Patriarcato di Antiochia dei Latini

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Antiochia dei Latini
Sede patriarcale titolare soppressa
Patriarchatus Antiochenus Latinorum
Chiesa latina
Istituita 1268
Soppressa 1964
Stato Turchia
Patriarcato soppresso di Antiochia dei Latini
Eretta 1099
Soppressa 1268
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

Il patriarcato di Antiochia dei Latini (in latino: Patriarchatus Antiochenus Latinorum) fu eretto nel 1099, durante la Prima crociata, da Boemondo, primo principe di Antiochia.

Il Patriarca fu una delle maggiori autorità ecclesiastiche negli Stati crociati, al servizio dei cattolici della diocesi e rappresentante di tutti i cristiani che vivevano nel territorio della diocesi. Nel periodo delle crociate furono presenti due gerarchie, una greca ed una latina, ognuna con le proprie regole e liturgie, vescovi, abati, cattedrali e monasteri.

La giurisdizione del Patriarca latino di Antiochia si estendeva, oltre che sul Principato di Antiochia, anche sulle contee di Edessa e di Tripoli; verso la fine del XII secolo fu aggiunta l'isola di Cipro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il seggio del patriarcato di Antiochia era uno dei più antichi e prestigiosi della Cristianità. Dopo il Grande Scisma del 1054 Antiochia era rimasta sotto l'influenza dell'Impero bizantino.

La città era stata conquistata dai musulmani nel 638, ripresa dall'Impero bizantino nel 969 era caduta n mano ai Selgiuchidi nel 1084.

L'imperatore bizantino Alessio I Comneno sperava di utilizzare la forza e l'abilità militare dei Crociati per recuperare i territori dell'Impero Romano d'Oriente, compresa Antiochia e la sua sede patriarcale. Ma quando i Crociati conquistarono Antiochia non solo non la cedettero all'imperatore di Bisanzio ma, dopo qualche tempo, espulsero il Patriarca greco, Giovanni IV e lo mandarono a Costantinopoli.
L'imperatore bizantino fu gravemente offeso e si diede da fare per riportare un patriarca ortodosso ad Antiochia ma il Trattato di Devol del 1108, che prevedeva il ritorno del Patriarca greco, non fu mai applicato.

Per un breve periodo vi fu un patriarcato congiunto, quando Antiochia tornò sotto il controllo bizantino dell'Imperatore Manuele I Comneno, ma per la maggior parte del tempo vi fu solo il Patriarca latino. Comunque per tutto il periodo del principato latino di Antiochia, il Patriarca latino fu riconosciuto dall'imperatore e giocò un ruolo molto importante (politico, diplomatico, militare e di alleanze matrimoniali, oltre che religioso) nei rapporti tra gli Stati Crociati e l'Impero bizantino.

Il Patriarca Latino rimase ad Antiochia finché il principato non fu conquistato dai Mamelucchi, nel 1268, dopodiché, mentre il patriarca greco Teodosio IV tornò ad Antiochia, il titolo di Patriarca latino divenne solo nominale, ma fu mantenuto per parecchi secoli con sede nella Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, per aiutare, proteggere e mantenere in contatto con Roma le piccole ed isolate comunità cristiane in Medio Oriente, fino alla definitiva abolizione nel 1964.

Cronotassi dei patriarchi[modifica | modifica wikitesto]

Moneta del Patriarca latino di Antiochia con il busto di Aimerio di Limoges (1139-1193) sul diritto.

Cronotassi dei patriarchi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]