; la nascita del Teologo Giovanni Tommaso Maria Ventresca, tuttora sepolto nella Cattedrale di S. Panfilo a Sulmona; l'istituzione del Tribunale di Giustizia; venne eretto un nuovo altare nella Chiesa campestre di S. Antonio Abate, poi dedicato a S. Antonio di Padova; la creazione della Banda di Introdacqua; l'erezione nell'interno della Cappella di S. Nicola di Bari di un altare marmoreo per collocarvi l'urna del protettore S. Feliciano; l'eccidio della famiglia del Giudice Lancia per mano di quattro banditi del luogo, di cui solo due ne furono giustiziati.

I Marchesi Trasmondi (1649-1806)[modifica | modifica wikitesto]

Precedentemente il 1649 i Trasmondi risiedevano a Sulmona, ove rivendicarono la loro nobiltà per una controversia la quale negava loro alcuni diritti. La loro nobiltà è provata da due ipotetiche origini, ossia la discendenza dai Duchi di Spoleto, oppure la discendenza da Trasmondo figlio di Genserico Re dei Vandali. I Marchesi possedevano la giurisdizione criminale e civile di Pentima (Corfinio) e lo "jus sigilli" dell'intero Abruzzo: essi avevano molti possedimenti, tra cui la Baronia di Introdacqua, trasformata il 18 luglio 1700 in marchesato da Re Carlo II di Spagna.

Durante la loro dominazione ci furono numerosi dissapori tra i marchesi e la popolazione del paese, il più eclatante fu la demolizione di un molino e di una gualchiera, e la rivendicazione delle acque provenienti dalla Rupe di S. Nicolò.

Con la legge 2 agosto 1806 sull'abolizione della Feudalità e di quella del 1º settembre, Introdacqua non fu più un marchesato, ed essendo la situazione svantaggiosa per i Trasmondi, quest'ultimi ritornarono a Sulmona, vendendo ogni loro possedimento del paese. Cessa così la lunghissima serie dei feudatari di Introdacqua.

Tavola che attesta il rifugio di Panfilo Serafini a Introdacqua.

Il Risorgimento[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese in questo periodo della storia, come del resto in tutt'Italia, vi si crearono delle società segrete per il sempre più crescente senso di nazionalità e data l'impossibilità per la popolazione di combattere direttamente il Governo borbonico.

Fra i nomi memorabili del periodo ricordiamo: Croce Susi, Emanuele D'Eramo, Raffaele D'Eramo, Giuseppe Tamburrini e Giuseppe Tiberi.

Il rimboschimento, i siti archeologici e le cave (1880-1920 circa)[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo marchesale Trasmondi.

Alla fine del XIX secolo il monte Genzana fu coinvolto in un'operazione di rimboschimento per scongiurare i pericoli di frane dovuti al terreno cedevole.

Sempre nello stesso periodo Antonio De Nino scoprì alcuni reperti e siti archeologici, fra cui il rinvenimento sulla cima del monte Plaia (864 m) nel 1891: furono scoperti resti di un tempio a pianta circolare di 8 metri di diametro, con apertura di 1,8 metri e con una profondità d'apertura di 2 metri. Sempre sul monte Plaia, e anche sul piano della Civitella, furono scoperte mura megalitiche.

La Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1943 il paese, nonostante la vicinanza alla linea Gustav, non fu coinvolto direttamente nel conflitto. Fu per un certo periodo sede di un comando tedesco.

Dal dopoguerra in avanti[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra la popolazione diminuì a causa dei grandi flussi migratori dell'Abruzzo interno, che spinsero molti abitanti verso la costa abruzzese, il Lazio e i paesi esteri. Negli anni '50 il paese fu protagonista della pellicola "Signorinella". Nel corso del tempo il paese ha conosciuto una moderata crescita demografica, con un ripopolamento nelle frazioni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Interni Chiesa Madre

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Dongione di Introdacqua: la torre medievale del XII secolo sovrasta il paese, si tratta di un dongione a pianta quadrata cintata da mura poligonali;

Castello: situato nel borgo antico di Introdacqua, comprende le case che circondano la torre fino al palazzo Trasmondi.

Porte della Terra: a ridosso del palazzo Marchesale vi è una di esse. Dette "Porte della Terra", che sono l'ingresso al vecchio borgo, sulla chiave dell'arco della porta rivolta a nord compare lo stemma quadripartito della famiglia Trasmondi;

La "Fontavecchia"

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre Maria S.S. Annunziata: è la Chiesa Madre del paese, vi sono conservate le spoglie del patrono di Introdacqua, san Feliciano Martire, la chiesa ha una struttura interna basilicale a tre navate e custodisce affreschi medioevali e rinascimentali, fra i quali quello dedicato a San Cristoforo;

Campanile della Chiesa Madre Maria S.S. Annunziata: il campanile seicentesco in stile romanico è costruito in pietra locale;

Chiesa della Madonna Addolorata: la chiesa della S.S. Addolorata, di fronte alla chiesa Madre, all'interno conserva le statue di Cristo Morto e dell'Addolorata che il venerdì santo vengono portate in processione. Chiesa della S.S. Trinità: fu costruita sui resti di una chiesa diruta a causa di un'alluvione. Restaurata dopo il terremoto del 1706, conserva la statua della "Madonna che Vèle", Madonna che corre verso il figlio risorto durante la rappresentazione allestita nel giorno di Pasqua.

