Addomesticamento

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Per addomesticazione o meglio domesticazione[1][2], termine più preciso che esclude le estensioni al linguaggio figurato, si intende in genere il processo attraverso cui una specie animale o vegetale viene resa domestica, ovvero abituata alla convivenza con l'uomo e al controllo da parte di quest'ultimo[3]. Per molte specie, la domesticazione ha comportato notevoli mutamenti nel comportamento, nel ciclo di vita e addirittura nella fisiologia.

Per estensione, meno precisamente, come appunto nel linguaggio figurato, si può parlare anche di "addomesticamento" di specie vegetali o di altri organismi; il termine può essere anche applicato per intendere la trasformazione in "animale domestico" di singoli individui di una specie generalmente selvatica.

Cavalli utilizzati in agricoltura.

La domesticazione è intesa comunque come un processo che l'uomo mette in atto scientemente per perseguire scopi propri (esclude quindi, per esempio, casi di simbiosi o altre relazioni indesiderate per l'uomo, come quello con i parassiti o virus). Gli scopi per i quali l'uomo addomestica una specie possono essere estremamente vari. Alcuni animali sono stati storicamente addomesticati per essere usati come mezzo di trasporto di persone o cose (cavallo, asino, dromedario, elefante); altri per essere usati come cibo (vedi allevamento); altri per ricavarne materiali pregiati (per esempio la lana dalle pecore o la seta dai bachi); altri semplicemente per intrattenimento o compagnia; ma questo elenco di motivazioni non è certamente esaustivo. Nella maggior parte dei casi, la domesticazione di una specie persegue più di uno scopo; un esempio fra tutti è quello del cane, originariamente aiutante nella caccia e nella protezione della casa, in seguito usato come animale da compagnia ma anche con moltissimi scopi specifici (si pensi ai cani da tartufi, cani antidroga e ai cani guida per non vedenti).

Concetto correlato all'addomesticamento è l'addestramento, che pur implicando ancora un controllo da parte dell'uomo, ha significato più specifico (addestrare un animale a fare qualcosa) e non implica necessariamente l'abitudine alla convivenza dell'animale con l'uomo.

Modalità e processi presunti[modifica | modifica sorgente]

C'è un dibattito tra la comunità scientifica su come funzioni il processo di addomesticamento. Alcuni ricercatori danno credito alla selezione naturale, dove mutazioni al di fuori del controllo umano rendono alcuni membri di una specie più compatibili con le coltivazioni umane o con la vita domestica. Altri hanno mostrato che una selezione controllata attentamente è responsabile di molti cambiamenti collettivi associati con l'addomesticamento. Queste categorie non sono mutuamente esclusive e sembra che la selezione naturale e quella artificiale abbiano entrambe giocato un ruolo nel processo di addomesticamento durante i secoli.

La selezione del grano dà un esempio di come la selezione artificiale e le mutazioni naturali possano giocare un ruolo chiave nel processo. Il grano selvatico cade a terra per riseminarsi da solo quando matura, ma il grano domestico rimane sullo stelo quando è maturo. C'è prova che questo cambiamento critico avvenne come risultato di una mutazione casuale all'inizio della coltivazione del grano. Il grano che presentava questa mutazione venne selezionato dall'uomo e divenne molto più utile agli agricoltori, base per le varietà coltivate di grano fin da allora prodotte. Attualmente anche le mutazioni possono essere artificialmente introdotte.

L'esempio del cane ha condotto alcuni a pensare che le mutazioni possano essere state le base per altri processi di addomesticamento. Alcuni credono che una mutazione rese i lupi meno cauti con gli uomini. Questo permise a questi lupi di cominciare a seguire gli uomini per ricercare il cibo nei loro rifiuti. Probabilmente si sviluppò una relazione di tipo simbiotico tra gli uomini e questa popolazione di lupi. I lupi beneficiarono dei resti di cibo degli uomini, e gli uomini trovarono che i lupi potevano avvisarli di nemici che si avvicinavano, aiutarli nella caccia, fornire calore o aumentare la loro scorta di cibo. Evolvendosi la relazione, gli uomini cominciarono a crescere i lupi e generare i tipi di cane che oggi conosciamo.

