Santo Stefano (Sante Marie)

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Santo Stefano di Sante Marie
frazione
Santo Stefano di Sante Marie – Veduta
Panoramica di Santo Stefano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
ComuneSante Marie-Stemma.png Sante Marie
Territorio
Coordinate42°07′20.35″N 13°13′33.96″E / 42.12232°N 13.2261°E42.12232; 13.2261 (Santo Stefano di Sante Marie)
Altitudine1 037 m s.l.m.
Abitanti254[1] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale67060
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
TargaAQ
Nome abitantisantostefanesi
Patronosanto Stefano
Giorno festivoprima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santo Stefano di Sante Marie
Santo Stefano di Sante Marie

Santo Stefano è una frazione di circa 250 abitanti[1] di Sante Marie (AQ), in Abruzzo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese marsicano sorge a 1 037 m s.l.m. a ridosso del monte Faito (1 455 m s.l.m. lungo la catena dei monti Carseolani), nell'Appennino abruzzese.

Dista circa 2,5 chilometri dal capoluogo comunale[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del borgo
Chiesa di Santo Stefano

Il territorio di Santo Stefano, abitato in epoca preromana e romana dagli Equicoli, segnava nella località montana denominata Le Colonnelle uno dei confini dei Marsi albensi[3]. Nella limitrofa val de' Varri venne infatti rinvenuta una lapide che riportava l'iscrizione "Albensium fines". Tale lapide custodita nella chiesa di Santa Maria a Scanzano è andata perduta[4].

Le prime attestazioni storiche note dell'abitato moderno risalgono al 1188 quando, nella bolla del 31 maggio, Papa Clemente III elenca al vescovo Eliano tutte le chiese di pertinenza della diocesi dei Marsi e fra queste menziona anche la "ecclesia Sancti Stephani in Caprili"[5]. Tale chiesa, connessa con un cenobio benedettino, rimase l'unica attestazione della presenza monastica anche dopo la scomparsa dei religiosi e attorno ad essa si aggregarono le prime moderne forme insediative che dal protomartire Stefano, titolare del luogo di culto, derivarono il toponimo.

Il borgo, incluso fino all'eversione feudale attuata nei primi anni del XIX secolo, in parte all'universitas di Castelvecchio e in parte a quella di Scanzano, venne aggregato insieme agli altri borghi della valle di Luppa al comune riunito di Sante Marie. Nel censimento del 1871 il borgo fece registrare 462 residenti[6]. Danneggiato dal terremoto della Marsica del 1915 il paese è stato restaurato, diventando nel corso del XX secolo un'amena località di villeggiatura. Tra le numerose frazioni del comune di Sante Marie è quella più popolosa[1][7][8].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santo Stefano
La parrocchiale dedicata a santo Stefano protomartire è risalente, con ogni probabilità, al XII secolo come attestato dalla bolla di Papa Clemente III al vescovo dei Marsi, Eliano. Nel prezioso documento la chiesa venne chiamata "Santo Stefano in Caprile"[9].
Chiesa della Madonna della Neve
Antico edificio di culto la cui edificazione, stando ad un'incisione su pietra, sarebbe riconducibile all'anno 1790. La chiesa rurale è sormontata da un piccolo campanile a vela[10].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Tomei
L'edificio nobiliare è situato al centro del paese. Edificato come una struttura fortificata a cominciare dal 1724 dalla famiglia Paoluzi, fu completato nel corso del XVIII secolo. Danneggiato dal terremoto della Marsica del 1915 fu successivamente restaurato[4][11].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Prima della romanizzazione della zona a cui appartiene Santo Stefano, avvenuta a partire dalla fine della seconda guerra sannitica (304 a.C.), l'intero territorio era incluso in quello della contemporanea Marsica occidentale nei pressi del confine con il Cicolano. Qui in origine venivano utilizzate forme di insediamento per abitati sparsi, localmente noti come "ocres". A ridosso del monte Faito è stato individuato uno di questi insediamenti[4].

Al periodo che segue la romanizzazione risale invece il vicus individuato tra Santo Stefano e Scanzano. Questo villaggio con ogni probabilità ospitava al suo interno un santuario cultuale legato alle pratiche della "sanatio" (risanamento), come è attestato dal rinvenimento di alcuni ex voto fittili.

