Della Marra

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Stemma della famiglia Della Marra
Blasonatura
d'azzurro alla banda doppiomerlata d'argento, con un lambello rosso di tre pendenti nel capo dello scudo.

Alias: partito nel 1° di azzurro alla banda contromerlata d'argento e nel 2°troncato di oro e di rosso.

La casata dei della Marra (originariamente, in francese antico, De la Mare), di origine normanna, era una antica famiglia patrizia di Napoli e Ravello.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La nobile famiglia normanna De la Mare ebbe il luogo di origine in un paese della Norvegia, chiamato Maera dal quale poi prenderá il nome. Comprando Maera estese i propri possedimenti fino a creare la Norvegia odierna, creando cosí la famiglia Reale norvegese. Stabilendosi successivamente a Sainte-Opportune-la-Mare (Normandia, Francia) nel X secolo, diede origine a diversi rami di nobiltà in Francia, in Inghilterra (Lamare, Delamare, De la Mare), in Italia (Della Marra).

Nel 1140 Roberto Della Marra, potente Barone del regno di Napoli sotto Ruggero II di Sicilia (1130-1154), estese i suoi possedimenti partendo da Barletta, dove si era stabilito, fino a Messina, Ravello e Napoli. La famiglia fu iscritta nel Sedile di Capuana di Napoli. Arrivando cosí ad avere il titolo di viceré del Regno delle due Sicilie.

Ascesa[modifica | modifica wikitesto]

Con il nome del loro casato italianizzato in quello di "della Marra" o semplicemente "Marra" la famiglia assunse le più importanti cariche del regno con Angelo I della Marra, detto il Vecchio (1205-?), che fu viceré del regno e, nel 1239, Custode del Tesoro Imperiale per l'imperatore Federico II di Svevia, con il pronipote Risone II della Marra, che fu Viceré di Roberto d'Angiò, Re di Napoli dal 1309 al 1343.

Attraverso i diversi rami della famiglia i della Marra ebbero feudi e possedimenti in tutto il Mezzogiorno, in particolare in Campania (Ravello, Serino, Agropoli ed a Napoli), in Basilicata (Stigliano), in Puglia (Barletta, Racale), in Calabria e in Sicilia e si imparentarono con le più potenti famiglie nobili dell'epoca (i Rufolo, i Gesualdo, i Caracciolo, i del Balzo, i Mancini, gli Orsini, i Sanseverino, i d'Aquino, i Ruffo, i Zazzero, i d'Aragona, ecc)[1].

Jacopa (Jacqueline) della Marra, nata nel 1275 dal viceré di Napoli Risone II) sposata il 1310 in seconde nozze a Ugone del Balzo (1235-1315), conte di Soleto, signore di San Pietro di Galatina e Zollino, è un'antenata della regina d'Inghilterra, Maria I Tudor (1516-1558).

Silvia della Marra, pronipote di Ferrante, duca di Guardialombarda, autore di pregevoli opere sulla genealogia della propria famiglia e della nobiltà del suo tempo, sposata il 14 novembre 1699 a Guglielmo Ruffo (Scilla, 24 giugno 1672 - 3 marzo 1748) è un'antenata della regina Paola del Belgio, nata Principessa Ruffo di Calabria.

Decadenza[modifica | modifica wikitesto]

I della Marra ebbero alterne fortune e si estinsero nei suoi diversi rami o persero i loro feudi chi per mancanza di eredi maschi, chi per essere caduto in disgrazia agli occhi del sovrano.

Giacomo Antonio III; 9º Barone di Serino, 3º Signore di Ceppaloni, ecc. (per donazione paterna del 17 maggio 1526); sposato ad Antonia Tomacello; divenne ribelle, unendosi all'impresa dei francesi guidati dal Lautrec (1528) e per questo perse tutti i suoi averi (i suoi feudi furono devoluti alla Regia Corte che li donò poi a Roderico D'Avalos).

Alessandro della Marra, figlio minore di Matteo Antonio e di Caterina Dentice, protonotaio apostolico, nel 1488 fu nominato arcivescovo di Santa Severina.

