Numerologia

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Proporzioni umane e le loro corrispondenze segrete in termini numerologici, dal De Occulta Philosophia di Cornelio Agrippa (1533)

La numerologia è quella branca dell'esoterismo che studia i numeri non solo per il loro aspetto quantitativo e matematico, ma che attribuisce loro anche delle qualità mistiche, mettendole in relazione con le caratteristiche di oggetti fisici ed esseri viventi.

La numerologia e la divinazione numerologica erano pratiche popolari nel mondo antico, soprattutto fra i seguaci di Pitagora, ma oggi sono considerate una pseudoscienza. Questo sviluppo è storicamente simile a quello avuto dall'astrologia nei confronti dell'astronomia o dall'alchimia nei confronti della chimica.

Origini della numerologia[modifica | modifica wikitesto]

Numerorum mysteria di Pietro Bongo (1591), un trattato di numerologia che ebbe grande diffusione in Europa.[1]

L'associazione di significati simbolici ai diversi numeri è antichissima e universale. L'indiano Veda[2], il cinese "Libro dei Mutamenti"[3] e l'egiziano "Libro dei morti" lo dimostrano.

Gli storici ritengono che la moderna numerologia abbia trovato ispirazione nell'antica Babilonia, ma derivi principalmente dalle concezioni di Pitagora (VI secolo a.C. Grecia) e dei suoi seguaci, soprattutto Filolao,[4] secondo i quali: «Tutte le cose conosciute posseggono un numero e nulla possiamo comprendere e conoscere senza di questo»[5] e "il numero sarebbe la sostanza di tutte le cose".[6] Come riporta Aristotele nella Metafisica:[7]

«I cosiddetti Pitagorici, che furono i primi ad occuparsi di matematica, non solo la fecero progredire, ma nutrendosene immaginarono che i suoi principi fossero i principi primi di tutte le cose ... supponevano che i numeri fossero i principi di tutta la natura e che gli elementi numerici costituissero tutti gli enti e che tutto il cielo fosse armonia e numero. Raccoglievano sistematicamente tutte le omologie tra i numeri, le armonie musicali e i fenomeni celesti, tra le parti e il tutto. Se qualcosa mancava si adoperavano perché tutta la faccenda risultasse coerente.»

(Aristotele, Metafisica, A, 5.)

Lo sforzo dei Pitagorici per ricondurre a numeri particolarmente significativi le armonie celesti è ben rappresentato dagli studi di Filolao, che conoscendo che il ciclo delle congiunzioni di Giove e Saturno dura circa 59 anni (in realtà 59,58)[8], cercò di ricondurre a 59 anni anche i cicli della Luna. Egli affermò erroneamente che in 59 anni vi sono esattamente 729 mesi lunari sinodici proprio perché 729 è un numero ideale (la sesta potenza di 3) e volle ritrovare lo stesso numero speciale anche nella durata di un anno solare. Contando separatamente le notte e il giorno sostenne che l'anno solare è costituito anch'esso da 729 periodi, benché l'anno così calcolato duri solo 364 giorni e mezzo.[9] Le proposte di Filolao, assolutamente inadeguate a fini calendariali anche in relazione alle valide conoscenze astronomiche della sua epoca, ben rappresentano la fede pitagorica in una struttura matematica del mondo, anche se l'universo reale vi si adegua solo approssimativamente.

La scoperta pitagorica che la musica è fondata su rapporti armonici colpì particolarmente Platone e tutta la cultura occidentale almeno sino a Keplero.[10] Timeo è un personaggio di due dialoghi di Platone, indicato come un filosofo pitagorico col cui aiuto viene descritto come il demiurgo avrebbe creato il mondo. Le proporzioni armoniche sarebbero state utilizzate sia per creare l'Anima del mondo tramite la mistura di contrari metafisici sia per disporre le orbite dei corpi celesti ad opportune distanze.[11] Sia per Pitagora che per Platone giocano un ruolo fondamentale i primi dieci numeri[12], ma fra questi soprattutto i primi quattro sui quali sono basati i rapporti armonici fondamentali (2:1; 3:2; 4:3) e che per Platone regolano la struttura sia dell'anima che dei fenomeni.[13] Questi numeri, tuttavia, non sono numeri matematici, su cui eseguire operazioni, ma "numeri ideali" la cui natura è esclusivamente concettuale.[14] In altre parole il Due apre la strada a concetti come l'esistenza di coppie di opposti (limitato-illimitato; pari-dispari; ecc.) mentre il Tre, il più piccolo numero non divisibile in parti uguali, rende possibile il concetto di maggiore e minore, ecc. Benché non ci siano giunte opere di Pitagora sappiamo da Aristotele e da Plutarco il suo interesse per il valore simbolico anche di numeri superiori al 10, fra cui, ad esempio, il 17, che svolgerà un ruolo fondamentale nel corpus alchemico Geberiano.[15]

