Vacri

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Vacri
comune
Vacri – Stemma Vacri – Bandiera
Vacri – Veduta
Foto in bianco e nero del centro storico
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoPiergiuseppe Mammarella[1] (Lista Civica Il Giglio) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate42°17′52.22″N 14°13′57.72″E / 42.297839°N 14.2327°E42.297839; 14.2327 (Vacri)Coordinate: 42°17′52.22″N 14°13′57.72″E / 42.297839°N 14.2327°E42.297839; 14.2327 (Vacri)
Altitudine310 m s.l.m.
Superficie12,27 km²
Abitanti1 635[2] (31-5-2019)
Densità133,25 ab./km²
FrazioniFontanelle, Maiure, Porcareccia, Sant'Agata, San Vincenzo, Selve
Comuni confinantiAri, Bucchianico, Casacanditella, Filetto, Villamagna
Altre informazioni
Cod. postale66010
Prefisso0871
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069098
Cod. catastaleL526
TargaCH
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantivacresi
PatronoSan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vacri
Vacri
Vacri – Mappa
Posizione del comune di Vacri all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Vacri è un comune italiano di 1 635 abitanti[2] della provincia di Chieti in Abruzzo. Il comune fa parte dell'unione dei comuni della Vallata del Foro.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si trova su una zona collinare, che si trova tra i corsi d'acqua del Foro e del Dendalo. Confina con i paesi di Ari, Bucchianico, Villamagna, Filetto e Casacanditella.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origni[modifica | modifica wikitesto]

Reperti archeologici di un villaggio italico, usato come stazione di passaggio lungo il tratturo Centurelle-Montesecco, passando per le vie di Chieti e Guardiagrele, sono stati rinvenuto in località Porcareccia, zona di allevamento, e sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti. Vacri sorgerà come castello nell'epoca medievale. I nome deriva forse da "lavacrum" (crinale di collina soggette ad acque dilavanti) oppure dal termine greco akros, ossia colle appuntito. I frammenti di Porcareccia risalgono al III secolo a.C., provenienti da un tempio romano; il sito era abitato dagli italici Sanniti nel VI secolo a.C., come dimostrano le statuette di Ercole, poi delle iscrizioni votive hanno permesso la frequentazione del sito anche nell'epoca dell'assimilazione romana.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

In alcune cronache medievali Vacri viene citato, tra l'altro, come Bacri di Teate, Batro, Bacrum, Arovacro. In epoca longobarda Vacri risulta feudo del gastaldato di Teate, ossia la forma primordiale dell'attuale provincia di Chieti, con la sede amministrativa del giustiziere, ossia gastaldo, presso Chieti. La gastaldia rimase viva sino al XII secolo, quando fu inglobata dai Normanni nella Contea di Loritello posseduta da Roberto II di Bassavilla. Con Federico II di Svevia nel 1233, Vacri entra a far parte del nuovo Giustizierato d'Abruzzo, stando sempre sotto il controllo di Chieti, ribadito da Carlo I d'Angiò nel 1273 col diploma di Alife,l che spezzava l'Abruzzo in due tronconi, il Citeriore con Chieti capoluogo, e l'Ulteriore con Aquila capoluogo.

La chiesa di San Callisto (secondo altri al chiesa di Ripacorbaria di Manoppello) nel 1056, l'attuale San Biagio venne donata dal conte Trasmondo a Rolando. In epoca normanna e sveva Vacri è feudo dei Conti di Manoppello, mentre in epoca angioina il paese venne ceduto a Bertrando del Balzo. Successivamente il territorio di Vacri segui la storia del Regno di Napoli e di Chieti[3]

Vacri è menzionata nel Catalogus baronum nel 1173, come "Bacrum", feudo di Guglielmo Ricino, seguace del Re di Sicilia. Nel 1575 era nota ancora come "Vacro", poi il nome terminante a plurale, sarebbe derivato dal genitivo "Castrum Vacri". Nei registri delle decime del 1308-1324 e 1325 sono ricordate le chiese di Vacri: San Biagio (la parrocchia), San Mane, e San Michele, scomparsa.