Aereo F104 nella villa comunale di Introdacqua

Chiesa di Sant'Antonio: situata a 735 metri s.l.m., ed edificata nell'XI secolo, la chiesa conserva affreschi del XV e XVI secolo; all'esterno della struttura è situato l'antico cimitero del paese.

Chiesa di San Giovanni: realizzata intorno all'XI secolo, conserva affreschi medioevali.

Chiesa della Madonna delle Grazie: realizzata intorno al XV secolo, conserva una tela ottocentesca.

Chiesa della Madonna di Loreto.

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Trasmondi: il palazzo edificato intorno al XIII secolo, con vari rifacimenti nei secoli successivi, viene chiamato Trasmondi, gli ultimi feudatari del paese. Fu rifugio di Giovanni Quatrario, umanista amico di Petrarca che fuggiva da Sulmona, e nel 1853 ospitò Panfilo Serafini, scrittore e patriota sulmonese, perseguitato dai Borbone per le sue idee liberali. Il palazzo è al centro del paese su piazza Cavour;

Fontavecchia: La fontana Vecchia, chiamata anche "Fontavecchia", è una vasca rettangolare sulla quale è collocato un parapetto a cortina, presenta lo stemma in pietra del paese, con inciso la data di costruzione (1706). Questa grande fontana fu per molto tempo l'unica fonte di approvvigionamento per gli abitanti di Introdacqua, altrimenti costretti a recarsi presso una delle sorgenti più vicine detta "Fonte La Strega".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

In questo frangente la Madonna si è appena spogliata dell'abito nero

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

I fuochi di sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sera della festa patronale, oltre alle rappresentazioni folcoristiche delle bande locali, vengono accesi per le strade di tutto il paese numerosi falò .

La Madonna che véle (che vola)[modifica | modifica wikitesto]

La manifestazione della Pasqua si ritiene iniziata nella seconda metà dell'Ottocento, anche se alcune fonti ritengono che sia iniziata nell'ultimo decennio del Settecento.

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

La penultima domenica di agosto vi è la festa patronale dei Santi Feliciano e Antonio.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La banda di Introdacqua ha conferito notorietà al paese, e Gesualdo Coggi le dedicò una marcia Sinfonica, Introdacqua.

Le prime notizie delle origini della banda risalgono al 3 dicembre 1770, e sono contenute in un "Libro degli Introiti e delle Spese" della cappella della concezione. In particolare vi è scritto: "Addì 3 dicembre 1770 pagato alla Musica per la festa della Concezione: la sera della vigilia ducati 0,15; il giorno della festa ducati 0,90."

La banda trovò un primo successo nella primavera del 1920 al convegno indetto dall'associazione della stampa periodica italiana, vincendo la medaglia d'argento. Un altro riconoscimento arrivò nel 1922 al secondo convegno nazionale bandistico, dove la banda venne premiata con la coppa d'argento. Si esibì sia nel 1931 che nel 1949 a Sanremo, e nel 1949 le fu affidata la colonna sonora del film Signorinella.

Negli anni '70 la banda si divise in due formazioni ricordate col nome dei rispettivi proprietari, ossia la "banda di Fiore" e la "banda di Feliciano".

Negli anni a venire le formazioni si sciolsero, andandosi a formare nel 1983 la C.B.C.I. (Complesso Bandistico Città di Introdacqua), e nel 1987 l'A.C.M.I. (Associazione Circolo Musicale Introdacqua).

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Vocalismo Tonico[modifica | modifica wikitesto]

Tra le caratteristiche più salienti del vocalismo tonico vanno annoverate: l'evoluzione di o ed e brevi tonici latini, nei dittonghi discendenti uo e ie, nelle parole di base terminanti in u breve, o i lungo primario o secondario, per esempio fuóchə (fuoco), juóchə (gioco), liéttə (letto), piéttə (petto);l'evoluzione di o lungo latino, di sillaba libera, di parola piana terminante per u breve, o i lungo, in u, per esempio nudə (nodo);l'evoluzione di e lunga latina, di sillaba libera di parola piana terminante per u breve o i lungo, in i, per esempio acitə (aceto), sivə, rinə (reni), cridə (credi);l'evoluzione di o ed e tonici latini, di sillaba libera di parola piana terminante per vocale diversa da u breve e i lungo.

