Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia
Tipo di area Riserva naturale
Codice EUAP EUAP0272
Stati Italia Italia
Regioni Lazio Lazio
Province Rieti Rieti
Comuni vedi testo
Superficie a terra 3.563,00 ha
Provvedimenti istitutivi L.R. n. 56 del 09.09.88
L.R n.29 del 06.10.97
L.R. n.28 del 05.10.99
Gestore Ente regionale Riserva Monte Navegna e Monte Cervia
Mappa Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia.png
Sito istituzionale

La Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia è un'area naturale protetta istituita nel 1988 e situata nella zona dei Monti Carseolani, tra il Lago del Salto e il Lago del Turano. Occupa una superficie di 3.563 ha nella provincia di Rieti[1]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

La Riserva interessa il territorio dei comuni di Ascrea, Castel di Tora, Collalto Sabino, Collegiove, Marcetelli, Nespolo, Paganico Sabino, Rocca Sinibalda, Varco Sabino.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della Riserva è caratterizzato da un basso livello di antropizzazione e dall'ampia diffusione dei boschi, presenti in oltre il 70% della sua superficie. Sono presenti paesaggi montani, collinari e di fondovalle, e numerosi torrenti e corsi d'acqua.

La Riserva è divisa in due zone distinte. La più vasta comprende i rilievi di Monte Navegna e Monte Filone; l'altra zona è costituita dai rilievi che circondano il paese di Nespolo.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Nel variegato territorio della Riserva è presente una incredibile varietà di specie animali, legate alla diversità ambientale. Alcune di queste specie sono tutelate a livello comunitario, nell'ambito della cosiddetta "Direttiva Habitat"[2].

Tra i mammiferi, al vertice della catena alimentare dell'ecosistema della Riserva, stabilmente presente, c'è il lupo; gli ambienti forestali sono popolati da predatori come le martore, le faine, le puzzole, i tassi e le volpi, e da altri mammiferi come il cinghiale, il capriolo e, occasionalmente, il cervo. Nei boschi sono presenti numerose specie di roditori: lo scoiattolo, il moscardino, il ghiro, il topo quercino, il topo selvatico e l'istrice, mentre gli ambienti prativi sono abitati dalla lepre europea. I chirotteri sono presenti con 14 diverse specie di pipistrelli[3], alcune delle quali considerate specie ad altissimo rischio di estinzione in Italia: il rinolofo minore e il vespertilio di Capaccini.

Tra gli uccelli che vivono negli ambienti rupestri, sono presenti l'aquila reale, il falco pellegrino, il corvo imperiale e il picchio muraiolo; nei boschi si incontrano il picchio rosso maggiore, il picchio verde, il picchio muratore, la tordela, la ghiandaia, il rampichino comune, il luì piccolo, e la cincia bigia; negli ambienti aperti sono presenti la tottavilla, il calandro, l'averla piccola e il culbianco; nei pressi dei torrenti vive il merlo acquaiolo. Tra i rapaci sono presenti lo sparviere, il biancone, il falco pecchiaiolo, la poiana ed il gheppio. Tra i rapaci notturni l'allocco, la civetta e il barbagianni.

Tra gli anfibi sono presenti specie endemiche della catena appenninica, come la salamandrina di Savi, la rana appenninica e l'ululone appenninico. Tra i rettili sono presenti specie vulnerabili a livello regionale e tutelate in ambito comunitario[4] come il colubro liscio e la testuggine palustre europea.

Tra i pesci sono presenti la trota fario, il vairone, la rovella, il cavedano, il ghiozzo di ruscello, l'anguilla, il barbo tiberino. Nei laghi del Salto e del Turano, sono presenti la carpa, la tinca, l'alborella, il rutilo, il persico reale, il persico sole, il coregone, il luccio, l'anguilla e il pesce gatto. Nei piccoli corsi d'acqua è presente il raro Gambero di fiume.

Tra gli invertebrati si segnala la falena dell’edera, e tra i coleotteri la rosalia delle Alpi e il cerambice delle querce.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Le specie presenti nella Riserva sono quelle caratteristiche della flora centro appenninica, con alcune particolarità assai interessanti e di valore naturalistico, riconosciute habitat di prioritaria importanza per la Comunità Europea: si tratta dei 'faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex', e di 'formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (* notevole fioritura di orchidee)'[5]. Sono altresì presenti cerrete, che costituiscono la tipologia forestale maggiormente diffusa, e boschi misti a prevalenza di carpino nero; e inoltre il carpino bianco, l'acero di monte, la roverella, il salice comune, il pioppo bianco ed il salice rosso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ .Fonte: Ministero dell'Ambiente.
  2. ^ Di cui alla Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, http://www.minambiente.it/pagina/direttiva-habitat
  3. ^ http://www.navegnacervia.it/chi_siamo.asp
  4. ^ Direttiva 92/43/CEE del Consiglio su http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CONSLEG:1992L0043:20070101:IT:PDF
  5. ^ Direttiva 92/43/CEE del Consiglio su http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CONSLEG:1992L0043:20070101:IT:PDF

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Giusti, Guida alla Riserva Naturale del Monte Cervia e del Monte Navegna, Rieti, Editrice Massimo Rinaldi, 1997.
  • L' Appennino reatino: Laghi Lungo e Ripasottile, Monte Navegna e Cervia, Montagne della Duchessa, a cura della Regione Lazio, Ass.to Programmazione, Ufficio Parchi, Riserve Naturali, Quasar, 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]