Dal ducato all'epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Vacri mantiene un'economia prevalentemente agricola per tutto il Medioevo e l'epoca moderna del Viceregno spagnolo, sino alla metà del Novecento. Nel XV secolo Vacri è feudo dei Furlani, poi dei Caracciolo e dei Santobuono, finché non passa ai Valignani di Chieti

Nel 1698 Vacri diventa sede di un ducato, in realtà è uno stato-fantoccio, dipendente direttamente dal Principato di Chieti, governato dai marchesi Valignani, che si proclamano tra i vari titoli, marchesi di Cepagatti, duchi di Vacri e Villanova. Nel 1650 infatti per 1900 ducati era dei Torricelli, che però poi la vendettero ai Valignani.

Vacri con la discesa francese nel 1806 diventa sede di un municipio; nel plebiscito del 1860 tutti i 237 partecipanti al voto scelsero l'annessione al Regno d'Italia. L'economica come detto, era agricola, zona di traffico lungo il tratturo, Vacri ha sempre prodotto vini, come ricorda lo storico Nicola Nicolini, nato a Tollo (CH) nel 1772, benché fosse di famiglia vacrese, giurista illustre del Regno di Napoli, vissuto a Chieti. In contrada San Vincenzo esiste uno storico mulino ad acqua, a testimonianza dell'economia vacrese, inoltre si conservano ancora nella campagna, in contrada Serre e Sant'Agata le cosiddette "pajare" (pagliare), case basse e grezze dei pastori, realizzate in terra cruda.

Vacri con l'amministrazione del Regno d'Italia è stata compresa nel distretto di Chieti, nel 1948 viene unita alla provincia di Chieti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