Per il periodo medievale, infine, oltre al già citato cenobio, nel territorio santostefanese e nella val de' Varri insistevano le presenze monastiche di "Santo Petri", "Santi Janni" e "Santa Maria Extramoenia" (o "Santa Maria Moneta"), di cui restano i toponimi e le tracce archeologiche.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato su un pianoro delimitato dai monti Carseolani in posizione dominante sulla val Macina, propaggine della val de' Varri. L'area si caratterizza per la presenza di boschi di faggio, quercia, castagno. La fauna selvatica annovera caprini, cinghiali, cervi, caprioli, linci, volpi, tassi, istrici e numerose specie di uccelli, fra cui la poiana e la civetta. Il territorio offre svariate possibilità di escursioni a piedi, a cavallo o in mountain bike. Tutto ciò rappresenta per Santo Stefano un'importante attrattiva turistica.

Sentiero di Corradino
Ripercorre le tappe del giovane Corradino di Svevia attraversando tutto il territorio di Sante Marie, raggiungendo il monte Faito e i paesi di Scanzano e Santo Stefano, proseguendo verso Castelvecchio, la valle di Luppa, Villa Romana e la piana del Cavaliere[12].
Cammino dei Briganti
Itinerario costituito da diverse tappe che tocca comuni dell'Abruzzo e del Lazio per un totale di circa 100 chilometri[13].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La notte fra il 24 ed il 25 dicembre si rievoca una delle tradizioni più caratteristiche: il fuoco della Capanna e la processione delle 'ntosse. All'imbrunire, subito dopo la funzione religiosa che fa da preambolo ai riti del Natale, sulla cresta inferiore del monte Faito viene acceso un enorme falò, "La Capanna", visibile a diversi chilometri di distanza, dalla quale anticamente i contadini traevano gli auspici per il raccolto dell'anno venturo. In base alla direzione che prende il fumo si prevede abbondanza di castagne (se il fumo piega verso ovest), di prodotti agricoli (se il fumo si dirige a sud), di uva (se la direzione del fumo è l'est), scarsità generale (per il nord). Poco prima della mezzanotte la processione delle 'ntosse, una sfilata di fiaccole, anima le vie del borgo[14][8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Dati demografici, su portaleabruzzo.com, Il Portale d'Abruzzo.
  2. ^ Santo Stefano di Sante Marie, su italia.indettaglio.it, Italia in Dettaglio. URL consultato il 27 settembre 2020.
  3. ^ Bontempi, 1953.
  4. ^ a b c Capitolo Sante Marie e frazioni (PDF), su comune.santemarie.aq.it, Comune di Sante Marie. URL consultato il 14 novembre 2021.
  5. ^ Bolla di papa Clemente III, su pereto.info. URL consultato il 22 novembre 2016.
  6. ^ Di Pietro, 1869, vol. II, cap. VI, pp. 36-37.
  7. ^ Belmaggio, 2000, pp. 77-80.
  8. ^ a b Sito culturale su Santo Stefano, su marsica.comunitaospitali.it, Comunità Ospitali della Marsica. URL consultato il 24 novembre 2021.
  9. ^ Chiesa di Santo Stefano protomartire, su beweb.chiesacattolica.it, BeWeB. URL consultato il 22 novembre 2016.
  10. ^ Chiesa della Madonna della Neve, su beweb.chiesacattolica.it, BeWeB. URL consultato il 22 novembre 2016.
  11. ^ Palazzo Tolomei, su webmarsica.it, Web Marsica. URL consultato il 14 novembre 2021.
  12. ^ Il sentiero di Corradino, su camminarenellastoria.it.
  13. ^ Il Cammino dei Briganti, su camminobriganti.wordpress.com, Wordpress. URL consultato l'11 marzo 2019.
  14. ^ Picchione, Lopardi, Mancinelli, 2017, pp. 258-261.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Belmaggio, Sante Marie e le sue frazioni nella storia, Tagliacozzo, Vincenzo Grossi, 2000, SBN IT\ICCU\AQ1\0054239.
  • Pietro Bontempi, La statua di San Bartolomeo a Villa San Sebastiano e scritti vari su Santo Stefano, Chieti, Rivista Abruzzese, 1953, SBN IT\ICCU\AQ1\0111601.
  • Andrea Di Pietro, Agglomerazioni delle popolazioni attuali della diocesi dei Marsi, Avezzano, Tipografia marsicana, 1869, SBN IT\ICCU\SBL\0110716.
  • Maria Giulia Picchione, Antonella Lopardi e Alessandra Mancinelli (a cura di), Luoghi e genti d'Abruzzo. Cultura e tradizioni scorrendo il calendario, Pescara, De Siena, 2017, SBN IT\ICCU\AQ1\0126350.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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