Di Sangro

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Corona real abierta.svg
Di Sangro
Coa fam ITA di sangro.jpg
Unicum militiae fulmen[1]
D'oro a tre bande d'azzurro.[1]
StatoBandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli
Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1816).svg Regno delle Due Sicilie
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
Casata di derivazioneConti dei Marsi[1]
TitoliCroix pattée.svg Principe di Sansevero, di Castelfranco, di Fondi, di Chiusano, di Gesualdo, di Palazzo San Gervasio, di Striano, di Viggiano
Croix pattée.svg Duca di Sangro, di Torremaggiore, di Martina, di Casacalenda, di Cagiano, di Campolieto, di Telese, di Vietri
Croix pattée.svg Marchese di Itri, di Castelnuovo, di San Lucido, di Genzano, del Finale, di Campo di Mele, di Lenola, di Monticelli, di Torremaggiore, di Sperlonga
Croix pattée.svg Conte di Sangro, di Brianza, di Buccino, di Rodiano, di Introdacqua
Croix pattée.svg Barone di Bugnara, di Casignano, di Casoria, di Itri, di Locorotondo, di Mottola, di Oppido, di San Giovanni in Fiore
FondatoreOdorisio, conte di Sangro[1][2][3]
Data di fondazione1093[1][2][3]
EtniaItaliana
Rami cadettiAttualmente esistenti:

I Di Sangro[1][2] (o De Sangro[1]) sono una nobile famiglia italiana, che sembra discenda da Odorisio, conte di Sangro (1093). Essa possedette molti territori e molti titoli, fra i quali San Severo. Fra i suoi membri il più celebre è certamente Raimondo di Sangro, la cui figura è legata indissolubilmente alla Cappella Sansevero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cappella Sansevero e Raimondo di Sangro.
Il principe Raimondo di Sangro

Hanno come capostipite un Odorisio primo conte di Castel di Sangro[4][5][6], comune chiamato anticamente Castrum Sari o Caracinorum[7], feudo dal quale i discendenti trassero il cognome[5][8]; fu figlio di un Berardo dei Conti dei Marsi[4][5][6] (famiglia che annoverò San Berardo dei Marsi, noto per il suo contrasto alla simonia ed il suo sostegno al celibato ecclesiastico); Odorisio rafforzò il castello preesistente in Castel di Sangro verso la fine dell'XI secolo, mentre intorno si sviluppava il villaggio medievale[7].

Esponenti della famiglia ebbero cariche sia statali sia ecclesiastiche; tra le ecclesiastiche un Odorisio fu cardinale di Montecassino, un Gregorio e un Gentile furono cardinali anch'essi; un Consalvo e un Alfonso furono vescovi, un Alessandro fu patriarca di Alessandria e successivamente arcivescovo di Benevento; tra le cariche statali appartennero alla famiglia dodici consiglieri di Stato, otto cortigiani, due giustizieri, quattro generali, cinque maestri di campo, due commissari generali dell'esercito e altri occuparono altre varie cariche. Tra le tante e numerose dame della famiglia si ricorda Maddalena Capece Minutolo De Sangro, moglie del marchese siracusano Giuseppe Borgia Distefano del Casale, in onore del figlio Rinaldo, nato dall'unione, fu eretto un sepolcro a parete nella chiesa dei Frati Conventuali presso le Latomie a Siracusa.

Il personaggio più noto della famiglia è stato il principe Raimondo di Sangro (1710-1771), committente e ideatore dell'apparato artistico settecentesco della Cappella Sansevero. La sorella dell'ultimo principe Michele II, Teresa, sposò Tommaso Enrico d'Aquino, principe di Caramanico, inaugurando un ramo ancora fiorente.[9]

Nel XXI secolo sussistono le linee di Fondi, di San Severo, di Castel di Sangro e di Casacalenda[10].

Feudi e parentele[modifica | modifica wikitesto]

Complessivamente la famiglia possedette 6 principati, 11 ducati, 6 marchesati, 9 contee e 180 feudi[5][6]; contrasse parentele con le famiglie Acquaviva, Beccadelli, Caldora, Caracciolo, Carafa, Colonna, Del Carretto, Dentice, Doria, Filangeri, Filomarino, Gaetani, Gentile, Gesualdo, Loffredo, Macedonio, Medici, Milano, Montalto, Pignatelli, Revertera, Rivera, De Rossi, Ruffo, Sanseverino e Spinelli; fu aggregata al seggio di Nilo dei sedili di Napoli e godette di nobiltà anche in Aquila, Benevento, Lucera e Troia[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Famiglia di Sangro, in www.nobili-napoletani.it. URL consultato il 20 gennaio 2019.
  2. ^ a b c d e f g Sangro, di, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 20 gennaio 2019.
  3. ^ a b c d e f Alessandro Cutolo, SANGRO, DI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 20 gennaio 2019.
  4. ^ a b c Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, vol. 3, Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1875, p. 206.
    «Questa casa ebbe origine da Odorisio primo conte di Sangro nel 1093 e figliuolo di Berardo Conte di Marsi che discendeva da Berengario primo conte dei Marsi nell'anno 850.».
  5. ^ a b c d Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Bologna, Arnaldo Forni Editore, 2011, p. 480.
    «Questa illustre famiglia trae la sua origine da un Odorisio che fu primo conte di Sangro nel 1093. Costui era figlio di Berardo conte dei Marsi che discendeva da Berengario primo conte dei Marsi nell'850.».
  6. ^ a b c Enrico Detken, Almanacco nobiliare del napoletano, 1890, p. 266.
    «Questa famiglia che è a tutto buon diritto reputata una delle più chiare ed illustri di queste provincie è una diramazione dell'antichissima casa dei conti di Marsi, riconoscendo per suo capostipite Odorisio primo conte di Sangro nel 1093 e che pur essendo figliuolo di Berardo conte dei Marsi [...] avendo posseduto da oltre a centottanta feudi.».
  7. ^ a b Guida d'Italia del Touring Club Italiano, vol. 17, Touring club italiano, 1979, p. 296-297.
  8. ^ Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, vol. 1, Arnaldo Forni Editore, 1995, p. 129.
    «Dai conti di Marsi discesero molte famiglie illustrissime, le quali tutte presero nome dal feudo che ognuna di loro possedeva, come la Sangro, la Celano, la Balbana, l'Agnone e molte altre.».
  9. ^ Cioffi, p. 75
  10. ^ Di Sangro, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, volume 3, Arnaldo Forni Editore, Bologna, 1875 (da p. 206 a p. 218).
  • Filiberto Campanile, L'historia dell'illvstrissima famiglia Di Sangro, Napoli, 1625.
  • Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, volume 2, Arnaldo Forni Editore, Bologna, 2011 (p. 480-481).
  • Mario Fiore, I De' Sangro feudatari in Capitanata, Rorremaggiore, 1971.
  • Rosanna Cioffi, La Cappella Sansevero, ed. 10/17, Salerno, gennaio 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]