Vocalismo Atono[modifica | modifica wikitesto]

La vocale tonica di una parola, per la sua forte accentuazione, indebolisce la vocale terminale, la quale assume così un suono indistinto simile all' e muta francese (ə), per esempio rósə (rosa), òttə (otto). Nelle parole sdrucciole bisdrucciole subiscono lo stesso fenomeno anche le vocali intermedie, per esempio sàbbətə (sabato), màcərə, cònnələ.

Consonantismo[modifica | modifica wikitesto]

Degni di menzione sono l'evoluzione di b latino in v non solo in posizione intervocalica, ma anche in posizione iniziale o mediana pre o post consonantica, per esempio cavallə, favə, vòttə (botte), vrènne (crusca, tardo latino brinna), varvə (barba), sòrvələ (sorba), jèrvə (erba);l'evoluzione di g latino seguito da e o i, nella spirante postpalatale j, sia in posizione iniziale che mediana, per esempio jəlà (gelare), jənuócchj, jənèstrə, majèstrə, sajéttə;la caduta di g latino seguito da consonante, per esempio ranə (grano), ruossə (grosso), réllə (grillo);l'evoluzione dei nessi latini bj, dj, gj, lj, vj (in cui j sta a rappresentare tanto i quanto e latini semivocalici), nella spirante postpalatale j, per esempio ajjə (ho), uojjə (oggi), Piajjə (Plaja, dal latino plagea), pajjə, cajólə (gabbia);l'evoluzione del netto latino pj in c., per esempio saccə (so), accə (sedano, dal latino apium).

Accidenti fonetici[modifica | modifica wikitesto]

Notevoli per la loro diffusione sono l'afresi, particolarmente nella forma latina in + cons. (e anche im + cons.), per esempio ngaləcà (incalcare), ngènnə (bruciare, dal latino incendere), ndrà, mbìsə (impiccato), mbruójjə (imbroglio);l'assimilazione di mb in mm, per esempio lómmə (lombo), sammuchə, piómmə;di nd in nn, per esempio cannélə (candela), jannə (ghianda), mónnə;di rn in rr, per esempio jórrə (giorno), fórrə (forno), carrə (carne);le dissimilazioni di r-r in r-l, per esempio murtalə, pecuralə;di n (secondario) -n in n-l, per esempio rénnelə (rondine), rànnelə (grandine), lénnelə (lendini);la metatesi, per esempio acciuccà (per accucciare), cerchə (per querce), muttéllə (per imbuto, dim. di imbutus);la ritrazione della r, per esempio prétə (pietra), crapə, fràbbeche;la riduzione del nesso latino nf in mb, per esempio mbonnə (bagnare, dal latino infundere), cumbiettə, cumbinə, e del nesso nv in mm, per esempio cummiendə (convento), mmetà (invitare), mmécə (invece);il livello analogico, per esempio tìé (tuo), sìé (suo), per analogia di mìé, parlèitə, sentèitə, per analogia di avèitə.

Genere Neutro[modifica | modifica wikitesto]

La lingua di Introdacqua conserva il genere neutro latino, che però ha subito una evoluzione nel senso che è limitato ai nomi provenienti da neutri o maschili latini che indichino un genere di cose e siano difettivi del plurale; inoltre sono neutri tutti gli aggettivi e i verbi infiniti e i participi usati sostantivamente. Il genere neutro è facilmente distinguibile dall'articolo detereminativo , da quello indeterminativo , o dagli aggettivi dimostrativi stə, ssə, chelə, tutti neutri preposti al nome, per esempio lə vinə, nə panə gnəssitə (ingessato), stə fienə, ssə salə, chelə lattə, lə jóstə, lə malə, lə vévərə, lə sputatə, lə pənnèndə.

Troncamento[modifica | modifica wikitesto]

In composizioni sintattiche, l'introdacquese rifugge dal troncamento, per esempio malə passə (mal passo), panə cuóttə (pan cotto), bbuónə ggiòvənə, cavallə bbianghə, nu pochə də panə, nu bbiellə paesə. Pur tuttavia, per influsso della Chiesa si dice fra per frate, san per santo.

Elisione[modifica | modifica wikitesto]

In generale, ogni parola non accentata è suscettibile di elisione quando è seguita da parola cominciante per vocale con cui è legata da un nesso logico, per esempio cas'andichə, sembr'ascisə. L'elisione è d'obbligo per gli articoli, le particelle pronominali deboli, e gli aggettivi dimostrativi, per esempio j'aratə, l'ardichə, v'addəmannə, s'auzə, ss'achə.

