Agricoltura biologica

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Coltivazione biologica di vari vegetali a Capay, California.

L'agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, vuole promuovere la biodiversità delle specie coltivate (ed allevate), esclude l'utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM).

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

La parola "biologica" presente in agricoltura biologica è in realtà un termine improprio: l'attività agricola, biologica o convenzionale, verte sempre su un processo di natura biologica attuato da un organismo vegetale, animale o microbico. La differenza sostanziale tra agricoltura biologica e convenzionale consiste nel livello di prodotti di sintesi chimica introdotti nell'agrosistema: nell'agricoltura convenzionale si impiega un notevole quantitativo di concimi e fitosanitari prodotti in laboratorio, quindi da processi industriali (industria chimica, estrattiva, meccanica, ecc.); al contrario, l'agricoltura biologica si fonda sul rispetto dell'agrosistema e dell'ambiente, pur essendo in parte basata sull'ausilio di fitosanitari, che al contrario però, non contengono sostanze di sintesi, ma sostanze di origine organica e naturale.[senza senso: si considerano equivalenti i concetti di energia e di materia]

Una dicitura sintetica più appropriata avrebbe forse potuto essere una di quelle adottate in altre lingue, agricoltura organica oppure agricoltura ecologica, in quanto mettono in evidenza i principali aspetti distintivi dell'agricoltura biologica, ovvero la conservazione della sostanza organica del terreno o l'intenzione originaria di trovare una forma di agricoltura a basso impatto ambientale.

I principali obiettivi dell'agricoltura biologica così come sono stati definiti dalla Federazione internazionale dei movimenti per l'agricoltura biologica (International Federation of Organic Agricolture, IFOAM) sono[1]:

  • Trasformare il più possibile le aziende in un sistema agricolo autosufficiente attingendo alle risorse locali;
  • Salvaguardare la fertilità naturale del terreno;
  • Evitare ogni forma di inquinamento determinato dalle tecniche agricole;
  • Produrre alimenti di elevata qualità nutritiva in quantità sufficiente;

Teoria[modifica | modifica wikitesto]

La filosofia dietro a questo modo di coltivare le piante e allevare gli animali:

Nella pratica biologica sono centrali soprattutto gli aspetti agronomici:

  • gli animali sono allevati con tecniche che rispettano il loro benessere e nutriti con mangimi ottenuti secondo i principi dell'agricoltura biologica.
  • nell'allevamento sono evitate tecniche di forzatura della crescita e sono proibiti alcuni metodi di allevamento intensivo
  • le malattie degli animali sono curati mediante preparati omeopatici e fitoterapici, limitando i medicinali convenzionali ai casi previsti dai regolamenti.[senza fonte]

Un'interpretazione del concetto di agricoltura biologica tesa alla sovranità alimentare[non chiaro] e a una più radicale opposizione alla moderna agricoltura industriale è il principio di autorganizzazione.

Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura biologica in Europa è stata regolamentata per la prima volta a livello comunitario nel 1991 con il *Reg. (CEE) nº 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all'indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. Solo nel 1999 con il *Reg. (CE) nº 1804/99 sono state regolamentate anche le produzioni animali.

Nel giugno del 2007 è stato adottato un nuovo regolamento CE per l'agricoltura biologica, Reg. (CE) nº 834/2007[2], che abroga i precedenti ed è relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici sia di origine vegetale che animale (compresa l'acquacoltura).

Effettiva qualità degli alimenti biologici[modifica | modifica wikitesto]

Come sopra accennato, va ricordato che l'agricoltura biologica utilizza normalmente fitofarmaci e pesticidi, secondo modalità proprie. Sui pesticidi residui negli alimenti biologici sono state condotte delle ricerche.

