Contea di Edessa

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Contea di Edessa
Contea di Edessa - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Comitatus Edessanus
Lingue ufficiali francese, armeno
Lingue parlate
Capitale Edessa
Altre capitali Turbessel
Dipendente da Regno di Gerusalemme
Politica
Forma di Stato feudale
Forma di governo contea autonoma
Conti di Edessa Vedi elenco.
Nascita 1098 con Baldovino di Boulogne
Causa Prima Crociata
Fine 1149 con Joscelin II di Edessa
Causa Caduta della fortezza di Turbessel
Territorio e popolazione
Religione e società
Religioni preminenti Cristiani assiri, jacobiti e armeno ortodossi
Religione di Stato cattolicesimo
Religioni minoritarie greci ortodossi e musulmani
Evoluzione storica
Preceduto da Principato armeno
Succeduto da Turchi Selgiuchidi

La Contea di Edessa fu uno degli Stati crociati del XII secolo, la sua capitale era Edessa, città con una storia ed una tradizione di cristianità tra le più antiche.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

A differenza degli altri Stati crociati, dai quali era assai lontana, non aveva sbocco sul mare, inoltre i rapporti con lo stato crociato più prossimo, il Principato d'Antiochia, non erano particolarmente buoni.

Il territorio, almeno nel momento di massima estensione, si estendeva da Antiochia ad ovest fino ad oltre l'Eufrate ad est, a sud e ad est confinava con le potenti città musulmane di Aleppo e Mosul e con la regione della Jazira. Comprendeva l'area attorno a Melitene e le regioni del Commagene (attorno a Samosata e Germanicia), Chabakhtan[1] (attorno a Turbessel) ed Osroene (attorno ad Edessa); più volte furono occupate aree a nord fino all'Armenia.

Metà del paese, inclusa la sua capitale, era situato ad est dell'Eufrate, a grande distanza dagli altri stati crociati, ed era per questo particolarmente vulnerabile. La parte ad occidente dell'Eufrate era controllata dalla fortezza di Turbessel.

Popolazione e demografia[modifica | modifica wikitesto]

La Contea di Edessa fu uno tra i più estesi degli stati crociati in termini di territorio, sebbene fosse uno dei più piccoli per popolazione. La città di Edessa aveva circa 10.000 abitanti, ma il resto della contea consisteva per la maggior parte in fortezze.

Gli abitanti erano per la maggior parte cristiani assiri, giacobiti e armeno ortodossi, con alcuni greci ortodossi e musulmani. Ad Edessa coesistevano, spesso in buon accordo, tre patriarchi: latino, armeno e giacobita.

Sebbene il numero di Latini rimase sempre esiguo, essi costituirono la maggior parte della classe dirigente della contea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Contea di Edessa non fu realmente creata dalla Prima crociata; nel 1050 la città era ancora bizantina, poi nel 1077 un armeno di nome Philaretus Brachamius se ne impadronì, era allora la capitale di un principato che si estendeva fino ad Antiochia. La sua potenza e la sua posizione geografica la ponevano sulla strada dei Turchi Selgiuchidi, che conquistarono rapidamente la maggior parte delle sue terre, lasciandole soltanto i dintorni di Marash; la città di Edessa fu presa nel 1087, dopo una campagna iniziata nel 1086[2], per poi essere governata dall'emiro turco Buzan († 1094).

Attorno al 1094, l'emiro selgiuchide di Damasco, Tutush I, catturò Edessa ed insediò come governatore Thoros (in armeno T‘oros = Teodoro), un vecchio luogotenente di Philaretus. Nel 1095, Teodoro eliminò la guarnigione turca della cittadella e si rese padrone della città; resistette agli attacchi dei turchi ma alla fine fu costretto a chiedere aiuto ai Crociati.

Nel 1098 rispose all'appello il fratello di Goffredo di Buglione, Baldovino di Boulogne, che lasciò il corpo principale dell'esercito crociato, che stava muovendo verso sud alla volta di Antiochia e Gerusalemme, e si diresse prima a sud nella Cilicia e poi verso est a Edessa.

Baldovino di Boulogne entra in Edessa nel febbraio 1098, accolto dal clero armeno, favorevole alla fine della tutela di Costantinopoli[3].

Baldovino si impose poco a poco, minacciando di partire per raggiungere i crociati indusse Teodoro ad adottarlo come successore. Teodoro, che era un cristiano di rito greco ortodosso, generalmente inviso ai suoi sottoposti armeno-ortodossi, poco tempo dopo (9 marzo 1098) fu assassinato nel corso di una sommossa, forse con la complicità di Baldovino, che comunque gli successe prendendo il titolo di Conte (era già Conte di Verdun in quanto vassallo di suo fratello in Europa). Non è dimostrato con certezza che il complotto che rovesciò l'anziano Teodoro non fosse stato ispirato dall'ingrato Baldovino, ma il suo rapido subentrare alla guida di Edessa e del territorio che era sotto il suo controllo autorizza i più forti sospetti degli storici.