Rafforzamento[modifica | modifica wikitesto]

La consonante iniziale di una parola è rafforzata se preceduta da a, cchiù, chə, e, è, nghə, , no, , sci, se (cong.) e so (sono), per esempio a ttí, cchiù ffortə, chə ffà.

Infiniti dei verbi[modifica | modifica wikitesto]

Gl'ifiniti dei verbi subiscono un troncamento della sillaba terminale re, per esempio parlà, vədé, səndì. Pur tuttavia, gl'infiniti derivanti dalla terza coniugazione latina con sillaba tonica libera rifiutano il troncamento, per esempio accédərə (uccidere), bənədécərə (benedire), bèvərə (bere).

Avverbio nən[modifica | modifica wikitesto]

Si usa davanti a consonante, per esempio nən gə sta, nən gònde. Vi sono però numerose particolarità come questa: se la consonante iniziale della parola seguenta è una s pura, questa diventa una z, per esempio nən zèntə, nən zə védə, nən za scrévərə. Davanti a determinate consonanti diventa con rafforzamento delle consonanti stesse, per esempio nə vvədé, nə ppazzià, nə llassà. Davanti a vocale si riduce a n, per esempio n'avé paurə, n'arrivə mà.

Preposizione a[modifica | modifica wikitesto]

Acquisisce un d eufonico quando la parola che segue comincia per vocale, per esempio adàutə, addarà, addóffə. Nei casi in cui la d viene omessa, si rafforza la iniziale della parola seguente, per esempio a ccasə, a bballə, a Rromə.

Preposizione nghə (con)[modifica | modifica wikitesto]

Si usa come in italiano nelle relazioni di compagnia, per esempio nghə la mammə, nghə lu patrə; di mezzo, per esempio nghə lu carrə; di strumento, per esempio nghə l'ascə; di modo, per esempio nghə tóttə lu córə, nghə la còssa ròttə. A differenza dell'italiano, si usa nelle relazioni di tempo: nghə nə mumèndə.

Preposizione n (in)[modifica | modifica wikitesto]

Si usa davanti a parole comincianti per consonantee si unisce ad esse in un'uncia voce, per esempio ngimə, nguórpə, ndèrrə. Davanti a s pura questa diventa z, per esempio nzinə, nzaccoccə; davanti a determinate consonanti la n diventa m, per esempio mbacə (in pace), mbrodə, mmiezzə, mmecə (invece).

La s fricativa palatoalveolare sonora (š)[modifica | modifica wikitesto]

Utilizzata prima di una consonante, per esempio štobbədə (stupido), šfezj (sfizio),šparagnə, sovrašpéngulə (pipistrello); ma vi sono anche delle eccezioni, per esempio scruój (scorreggia).

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Non essendoci fonti scritte della lingua in passato, si possono evincere le origini di alcuni termini come ruellə (dal latino medioevale ruga), sauzerrajə (dal latino satureia), maccaturə (dallo spagnuolo mocador, ossia fazzoletto), mandrècchj (copricapo delle donne di Introdacqua, dal latino mantilicula). Invece è ignota l'origine di termini come ngiàləfə (fango), fraffə (muco), fróscə (foglie secche), régnə (tignuola).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1858 1860 Nicola Susi Sconosciuto Sindaco
25 agosto 1860 1862 Emanuele D'Eramo Sconosciuto Sindaco
1862 1864 Gaetano Florini Sconosciuto Sindaco
1946 1964 Luigi Giuliani Democrazia Cristiana Sindaco
1964 1970 Domenico Susi Lista Civica Solidarietà e progresso - Il Campanile Sindaco
1970 1975 Fausto Salvatore Lista Civica Solidarietà e progresso - Il Campanile Sindaco
1975 1995 Ernesto Di Censo Lista Civica Solidarietà e progresso - Il Campanile Sindaco
23 aprile 1995 13 giugno 2004 Orlando Orsini Lista Civica Solidarietà e progresso - Il Campanile Sindaco [5][6]
14 giugno 2004 30 maggio 2015 Giuseppe Giammarco Lista Civica Solidarietà e progresso - Il Campanile Sindaco [7][8]
31 maggio 2015 4 settembre 2018 Terenzio Di Censo Lista Civica Solidarietà e progresso - Il Campanile Sindaco [9]
11 ottobre 2018 25 maggio 2019 Maria Cristina Di Stefano Commissariato prefettizio Sindaco
26 maggio 2019 in carica Cristian Colasante Lista Civica Solidarietà e progresso - Il Campanile Sindaco


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2019, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ a b Filippo Tronca, I REDDITI ABRUZZESI: PRIMA PESCARA, L'AQUILA SECONDA E SEMPRE PIU' RICCA, su Abruzzo Independent, 5 maggio 2016. URL consultato il 27 marzo 2019.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2019.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  6. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  7. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 marzo 2010, su elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, su elezionistorico.interno.it.

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