Criptozoologia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Silhouette del mostro di Loch Ness secondo le diverse descrizioni dei testimoni

La criptozoologia è lo studio degli animali la cui esistenza è ipotizzata su basi indiziarie. Le ipotesi possono riguardare animali non conosciuti dalla scienza oppure l'esistenza attuale di animali già descritti, ma ritenuti estinti o la presenza di specie conosciute in un'area distante dai luoghi dove sono attestate.

Il termine è un composto del greco κρυπτός, kryptós, "nascosto", e di zoologia, e significa quindi "studio degli animali nascosti". Per rimpiazzare l'uso popolare del termine "mostro", negli ambienti criptozoologici si usa talora il termine "criptidi", proposto nel 1983 da John Wall.[1]

Una figura di spicco nella storia della criptozoologia è lo zoologo belga Bernard Heuvelmans, definito il "padre della criptozoologia", anche se esistono testi sugli "animali nascosti" anche precedenti alle sue opere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della ricerca di specie animali, la cui presenza non è scientificamente dimostrata, viene ricondotta al libro Sulle piste delle bestie ignote, che venne scritto dallo zoologo franco-belga Bernard Heuvelmans e dal suo collega Ivan Terence Sanderson, mentre il termine criptozoologia venne introdotto nel 1959 da Lucien Blancou, anch'egli impegnato nella ricerca dei cosiddetti criptidi. La Società Internazionale di Criptozoologia, fondata nel 1982 durante una conferenza al Smithsonian Institution, venne chiusa nel 1998 per problemi finanziari[2][3].

Status della disciplina[modifica | modifica wikitesto]

La criptozoologia è una disciplina discussa e viene spesso considerata una pseudoscienza[4][5][6][7], criticandone l'eccessivo affidarsi all'aneddotica [8][9]. Sul fatto che esistano certamente numerose specie ancora sconosciute alla scienza, invece, non c'è alcun disaccordo tra gli zoologi e le continue scoperte di nuove specie lo confermano.

Ambito di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Tra le specie di cui non è mai stata provata l'esistenza si possono citare lo Yeti o il Sasquatch. Altri criptidi molto conosciuti sono il Chupacabra, il Mokele mbembe, il Mostro di Loch Ness, la Bestia dello Gévaudan, lo Yowie e il Ninki Nanka, ma le schiere di creature "nascoste" sono molto ampie, e includono animali meno noti quali lo Iemisch o il Buru.

Alcune specie tra quelle considerate dalla criptozoologia negli ultimi anni sono diventate note alla scienza come il Calamaro gigante.

Alcune specie studiate dalla criptozoologia[modifica | modifica wikitesto]

Ominidi[modifica | modifica wikitesto]

Tra le forme zoologiche di cui si occupa la criptozoologia, non mancano gli ominidi. Nel 2003 la scoperta dei resti fossili dell'uomo di Flores, in una caverna sull'omonima isola indonesiana, è stata citata dal paleontologo Henry Gee[10] come possibile evidenza che altri ominidi come il leggendario Orang Pendek (piccolo uomo di Sumatra) possano esistere ed essere scoperti come forme viventi o resti fossili, nelle foreste delle isole indonesiane.

In queste isole esistono molte leggende locali legate all'esistenza di ominidi. In particolare sull'isola di Flores tradizioni locali parlano di un piccolo popolo di uomini chiamati Ebu Gogo dagli indigeni, alti circa un metro, pelosi, viventi al tempo dell'arrivo dei primi coloni olandesi e sopravvissuti fino ad un secolo fa[11]. Questi piccoli uomini sarebbero vissuti in alcune caverne dell'isola, vicino alle pendici del vulcano Ebu Lobo, ed avevano l'abitudine di razziare i campi coltivati, provocando infine la reazione della popolazione locale di lingua Nage, che avrebbe riunito gli Ebu Gogo offrendo loro fibre di palma da usare per costruire indumenti, e quindi appiccato il fuoco bruciandoli vivi in una caverna; solo una coppia adulta sarebbe riuscita a sfuggire al rogo fuggendo nel cuore della foresta[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nell'originale inglese: cryptids. Vedi Michael Newton, Hidden animals, Santa Barbara - Denver - Oxford, Greenwood Press,2009, p.xvi.
  2. ^ Storia della criptozoologia, History Channel. URL consultato il 13 settembre 2016.
  3. ^ (FR) Associations et publications de cryptozoologie, Institut Virtuel de Cryptologie. URL consultato il 13 settembre 2016.
  4. ^ (EN) Michael Shermer e Pat Linse, The Skeptic Encyclopedia of Pseudoscience, ABC-CLIO, 2002, ISBN 1-57607-653-9.
  5. ^ (EN) Cryptozoology, between legend and science, en.globaltalentnews.com. URL consultato il dicembre 2010.
  6. ^ Just Smoke and Mirrors: Religion, Fear and Superstition in Our Modern World, W. Sumner Davis, iUniverse, 2003, ISBN 0595265235, 9780595265237
  7. ^ George G. Simpson, Mammals and Cryptozoology, in Proceedings of the American Philosophical Society, vol. 128, nº 1, American Philosophical Society., 1984, pp. 1–19. URL consultato il September 2010.
  8. ^ Robert T. Carroll, The Skeptic's Dictionary, skepdic.com, 1994-2009. URL consultato il 26 agosto 2010.
  9. ^ The skeptic's dictionary: a collection of strange beliefs, amusing deceptions, and dangerous delusions Robert Todd Carroll, John Wiley and Sons, 2003, ISBN 0-471-27242-6, 9780471272427
  10. ^ Gee, Henry. 2004. Nature. "Flores, God and Cryptozoology: The discovery poses thorny questions about the uniqueness of Homo sapiens."
  11. ^ D. Walker, 2006
  12. ^ G. L. Forth, 1998

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]