Gli alimenti biologici si sono dimostrati privi di residui da fitofarmaci nelle analisi condotte da Legambiente nell'ambito dello studio Pesticidi nel piatto 2007, ma non per questo maggiormente salubri.[3][4]

Uno studio dell'ICSP (International Centre for Pesticides and Health Risk Prevention) del 2007 mostra invece come taluni cibi biologici possano contenere residui di pesticidi.[5][6]. I cibi biologici sono comunque meno "inquinanti" dei cibi non biologici, ma non c'è una prova scientifica che tale purezza porti vantaggi significativi per la salute[7].

In generale, secondo le meta analisi svolte sulle centinaia di studi esistenti in tema, in particolare ad opera della Food Standards Agency[8] e dall'Agenzia Francese per la Sicurezza Alimentare, non è possibile concludere che esistano differenze rimarcabili in quanto ad apporti nutrizionali tra prodotti convenzionali e biologici[9].

Nella prassi quotidiana, inoltre, differenze qualitative presenti fra prodotti biologici e tradizionali tendono ad appiattirsi ulteriormente a causa delle richieste dell'industria di trasformazione e distribuzione che richiede omogeneità e qualità uniformi per tutte le tipologie di prodotto[3].

Anche una ricerca finanziata dall'Università di Stanford rileva che tra prodotti biologici e convenzionali non c'è differenza, se si considerano gli effetti sulla salute e che, inoltre, i prodotti biologici non risultano più nutritivi. Lo studio riscontra una quantità di fitofarmaci superiore del 30% nei prodotti di agricoltura convenzionale, ma sostiene che questa percentuale non incide sulla salute dell'uomo.[10][11][12] Un altro studio[13][14] a risposta a quello dell'Università di Stanford che si basa su di un campione più elevato di dati, conferma, grossomodo, quanto dichiarato nel primo studio, ma svela che frutte e verdure biologiche hanno un numero maggiore di antiossidanti, tra il 20-40% in più rispetto a quelli coltivati con i metodi tradizionali.

Il tema delle micotossine[modifica | modifica wikitesto]

Un'opinione diffusa vuole che i cibi biologici presentino valori più elevati di micotossine, sostanze naturali ad azione tossica prodotte da numerose specie di funghi. Diversi studi su micotossine, aflatossine e altri contaminanti degli alimenti non hanno però evidenziato differenze significative[15]. In particolare, lo studio: “Qualità alimentare specifica e sicurezza dei cibi biologici”, presentato alla XXII Conferenza FAO per l'Europa (dal titolo "Food safety and quality as affected by organic farming"[16]) enuncia che “si può escludere che la produzione biologica conduca ad un rischio di contaminazione da micotossine più elevato", ma conclude rivelando la necessità di ulteriori studi sull'argomento.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura biologica, soprattutto se vista come modello di sviluppo globale, è stata al centro di dibattiti e critiche. In particolare sono due le principali obiezioni sollevate: la sua non sostenibilità su larga scala e la scarsa scientificità di talune sue pratiche legate all'assioma naturale=buono.

Sostenibilità[modifica | modifica wikitesto]

Se è vero che il divieto di usare la maggior parte di prodotti agrochimici di sintesi riduce quella parte dell'impatto ambientale agricolo legata all'immissione di molecole tossiche nell'ambiente, è altresì vero che la produzione biologica ha mediamente rese inferiori del 20-45% rispetto a quella convenzionale e pertanto, per produrre le medesime quantità, sarebbe necessario mettere a coltura il 25-64% di terre in più[17]. Questo però porterebbe alla distruzione di habitat naturali importanti per la biodiversità oltre che ad aggravare il problema della fame[18].

Vi è inoltre la credenza che le pratiche di gestione biologiche consentano di ridurre la percolazione in falda di azoto o che aiutino lo sviluppo delle comunità microbiche del suolo; essa però non è del tutto accurata esistendo al riguardo dati controversi[17].

