Furci

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Furci
comune
Furci – Stemma Furci – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoAngelo Marchione[1] (lista civica Uniti verso il futuro) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate42°00′N 14°35′E / 42°N 14.583333°E42; 14.583333 (Furci)Coordinate: 42°00′N 14°35′E / 42°N 14.583333°E42; 14.583333 (Furci)
Altitudine550 m s.l.m.
Superficie25,99 km²
Abitanti888[3] (31-5-2019)
Densità34,17 ab./km²
FrazioniMorelle, Morge, Solagnoli
Comuni confinantiCupello, Fresagrandinaria, Gissi, Monteodorisio, Palmoli, San Buono
Altre informazioni
Cod. postale66050
Prefisso0873
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069038
Cod. catastaleD823
TargaCH
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantifurcesi
PatronoBeato Angelo da Furci
Giorno festivo13 settembre
PIL(nominale) 16 mln [2]
PIL procapite(nominale) 16 356 [2]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Furci
Furci
Furci – Mappa
Posizione del comune di Furci all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Furci (Fùrcie in abruzzese[4]) è un comune italiano di 888 abitanti[3] della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese sono state trovate delle monete e dei monili risalenti ad un periodo compreso tra il I ed il II secolo d.C. Per il periodo successivo si hanno poche notizie. Del medioevo si sa che fu concessa in feudo a Odorisio, conte di origine franca.[5]

Feudo di Sant'Angelo in Cornacchiano[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriverebbe da "piccola fortezza", abbreviazione che successivamente si concretizzò in nome. Una leggenda vuole che tre fratelli: uno di Monteodorisio, uno di Furci e l'altro di Palmoli si unirono insieme per creare un triangolo di torri-castello nel IX secolo, onde impedire le scorrerie saracene. Per tutto il XII secolo Furci fece parte della contea di Loreto Aprutino, prima faceva parte dei feudi del monastero benedettino di Sant'Angelo in Cornacchiano, o "Cornaclano", nell'attuale territorio di Fresagrandinaria, uno dei monasteri benedettini sorti nell'area del Trigno-Sinello insieme al monastero di Palmoli, Pollutri, Paglieta, tutte grance delle più ampie abbazie di Santo Stefano in Rivomaris a Casalbordino, e San Salvo del Trigno nell'attuale San Salvo.

Nel 1316 lo storico Anton Ludovico Antinori nella Corografia degli Abruzzi riferisce che possessore di Furci era Pietro di Gradinato, dei Baronate, poi Furci passò a Gentile Grandinaoe cadetto di Carlo I d'Angiò, signore anche di Pollutri, Sant'Anzuino, Acquaviva, Salavento (San Salvo), Castelletto. Nel 1324-25 le chiese di Furci erano sotto la diocesi di Chieti, pur pagando le decime al monastero di Sant'Angelo. L'abbazia, come ha dimostrato lo storico Davide Aquilano, sorse sopra un tempietto votivo presso il tratturo Centurelle-Monteseccp, e fino al XIII secolo era a capo di un vasto nucleo territoriale comprendente le grance di San Nicola di Canale di Pollutri, Furci, Moro e Santa Maria del Monte di Castiglione Messer Marino, Roccaspinalveti, Fraine e Tufillo

Il beato Angelo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Angelo da Furci.

Furci ancora oggi è nota per aver dato i natali al Beato Angelo, nato nel 1246 da genitori agiati; sarebbe nato per intercessione di San Michele, dato che la leggenda vuole che i genitori fossero sterili, da cui il nome Angelo che gli fu dato, dopo che il pellegrinaggio a Monte Sant'Angelo dei genitori fu proficuo.

Angelo studiò presso l'abbazia di Sant'Angelo in Cornacchiano a Fresagrandinaria, come ricorda una lapide moderna presso il rudere del muro del campanile (casale Sant'Angelo); nel 1266 Angelo entrò nel monastero di Sant'Agostino a Vasto (attuale cattedrale di San Giuseppe), dove compì gli studi regolamentari per diventare sacerdote, poi studiò alla Sorbona a Parigi; tornato in Italia, Angelo stette in vari conventi, trasferendosi definitivamente al convento di Sant'Agostino in Napoli. Ricordato per essere teologo e oratore, si ricorda il suo commento sul Vangelo di Matteo; nel 1287 fu eletto priore della Provincia Napoletana, anche se declinò gli incarichi di vescovo di Acerra. Morì nel 1327 nel convento di Sant'Angelo della Zecca a Napoli, dove fu sepolto. Negli anni a seguire Angelo fu venerato come un santo dal popolo, il quale sosteneva che Angelo concedeva delle grazie speciali, sicché prese a circolare la venerazione, finché nel 1808 le sue reliquie non furono traslate a Furci, suo paese natio, nella chiesa madre, e poi negli anni '60 nel nuovo santuario eretto in suo onore.

Furci sotto i D'Avalos, Ottocento, epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel XV secolo Furci apparteneva alla Contea di Monteodorisio con Gissi, Casalanguida, Casalbordino, Lentella, Cupello, Guilmi, Pollutri, Scerni, Villafonsina, sotto il controllo di Perdicasso Barrile, capitano avversario di Jacopo Caldora, che nel 1429 aveva ottenuto il feudo di Vasto. Nel XVI secolo Monteodorisio diventa un feudo dei nuovi signori del Vasto: i D'Avalos, Furci viene aggregata al Principato di San Buono, sotto il controllo di Marino Caracciolo.