Edessa fu trasformata in contea e con Baldovino, suo primo conte, costituì il primo Stato crociato del territorio siro-palestinese. Nel 1100 alla morte di suo fratello Goffredo di Buglione, Baldovino divenne re di Gerusalemme, la Contea di Edessa passò quindi a suo cugino Baldovino di Le Bourg, che fu raggiunto da Joscelin di Courtenay, che divenne signore della fortezza di Turbessel sull'Eufrate.

Conflitti con i confinanti musulmani[modifica | modifica wikitesto]

Espansione della Contea di Edessa dal 1098 al 1131.

Baldovino II in breve tempo entrò in relazione con la Siria del nord e l'Asia Minore. Egli contribuì a raccogliere il riscatto per liberare Boemondo I d'Antiochia dai Danishmendidi nel 1103 e, con Antiochia, attaccò l'Impero bizantino in Cilicia nel 1104.

Più tardi in quello stesso anno 1104, Edessa fu attaccata da Mosul e sia Baldovino che Joscelin, sconfitti alla Battaglia di Harran, furono presi prigionieri. Il cugino di Boemondo, Tancredi divenne reggente di Edessa (ma fu Riccardo di Salerno a governare realmente) fino a quando Baldovino e Joscelin furono liberati pagando un riscatto, nel 1108.

Baldovino dovette scontrarsi con Tancredi per riprendere il controllo della contea, alla fine lo sconfisse ma fu costretto ad allearsi con alcuni dei governanti musulmani locali.

Nel 1110 Mawdud di Mosul conquistò tutti i territori ad est dell'Eufrate, come era accaduto in passato non seguì un assalto alla stessa Edessa poiché i governanti musulmani si preoccupavano soprattutto del consolidamento del proprio potere.

Della contea di Edessa restavano alcune città imprendibili sulla riva orientale dell'Eufrate circondate di campagne spopolate e percorse dai Turchi e la riva occidentale attorno a Turbessel in piena prosperità. Baldovino prese per sé Turbessel a scapito di Joscelin di Courtenay (1113).

Baldovino II divenne Re di Gerusalemme (pure come Baldovino II) alla morte di Baldovino I, nel 1118; Eustachio III di Boulogne aveva maggiori diritti alla successione essendo l'ultimo fratello di Baldovino I, ma non volle il titolo e rimase in Francia. Edessa andò a Joscelin nel 1119 con il quale Baldovino si era riconciliato.

Joscelin fu preso di nuovo prigioniero dai Turchi nel 1122 o 1123, Baldovino andò a salvarlo, ma fu catturato anch'egli, e Gerusalemme rimase senza il suo re.

Cinquanta armeni mascherati da mercanti entrarono nella cittadella dove era detenuto Joscelin ed ingaggiarono un combattimento, anche se la maggior parte di loro fu uccisa essi permisero la fuga del Conte che, l'anno successivo, ottenne il rilascio di Baldovino.

Joscelin riuscì ad estendere il territorio della Contea fino alle rive del Tigri a nord di Mosul.

Caduta della contea[modifica | modifica wikitesto]

Declino della Contea di Edessa dal 1131 al 1150.

Joscelin fu ucciso in battaglia nel 1131 e gli successe il figlio Joscelin II, che non aveva la grandezza del padre e distrusse l'opera dei suoi predecessori. All'occasione ladro, si immischiò nelle dispute teologiche siriache e risedette a Turbessel piuttosto che a Edessa.

Peraltro a quell'epoca Zangi aveva riunito Aleppo e Mosul e cominciava a minacciare Edessa mentre Joscelin II era distratto da un dissidio con la Contea di Tripoli che di conseguenza rifiutò di intervenire in suo aiuto.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Assedio di Edessa (1144).

L'Atabeg Zangi assediò la città nel 1144 e, in mancanza del Conte e di una guarnigione sufficiente, se ne impadronì il 24 dicembre dello stesso anno, senza incontrare grandi difficoltà. Joscelin continuò a governare i territori ad ovest dell'Eufrate.

Battaglia di Edessa del 1146.

Approfittando della morte di Zangi, la popolazione armena di Edessa si rivoltò (27 ottobre 1146) e Joscelin II poté fare ritorno, ma perse di nuovo la città in novembre, riuscendo a stento a fuggire; la popolazione armena di Edessa fu massacrata, mentre la popolazione siriaca fu espulsa, nonostante la sua francofobia.