Eligio, 2º Conte di Aliano; 9º Signore di Stigliano; sposato (1430-1435 ca.) a Sancia Caracciolo (+ 1438 ca.), figlia di Giovanni 1º Conte di Burgenza e di Lucrezia del Balzo ebbe una sola figlia Bernardina (o Isabella); 3ª Contessa di Aliano; 10° Signora di Stigliano che andò in sposa a Luigi (Ludovico) Carafa signore di Mondragone. I Carafa divengono principi di Stigliano nel 1520 con investitura fatta da re Carlo V ad Antonio Carafa de Marra, figlio di Isabella e Lodovico.

Giacomo (detto anche Iacobello), 4° (ed ultimo) Signore di Barletta; 7º Signore di Stigliano; sposa 1° m. Margherita Acciaioli, figlia di Lorenzo Barone di Calamata e di Mattea Castaldo; 2° m. Margherita Ponziaco, figlia di Roberto; 3° m. (1436 ca.) Marella Caracciolo, vedova di Russillo Zurlo.

Raffaello (o Bernardino); Signore di Carpignano (nel 1512 ereditò tali beni dallo zio Jacopo (Giovanni Giacomo) del Balzo, Vescovo di Alessano e Signore di Carpignano, assumendo il cognome della Marra del Balzo); sposa Diana di Diano. Nel 1574 Carpignano passò ai Marchesi Personé che lo acquistarono.

Riccardo (1470†), ultimo signore di Racale, ebbe due figli Giovanni e Menga della Marra.

Palazzi e toponomastica contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei sontuosi palazzi dove vivevano i della Marra si possono ancora oggi ammirare a

Adelfia (BA) - Porta dei Gironda/Della Marra, 1554, detta arco dell'Orologio di Canneto (l'orologio fu installato sulla porta cinquecentesca nel 1899).

Barletta - Via Cialdini: (appartenne ai della Marra dal 1635, vedi voce Palazzo della Marra)

Bellona (CE)

Capua (CE) - Piazza Umberto I, Via XX Settembre

Cellamare (BA) - Castello nel cui atrio si può ammirare lo stemma gentilizio scolpito dei della Marra

Casale di Carinola (CE)

Casalnuovo di Napoli (NA)- Villa Marra

Cicerale (SA) Palazzo Marra, dal XVI secolo, Via Umberto I

Cirigliano (MT): Torre del Castello dei della Marra

Palermo - Via Celso 95: (se. XVIII)

Ravello (SA) - Palazzo della Marra

Sant'Anastasia (NA) - Palazzo Marra

Palazzo della Cavallerizza Sant'Arcangelo (PZ)

Siderno (RC) - Via Spalato: Castello Feudale di Monteleone

Pesco Sannita (BN): ruderi

Anche la toponomastica ricorda i (della) Marra

Barletta, Via della Marra

Borgia (CZ), Via Marra

Boscoreale (NA),Via Marra Marchesa

Calimera (LE), Via Marra

Capua (CE), Via Marra

Corniglio (PR): fraz. Marra

Galatone (LE), Via Marra

Lazise (VR), Via Marra

Larino (CB), Via Marra

Napoli, Vico Grotta della Marra

Napoli, Via duca Ferrante della Marra

Racale (LE), Via De Marra

Ravello (SA), Via della Marra

Reggio Calabria, Via Marra

Sant'Anastasia (NA), Via Marra Marciano

Sant'Anastasia (NA), Via Marra Paparo

Scafati (SA), Via Marra

Scorrano (LE), Via Rosa Marra

Tricase, fraz. Lucugnano (LE), Via Pasquale Marra, ebanista, XVIII sec.


Stemmi della Famiglia patrizia della Marra[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della famiglia Della Marra nel libro d'oro del Patriziato di Ravello

Stemma della famiglia Della Marra nel Monastero di Santa Maria di Orsoleo - Complesso monumentale del XV secolo - Comune di Sant'Arcangelo (PZ)

Stemma della Marra collocato nell'atrio del Castello di Cellamare (Bari)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferrante della Marra, Discorsi delle famiglie estinte ..., op. cit..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferrante della Marra, Discorsi delle famiglie estinte, forastiere o non comprese ne' seggi di Napoli imparentate colla casa della Marra. Composti dal signor Ferrante della Marra duca della Guardia, editore Ottavio Beltrano, Napoli, 1641.
  • Giors Oneto, il Poggio rende onore a un della Marra, Editions E.Rossi , Divaza (YU), 1969
  • Antonio Diviccaro, Donne e Matrimonio in un lignaggio di lunga durata - I della Marra di Barletta (XIII-XVI secolo), Editrice Rotas, Bari, 1998.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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