Tuttavia, alcuni ricercatori mantengono l'idea che la selezione artificiale spieghi meglio, invece delle mutazioni o della selezione naturale, come funzioni il processo di addomesticamento. Alcuni degli esempi meglio conosciuti in favore della selezione artificiale vengono dagli esperimenti dello scienziato russo Dmitri Belyaev negli anni cinquanta. Il suo team spese molti anni a selezionare la volpe rossa e scegliendo solo gli individui che mostravano meno paura verso gli uomini. Alla fine la squadra di Belyaev scelse solo quegli individui che mostravano il comportamento più positivo verso gli uomini. Alla fine ebbe una popolazione di volpi il cui comportamento e aspetto era cambiato significativamente. Queste volpi non mostravano più paura degli uomini e spesso scuotevano le loro code e leccavano i loro allevatori umani per mostrare loro affetto.

Nonostante il successo di questo esperimento è chiaro che una selezione artificiale non sempre porta ad un addomesticamento. Tentativi di addomesticare vari tipi di animali selvatici sono continuamente falliti. La zebra è un esempio. Il processo storico di addomesticamento degli animali selvatici non può essere pienamente spiegato con un solo principio. La combinazione della selezione naturale ed artificiale ha giocato un ruolo nell'addomesticamento delle varie specie venute a stretto contatto con l'uomo durante i millenni.

Addomesticamento degli animali[modifica | modifica sorgente]

Secondo il fisiologo Jared Diamond, le specie animali devono possedere i seguenti requisiti per poter essere addomesticate:

  1. Dieta flessibile — Creature che riescono a digerire una grande quantità di fonti di cibo e possono vivere con poco cibo sono meno dispendiose da tenere in cattività. La maggior parte dei carnivori mangia solo carne, che richiede di utilizzare molti erbivori per la sua alimentazione.
  2. Tasso di crescita ragionevolmente veloce — Il raggiungimento della maturità veloce se comparato con la vita umana permette interventi di selezione e rende gli animali utili con un accettabile durata di raggiungimento dell'età adulta. Grandi animali come gli elefanti richiedono molti anni prima di raggiungere una dimensione accettabile.
  3. Possibilità di essere allevati in cattività — Le creature che sono riluttanti a riprodursi in cattività non producono prole e la loro presenza è limitata alla cattura in natura. Creature come il panda e il ghepardo difficilmente si riproducono in cattività.
  4. Buon carattere — Le grandi creature che sono aggressive verso l'uomo sono pericolose da tenere in cattività. Il bufalo africano ha un comportamento imprevedibile ed è altamente pericoloso per l'uomo.
  5. Temperamento che renda difficile il panico — Una creatura nervosa è difficile da mantenere in cattività dal momento che tenterà di fuggire se spaventata. La gazzella è molto agile e può compiere ampi balzi che le permettono di scappare da un recinto.
  6. Gerarchia sociale modificabile — Le creature sociali che riconoscono una gerarchia di dominanza possono essere allevate in modo da riconoscere l'uomo come loro leader.

L'istinto di appartenenza a una mandria aiuta nell'addomesticare gli animali: se ne doma uno e gli altri seguiranno.

Gradi di addomesticamento[modifica | modifica sorgente]

Il confine tra la popolazione degli elefanti selvatica e domestica, per esempio è vago. Ciò è dovuto alla loro lenta crescita. Simili problemi di definizione si trovano, ad esempio, quando i gatti domestici diventano selvatici. Un sistema di classificazione che possa aiutare a risolvere questa confusione può essere questo, presentato secondo un grado di addomesticamento crescente:

  • Selvatico: Queste specie hanno tutto il ciclo di vita al di fuori di un intervento umano deliberato.
  • Allevato allo zoo o in un Giardino botanico: Queste specie sono nutrite e talvolta nate sotto il controllo dell'uomo, ma restano un gruppo essenzialmente indistinguibile come aspetto e comportamento dalla loro controparte selvatica. (Occorre notare che gli zoo e i giardini botanici talvolta esibiscono animali e piante addomesticati o rinselvatichiti come cammelli, dingo, cavalli mustang, e alcune orchidee.)
  • Allevato commercialmente: Queste specie sono allevate in gran numero per produrre cibo o materie prime, o per il commercio di animali domestici, ma come gruppo non sono sostanzialmente diversi dalla controparte selvatica per l'aspetto o il comportamento. Esempi includono lo struzzo, il cervo, gli alligatori, il grillo, l'ostrica da perla e il pitone reale. (Talvolta si indicano queste specie come "parzialmente addomesticate".)
  • Addomesticato: Queste specie o varietà sono nate e cresciute sotto il controllo dell'uomo per molte generazioni e sono sostanzialmente modificate come gruppo per l'aspetto ed il comportamento. Esempi includono i cani, la pecora, la mucca, le galline, cavie e i topi da laboratorio.

Questo sistema di classificazione non tiene conto di varie complicazioni: organismi geneticamente modificati, popolazioni rinselvatichite, e l'ibridazione. Molte specie che sono allevate sono adesso geneticamente modificate. Ciò crea una categoria unica poiché altera gli organismi come gruppo, ma in un modo diverso dal tradizionale addomesticamento. Gli organismi rinselvatichiti sono membri di una popolazione che una volta cresceva sotto il controllo dell'uomo, ma ora vive e si riproduce al di fuori del controllo dell'uomo. Esempi includono mustangs, i mufloni sardi e corsi e probabilmente il dingo Australiano. Gli ibridi possono essere selvatici, addomesticati, o entrambi: una ligre è un ibrido di due animali selvatici, un mulo è un ibrido di due animali domestici, e un beefalo è un incrocio tra un animale domestico e uno selvatico.

Esiste una grande differenza tra un animale domato e un animale domestico. Il termine "domestico" si riferisce ad un'intera specie o varietà mentre il termine "domato" può riferirsi a un solo individuo in una specie o varietà. L'uomo ha domato molte migliaia di animali che non sono mai stati davvero addomesticati. Sono inclusi l'elefante, la giraffa, e l'orso. C'è un dibattito se alcune specie sono state addomesticate o solo domate. Alcuni affermano che l'elefante è stato addomesticato, mentre altri pensano che il gatto non lo sia mai stato. Una linea di demarcazione è se un individuo nato da parenti selvatici ha un comportamento diverso da uno nato da genitori addomesticati. Per esempio un cane è certamente domestico perché anche un lupo (geneticamente l'origine di tutti i cani) allevato da cucciolo sarebbe molto diverso da un cane.

Il cane risulta essere stato addomesticato ben 135.000 anni fa, secondo gli studi del ricercatore Robert Wayne e non "solo" 14.000 anni fa come spesso erroneamente viene riportato anche su autorevoli testi. Tutti i cani sono discendenti dal lupo e questa teoria è confermata dalle indagini sulle sequenze di DNA.[4]

Storia dell'addomesticamento[modifica | modifica sorgente]

Il primo animale domestico conosciuto sembra essere il cane, addomesticato circa nel 14000 a.C., presso le popolazioni di cacciatori-raccoglitori, in diverse località: Europa settentrionale e qualche migliaio di anni dopo in Asia nord-orientale.

Vi è una precoce testimonianza dell'addomesticamento delle api, in forma di pitture murali, datate attorno al 13000 a.C. I successivi tre - la capra, la pecora e il maiale - furono addomesticati intorno al 10-8000 a.C., indipendentemente nel Levante e in Asia. Recenti evidenze archeologiche a Cipro indicano l'addomesticamento di un tipo di gatto circa nel 7500 a.C. La prima prova di addomesticamento del cavallo (probabilmente nella Russia settentrionale) si ha circa nel 4000 a.C. Specie locali equivalenti e specie più piccole furono addomesticate dal 2500 a.C.