Nel 1150 egli fu catturato da Nur ad-Din, il figlio di Zangi, e fu tenuto prigioniero ad Aleppo fino alla morte nel 1159.

Sua moglie vendette Turbessel e ciò che rimaneva della Contea all'Imperatore bizantino Manuele I Comneno, ma entro l'anno seguente quegli stessi territori furono conquistati da Nur ad-Din e dal Sultano di Iconio.

Dopo la vendita, la moglie e la famiglia di Joscelin II si trasferirono, con il ricavato, nel Regno di Gerusalemme, vicino a San Giovanni d'Acri.

Edessa fu il primo stato crociato a cadere e la sua caduta fu il catalizzatore della Seconda crociata nel 1146.

I feudi principali[modifica | modifica wikitesto]

Il Conte di Edessa aveva diversi vassalli, soprattutto signori armeni che si erano posti sotto la protezione dei crociati per resistere alla pressione musulmana. Successivamente, questi feudi passarono direttamente nelle mani dei nobili ifranj.

Signoria di Turbessel[modifica | modifica wikitesto]

Turbessel fu una delle maggiori fortificazioni della contea, da essa si controllava l'area ad occidente dell'Eufrate e si presidiava il confine contro Antiochia.

Divenne uno dei primi possedimenti di Baldovino di Boulogne, infatti la popolazione armena della città si ribellò contro la sua guarnigione mentre lui passava diretto ad Edessa, all'inizio dell'anno 1098. Nel marzo 1098 Baldovino di Boulogne assunse il titolo di conte di Edessa, e in agosto accolse suo fratello Goffredo di Buglione che aveva lasciato Antiochia a causa delle peste che vi imperversava. Baldovino gli diede in feudo Ravendel e Turbessel, che Goffredo gli restituì in novembre, quando la crociata ripartì in direzione di Gerusalemme.

Nel 1101, il nuovo conte Baldovino di Le Bourg accolse ad Edessa uno dei suoi cugini, Joscelin di Courtenay e gli diede in feudo Turbessel. Joscelin seguì Baldovino nelle sue imprese contro i musulmani, ma le incursioni dei turchi, che saccheggiarono le campagne ad est dell'Eufrate tra 1110 e 1113, impoverirono i domini del conte Baldovino. Invece la signoria di Turbessel, ad ovest dell'Eufrate prosperava protetta dal fiume. Il disaccordo si insinuò tra i due signori crociati e Baldovino finì per confiscare la signoria, che in seguito venne riunita al dominio comitale e divenne una delle residenze dei Courtenay conti di Edessa.

Dopo la caduta di Edessa, nel 1144, Turbessel divenne la capitale di ciò che restava della Contea, prima di essere venduta ai bizantini nel 1150 e poi conquistata da Nur ad-Din nel 1151[4].

Signori di Turbessel[modifica | modifica wikitesto]

Signoria di Bira[modifica | modifica wikitesto]

La Contea di Edessa nel contesto degli altri stati del Vicino Oriente, circa 1140 e. v.

Dal 1099, Baldovino di Boulogne si rese Signore di Birtha (o Bira) città di grande valore strategico perché assicurava un punto di passaggio sull'Eufrate e quindi le comunicazioni con il Principato d'Antiochia. Inizialmente lasciò la città ad un capo armeno di nome Abelgh'arib[5] della famiglia Pahlavuni[6]. Ma il conte Baldovino di Le Bourg, che a partire dal 1115, in seguito a numerose cospirazioni, cercò di eliminare la nobiltà armena, nel 1117 assediò e conquistò Bira. Abelgh'arib si ritirò alla corte di Thoros II, Principe delle Montagne e Baldovino diede il feudo a suo cugino Galeran di Puiset, che sposò la figlia di Abelgh'arib[7]. Dopo aver conquistato Edessa, Zengi tentò di prendere Bira, ma dovette togliere l'assedio a causa di una sommossa a Mosul. Bira fu ceduta nel 1150 con il rimanente della Contea di Edessa ai bizantini, che la persero nel 1151[8].

Signori di Bira[modifica | modifica wikitesto]

Signoria di Germanicia[modifica | modifica wikitesto]

Venticinqe anni prima dell'arrivo dei Crociati l'Imperatore bizantino Romano IV Diogene affidò Germanicia a Philaretus Brachamius. Dopo la battaglia di Manzicerta, nel 1071, Philaretus approfittò del suo isolamento dall'Impero per ritagliarsi un principato in Cilicia ed attorno ad Edessa ed Antiochia, ma i suoi possedimenti furono presi dai turchi e solo Mar'ash rimase in suo potere[9]. Egli morì tra il 1086 ed il 1092, ma Germanicia rimase in mani armene e quando i Crociati la raggiunsero, il 13 ottobre 1097, la restituirono ai bizantini che nominarono governatore un armeno di nome Thatoul[10].

