Altopiano delle Cinquemiglia

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Altopiano delle Cinquemiglia
Strada statale 17.jpg
Il piano delle Cinquemiglia dalla Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo
Province L'Aquila L'Aquila
Località principali Rocca Pia, Rivisondoli, Roccaraso
Comunità montana Comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia

Coordinate: 41°52′40.8″N 14°00′32.76″E / 41.878°N 14.0091°E41.878; 14.0091

L'Altopiano delle Cinquemiglia è un altopiano carsico, situato in Abruzzo, nella bassa provincia dell'Aquila, all'interno dei comuni di Rocca Pia, Rivisondoli e Roccaraso, ad un'altitudine di circa 1.250 metri s.l.m.. Fa parte degli Altipiani maggiori d'Abruzzo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si estende per circa 9 km in lunghezza ed 1 km in larghezza, ponendo in comunicazione la valle del fiume Gizio (affluente del Pescara) e la Valle Peligna a nord con quella del torrente Raso (affluente del Sangro) e l'Alto Sangro a sud e sovrastato da alcune cime dei Monti Marsicani (Monte Rotella e Monte Pratello).[1]

Il suo territorio è attraversato dalla Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica e rientra nella Comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia. A sud-est si collega all'altopiano del Quarto Grande che ha come centro di riferimento il borgo storico di Pescocostanzo. A sud-ovest è sovrastato dal Piano Aremogna e dal massiccio del Monte Greco.

Completamente disabitato e spoglio di vegetazione, è animato nella buona stagione da greggi e mandrie e frequentato dai turisti, mentre d'inverno per inversione termica fa spesso registrare temperature minime quasi da record per l'Appennino; talvolta infatti, nelle nottate invernali con cielo sereno e calma di vento, si possono raggiungere temperature fino a -30° C.

La vocazione turistica è data dalla vicinanza al comprensorio sciistico dell'Alto Sangro con Roccaraso-Rivisondoli, tra i più grandi e importanti dell'Italia centro-meridionale, e ai centri turistici di Rocca Pia, Rivisondoli e Pescocostanzo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si ricorda che un tempo le diligenze, per timore d'assalti, lo attraversavano a gran carriera. Più volte, d'inverno, i viandanti vi rimasero sepolti sotto la neve. Così avvenne nell'anno 1528 quando perirono 300 mercenari assoldati da Venezia per combattere contro Carlo V e nell'inverno successivo 500 tedeschi del principe d'Orange.

Passò qui anche la delegazione reale con Re Vittorio Emanuele II nell'autunno del 1860 quando, dopo l'annessione delle Marche e Abruzzo all'Italia, il Re si incontrò a Teano con Garibaldi per andare infine a Napoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]