Museo archeologico La Civitella

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Museo archeologico La Civitella
ChietiAnfiteatro.jpg
Anfiteatro romano di Chieti
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Chieti
Indirizzo Via G. Pianell
Caratteristiche
Tipo Archeologico
Fondatori Comune di Chieti
Apertura 1938 come Antiquarium Teatinum, 18 novembre 2000 col nome attuale
Visitatori 6 661[1] (2015)
Sito web

Coordinate: 42°20′42.35″N 14°09′43.29″E / 42.345096°N 14.162026°E42.345096; 14.162026

Il museo archeologico "La Civitella" è sito nel parco archeologico de "La Civitella" a Chieti su progetto dell'architetto Ettore De Lellis[2], già progettista del Museo Paludi di Celano.[3] La struttura museale odierna, che in parte è sita in piani sotterranei, è parte integrante di un complesso con giardini, zone pedonali, un auditorium, un laboratorio archeologico, ambienti per attività ludiche e didattiche ed un ambiente per mostre temporanee. Dal dicembre 2014 il museo è in gestione al Polo museale dell'Abruzzo.

Le sezioni[modifica | modifica wikitesto]

Frontoni parzialmente ricostruiti

L'esposizione permanente è così strutturata:

  1. L'inizio della storia urbana. In questa sezione vi sono i ruderi di età repubblicana (III-II secolo a.C.) tra cui dei frontoni in terracotta riferibili ad un tempio del II secolo a.C.
  1. Da Roma a ieri. Questa sezione è suddivisa secondo le seguenti tematiche: il Foro, il Teatro, l'Anfiteatro, le Terme, e le Necropoli.
  2. La Terra dei Marrucini. In questa sezione espone reperti provenienti dalla media e bassa vallata del Pescara.
  3. Il primo museo archeologico. Questa sezione mostra materiali che ripercorrono la storia di questo museo dalle collezioni di fine XIX secolo fino alla realizzazione di un Antiquarium Teatinum avvenuta nel 1938, ovverosia del nucleo originario di questo stesso museo.

Percorso archeologico La Civitella[modifica | modifica wikitesto]

Acropoli La Civitella e anfiteatro romano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Teate.
Santuari romani di Chieti

L'anfiteatro romano è inglobato nel museo archeologico della Civitella. Si tratta del monumento principale dell'Acropoli romana di Chieti assieme a resti di santuari. Il teatro risale al II secolo a.C. e la pianta è ancora riconoscibile. Metà del perimetro è in piedi mentre il resto è stato restaurato con del ferro. Le decorazioni appartengono all'età Giulio-Claudia.

Teatri romano Giulio-Claudio[modifica | modifica wikitesto]

Poco distante da La Civitella, si trova il teatro romano di Chieti, costruito nel I secolo d.C a seguito dell'istruzione del municipio romano di Teate Marrucinorum.

Parte del teatro è stata coperta da edifici settecenteschi, e rimane un grande frammento della tribuna. Sono presenti anche arcate di età Giulio-Claudia.

Tempietti romani[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso della Civitella abbraccia anche la via dell'antico corso Marrucino, dove sorgono tre templi romani. Il tempio centrale è quello più conservato perché nel VI secolo fu trasformato in chiesa dedicata a San Paolo.

Il tempio principale ha anche un pozzo sacro ed è a pianta rettangolare con architrave triangolare. Al centro della facciata vi è una finestra. La parte del basamento è stata conservata nelle forme originali, di età Giulio-Claudia (I secolo). Gli altri templi mostrano solo frammenti di colonne.

Presso l'attuale edificio postale sono inglobate le fondamenta di un quarto tempio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati visitatori 2015 (PDF), su beniculturali.it. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  2. ^ Visiting Architecture #6_Chieti, in Cap, 4 giugno 2008. URL consultato il 5 novembre 2016.
  3. ^ Comune di Celano, Comune di Celano - Terre Marsicane :: Comune di Celano, su www.celano.terremarsicane.it. URL consultato il 5 novembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari, Museo Archeologico La Civitella, in Musei e siti archeologici d'Abruzzo e Molise, Pescara, Carsa Edizioni, 2001, p. 36-39, ISBN 88-501-0004-3.
    «L'esposizione è dedicata alla storia italica e romana di Teate, raccontata attraverso le straordinarie testimonianze archeologiche, con l'ausilio di supporti informativi e suggestive ambientazioni, e alle trasformazioni del territorio marrucino, compreso le gole di Popoli e la costa adriatica.».

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN137008792 · LCCN: (ENn2004017295