L'idea pitagorica che dietro le apparenze del mondo si celi una struttura matematica ha affascinato gli studiosi fino all'epoca attuale[16], anche se, come mostra Walter Burkert, negli albori del pensiero scientifico in cui i Greci mossero i primi passi verso una comprensione razionale del mondo e un'interpretazione quantitativa delle scienza naturali, Pitagora non rappresentò l'avvio verso il nuovo sapere ma la sopravvivenza o la rinascita di antiche tradizioni pre-scientifiche fondate esclusivamente sull'autorità semi-religiosa a lui attribuita dai suoi discepoli.[17] Il detto Ipse dixit nacque proprio per caratterizzare il rapporto reverenziale dei suoi discepoli col loro maestro.

Sviluppo e diffusione del pitagorismo e influsso della numerologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Scuola pitagorica § L'aritmogeometria.

Le idee numerologiche dei pitagorici affascinarono il mondo antico anche se spesso vennero rigettate a favore di un più elaborato platonismo e in altri casi furono banalizzate nell'utilizzo sconclusionato di concetti numerologici. Esse, comunque,si diffusero nei secoli successivi in tutta la cultura occidentale influenzando Filone di Alessandria[18], i primi scrittori cristiani[19], la filosofia neoplatonica di Plotino[20], l'antico gnosticismo[21] e successivamente la Kabbalah ebraica.[22] Pur nella perdita delle fonti originali, sono giunti sino a noi molti brevi testi dei primi secoli dopo Cristo i cui autori sembrano attingere a una stessa fonte della fine del II secolo prima di Cristo. Oltre a Filone occorre ricordare Nicomaco di Gerasa, Teone di Alessandria. Anatolio di Laodicea, Macrobio, Marziano Capella, Calcidio, Favonio Eulogio e Giovanni Lido.[23]

Con l'avvento del Cristianesimo in occidente l'eredità neopitagorica prese diverse strade. Il "pitagorismo" di Platone venne adottato da una parte della tradizione teologica antica e grazie ad Sant'Agostino d'Ippona (354-430) guidò il pensiero filosofico cristiano fino all'avvento della filosofia scolastica. Anche per Agostino i numeri costituiscono l'ossatura della realtà perché tutte le cose "formas habent quia numeros habent; adime illis haec, nihil erunt".[24] La pratica, invece, della divinazione numerologica venne classificata fra le superstizioni, assieme all'astrologia e a ogni forma di magia, e perciò venne condannata come un reato civile.[25] La divinazione numerologica, tuttavia, sopravvisse e venne coltivata nel mondo arabo e da lì ritornò in occidente nei primi secoli del nuovo millennio.

Nell'esegesi biblica, infine, il pitagorismo favorì lo sviluppo di interpretazioni allegorizzanti più involute rispetto al tradizionale simbolismo numerico della Bibbia, originatosi direttamente nel mondo semitico sin dall'antichità più remota. La confluenza della tradizione pitagorico/platonica con quella giudaico/cristiana determinò il fiorire nell'età tardo-antica e medievale di una letteratura di "aritmetica speculativa" o aritmologia, interessata ad associare nel curriculum di studi all'aritmetica vera e propria l'indagine dei presupposti significati simbolici attribuibili al numero.[26]

Col Rinascimento il pitagorismo si diffuse maggiormente in Occidente. La riscoperta delle tradizioni greca e araba portò alla necessità di una sintesi, compito affrontato da Pietro Bongo, morto nel 1601, con un'opera che ebbe larga diffusione in Europa. Si tratta di un'enciclopedia sui misteri e la simbologia dei numeri, a partire dall'uno per arrivare al miliardo, con alcune omissioni, le cui ragioni sono difficili da comprendere.

Un importante esempio dell'influenza della numerologia nella letteratura inglese è il discorso The Garden of Cyrus di Sir Thomas Browne del 1658. L'autore in questa occasione illustrò il numero 5 e relativo schema geometrico a quinconce per l'arte, natura e misticismo. Il Discorso è un esempio dell'influenza del pensiero Pitagorico nella filosofia inglese.

Significato esoterico attribuito ai numeri[modifica | modifica wikitesto]

Nel Rinascimento, quando i numeri erano utilizzati e studiati in dettaglio per la musica, la poesia e l'architettura, l'associazione, per analogia, dei significati a specifici numeri era molto più dettagliata e ricca dell'attuale sintesi moderna.

Zero[modifica | modifica wikitesto]

In numerologia lo Zero non si considera, perché gli è stato assegnato lo status di numero in epoca relativamente recente.