In tema di sostenibilità è stato osservato inoltre che l'agricoltura biologica è in grado di avvicinarsi, per molte colture, ai risultati di quella convenzionale solo se accoppiata ad una fertilizzazione del terreno. A causa della scarsità di animali allevati in modo biologico è attualmente consentito l'utilizzo anche di fertilizzanti certificati come biologici che di fatto però derivano da produzioni convenzionali. Questa pratica rende le rese dell'agricoltura biologica dipendenti dalla presenza di una forte agricoltura convenzionale, con risultati che non si potrebbero mantenere qualora l'agricoltura biologica, da fenomeno di nicchia, dovesse trasformarsi in un fenomeno globale[17].

Scientificità[modifica | modifica wikitesto]

In agricoltura biologica la scelta dei prodotti e delle molecole utilizzabili è decisa in base alla loro origine, che deve essere naturale. Tale distinzione tra prodotti naturali e di sintesi è però vuota da un punto di vista scientifico e porta all'erronea conclusione che i secondi siano più tossici dei primi[19]. Questo di fatto consente di usare in agricoltura biologica prodotti naturali che presentano tossicità superiori rispetto a quelle di diversi prodotti di sintesi (come nel caso del rotenone) o il cui impatto ambientale è rilevante come nel caso del solfato di vinaccia, del nitrato del Cile o del verderame[20]. Vi sono inoltre alcune patologie che non sono controllabili con sistemi biologici o per i quali vige la lotta obbligatoria[21] che consente di mantenere la certificazione biologica pur utilizzando prodotti chimici di sintesi per il controllo dell'insetto o della patologia.

In taluni casi, l'impossibilità di usare diserbanti, rende necessario un maggior numero di lavorazioni meccaniche e per certe colture queste diventano onerose sia economicamente sia energeticamente, come nel caso del riso biologico[22].

Questi motivi rendono difficile la coltivazione biologica per molte specie agrarie, specialmente le commodity come il mais e la soia, la maggior parte delle coltivazioni è quindi confinata a specie di più facile gestione come alcune arboree (olivo) ed i pascoli e foraggi, che da soli costituiscono circa il 50% della superficie italiana a biologico[23].

Imposizioni e sostegni[modifica | modifica wikitesto]

In conseguenza della mancanza di evidenze scientifiche sui benefici degli alimenti biologiche, viene contestata la presunta superiorità degli alimenti biologici (nemmeno la pubblicità dovrebbe farvi riferimento[24]) e i criticano i provvedimenti che ne impongano l'utilizzo nelle scuole sostenendo in modo artificiale il settore[25].

Molto criticati sono anche gli incentivi previsti per questo settore[senza fonte].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura biologica in questi anni ha sollevato molto interesse nei consumatori soprattutto a causa di alcuni scandali alimentari (BSE e Diossina) pur rimanendo un mercato di nicchia, dovuto in larga parte ai prezzi più alti rispetto ai corrispettivi prodotti convenzionali. In Italia, uno dei paesi leader nella produzione biologica europea, interessa circa il 6,9% della superficie agricola, di cui più del 50% rappresentato da pascoli e foraggere.[26] Oltre alle considerazioni di tenore ambientale, altri motivi che hanno spinto l'adozione di questo tipo di pratica agricola in generale sono state quelle di tenore imprenditoriale (i consumatori sono disposti a pagare di più per i prodotti biologici) o legate alla disponibilità di finanziamenti dell'Unione europea per l'adozione di pratiche agricole eco-compatibili.

Le differenze con altri paesi[modifica | modifica wikitesto]

I prodotti a marchio biologici in Italia sono stati lanciati con un certo ritardo rispetto alla Svizzera o alla Francia. La prima catena a lanciarli, sotto l’impulso di Giuseppe Caprotti, è stata Esselunga nel 1999[27].

Dopo un forte rallentamento dei consumi tra il 2004 e il 2007 il mercato italiano si sta sviluppando velocemente e nel 2015 e 2016 si parla di boom: + 18,5% e + 20% (previsto).

Tutte le grandi catene (Coop, Carrefour, Conad, Lidl, etc) hanno ormai una loro linea di prodotti biologici[28].