chiesa San Giorgio
  • Chiesa di San Rocco, con facciata molto semplice.[4]. Si trova sul corso Umberto I, è la seconda chiesa principale di Vacri, chiusa dopo il terremoto del 2009, è stata recentemente riaperta e restaurata. La chiesa ha impianto a navata unica, con facciata neoclassica a capanna, con finestrone e portale architravato. L'interno a navata unica è intonacato di bianco, con paraste laterali a colonne con capitello corinzio, e altare a nicchia, con la tela di San Rocco che guarisce un appestato, sorretta da due putti in stucco, sovrastati da una nicchia superiore la trabeazione, con la scultura a stucco dell'Occhio di Dio. La chiesa doveva già esistere dal XVII secolo, quando fu dedicata a San Rocco, protettore contro gli appestati, dato che Vacri subì la peste del 1600.
  • Chiesa di San Biagio: in piazza Vittorio Emanuele, è la chiesa principale di Vacri: risalente al Medioevo col titolo di San Michele, poi di Sant'Elena, nel XVIII secolo ebbe tale intitolazione, quando fu ampiamente restaurata in stile neoclassico, con facciata suddivisa orizzontalmente in due parti da una cornice marcapiano e terminante con un timpano, e verticalmente da un doppio ordine di quattro lesene, seguendo la tipica architettura tardo ottocentesca neoclassica. Il campanile è posto posteriormente all'edificio.[5] Torre in mattoni a vista a pianta quadrata con tre livelli scanditi da cornici marcapiano e relativi archi per lato. L'interno a navata unica è decorato da paraste in finto marmo policromo, da capitelli corinzi, e da un altare monumentale a macchina templare in marmo verde, con timpano curvilineo poggiante su un trabeazione con due putti laterali, la nicchia contiene il dipinto del miracolo di San Biagio, di scuola napoletana.
Piazza Vittorio Emanuele di notte, lato della chiesa di San Biagio
  • Chiesa della Madonna delle Grazie: la chiesetta si trova in contrada Selve, risale al XVII secolo, rifatta ampiamente nel XIX. La leggenda dell'apparizione mariana riferisce che in una casa di contadine cieca, di proprietà dei ricchi Monziani, apparve la Madonna il 14 agosto 1623; nel sogno la Vergine comandò alla donna, Laura, di andare dal padrone del casale e di ripulire la stalla dalla lordura per riportare alla luce l'icona sacra della Madonna col Bambino che vi avrebbero trovato. Così Laura raccontò tutto alla moglie del barone di Vacri, che però fu trattata malamente, sicché la seconda notte riapparve la Madonna ordinando che la sua richiesta fosse eseguita, sicché quando le stalle furono ripulite, venne trovata la Cona sacra: Laura riacquistò la vista all'istante, e così anche un'altra donna cieca del paese, molto devota, tal Beatrice. Nelle descrizioni delle visite pastorali del vescovo di Chieti, la chiesetta che fu costruita presso la stalla del ritrovamento, erano deplorevoli, sicché nel XIX secolo si provvide a una ricostruzione totale, adottando lo stile abruzzese rinascimentale della chiesa a capanna a mattoni a vista, con un piccolo portico a nartece, e campanile a vela. L'interno a navata unica conserva la Cona sacra. La chiesa è meta di pellegrinaggi durante la festa della Madonna
Scorcio notturno, palazzo Nicolini e corso Umberto
  • Chiesa di San Vincenzo: chiesetta in località omonima, è risalente agli anni '50, in stile di chiesa abruzzese di campagna, a pianta rettangolare, soffitto spiovente, facciata piana con finestrone centrale e portale architravato. Accanto ha i locali del parroco di Vacri.
  • Chiesa di Sant'Agata: si trova nella contrada omonima, è in stile ottocentesco rurale abruzzese, con impianto rettangolare a capanna e mattoni a vista, tetto spiovente, oculo centrale in facciata.
  • Chiesa di San Giorgio a Porcareccia: chiesa del XIX secolo, in stile rurale, a pianta rettangolare, con intonacatura esterna a calce bianca, portale pseudo romanico, campanile a vela, interno a navata unica decorato da paraste laterali con capitelli corinzi, e altare monumentale a nicchia con la statua processionale.
  • Palazzo Nicolini: è sede del municipio, si trova tra via Mazzini e corso Umberto I, accanto il nuovo palazzo postale. Il palazzo è frutto di vari rimaneggiamenti, gli ultimi tardo Ottocenteschi in stile neoclassico con mattoni a vista; ha un impianto rettangolare e irregolare nel lato strada, decorato da vari ordini di archi a finestra.
  • Sito archeologico del periodo sannitico in località Porcareccia[6]; si trova in questa contrada nella zona tra Pianagrande e Turri, al confine col comune di Ari. Il sito archeologico vero e proprio non esiste, dacché le lapidi e le sculture rinvenute dono conservate nel museo archeologico di Chieti
  • Zona Turistica "Fiume Foro", si trova nella località Fondo Valle Foro, a confine col comune di Villamagna. Il bosco è un'area naturale dove è possibile fare delle escursioni lungo il fiume.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Come molti paesi della stessa provincia, l'economia è caratterizzata dalla produzione di vino, e altri prodotti agricoli.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 2004 Venanzio Marchegiano Lista Civica di Centro (1995-1999)
Lista Civica (1999-2004)
Sindaco [8][9]
13 giugno 2004 25 maggio 2014 Antonio D'Aristotile lista civica Il Giglio Sindaco [10][11]
26 maggio 2014 in carica Piergiuseppe Mammarella lista civica UnitiperVacri Sindaco [1]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. della serie A.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  3. ^ Cenni storici Archiviato il 7 giugno 2009 in Internet Archive.
  4. ^ Descrizione dalla foto sul sito
  5. ^ Descrizione dalla foto sul sito
  6. ^ (cfr. G. F. La Torre, Il Santuario di Vacri, I luoghi degli Dei. Sacro e natura nell'Abruzzo italico, Catalogo della mostra, a c. di A. Campanelli e A. Faustoferri
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 7 giugno 2009, su elezionistorico.interno.it.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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