Uno[modifica | modifica wikitesto]

Uno è il primo numero usato per contare e quindi gli è riconosciuto un grande potere; senza di esso non ci sarebbe il sistema numerico così come lo conosciamo. Ogni sistema numerico che possiamo immaginare ha il suo punto d'inizio. Spesso è visto come l'origine di tutte le cose e rappresenta la perfezione, l'assoluto e la divinità nelle religioni monoteiste. L'Uno è la sorgente di ciò che esiste, di ciò che è altro dall'Uno: da esso emanano le forme, le dimensioni, i colori, le direzioni, lo spazio, quindi il tempo, dunque la diversità. L'Uno è il punto, la retta (l'asse), la sfera. Nell'Uno coesiste il Tutto inespresso e indifferenziato dal quale rimarrà necessariamente distinto; in tal senso è Pienezza, Completezza, cioè Perfezione. In ambito mistico presso molte culture è concepito come punto di attracco per lo spirito dell'uomo Degno, Illuminato, Consapevole che vi si abbandona in un anelito di perfezione nel tentativo di ritornare all'Origine. È considerato un numero maschile, il principio attivo e materiale della creazione. Anche detto motore primo.

Due[modifica | modifica wikitesto]

Due può avere molti significati, rappresentanti, da un lato, associazioni e interazioni con gli altri e, dall'altro polarità differenti e contrapposizione. Nel simboleggiare associazione, il Due implica che i risultati individuali non sono realistici, in quanto solo attraverso la cooperazione e il lavoro di squadra tali risultati sono perseguiti in modo migliore. Mentre la dualità è richiesta per la formazione della vita delle specie viventi che si riproducono in modo sessuato, è anche vista nella sua accezione negativa come contrasto al perfetto e unificante numero Uno. Due rappresenta le polarità distinte quali bene e male, bianco e nero, maschio e femmina, destra e sinistra. Un polo non può esistere senza l'altro; questa idea di complementarità è meglio simboleggiata dal Tao Yin-Yang. Le polarità possono anche creare conflitto e discordia. Nella valenza positiva, Due può essere considerato femminile, intuitivo e corrisponde all'istinto di protezione. Nella valenza negativa, Due può essere avido, soffocante e frustrante. L'aspetto frustrante è derivato dalla delusione e dall'insoddisfazione dello spirito umano a cui venga sempre negata la prima posizione.

Tre[modifica | modifica wikitesto]

Tre è considerato il numero del potere, con riferimenti diversi nelle varie religioni. Nell'esoteria e nella mistica raffigura il triangolo. Il numero tre simboleggia inoltre, La Creazione, in Arte ed Esoterismo

Quattro[modifica | modifica wikitesto]

Quattro deriva il suo significato da molte fonti. È il primo numero pari non primo, e il tetraedro, la più semplice figura solida, ha quattro facce. Da quest'ultima interpretazione viene quindi associato alla materia e alla Terra in particolare, così come la Terra è legata ai quattro punti cardinali (Nord, Sud, Ovest ed Est). Un altro concetto legato a questo numero riguarda il tempo in quanto l'anno è diviso in quattro stagioni, i mesi hanno all'incirca quattro settimane e, secondo un punto di vista Cristiano, la vita di Gesù è raccontata tramite quattro Vangeli, ognuno dei quali è, a sua volta, legato ai quattro classici elementi alchemici di fuoco, aria, terra e acqua. Più in specifico il Vangelo di San Matteo è associato alla terra (in quanto insiste sull'incarnazione del Cristo nella sua forma terrena), il Vangelo di San Marco è associato all'acqua (poiché enfatizza l'importanza del battesimo), il Vangelo di San Giovanni è associato al fuoco (in quanto è quello più "spirituale"), mentre il Vangelo di San Luca è associato all'aria (in quanto è il più "lungo"). Nella religione ebraica il Quattro simboleggia il Tetragramma biblico, cioè le quattro lettere che compongono il nome di Dio e che sono tanto sacre da non poter essere pronunciate da nessuno. Nella numerologia cinese (così come in altre lingue orientali) la parola "quattro" è una omonima della parola "morte" e quindi il numero viene considerato sfortunato. Nella sua valenza positiva il Quattro rappresenta l'essere pratico (o "terra-terra"), mentre il fatto che sia il primo numero pari non primo lo lega a una personalità composita che trae idee da fonti diverse e spesso in conflitto per elaborare un fiero modo di pensare "fuori dal coro". il Quattro comanda gli elementi della terra.

Cinque[modifica | modifica wikitesto]

Cinque è collegato alla consapevolezza dei cinque sensi così come alla protezione. Rappresenta anche il servizio agli altri. In quanto numero delle dita della mano, il cinque indica il potere dell'uomo. Questo significato si riflette nella matematica a base 10 (visto come doppio cinque), nelle costruzioni militari a forma di pentagono o di stella a cinque punte, nello stesso pentacolo. il 5 comanda il sole e le stelle.

