Arcidiocesi di Petra

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Petra di Palestina
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Petrensis in Palaestina
Patriarcato di Gerusalemme
Sede titolare di Petra di Palestina
Mappa della metropolia di Petra
Arcivescovo titolare vacante dal 4 dicembre 1970
Istituita XVII secolo
Stato Giordania
Arcidiocesi soppressa di Petra di Palestina
Diocesi suffraganee Arad, Areopoli, Arindela, Augustopoli, Metrocomias, Caracmoba, Ela, Elusa, Faran, Feno, Jotapa, Zoara
Eretta  ?
Soppressa  ?
Dati dall'annuario pontificio
Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica
Una chiesa bizantina di Petra, scoperta nel 1990, ricca di numerosi mosaici in perfetto stato di conservazione, candidata al titolo di antica cattedrale di Petra.
Al-Deir, antica tomba reale, nota come "il monastero", divenne in epoca bizantina un luogo di culto cristiano; nei suoi ambienti interni sono state ritrovate infatti diverse croci scolpite.
La cosiddetta «tomba all'urna corinzia», trasformata in chiesa cristiana e consacrata nel 446 dal vescovo Giasone, come si legge in una iscrizione all'interno dell'edificio; anche questo edificio potrebbe aver svolto la funzione di cattedrale di Petra.

L'arcidiocesi di Petra (in latino: Archidioecesis Petrensis in Palaestina) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

A partire dal XII secolo, fu una delle quattro arcidiocesi facenti capo al patriarcato di Gerusalemme dei Latini, nel Regno crociato di Gerusalemme.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Petra, il cui sito archeologico si trova nell'odierna Giordania, era l'antica sede metropolitana della provincia romana della Palestina Terza nella diocesi civile d'Oriente e nel patriarcato di Gerusalemme. Dipendevano dalla provincia ecclesiastica di Petra le seguenti diocesi suffraganee: Arad, Areopoli, Arindela, Augustopoli, Metrocomias, Caracmoba, Ela, Elusa, Faran, Feno, Jotapa e Zoara.

Tra le testimonianze archeologiche più importanti circa la presenza cristiana a Petra, è da segnalare la scoperta di un'iscrizione nella cosiddetta «tomba all'urna corinzia», uno dei monumentali edifici funerari della città: nell'iscrizione si ricorda la trasformazione della tomba in chiesa (forse la cattedrale?) e la sua consacrazione nel 446 al tempo del vescovo Giasone e del diacono Giuliano.[1] A partire dal 1990 è stata riportata alla luce un'altra monumentale chiesa di epoca bizantina, ricca di numerosi e perfettamente conservati mosaici; anche questa chiesa potrebbe essere stata la cattedrale di Petra.[2]

La sede di Petra, come tutte le altre sedi episcopali della provincia della Palestina Terza, faceva parte del patriarcato di Antiochia e della metropolia di Bosra, fino a metà del V secolo quando tutta la provincia ecclesiastica fu sottomessa al patriarca di Gerusalemme.

Malgrado la ricchezza del sito, le fonti monumentali, epigrafiche e musive hanno restituito il nome di un solo vescovo, Giasone nel 446.[3] Le fonti letterarie conoscono solo cinque vescovi di Petra. Il primo è anche il più noto, sant'Asterio; prese parte al concilio di Sardica (343/344), dove intervenne duramente contro l'arianesimo, che gli causò l'esilio in Africa per volontà di Costanzo II; ritornato in patria, prese parte ad un concilio celebrato ad Alessandria nel 362; durante il suo esilio la sede fu occupata dall'ariano Germano, che prese parte nel 359 al concilio di Seleucia.

Segue Giovanni, che fu probabilmente il primo metropolita di Petra, e che fu tra i destinatari della lettera scritta nel 457 a tutti i metropoliti dell'impero dall'imperatore Leone I dopo l'uccisione di Proterio di Alessandria. Teodoro prese parte al sinodo di Gerusalemme del 536 convocato dal patriarca Pietro contro Antimo di Costantinopoli e che vide riuniti assieme i vescovi delle Tre Palestine. L'ultimo vescovo noto è Atenogene, di cui parla Giovanni Mosco nel suo Prato spirituale. Lequien documenta l'esistenza di un Doroteo di Petra nel 1672; fu probabilmente un arcivescovo titolare della Chiesa ortodossa di Gerusalemme.

Nel XII secolo, in epoca crociata, fu eretta un'arcidiocesi di rito latino chiamata Petra Deserti, serviva la regione dell'Oltregiordano e, tradizionalmente, anche il monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai, sebbene la protezione dei Crociati arrivasse raramente così lontano. Ne fu primo arcivescovo Guerrico, documentato dal 1168 al 1183[4], che fu probabilmente anche l'unico titolare di questa sede in epoca crociata. L'arcidiocesi latina aveva sede in Charac-Moba, l'antica capitale dei Moabiti ora Al-Karak, e non va confusa con Petra, l'attuale Ouadi-Moussa. [5]

La conquista musulmana nel VII secolo aveva eliminato il controllo bizantino dall'area e con esso la protezione per i Cristiani. Tuttavia comunità cristiane di palestinesi e siriani avevano prosperato durante l'occupazione islamica e, con la nascita dei principati crociati, esse furono poste sotto la supervisione dell'arcidiocesi con l'intenzione di ripristinare le radici cristiane nell'area. Si aggiunsero presto numerosi Ifranj e, prima della riconquista di Saladino, l'area aveva un crescente numero di comunità cattoliche. A seguito della conquista del regno di Gerusalemme operata da Saladino, quel poco di protezione di cui i cristiani avevano goduto fu eliminata e le nascenti comunità cristiane furono presto distrutte.

Oggi Petra è una sede arcivescovile titolare della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 4 dicembre 1970.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Arcivescovi greci[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Asterio † (prima del 343/344 - dopo il 362)
    • Germano † (menzionato nel 359) (vescovo ariano)
  • Giasone † (menzionato nel 446)
  • Giovanni † (menzionato nel 457)
  • Teodoro † (menzionato nel 536)
  • Atenogene † (fine VI / inizio VII secolo)

Arcivescovi latini[modifica | modifica wikitesto]

  • Guerrico † (prima del 1168 - dopo il 1183)

Arcivescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piccirillo Michele, Gruppi episcopali nelle tre Palestine e in Arabia, in: Actes du XI congrès international d'archéologie chrétienne, Roma, École Française de Rome, 1989, pp. 478-481.
  2. ^ Dal sito web www.sacred-destinations.com.
  3. ^ A titolo di paragone, gli scavi effettuati a Madaba hanno permesso di conoscere il nome di una decina di vescovi (diocesi di Medaba).
  4. ^ Sabino De Sandoli, Corpus Inscriptionum Crucesignatorum Terrae Sanctae in Pubblicazioni dello Studium Biblicum Franciscanum, vol. 21, 1974, p. 254. URL consultato il 18 dicembre 2008.
  5. ^ (EN) Petra, Catholic Encyclopedia. URL consultato il 12 dicembre 2008.
  6. ^ Federico Marcello Lante Montefeltro Della Rovere ricevette tuttavia il titolo di San Pancrazio fuori le mura solo il 5 aprile 1745
  7. ^ Luigi Sincero era già cardinale diacono di San Giorgio in Velabro, creato nel concistoro del 23 maggio 1923 da papa Pio XI, quando non era ancora vescovo: la consacrazione episcopale ebbe luogo il 13 gennaio 1929 e lo stesso giorno dette le sue dimissioni da arcivescovo titolare di Petra. Acta Apostolicae Sedis 21 (1929), pp. 23 e 460.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]