Chiesa di Sant'Anna (Chieti)

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Chiesa di Sant'Anna
Chieti Cimitero 08 (RaBoe).jpg
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località Chieti
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Sant'Anna
Diocesi Arcidiocesi di Chieti-Vasto
Completamento Ultimi rifacimenti di rilievo nella seconda metà del Novecento

Coordinate: 42°21′06.23″N 14°11′02.33″E / 42.35173°N 14.18398°E42.35173; 14.18398

La chiesa di Sant'Anna è un edificio religioso di Chieti, situato nei pressi del cimitero cittadino, tanto da essere solitamente definito "chiesa cimiteriale di Sant'Anna". Dal 1964 costituisce parrocchia.

Di antiche origini, ha subito notevoli rifacimenti nei secoli successivi e, soprattutto, nella seconda metà del Novecento. Nella soffitta di questa chiesa è stata rinvenuta una preziosa statua lignea di Sant'Anna risalente al Duecento, oggi al Museo diocesano di Chieti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa ha origini medievali, ma è stata modificata nel tempo e gli unici resti appartenenti alla costruzione originaria sono i locali interrati. Nel 1964 viene elevata a parrocchia dall'arcivescovo Giovanni Battista Bosio dopo lo smembramento del territorio parrocchiale di Sant'Antonio Abate. L'evento diventa occasione di restauro per l'interrato medievale, mentre nelle immediate vicinanze viene costruita la nuova casa parrocchiale. Anche la chiesa viene ampliata e viene aggiunta la navata laterale destra. Nel 1979 viene costruito il campanile, mentre nel 1983 la chiesa subisce un restauro generale su progetto del centro Domus Dei di Roma.

La statua di Sant'Anna[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa si trovava una preziosa statua lignea di Sant'Anna, rinvenuta nel 1930[1] nella soffitta e poi trasferita nel Museo diocesano di Chieti. Fa parte di una serie di opere d'arte della provincia di Chieti recuperate in sagrestie e ripostigli, nei quali erano rimaste per lungo tempo abbandonate. La statua rappresenta la tipologia della Sant'Anna Metterza, cioè sant'Anna che tiene in grembo la Madonna, a sua volta sorreggente il Bambin Gesù. Si tratta di un modello iconografico assolutamente unico in Abruzzo e comunque assai raro anche al di fuori della regione, essendo generalmente più diffuso in pittura che in scultura. La sua utilizzazione, in questo contesto, testimonia l'intenso dinamismo culturale ed artistico che caratterizzò le botteghe dei maestri lignari abruzzesi nel corso del Duecento. L'opera, infatti, è stata datata alla metà del XIII secolo[1] e buona parte della critica riconduce la sua realizzazione ad artista abruzzese. L'impostazione di base del gruppo scultoreo è senz'altro romanica, come dimostra l'evidente frontalità delle figure, molto ricco di linearismi che conferiscono all'insieme un carattere di vivacità sicuramente nuovo rispetto alle opere coeve. Il gruppo, pur rispettando i caratteri tipici dell'arte del suo tempo, riesce a superare la tradizionale fissità accennando una certa propensione alla plasticità e al movimento[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]