È un numero dalle molte facce che collega lo stato fisico alla salute mentale, che governa l'abilità di pensare chiaramente e la capacità intellettuale. Rappresenta l'apertura a nuove idee ed esperienze, è altamente analitico e ha l'abilità di pensare in modo critico, ma può ponderare così eccessivamente un problema da fargli perdere significato. È la ricerca della libertà, dell'avventura.

Sei[modifica | modifica wikitesto]

Sei è relativo al tatto, alla bellezza e all'armonia. Il Sei possiede carisma, grazia, la possibilità di conversare con tutti, la diplomazia, la capacità di costruire relazioni in incontri a due. Tratta delle cose da cui si è attratti o da cui si trae piacere. Denota perfezionismo in quanto le operazioni 1+2+3 e 1X2X3 lo danno come risultato. Nella sua valenza positiva è associato ad una piccola somma di denaro ed è considerato il numero madre/padre. Nella sua valenza negativa è associato alla gelosia, all'infedeltà, all'amarezza e alla vendetta. Inoltre all'interno della numerologia cristiana il 666 è simbolo della perfetta imperfezione e del diavolo (Satana).

Sette[modifica | modifica wikitesto]

Sette è considerato un numero spirituale in quanto è illusivo e contiene veli che devono essere scoperti, uno dopo l'altro, per arrivare all'illuminazione ultima. Sette è detto sacro in quanto la settimana è composta da sette giorni, in Genesi la creazione è stata eseguita in sette giorni, l'antico sistema solare consisteva di sette pianeti, il corpo umano consiste di sette plessi o Chakra e qualche versione della Cabala è composta da sette sephirot. Nella sua valenza positiva possiede le qualità della consapevolezza nel sogno, nella spiritualità e nella sfera psichica.

Otto[modifica | modifica wikitesto]

Otto è considerato un numero di influenza karmica che richiede il pagamento di debiti contratti nella vita attuale o in una vita precedente. Rappresenta un lavoro profondo e le lezioni imparate attraverso l'esperienza e può quindi risultare un numero "difficile" per le restrizioni imposte dalla sua natura. Più di ogni altro numero l'Otto rappresenta la ricerca di denaro e successo materiale, ma la sua natura implica il confrontarsi con rischi estremi e molti capovolgimenti di vita. Considerato l'importanza ai massimi livelli data alla reputazione e alla posizione sociale, coloro che ricadono in modo preminente sotto l'Otto dovranno condurre una vita onesta, in quanto ogni imprudenza sarà quasi certamente resa pubblica nel modo meno lusinghiero. Sebbene l'Otto nella cultura cinese sia considerato di buon auspicio, nella numerologia cinese non gli è assegnata particolare importanza.

Nove[modifica | modifica wikitesto]

Nove era considerato un numero sacro dagli antichi e, di conseguenza, non venne associato a nessuna lettera dell'alfabeto caldeo. Rappresenta il cambiamento, l'invenzione e la crescita attraverso l'ispirazione. Nove è umanitario ed è stato ritenuto di particolare importanza dal fatto che occorrono nove mesi del calendario per la gestazione di un bambino. Nove rappresenta infine la perfezione numerica attraverso esempi come la prova del nove, dove il risultato di un'operazione aritmetica di moltiplicazione o divisione è corretto a meno di un multiplo di nove.

Dieci[modifica | modifica wikitesto]

Dieci è la rappresentazione di Uno in una "ottava" maggiore e significa la fine di un importante ciclo dal quale scaturirà un cambio di circostanze. Dieci porta con sé una grande carica di significato esoterico che è reso evidente dal fatto che una gravidanza dura dieci mesi lunari, in molte versioni della Cabala ci sono dieci sephirot, il sistema numerico più utilizzato al mondo è quello decimale. Le persone hanno dieci dita che usano per contare, portando ad una innata adozione del Dieci come base nel sistema numerico intuitivo. Da notare che Dieci è considerato un numero moderno di completamento perché è solo negli ultimi secoli che è stato utilizzato come blocco base di sistemi numerici, valuta e misura. Quando Dieci sostituì Dodici come il numero supremo, portò un cambio negli schemi mentali umani rendendoli più scientifici nell'approccio a questioni di natura esoterica. (I sostenitori di Dodici sono in disaccordo con quest'ultima affermazione). Il Dieci era sacro ai Pitagorici, che amavano rappresentarlo tramite la Tetratkys (una sorta di triangolo equilatero composto da 10 punti:la base di 4, poi a salire 3 2 1). Per i Pitagorici dieci erano anche le entità celesti: Sole, Luna, Terra, i cinque pianeti visibili a occhio nudo: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, il Cielo delle stelle fisse più l'Antiterra: un pianeta invisibile perché in opposizione alla Terra rispetto al sole.

