Pacentro

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Pacentro
comune
Pacentro – Stemma Pacentro – Bandiera
Pacentro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoGuido Angelilli[1] (lista civica Rinnovamento) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate42°03′01.55″N 13°59′29.44″E / 42.05043°N 13.99151°E42.05043; 13.99151 (Pacentro)Coordinate: 42°03′01.55″N 13°59′29.44″E / 42.05043°N 13.99151°E42.05043; 13.99151 (Pacentro)
Altitudine690 m s.l.m.
Superficie72,59 km²
Abitanti1 143[2] (31-3-2017)
Densità15,75 ab./km²
FrazioniPasso San Leonardo
Comuni confinantiCampo di Giove, Cansano, Fara San Martino (CH), Lama dei Peligni (CH), Palena (CH), Sant'Eufemia a Maiella (PE), Sulmona, Taranta Peligna (CH)
Altre informazioni
Cod. postale67030
Prefisso0864
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066066
Cod. catastaleG210
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantipacentrani
Giorno festivo8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pacentro
Pacentro
Pacentro – Mappa
Posizione del comune di Pacentro all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Pacentro è un comune italiano di 1 143 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Peligna, del Parco nazionale della Majella e del Club dei Borghi più belli d'Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Torretta del castello Caldora

Nel 2000 il borgo inizia a diventare oggetto di frequenti visite turistiche dall'Italia ed estero per la bellezza del centro antico e del castello.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo medievale[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile di Santa Maria Maggiore

Castello Caldora (XIV secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello Caldora (Pacentro).

Il borgo è situato in una zona collinare (690 m) sulle pendici delle Montagne del Morrone, a guardia dell'ingresso della Valle Peligna. L'elemento architettonico più rilevante è il Castello Caldora, costituito da un complesso di tre torri quadrate (XIV secolo) disposte secondo una pianta a quadrilatero, circondate da un ampio fossato. Sono inoltre presenti 3 torrioni rotondi a rinforzo della cinta esterna (XV secolo).

Chiesa di Santa Maria Maggiore (XIII secolo - XVII secolo)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale, intitolata a Santa Maria Maggiore o della Misericordia, è costituita da tre navate divise da pilastri ottagonali, di struttura quattrocentesca, con altari più tardi (del '500 e '600); la facciata, che risale al tardo Cinquecento pur conservando anch'essa una impronta quattrocentesca, presenta tre portali nella parte inferiore, scandita mediante ampie lesene e una sopraelevazione centrale coronata da un timpano, con raccordi curvi. Il campanile è slanciato, con cuspide piramidale; la cella campanaria è adornata da bifore.

Casa Ciccone[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è altresì noto per essere luogo di origine della famiglia Ciccone, da cui discende la cantante Madonna.

Natura: Passo San Leonardo[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del territorio del comune ricade il passo San Leonardo che ospita ai piedi della Maiella una piccola stazione sciistica e base per attività escursionistiche e ludiche legate alla montagna.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del borgo, con il campanile di Santa Maggiore e le torri del Castello Caldora

Tra le tradizioni locali spicca la "Corsa degli Zingari", gara podistica a piedi nudi che si tiene la prima domenica di settembre in onore della Madonna di Loreto. I giovani del paese salgono sulle pendici del Colle Ardinghi, che si trova di fronte al paese, e al suono improvviso della campana della chiesetta dedicata alla Vergine si lanciano scalzi lungo il ripido e aspro sentiero che dal colle porta alla chiesa riportando non poche ferite. Di origini antichissime, risalenti secondo alcuni a riti romani, la leggenda vuole che la Corsa fosse utilizzata anche dal valoroso condottiero Giacomo Caldora per selezionare tra i popolani validi elementi per il suo esercito mercenario.