Nella ristorazione collettiva[modifica | modifica wikitesto]

Anche la quota di prodotti biologici utilizzati dalla ristorazione collettiva è in crescita: circa 1 milione di bambini mangiano cibo biologico a scuola[senza fonte] (come previsto dalla legge n.488/1999, art.59 e da altre leggi regionali) ed alcune regioni, tra le quali Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche e Basilicata, erogano anche contributi alle amministrazioni locali che optano per i prodotti biologici. La legge regionale n.29/2002 dell'Emilia-Romagna impone inoltre l'uso esclusivo di prodotti biologici in nidi d'infanzia, scuole d'infanzia e scuole elementari, mentre dev'essere di produzione biologica almeno il 35% degli ingredienti utilizzati nelle altre refezioni.

Organismi di controllo[modifica | modifica wikitesto]

Gli organismi di controllo autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) sono enti di certificazione[29] a cui la legge assegna il compito di verificare il rispetto dei regolamenti attuativi da parte delle aziende biologiche e concedere il proprio marchio da apporre alle etichette dei prodotti venduti dall'azienda associata. Tali organismi devono rispettare il principio di "terzietà" non intrattenendo altri rapporti commerciali o di consulenza con le aziende certificate; le Regioni e le Province a statuto speciale sono preposte al controllo di questo aspetto.