Undici[modifica | modifica wikitesto]

Undici è il numero Due in una ottava maggiore ed è considerato un numero maestro (il secondo numero maestro è il 22). Undici è considerato la via della consapevolezza spirituale e la conoscenza oltre la comprensione altrui. Porta con sé vibrazioni psichiche e ha una uguale presenza di proprietà maschili e femminili. È anche associato ad apertura mentale, intuizione, idealismo e visione. Nella sua valenza negativa (proprio dovuto al grande potere di consapevolezza spirituale e all'acuto senso di sensibilità) è associato al tradimento di nemici segreti.

Dodici[modifica | modifica wikitesto]

Dodici è il numero Tre in una ottava maggiore ed indica un gran livello di comprensione e saggezza. La maggior parte della sua esperienza deriva dall'esperienza di vita, che permette ad un senso di calma di prevalere anche nelle situazioni più turbolente. Dodici era molto significativo nella vita umana antica per il fatto delle dodici tribù di Israele, dei dodici discepoli che seguivano Gesù, dei dodici segni zodiacali e delle dodici ore in cui è diviso un orologio. È considerato il numero antico del completamento come segnale della fine della fanciullezza ed ingresso nella vita adulta. In più sistemi numerici e di misura antichi erano basati su Dodici, ne sono esempio la dozzina, lo scellino (12 pence) il piede (che misura 12 pollici).

Tredici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pregiudizi legati al numero 13.

Tredici è il numero Quattro in una ottava maggiore ed è uno in più di Dodici, l'antico numero della completezza. Tredici è associato il significato della fine di un ciclo, dal fatto che ci sono tredici mesi lunari in un anno e tredici sono i segni nell'astrologia celtica e dei nativi americani. Mentre Tredici predice nuovi inizi, significa anche che i vecchi sistemi devono terminare per favorire le trasformazioni richieste. Visto come 12+1 è il numero dell'iniziato, in quanto una ottava musicale cromatica è composta da 13 suoni differenti (anche se il primo e l'ultimo sono la stessa nota ma in ottave diverse). Nella geometria sacra Tredici simboleggia l'eterna distruzione e creazione della vita. Tredici ha anche un significato astrologico in quanto la somma dei primi 13 numeri dà come risultato 91 che è il numero di giorni di una stagione.

Valore numerico e simbolico delle lettere dell'alfabeto[modifica | modifica wikitesto]

I numerologi ritengono che ogni lettera dell'alfabeto inglese abbia un suo particolare carattere, che può essere meglio descritto associandola ad un valore numerico, che semplifica i calcoli:

1 2 3 4 5 6 7 8 9
A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R
S T U V W X Y Z
Corrispondenza tra numeri e lettere

Ogni lettera di una certa parola contribuisce ad aggiungere un particolare aroma o colore che contribuisce a chiarirne il significato: specialmente quando la lettera è l'iniziale dalla parola o è ripetuta molte volte nella parola stessa. La lettera iniziale di una parola, consonante o vocale, è quella che contribuisce maggiormente a rivelare il reale significato della parola o del nome. Esiste una corrente di pensiero che associa ad ognuna delle ventun lettere dell'alfabeto italiano la corrispondente lamina degli arcani maggiori dei tarocchi, in questo modo la A risulta legata al Bagatto, la B alla Papessa e così via, incentrando il significato delle lettere su questa corrispondenza. La carta che resta slegata a qualunque lettera è il Matto il cui significato divinatorio risulta piuttosto particolare e con più di un significato, risulta infatti la fine e il principio del mazzo allo stesso tempo.