Quel che è certo è che su una base pagana, come per molte ricorrenze religiose, si è poi inserito il culto cristiano per la Madonna di Loreto. Al di là delle leggende la Corsa è documentata con certezza, per ricostruzione orale e documentale negli ultimi 200 anni e trae origine dalle tradizioni silvo-pastorali della popolazione. Il vincitore della corsa riceve in premio l'ambìto Palio, un taglio di stoffa che nei tempi passati serviva per cucire il vestito buono. Al termine della gara, quando l'ultimo concorrente è arrivato stremato all'altare della chiesa, le porte del santuario si serrano per portare a termine le operazioni di soccorso e medicazione delle ferite. Si riapriranno dopo pochi minuti per lasciare spazio al corteo del vincitore. I primi tre classificati vengono portati in spalla dai compagni per le vie del paese accompagnati dalla banda musicale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Raffaele Santini Lista Civica di Centro-sinistra Sindaco [4]
14 giugno 1999 30 marzo 2010 Fernando Caparso Lista Civica - Forza Italia Sindaco [5][6]
30 marzo 2010 15 maggio 2013 Salvatore Fiadini Lista Civica Orizzonti Sindaco [7]
16 maggio 2013 25 maggio 2014 Rinaldo Pezzoli Commissario Prefettizio [8][9]
25 maggio 2014 in carica Guido Angelilli Lista civica Rinnovamento Sindaco [1]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Maggiore
Torre maggiore del castello
Scalinata del Colle
Chiesa di San Marco
Eremo di San Germano

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Caldora: monumento principale del paese, situato sulla cima, costruito dai Normanni nell'XI secolo. Il condottiero Jacopo Caldora lo restaurò e potenziò nel XV secolo, dopo la parziale distruzione di Federico II di Svevia; e il maniero successivamente passò in mano a vari signori, fino all'abbandono e al restauro. Il castello era una delle roccaforti principali della valle Peligna, insieme a Popoli e Roccacasale; nel XIII secolo fu innalzata la grande torre nord-est, che era il puntone del castello originario a forma di triangolo. Le decorazioni si devono ai Castelmo e agli Orsini: ossia stemmi di pietra e ghirlande, nonché merlature sulle torri, semi danneggiate dal terremoto del 1706. Il castello ha pianta quadrata con due torri di controllo all'accesso dal ponte levatoio, la torre nord-est ha un fregio di donna, forse la regina Giovanna II di Napoli, e lungo le mura ci sono varie feritoie per i cannoni.
  • Porta della Rapa: ingresso dal borgo medievale che porta alla salita del castello. È in pietra con forma di arco a sesto acuto.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Maggiore (XIII secolo - XVI secolo): in piazza del Popolo, risale al XIII secolo, posseduto anche se è stata trasformata dopo il terremoto del 1706. Ha imponente facciata in pietra bianca, tripartita da paraste, in stile barocco, con tre portali, dei quali il centrale è il maggiore, con doppio timpano, alla base a triangolo spezzato, e al piano superiore a semicerchio spezzato. La volta centrale delle tre navate, è riccamente decorata da stucchi di Attilio de Chellis, con scene di vita della Madonna, posseduto nonché con uno stucco centrale della Vergine in trionfo. Il pulpito è in legno di noce, intagliato dai maestri di Pescocostanzo. Ma all'esterno di medievale resta il campanile slanciato con cuspide.
  • Chiesetta di San Marcello (XI secolo); una delle chiese più antiche del paese, risalente all'XI secolo, e modificata nell'interno nel 1801. La chiesa nel 1356 è citata nel catalogo vescovile delle chiese della diocesi valvense. Attualmente ospita la Confraternita di San Carlo Borromeo. La facciata è trecentesca, con portale durazzesco con a sinistra una lunetta ogivale con affresco della Madonna col Bambino.
  • Chiesa di San Marco (XVI secolo) : si trova nella parte ottocentesca del borgo, appena fuori le mura. Risale al '600, ma è stata modificata in stile neoromanico nel 1915 all'esterno. Era la cappella della famiglia Rossi ha costruita da Domenico Saverio. La facciata presenta un portale a tutto sesto, sormontato da rosone a raggi e da un campanile a vela sopra il timpano triangolare.
  • Convento francescano dei Minori Osservanti (XVI secolo); si trova appena fuori il paese, costruito nel 1589, in stile classico rinascimentale. Le pareti del chiostro rappresentano un ciclo pittorico della vita del poverello di Assisi; accanto vi è la chiesa dell'Immacolata Concezione, in stile barocco con navata unica a volte bottata. Presso l'altare vi è un dipinto di Bartholomaus Spranger. Presso gli altri altari laterali ci sono tele di San Francesco e della Crocifissione.
  • Eremo di San Germano (XV secolo): si trova presso il valico di San Leonardo, cappella pastorale usata anche come abitazione, del XV secolo. L'interno a navata unica è molto spartano.