Gli organismi di controllo effettuano ispezioni presso le aziende associate con cadenza almeno annuale. La valutazione consiste in un sopralluogo di un auditor dell'organismo che controlla il rispetto delle normative e delle procedure, la tenuta dei registri e se necessario, in presenza di sospette violazioni, preleva campioni da sottoporre ad analisi. Tali enti di certificazione, per essere autorizzati dal Mipaaf, devono essere specificatamente accreditati da Accredia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ivo Totti, L'azienda agricola biologica, l'esperienza di Ivo Totti.
  2. ^ EUR-Lex - 32007R0834 - EN - EUR-Lex, su eur-lex.europa.eu. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  3. ^ a b Bio non fa miracoli - l'Espresso
  4. ^ Daniela Minerva, Bio non fa miracoli, L'Espresso, anno LII, n. 34, 30 agosto 2007, p. 32
  5. ^ Results of the monitoring program of pesticide residues in organic food of plant origin in Lombardy (Italy).
  6. ^ Pesticidi sul cibo di Dario Bressanini
  7. ^ Daniele Fanelli, Polemica verde, L'Espresso, anno LII, n. 34, 30 agosto 2007, p. 37.
  8. ^ Metanalisi della FSA
  9. ^ En l'état actuel des connaissances et devant la variabilité des résultats des études examinées, il ne peut être conclu à l'existence de différence remarquable, au regard des apports de référence disponibles (ANC), des teneurs en nutriments entre les aliments issus de l'agriculture biologique et ceux issus de l'agriculture conventionnelle. Concernant les polyphénols, les études montrent un potentiel intéressant de l'agriculture biologique à prendre en compte dans le cadre de réflexions plus générales sur cette catégorie de microconstituants. [1]
  10. ^ (EN) Dena Bravata, Are Organic Foods Safer or Healthier Than Conventional Alternatives? (abstract), in Annals of Internal Medicine, vol. 157, nº 5, 4 settembre 2012, pp. 348-366, ISSN 1539-3704. URL consultato il 29 settembre 2012.
  11. ^ (EN) Michelle Brandt, Stanford study shows little evidence of health benefits from organic foods, Università di Stanford, 4 settembre 2012. URL consultato il 29 settembre 2012.
  12. ^ "Più buono, ma non più nutriente". Il cibo biologico bocciato a metà, in la Repubblica, 4 settembre 2012. URL consultato il 29 settembre 2012.
  13. ^ Higher antioxidant and lower cadmium concentrations and lower incidence of pesticide residues in organically grown crops: a systematic literature review and meta-analyses, csanr.wsu.edu. URL consultato l'8 agosto 2015.
  14. ^ Are Organic Vegetables More Nutritious After All?, npr.org. URL consultato l'8 agosto 2015.
  15. ^ Dario Bressanini, Dieci Vero o Falso sul biologico, bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it.
  16. ^ Twenty Second FAO Regional Conference for Europe, Food safety and quality as affected by organic farming. Porto, Portugal, 24-28 July 2000
  17. ^ a b c H. Kirchmann and M.H. Ryan, Nutrient Exclusivity in Organic Farming - Does It Offer Advantages? (PDF), ipni.net.
    «A number of long-term field trials in Europe reveal that crop yields are on average 20% lower in organic systems that combine crops with animals and 33 to 45% lower in organic systems with crops alone, compared to their conventional counterparts».
  18. ^ Biotecnologie: Basta Bugie!: A che ora è la fine del mondo?
  19. ^ Pane e bugie: La verità su ciò che mangiamo. I pregiudizi, gli interessi, i miti, le paure, Chiarelettere Reverse, Dario Bressanini, ISBN 88-6190-445-9
  20. ^ The Marshall Institute - Paracelsus to Parascience - The Environmental Cancer Distraction
  21. ^ http://agricoltura.regione.lombardia.it/sito/tmpl_action.asp?DocumentoId=3273&SezioneId=2804000000&action=Documento
  22. ^ Organic Rice Production (Summary)
  23. ^ http://www.inea.it/pdf/itaconta2008/itaconta2008.pdf
  24. ^ http://www.dsp-auslbo.it/pdf/vet/seminari/etichet/10-laurola.pdf
  25. ^ Mense sempre più biologiche: ma conviene davvero?
  26. ^ Dati INEA.
  27. ^ "Esselunga: gli anni di Giuseppe Caprotti e dei nuovi progetti" - (PDF), in giuseppecaprotti.it, 15 aprile 2016. URL consultato il 30 novembre 2016.
  28. ^ Sana di Bologna: numeri e tendenze - giuseppecaprotti.it, in giuseppecaprotti.it, 17 novembre 2016. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  29. ^ Il marchio bio è una certificazione di prodotto (di tipo volontaria) a tutti gli effetti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daclon Corrado Maria, Una nuova gestione del territorio rurale in Agricoltura, Rivista del Ministero Politiche Agricole e Forestali, nº 301, 2000
  • Draghetti Alfonso, Principi di fisiologia dell'azienda agricola, Ist. Edit. Agricolo, Bologna 1948
  • Fukuoka Masanobu, La rivoluzione del filo di paglia. Un'introduzione all'agricoltura naturale, Quaderni d'Ontignano, Libreria Editrice Fiorentina, 1980
  • Garofalo Francesco, Lezioni di agricoltura biologica, Ancona, 1981
  • Gigi Manenti e Cristina Sala,Alle radici dell'agricoltura, Libreria Editrice Fiorentina, 2012, Quaderni d'Ontignano, ISBN 978-88-6500-057-1
  • National Research Council, Alternative Agriculture, National Academy Press, Washington, 1989
  • Nicolini Luigi, Agricoltura e dibattito ecologico, La Nuova Italia, Firenze, 1978.
  • Pfeiffer Ehrenfried, La fécondité de la terre. Méthode pour conserver ou rétablir la fertilité du sol, Triades, Paris, 1979
  • Pimentel David, Hall C.W. (editors), Food and natural resources, Academic Press, San Diego, 1989
  • Saltini Antonio L'orto dell'Eden Edagricole (1988) ISBN 88-206-3038-9
  • Saltini Antonio, Storia delle scienze agrarie, 4 voll., Edagricole, Bologna, 1984-89
  • Saltini Antonio, Le agricolture “biologiche”, avanguardia o devianza del progresso agronomico? Estr. da Rivista di storia dell'agricoltura, nº 2, 1995
  • Steiner Rudolf, Geisteswissenschaftliche Grundlagen zum Gedeihen der Landwirtschaft, Dornach, 1963
  • Altroconsumo Io non credo in bio ottobre 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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