  • A è l'equivalente numerico di 1. È fortemente collegato alla confidenza che ci rende capaci di raggiungere gli obiettivi. Coloro che si chiamano con un nome la cui iniziale è la A tendono ad essere vigili e audaci. Nel suo significato negativo A può essere eccessivamente critico nei confronti degli sforzi altrui. Si ritiene che il suono della vocale A abbia un significato ancestrale che può essere ritrovato nel suono dello sbadiglio e richiamerebbe la calma e il buon sonno.
  • B è l'equivalente numerico di 2. Rappresenta le reazioni emozionali. Coloro che si chiamano con un nome in cui iniziale è B sono persone amichevoli, compassionevoli alle quali piace l'ambiente domestico. Nel suo significato negativo B può essere auto-assorbito se non un po' avido.
  • C è l'equivalente numerico di 3. Rappresenta l'energia. Influenza particolarmente l'umore e si presta bene anche con le altre lettere. Nel suo significato negativo C può essere scrupoloso e inattendente ai bisogni altrui.
  • D è l'equivalente numerico di 4. Rappresenta in bilanciamento. È molto potente ed è la lettera associata agli affari. Se è la prima consonante in un nome, la persona presenta un notevole senso e bisogno di ordine e giustizia. Nel suo significato negativo, D può essere testardo e intransigente.
  • E è la seconda vocale nell'alfabeto e l'equivalente numerico è 5. Rappresenta un cuore-caldo, amicizia, e passione. Se è la prima vocale nel nome è segno di una persona libera, amorevole e carismatica. Nel suo aspetto negativo E può essere instabile e poco affidabile. Il suono della E sarebbe legato alla vitalità e al risveglio.
  • F è l'equivalente numerico di 6 e rappresenta l'amore. Caratterizza persone dal cuore caldo, passionali e con la capacità di far stare meglio gli altri. Quando è la prima consonante in un nome, essa porta le vibrazioni di una persona molto protettiva. Nel suo aspetto negativo F può portare un senso di malinconia.
  • G è l'equivalente numerico di 7 e rappresenta le esperienze mistiche e religiose. Questa lettera è immaginativa, creativa e cerca soluzioni alternative ai problemi di ogni giorno. Quando è la prima consonante in un nome, la persona tende ad essere intuitiva, colta e in qualche modo solitaria. Negativamente le G detestano ricevere consigli dagli altri, anche se migliori.
  • H l'equivalente numerico di 8 e rappresenta la creatività e la forza. Questa lettera ha un forte senso per gli affari e pertanto nella maggior parte di casi aiuta a ricavare profitti. Quando è la prima consonante in un nome, la persona tende ad avere successo negli affari. Negativamente, può essere assorta ed egoista.
  • I è la terza vocale nell'alfabeto ed è l'equivalente numerico 9. Rappresenta la giustizia, e generalmente è sensitiva, compassionevole e umana. Nel suo lato negativo, la I manca di autostima e si arrabbia facilmente. Il suono della vocale I sarebbe legato alla stabilità corporea e alla buona postura. Pare che il suo suono prolungato abbia impatto sul corretto allineamento della colonna vertebrale e più in generale sia legato alla buona postura.
  • J è l'equivalente numerico di 1 e rappresenta le nostre aspirazioni. Questa lettera è veritiera, benevolente e intelligente. Quando è la prima consonante in un nome, la persona possiede un incontenibile desiderio di insistere, resistere, di non mollare mai, fino a trovare il successo o l'opportunità giusta. Negativamente, J può essere pigra e smarrita.
  • K è l'equivalente numerico di 2 e rappresenta l'estremità. È a volte molto sicura di sé e autorevole, altre volte piuttosto emotiva. Quando è la prima consonante in un nome, la persona possiede un'intuitività che spesso non viene capita o compresa dagli altri. Nel suo lato negativo, K può essere insoddisfatta nella vita.
  • L è l'equivalente numerico di 3 e rappresenta l'azione. È caritatevole e ben regolata, ma a volte può essere piuttosto soggetta ad incidenti/scontri.