Sino al XIX secolo, l'attività di Furci fu principalmente l'agricoltura, non si ebbero eventi particolarmente interessanti, sino all'epoca risorgimentale, quando Furci aveva dato i natali all'intellettuale Cesare De Horatiis, che si distinse come rivoluzionario abruzzese chietino. Durante il brigantaggio postunitario, a Furci operò la banda di Pomponio Giovanni da Liscia. Di Furci era il suo compare Intino, che saccheggiava le masserie e rapiva i bambini in cerca di riscatto. Quando i gendarmi piemontesi attaccarono Furci, il brigante Pomponio morì presso una fonte, chiamata sino al 1935, quando franò: "fonte di Pomponio".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Borgo fortificato Il primo impianto risale al XII secolo, ampliato poi XV secolo con una cinta muraria ellittica, con l'accesso dalla porta con torre in piazza Umberto I. Del borgo si può ammirare il torrione medievale che si trova presso l'ingresso del centro storico. Questo torrione è collegato ad un palazzetto nobiliare. La base della torre risale al XIII-XIV secolo, mentre la parte superiore risale al XV secolo.[6]

Chiesa di San Sabino Vescovo[modifica | modifica wikitesto]

È sita in via Cesare Battisti. Risale ad un periodo antecedente al XVII secolo ed ha subito delle trasformazioni nel XVIII-XIX secolo. L'edificio religioso è posto su di un basamento con prospetto con frontone in stile classico. La facciata è intonacata, decorata con stucchi e lesene. Il campanile è in pietra e consta di base quadrangolare, inoltre è suddiviso in più livelli da cornici marcapiano e la cupola è a bulbo rivestito da piastrelle in ceramica smaltata. L'interno è a tre navate. Nel XIX secolo sono state aggiunte le cappelle laterali ed una piccola cupola.[7] Casa natale del Beato Angelo da Furci

Santuario del Beato Angelo[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nella parte moderna del paese; nel 1808 le reliquie del beato Angelo furono traslate da Napoli a Furci, presso la parrocchia di San Sabino, rimasero sino al 1990, quando furono collocate nel nuovo santuario nella parte moderna di Furci, sorta già nel 1968 e benedetta da Papa Paolo VI. Nel 1993 la chiesa, semplice parrocchia suffraganea a quella di San Sabino, viene eletta a santuario da parte del Monsignor Antonio Valentino dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto. Il santuario fu costruito in uno stile molto semplice, a pianta ellittica, con un nartece in cemento armato per l'ingresso, con tettoia, e cupola superiore senza tamburo. L'interno è molto sobrio, con decorazioni in pietra solo presso l'altare maggiore centrale, a fare da contrasto con la sobrietà delle pareti.

L'altare contiene l'urna con il corpo del Beato Angelo, la statua è rivestita di abito agostiniano, foderata di ermesino celeste, con lastre di vetro ai tre lati. Si conserva anche la lapide originale della prima sepoltura del Beato Angelo nel convento di Sant'Agostino a Napoli.

La casa natale del Beato Angelo si trova nella parte nord del paese antico, in via Casa Beato Angelo; l'originale non esiste più, già dal XIV secolo fu trasformata in chiesa, ma a causa delle frane fu ricostruita varie volte. Si presenta in stile molto semplice, a pianta rettangolare in pietra concia, con facciata piana a sommità a tetto spiovente, senza finestre, con portale centrale di ingresso. L'interno a navata ubica è intonacato di bianco con la nicchia della statua processionale; presso la cripta si conserva la nicchia dove avrebbe vissuto il santo quando esisteva la casa paterna.

Ruderi di Sant'Angelo in Cornacchiano[modifica | modifica wikitesto]

si trovano in contrada Casale Sant'Angelo di Fresagrandinaria. Il monastero benedettino di Sant'Angelo in Cornacchiano (o anche Corneclano o Cornaclano), sorse nell'VIII secolo, nel XIII secolo raggiungeva il suo splendore, possedendo vari feudi lungo il Trigno-Sinello. Vi studiò il beato Angelo, come ricorda una lapide moderna affissa sul rudere del muro-torre campanaria. Decaduto già nel XIV secolo, il monastero nel XIX secolo era già ridotto in rovina. Di recente è stato oggetto di studi archeologici.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1966 esisteva una manifattura di ceramica chiamata "ARCE" come riporta lo studioso di abruzzesistica Alessandro Morelli.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Feste e sagre:[9]

  • 6 febbraio, 17 maggio e 13 settembre: festa patronale del Beato Angelo:
  • 13 agosto: sagra della pecorara.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1994 26 maggio 2002 Filippo Michele Cianciosi Lista Civica (1994-1998)
Lista Civica di Centro-sinistra (1998-2002)
Sindaco [10][11]
27 maggio 2002 6 maggio 2012 Angelo Argentieri Lista Civica Sindaco [12][13]
7 maggio 2012 in carica Angelo Marchione lista civica Uniti verso il futuro Sindaco [1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 maggio 2012, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ a b Filippo Tronca, I REDDITI ABRUZZESI: PRIMA PESCARA, L'AQUILA SECONDA E SEMPRE PIU' RICCA, su Abruzzo Independent, 5 maggio 2016. URL consultato il 27 marzo 2019.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 290.
  5. ^ Cenni storici[collegamento interrotto]
  6. ^ Borgo fortificato[collegamento interrotto]
  7. ^ Chiesa di San Sabino Vescovo[collegamento interrotto]
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Feste e tradizioni[collegamento interrotto]
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 1994, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 24 maggio 1998, su elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, su elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, su elezionistorico.interno.it.

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