Monumenti civici[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo La Rocca: principale costruzione civile, vicino piazza del Popolo, usata nel XVI secolo come sede amministrativa e tutt'oggi in uso. Ha incisioni nei lastroni del pavimento con figure umane e simboliche. Il portale è decorato da roste, da una coppia di uccelli e una figura femminile. L'interno, oltre a sede municipale, è anche sala del Museo civico.
  • Casa "Marlurita" : semplice casa medievale della signora Maria Loreta Pacella, divenuta museo di sé stessa, con arredi ottocenteschi, tipici della vita paesana di quel periodo.
  • Casa Ciccone:antica dimora del borgo, nota per i nonni della famosa cantante Madonna.
  • Fontana lavatoio: si trova nella salita del castello, ed era usata fino alla metà del '900 come lavatoio. Ha una pianta a mandorla, realizzata in pietra locale.
  • Fontana di Piazza del Popolo: si trova davanti alla chiesa parrocchiale, ed è del XVIII secolo, con una bella vasca ottagonale in pietra lavorata di con volti umani su ciascun pannello.
  • Storico Pastificio Morrone: costruzione settecentesca, usato come pastificio dal 1880 da parte di Eustachio Cappoli. Oggi è museo di sé stesso, con i macchinari novecenteschi.
  • Pietra dello scandalo: blocco modellato a forma di fiasco, usata nel Medioevo per il supplizio pubblico di chi non poteva pagare i debiti.

Parco nazionale della Majella - Passo San Leonardo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parco Nazionale della Majella e Passo San Leonardo.

Pacentro si trova in buona posizione per varie escursioni in natura. Il percorso porta a monumenti di interesse come il tholos del pastore, o alla chiesetta di San Germano, sul valico di San Leonardo. Le piante tipiche sono l'orchidea, posseduto la genziana e le peonie.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Pacentro è strettamente legata all'economia della sottostante conca Peligna con capoluogo Sulmona e al turismo invernale ed estivo per la vicinanza alla Maiella e al suo parco nazionale.

Persone legate a Pacentro[modifica | modifica wikitesto]

  • Flaminio Massa (1770-1805) patriota, avvocato e giornalista
  • Madonna, cantautrice statunitense, i cui nonni paterni sono originari di Pacentro

Immigrati e nativi di Pacentro[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni del primo dopoguerra, come per tanti piccoli paesi italiani, vi è stata una notevole emigrazione verso le grandi città e verso l'estero. Nel nord-est dello stato statunitense dell'Ohio esattamente nella contea di Mahoning è presente una numerosa comunità di immigrati, che mantiene le tradizioni abruzzesi, la quale ha anche fondato, tra le cittadine di Poland (Ohio) e Struthers il cosiddetto Centro Pacentrano.[senza fonte]

Gaetano e Michelina Ciccone, nonni della cantante Madonna, emigrarono da Pacentro negli Stati Uniti nel 1919.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni del 25 maggio 2014, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  4. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  5. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni del 13 maggio 1999, su elezionistorico.interno.it.
  6. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  7. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni del 28 marzo 2010, su elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Gazzetta Ufficiale, Serie n. 120 del 24 maggio 2013, Decreto presidente della Repubblica del 16 maggio 2013, su gazzettaufficiale.biz.
  9. ^ Ente in dissesto. Cfr. con Gazzetta Ufficiale, Serie n. 302 del 27 dicembre 2013, Provvedimento concernente enti locali in condizione di dissesto finanziario comune di Pacentro, su gazzettaufficiale.biz.
  10. ^ Chi Siamo, Federazione Abruzzese di Hamilton e Distretto. URL consultato il 1º luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pacentro, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 8, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 35-50, SBN IT\ICCU\TER\0031816.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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