  • M è l'equivalente numerico di 4 e rappresenta la spiritualità. Questa lettera tende ad essere molto sicura di sé e aiuta nella realizzazione di un obiettivo di successo. È anche una lettera diligente che può essere piuttosto stacanovista. Nel suo lato negativo, M può essere frettolosa e facile nell'arrabbiarsi.
  • N è l'equivalente numerico di 5 e rappresenta l'immaginazione. È intuitiva e comunicativa, ma nel suo aspetto negativo è predisposta alla gelosia.
  • O è la penultima vocale dell'alfabeto e equivale al numero 6. Essa rappresenta pazienza ed è rende particolarmente abili nello studio. Quando è la prima vocale nel nome, la persona ha un buon senso della famiglia ed è un buon studente. Negativamente O necessita di molto allenamento per ottenere il controllo delle proprie emozioni. Il suono della O può essere denominato "farmacia vocale" in quanto avrebbe poteri taumaturgici, il suono, legato alle meditazioni orientali dell'OM farebbe entrare in uno stato meditativo e le micro vibrazioni prodotte avrebbero potere di rilassare gli organi interni facendo trarre notevole beneficio a tutto l'organismo.
  • P è l'equivalente numerico di 7 e rappresenta la forza. Porta a un forte senso del comando e possiede molta conoscenza e saggezza. Quando è la prima consonante in un nome, la persona è attratta dalle materie spirituali. Negativamente, P tende a racchiudersi in sé stesso con una certa tendenza a immedesimarsi nelle preoccupazioni degli altri.
  • Q è l'equivalente numerico di 8 e rappresenta l'originalità. È una lettera misteriosa che in molti cose mostra zone che altrimenti sarebbero sconosciute. Negativamente, Q può essere estremamente noiosa.
  • R è l'equivalente numerico di 9 e rappresenta le possibilità. È tollerante e umano ma ha la tendenza a diventare facilmente irascibile. Quando è la prima consonante in un nome, la persona spesso agisce come rappacificatore.
  • S è l'equivalente numerico di 1 e rappresenta l'inizio. Ha degli attributi molto attraenti e possiede un istinto di abbondanza o di ricchezza. Negativamente, S può agire in modo impulsivo e crea forti sconvolgimenti nelle persone.
  • T è l'equivalente numerico di 2 e rappresenta la crescita. È una lettera irrequieta che cerca risposte a questioni spirituali. Quando è la prima consonante in un nome, la persona ha una spiccata forza di volontà nell'aiutare le persone e tende ad essere insofferente. Negativamente, T è troppo emozionale e viene facilmente influenzato dalle opinioni degli altri.
  • U è l'ultima vocale dell'alfabeto e il suo equivalente numerico è 3. Questa lettera rappresenta l'accumulo ed è considerata essere molto fortunata. Quando è la prima vocale in un nome, la persona sa amare liberamente senza restrizioni. Negativamente, U può essere egoista, avida e indecisa. Il suo suono pare sia legato all'oscurità e al superamento delle paure ancestrali collegandosi all'ululare notturno del lupo che crea paura per il suo suono minaccioso, ma che poi non risulta particolarmente pericoloso per l'uomo in sé. Il suono prolungato e ripetuto pare tenda a fluidificare il rapporto tra ES e SUPER IO.
  • V è l'equivalente numerico di 4 e rappresenta la costruzione. È una lettera lavorativa, instancabile e efficiente. Nel suo lato negativo, V può essere imprevedibile.
  • W è l'equivalente numerico di 5 e rappresenta l'espressione personale. Nonostante questa lettera possa essere eccessivamente incantevole, possiede anche un'aura di mistero. Negativamente W può essere avida e tende a prendere troppi rischi.
  • X è la terzultima lettera dell'alfabeto e il suo equivalente numerico è 6. Essa rappresenta la sensualità. Questa lettera è sempre alla ricerca sfrenata del piacere e può facilmente cadere nella promiscuità e nell'infedeltà.
  • Y è la penultima lettera nell'alfabeto e il suo equivalente numerico è 7. Questa lettera rappresenta la libertà e non conosce freni di nessun tipo. Negativamente, Y può essere indecisa e di conseguenza può farsi scappare molte opportunità nella vita.
  • Z è l'ultima lettera nell'alfabeto ed è l'equivalente numerico di 8. Rappresenta la speranza nel riuscire a rappacificare le persone. Negativamente Z può essere testardo e dovrebbe pensare prima di agire.

