Chiesa di Santa Maria Maggiore (Vasto)

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Chiesa di Santa Maria Maggiore
Chiesa di Santa Maria Maggiore, Vasto.JPG
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàVasto
Religionecattolica
TitolareSanta Maria Maggiore
Arcidiocesi Chieti-Vasto
Stile architettonicoesterno neoclassico, interno tardo-barocco
Inizio costruzione1785
Sito web

Coordinate: 42°06′39″N 14°42′31″E / 42.110833°N 14.708611°E42.110833; 14.708611

La chiesa di Santa Maria Maggiore è la maggiore delle chiese del centro storico di Vasto, il provincia di Chieti, anche se il duomo è la chiesa di San Giuseppe. Nel 1902 è stata dichiarata monumento nazionale.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo documento che possa attestare l'esistenza della ecclesia Sacte Marie in Guastoaymonis risale al 1195 e consiste nel diploma rilasciato dall'imperatore e re di Sicilia Enrico VI a Odorisio, abate benedettino di San Giovanni in Venere, confermandogli «omnia castella et obedientias» posseduti. Dal documento si può inoltre comprendere chiaramente la gerarchia delle due principali istituzioni ecclesiastiche di Vasto in quel periodo, ovvero la chiesa di Santa Maria e la chiesa di San Pietro, autrici di più scontri nel corso del tempo. Nel documento suddetto infatti la prima viene definita ecclesia in servitio del monastero venerese, la seconda viene detta obedientia in demanio dell'abbazia stessa, ovvero dipendenza monacale, rientrando tra le sue proprietà.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Altre foto
Il campanile
La fiancata destra
Il portale
Scorcio della chiesa da via Santa Maria Maggiore
Un particolare del muro destro
Il piccolo ingresso; la chiesa è priva di facciata
Un altro particolare muro destro: raffigurazione medievale

Esterno e facciata[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno della chiesa ha impianto a croce latina, con copertura in muratura settecentesca. Il corpo enorme della chiesa non ha abside, ma solo una finestra, sormontata da una cupola larga ma molto schiacciata, con forme geometriche. La facciata è visibile dalla via che si percorre da Piazza Duomo, ed è assai minuscola, affiancata dall'enorme campanile. Ha le forme di un tempio settecentesco tardobarocco, con l'architrave non "a capanna", ma dalle forme tondeggianti di un semicerchio.

Il portale è decorato ai lati da bugnato.

Il campanile[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile è un'imponente torre, la più alta della città, visibile anche a chilometri di distanza. La torre ha pianta quadrangolare, e poggia su una base di stampo medievale, decorata con archi a sesto acuto murati. Dopo una cornice marcapiano, il lato del campanile che volge verso il corso è decorato da due archi a tutto sesto con vetrate verdeggianti. Così sono anche il lato opposto, e quello del fianco, meno il lato che è attaccato aòl corpo della chiesa. Il resto della torre è di matrice barocca, ma assai semplice, e si conclude con la cella campanaria. Possiede il campanone, una mezzana, una mezza-terza e due squilline. La sommità del tetto è quadrata, priva di elementi decorativi.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è a tre navate con cripta. Le decorazioni sono state trasformate secondo il canone barocco, e così anche le colonne che separano le navate sono intonacate di bianco, con forme fluide e delicate. Le volte del soffitto sono affrescate. L'entrata dal portale è decorata da colonne che sorreggono il piano sopra cui canta il coro. Il transetto è segnato da un cerchio di muro intagliato con figure floreali e antropomorfe, di matrice medievale. La cripta medievale è preceduta da una doppia fila di scale, che partono da ambo gli estremi dell'ingresso, e salgono in maniera circolare verso il piano superiore, dove c'è l'altare.

Nella chiesa sono conservate le reliquie del corpo di San Cesario[non chiaro] nelle vesti di guerriero, e un'ampolla col sangue di don Cesare Michelangelo d'Avalos. La chiesa conserva anche la preziosa reliquia della Sacra Spina della corona di Gesù. La navata maggiore delle tre ha colonne corinzie, a fianco delle quali ci sono delle nicchie che contengono le statue dei XII Apostoli e quattro profeti. Nella navata destra ci sono le cappelle di Sant'Anna, della Sacra Spina, di Sant'Antonio abate (costruita da Tullio Caprioli nel 1567). Nella navata sinistra ci sono le cappelle di Santa Maria, di San Cesario, di Santa Caterina d'Alessandria, del Monte dei Morti, del Santissimo Sacramento e di San Nicola.
Le principali opere d'arte sono le tele dell'Ecce Homo della scuola di Tiziano, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina attribuito a Paolo Veronese, la Pentecoste e la Presentazione del Camauro a Celestino V di Francesco Solimena del 1727.

Figure antropomorfe[modifica | modifica wikitesto]

Sul fianco della chiesa che è percorribile dal corso, si evincono figure antropomorfe in bassorilievo incise in epoca medievale. Sono in pietra bianca, ed in particolare una raffigura un contadino. Altre figure mostrano delle croci.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.

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