Florinda Bolkan

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Florinda Bolkan nel 1970

Florinda Bolkan, pseudonimo di Florinda Soares Bulcão (Uruburetama, 15 febbraio 1941), è un'attrice brasiliana.

Ha vinto il David di Donatello per la migliore attrice protagonista sia per Anonimo veneziano (1970) sia per Cari genitori (1973), entrambi diretti da Enrico Maria Salerno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rimasta precocemente orfana del padre, il politico José Pedro Soares Bulcão (1873-1942), e nipote di un religioso, ha cominciato a lavorare come hostess nella compagnia aerea brasiliana Varig, imparando a parlare in italiano, francese e inglese. In uno dei suoi numerosi spostamenti per lavoro, nel 1968 viene notata dalla contessa Marina Cicogna, una produttrice cinematografica che la introduce nel mondo del jet-set portandola con sé in vacanza a Ischia. Qui Luchino Visconti, cugino della contessa e anch'egli sull'isola in villeggiatura, dopo averle improvvisato un provino decide di farle recitare una piccola parte nel suo film allora in lavorazione: La caduta degli dei. Nello stesso periodo ottiene ruoli minori in Candy e il suo pazzo mondo (1968) di Christian Marquand, in cui recita accanto al Beatle Ringo Starr, Gli intoccabili (1969) di Giuliano Montaldo e in Una ragazza piuttosto complicata (1969) di Damiano Damiani.

Dopo il film di Visconti le vengono invece offerti parti importanti. Interpreta Il ladro di crimini (1969) di Nadine Trintignant, accanto al di lei marito Jean-Louis. È l'infedele Nina in Metti, una sera a cena (1969) di Giuseppe Patroni Griffi e tratto dal suo omonimo lavoro teatrale, al fianco di Trintignant, Tony Musante e Annie Girardot, che le vale una Targa d'Oro ai David di Donatello 1969. Il tema della colonna sonora, composta da Ennio Morricone, viene incisa dalla stessa Bolkan in una versione cantata (non utilizzata nel film), su testo di Giuseppe Patroni Griffi, nel 45 giri Metti, una sera a cena/Oggi te ne vai, pubblicato nello stesso 1969 dall'etichetta discogrfica DET Recording. Nello stesso anno lavora poi in Un detective (1969) di Romolo Guerrieri, accanto a Franco Nero e Delia Boccardo.

Il fascino sensuale e un po' misterioso della giovane brasiliana — acuito, nel sentire pubblico, dal suo orientamento saffico[1][2] — le apre una fortunata carriera in Italia, paese nel quale l'attrice si stabilisce facendosi notare in una serie di pellicole (quasi tutte prodotte da Cicogna, divenuta nel frattempo sua compagna di vita[3]) in cui interpreta altri ruoli di primo piano.

Fra questi si ricordano il ruolo di Augusta Terzi, amante perversa del poliziotto psicopatico e represso interpretato da Gian Maria Volonté, in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) di Elio Petri; quello di Flavia nel thriller religioso Flavia, la monaca musulmana (1974) di Gianfranco Mingozzi; quello della bisessuale Carol Hammond in Una lucertola con la pelle di donna (1971) e della "maciara" in Non si sevizia un paperino (1972), quest'ultimo accanto a Tomas Milian e Barbara Bouchet, entrambi di Lucio Fulci; quello della sfortunata operaia calabrese Clara Mataro in Una breve vacanza (1973) di Vittorio De Sica e quello della moglie separata dal musicista Tony Musante in Anonimo veneziano (1970) di Enrico Maria Salerno. Quest'ultima forse la sua interpretazione più nota, grazie alla quale ottiene il primo David di Donatello come migliore attrice protagonista. Dopo aver girato nella stessa vena romantica il film Incontro (1971) di Piero Schivazappa accanto a Massimo Ranieri, è nuovamente diretta da Salerno in Cari genitori (1973), nel ruolo di una madre che cerca inutilmente di riconquistare la figlia, interpretata da Maria Schneider, sparita all'estero, e che le vale il suo secondo David di Donatello.

In circa quarant'anni di carriera la Bolkan ha interpretato più di quaranta lavori, alcuni dei quali anche per il piccolo schermo, dei quali il più celebre è lo sceneggiato La piovra, che ha fatto raggiungere a Rai 1 picchi di ascolto elevati e che l'ha vista nel ruolo della contessa Olga Camastra nella prima, seconda e settima stagione. Nel 2000 si è cimentata anche nella regia con il lungometraggio Eu Não Conhecia Tururu (inedito in Italia), da lei anche coprodotto, scritto e interpretato.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Rita Savagnone in Il ladro di crimini, E venne il giorno dei limoni neri, L'ultima valle, Una lucertola con la pelle di donna, Incontro, Il diritto di amare, Non si sevizia un paperino, Un uomo da rispettare, Cari genitori, Le orme
  • Vittoria Febbi in Flavia la monaca musulmana, La settima donna, La piovra, La piovra 2, Miliardi, Tre passi nel delitto, La piovra 7 - Indagine sulla morte del commissario Cattani
  • Gabriella Genta in Una ragazza piuttosto complicata
  • Fiorella Betti in Gli intoccabili
  • Livia Giampalmo in Metti, una sera a cena
  • Ileana Zezza in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
  • Paila Pavese in La caduta degli dei
  • Maria Pia Di Meo in Anonimo veneziano

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Metti, una sera a cena, regia di Aldo Terlizzi (1984)
  • Zio Vanja, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1986)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

David di Donatello
Grolla d'oro
  • 1969 - Miglior attrice esordiente per Metti, una sera a cena
  • 1971 - Candidatura come Miglior attrice per Anonimo veneziano
Los Angeles Film Critics Association Award

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valerio Cappelli, Sul set con Moretti? Vietato fingere, su corriere.it, 19 febbraio 2009.
  2. ^ Giulia Cerasoli e Sabina Donadio, Chi, n. 6, 15 febbraio 2006., cfr. Mai dire Saffo. Tutte le ragioni di un tabù, su cinemagay.it (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2015).
  3. ^ Mario Cirrito, Il mondo dorato di Marina Cicogna in mostra a Roma: "Che anni felici con la Bolkan", su queerblog.it, 27 maggio 2009.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN14694187 · ISNI (EN0000 0000 7824 409X · SBN IT\ICCU\BVEV\012693 · LCCN (ENnr2001006293 · GND (DE1060468425 · BNF (FRcb13930044c (data) · BNE (ESXX1514348 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-nr2001006293