Numerologia e astrologia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni astrologi ritengono che esista una relazione tra alcuni numeri e i pianeti del nostro sistema solare. Un collegamento venne creato da Cornelio Agrippa (14861535), che descrisse in gran dettaglio nel libro II del suo Filosofia Occulta i quadrati magici, definendoli "tavole sacre dei pianeti e dotate di grandi virtù, poiché rappresentano la ragione divina, o forma dei numeri celesti".

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Million Man March nel 1995, Il ministro Louis Farrakhan fece numerosi riferimenti al numero "19" durante un suo discorso; Alcuni pensano che questi riferimenti avessero una connessione con la Numerologia.[senza fonte]

Nel film π - Il teorema del delirio, il protagonista è alla ricerca di uno schema numerico nascosto nella borsa valori e nella Torah.

La band inglese Inkubus Sukkubus cambiò il nome da 'Incubus Succubus' su consiglio di un amico che disse loro che secondo la numerologia la prima parola del nome, stava portando sfortuna al gruppo.

La serie TV Lost contiene una sequenza di numeri: 4 8 15 16 23 42. In molti paesi alcuni numeri hanno valore positivo di buon augurio altri negativo di sfortuna. In molti paesi, compresa l'Italia negli alberghi non esiste la camera numero 17 che viene chiamata camera 16/bis.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pietro Bongo, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ S. S. N. Murthy, "Number Symbolism in the Vedas", Electronic Journal of Veds Studies, 12, 2005, pp. 8-98.
  3. ^ Bent Nielsen, A Companion to Yi Jing numerology and Cosmology, New York, Routledge Curzon, 2003.
  4. ^ Carl Huffman, The Role of Number in Philolaus' Philosophy, Phronesis, 33, 1987, pp. 1-30.
  5. ^ Federigo Enriques, Giorgio De Santillana, Compendio di storia del pensiero scientifico: dall'antichità fino ai tempi moderni, Bologna, Nicola Zanichelli, 1973 (ristampa anastatica dell'edizione 1936), p. 31.
  6. ^ La frase è un giudizio di Aristotele (Metafisica A, 5, 987b 19).
  7. ^ cfr. Libro A, cap. 5 tradotto per esempio qui
  8. ^ La scoperta che dopo circa 60 anni la congiunzione di Giove e Saturno si verifica quasi nello stesso punto zodiacale è verosimilmente fra i fattori all'origine dell'importanza del numero 60 e dei suoi multipli nell'aritmetica babilonese e comportò anche nel modo moderno la suddivisione sessagesimale dell'ora e la ripartizione dell'angolo giro in 360°.
  9. ^ "C'è anche l'anno del Pitagorico Filolao, di cinquantanove anni con ventun mesi intercalari. - Filolao affermò che l'anno naturale ha trecentosessantaquattro giorni e mezzo." Censorino, De die natali, 18,8, in Pitagorici antichi. Testimonianze e frammenti, a cura di Maria Timpanaro Cardini, Milano, Bompiani, 2010, pp. 382-383.
  10. ^ Joscelyn Godwin, The Harmony of the Spheres. A Sourcebook of the Pythagorean Tradition in Music, Rochester, Inner Traditions International, 1993.
  11. ^ Harmony Plato's Harmonic Cosmology
  12. ^ Mentre il tetraktys di Pitagora è ben noto, il ruolo della decade in Platone è citato da Aristotele.
  13. ^ Si veda il testo: Giovanni Reale, Per una nuova interpretazione di Platone, Vita e Pensiero, Milano 1991, XIII edizione e in particolare la tabella a p.669.
  14. ^ "I Numeri ideali dei quali stiamo occupandoci non sono quelli matematici, ma quelli metafisici: sono, cioè, ad esempio, il Due come essenza della dualità, il Tre come essenza della Trialità e così di seguito." in Giovanni Reale, Per una nuova interpretazione di Platone, Vita e Pensiero, Milano 1991, XIII edizione, p.228.
  15. ^ C. Anne Wilson (1988) "Jabirian Numbers, Pythagorean Numbers and Plato's Timaeus", Ambix, 35:1, 1-13, DOI: 10.1179/amb.1988.35.1.1
  16. ^ La fisica del XX secolo ha fatto "evaporare" il concetto antico e positivista di materia: secondo il famoso detto "It from bit" di John Archibald Wheeler, il reale non è nulla più della matematica discreta tipica dell'informatica, una sorta di ritorno alle origini del pensiero occidentale.
  17. ^ Walter Burkert, Lore and Science in Ancient Pythagoreanism, Cambridge (MA), Harvard University Press, 1972, in particolare il primo capitolo: "Platonic and Pythagorean Number Theory", pp. 15-96.
  18. ^ Horst Moehring, "Arithmology as an Exegetical Tool in the Writings of Philo of Alexandria"
  19. ^ François Bovon, Names and Numbers in Early Christianity, New Testament Studies, Vol. 47, 2001, pp. 267-288.
  20. ^ Svetla Slaveva-Griffin, Plotinus on Number, New York, Oxford University Press, 2009
  21. ^ Vincent Foster Hopper, Medieval Number Symbolism: Its sources, Meaning, and Influence on Thought and Expression, New York, Columbia University Press, 1938, capitolo IV: "The Gnostics".
  22. ^ Jean Pierre Brach, Il simbolismo dei numeri, Roma, Arkeios, 2012.
  23. ^ Frank Egleston Robbins "The tradition of Greek arithmology", Classical Philology, 16, 1921, pp. 97-123.
  24. ^ De lib. arb., II, 16, 42.
  25. ^ La condanna della numerologia è già presente nel titolo 16 del Codice Teodosiano, De maleficis et mathematicis et ceteris similibus (in questo contesto il termine mathematica indica l'astrologia e la numerologia; Clyde Pharr, The Theodosian Code and Novels and the Sirmondian Constitutions, Princeton, Princeton University Press, 1952, p. 238, nota 29.
  26. ^ Cfr. Lange, H., "Numeri", in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Treccani, 1997.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Amici G., Adrienne C., Guida pratica alla numerologia, Anima Edizioni, 2010
  • Brach, J.-P.: La symbolique des nombres, Presses Universitaires de France, Paris (1994); traduzione rivista e ampliata: Il simbolismo dei numeri. Arkeios, Roma (1999)
  • Brach, J.-P.: "Number Symbolism", In: Hanegraaff, W.J., Faivre, A., van den Broek, R., Brach,J.P. (eds.) Dictionary of Gnosis and Western Esotericism, pp. 874–883. Brill, Leiden (2006)
  • Lange, H., "Numeri", in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Treccani, 1997.
  • David A. Phillips, Il libro completo della numerologia, Editore My Life, 2013 ISBN 8863862281
  • Ramponi M., Ramponi W., Numerologia per la nuova era, XENIA edizioni, 2000
  • Annemarie Schimmel, The Mystery of Numbers, New York, USA, Oxford University Press, 1993, ISBN 0-87516-422-6.
  • Sesler J., Numeri e conoscenza, Anima Edizioni, 2009
  • Frank Egleston Robbins, "The tradition of Greek arithmology", Classical Philology, 16, 1921, pp. 97–123.
  • William G. Most, "The Scriptural Basis of St. Augustine Arithmology", The Catholic Biblical Quarterly, 13, 1951, pp. 284–295.

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