Il principe d'Antiochia Boemondo di Taranto tentò di prendere la città assediandola nel 1100, ma tolse l'assedio per soccorrere Gabriele di Melitene e poco dopo fu catturato dai turchi[11]. Nel 1104 furono i Crociati di Edessa, condotti da Joscelin di Courtenay, all'epoca Signore di Turbessel, che assediò e conquistò la città. Mar'ash divenne una signoria crociata, infeudata a diversi successivi signori, non tutti conosciuti. Uno di essi fu Goffredo il Monaco, reggente della Contea di Edessa nel 1122 durante la prigionia di Joscelin di Courtenay. L'ultimo signore, Renaud, fu ucciso insieme a Raimondo di Poitiers alla battaglia d'Inab il 28 giugno 1149. Allora Joscelin II riunì la signoria con la contea, ma trascurò di assegnarle una guarnigione sufficiente, così Mas'ud I si impadronì della città il 11 settembre 1149[12].

Signori di Germanicia[modifica | modifica wikitesto]

Signoria di Melitene[modifica | modifica wikitesto]

La città di Melitene era governata dall'armeno Gabriele, che l'aveva ricevuta da Philaretus Brakhamius. Minacciato dai Danishmendidi, egli chiese aiuto e protezione prima (nel 1100) a Boemondo di Taranto, principe d'Antiochia, poi (nel 1101) a Baldovino di Le Bourg, conte di Edessa, offrendo a quest'ultimo la mano di sua figlia Morfia. Ma la popolazione siriana di Melitene si rivoltò e consegnò la città a Danishmend Ghazi, che fece uccidere Gabriele.

Signore di Melitene[modifica | modifica wikitesto]

Conti di Edessa, 1098–1149[modifica | modifica wikitesto]

Baldovino di Boulogne riceve l'omaggio degli armeni in Edessa.

Anche se era lo stato latino d'oriente più lontano dal Regno di Gerusalemme, i legami familiari tra i conti di Edessa ed i re di Gerusalemme rinserrarono i collegamenti feudali tra i due Stati, ponendo la contea di Edessa sotto l'effettiva sovranità del re di Gerusalemme.

I due primi conti di Edessa divennero i primi due re di Gerusalemme (dopo Goffredo di Buglione che rifiutò la corona) ed un volta saliti al trono affidarono la Contea ai loro successori; pertanto i Conti di Edessa ricevettero il loro feudo direttamente dalle mani del Re di Gerusalemme, al contrario del Principato di Antiochia e della Contea di Tripoli, dove fu rapidamente adottata la successione ereditaria dei figli, anche se in assenza del signore principale il re di Gerusalemme era reggente di diritto.

I signori cristiani allacciarono buoni rapporti con la nobiltà armena, alla quale si legarono attraverso molti matrimoni; i primi tre conti ebbero mogli armene: la moglie del Conte Baldovino I era morta a Maraş nel 1097, e dopo aver ereditato Edessa egli sposò Arda il cui nonno era Costantino un principe armeno della dinastia dei Rupenidi; Baldovino di Le Bourg sposò Morfia, una figlia di Gabriele di Melitene, mentre Joscelin di Courtenay sposò una figlia di Costantino.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Conti di Edessa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archer,  pag. 198
  2. ^ (FR) Cheynet Jean-Claude, L'Empire byzantin (641-1204), in Le monde byzantin, Vol. II, Parigi, PUF, , 2006-11-15, p. 433, ISBN 978-2-13-052007-8.
  3. ^ Lebedel,  pag. 50
  4. ^ Grousset [1934], pp. 182 e 524-7.
  5. ^ Grousset [1934], p. 132.
  6. ^ Grousset [1934],  p. 796.
  7. ^ Grousset [1934], p. 531.
  8. ^ Grousset [1934], pp. 189-192.
  9. ^ Grousset [1934], pp. 52 e 109.
  10. ^ Grousset [1934], pp. 110 e 120.
  11. ^ Grousset [1934], p. 423.
  12. ^ Grousset [1935], p. 279.
  13. ^ Grousset [1935], p. 823.

Bibliografía[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) René Grousset, 1131-1187 L'équilibre, in Histoire des croisades et du royaume franc de Jérusalem, Vol. II, Parigi, Perrin, 2006 [1935], ISBN 2-262-02568-1.
  • (FR) Claude Lebedel, Les Croisades, Origines et consequences, Ouest-France, 24 maggio 2004, ISBN 2-7373-2610-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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