I processi di addomesticamento e la distribuzione delle specie domestiche furono entrambi radicalmente influenzati dallo stabilirsi di un contatto regolare tra gli Emisferi Orientale e Occidentale seguendo i viaggi di Cristoforo Colombo. Ciò portò improvvisamente all'aumento della trasmissione di organismi tra gli emisferi Orientale e Occidentale e se ne parla come Columbian Exchange.

Date approssimate e località del primo addomesticamento
Specie Data Località
Cane 15000 a.C. Varie località
Capra 10000 a.C. Asia e Medio Oriente
Pecora 8000 a.C. Asia e Medio Oriente
Maiale 8000 a.C. Cina
Mucca 8000 a.C. India, Medio Oriente, e Africa subsahariana[1]
Cavallo 4000 a.C. Kazakistan
Asino 4000 a.C. Egitto
Bufalo d'acqua 4000 a.C. Cina
Ape 4000 a.C. Sud-est asiatico
Gallina 3500 a.C. Sud-est asiatico
Gatto 3500 a.C. o 7500 a.C. Egitto o Cipro
Lama 3500 a.C. Perù
Alpaca 3500 a.C.? Perù
Baco da seta 3000 a.C. Cina
Cammello 2500 a.C. Asia centrale
Dromedario 2500 a.C. Arabia
Tacchino 100 Messico
Porcellino d'India 900 Perù
Coniglio 1500 Europa
Volpe 1800 Europa
Visone 1800 Europa
Criceto 1930 Stati uniti
Cervo 1970 Nuova Zelanda

Ovviamente non ci sono date scolpite nella pietra. In effetti queste date sono lontane dall'essere accurate per mancanza di prove. Le stime più recenti dicono che gli animali cominciarono ad essere addomesticati circa 10000 anni fa (8000 a.C.).

Limiti dell'addomesticamento[modifica | modifica sorgente]

Nonostante il grande entusiasmo sui rivoluzionari avanzamenti dell'agricoltura, poche piante e probabilmente ancora meno animali sono stati addomesticati. Mentre il processo continua con le piante (vari tipi di bacche, ad esempio), esso sembra essere cessato con gli animali. Molti animali "addomesticati" dopo il coniglio (1500 d.C. circa) sono in realtà esperimenti di addomesticazione, che ancora non hanno dato luogo a reali differenze (tramite selezione artificiale di determinate caratteristiche "utili") rispetto alle forme selvatiche, solo nel caso della volpe argentata siberiana, nel corso del Novecento, si è riusciti ad ottenere una popolazione domestica sostanzialmente differente rispetto a quella selvatica sia nella forma che nel comportamento. Inoltre alcune popolazioni di animali (elefante, ghepardo) sono facilmente addomesticabili individualmente, ma non si prestano ad un reale processo di addomesticamento tramite selezione artificiale e allevamento in cattività, poiché possono riprodursi solo allo stato brado. Nel caso dell'Elefante si ricorreva alla liberazione e ricattura, oppure si impediva agli animali domestici di riprodursi legandoli nella stagione degli amori (quando i maschi diventano estremamente aggressivi, talvolta anche contro il loro padrone).

Le specie domestiche, quando vengono selezionate per il comportamento mite, la compagnia o come ornamento invece che per la sopravvivenza, possono ammalarsi facilmente: molte sottospecie di meli o di mucche, ad esempio, rischiano l'estinzione; e molti cani con un grande pedigree sembrano portati per problemi genetici.

Un effetto collaterale dell'addomesticamento sono le malattie. Ad esempio, la mucca ha trasmesso all'umanità varie malattie tra cui poxviridae, morbillo, e tubercolosi; i maiali hanno portato l'influenza; e i cavalli i rinovirus. Gli uomini condividono circa sessanta malattie con i cani. Anche molti parassiti hanno la loro origine negli animali domestici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ in Dizionario Treccani
  2. ^ Treccani: L’operazione di domesticare; l’essere domesticato. Anche il risultato, cioè la condizione di domesticità; in senso biologico, stato particolare in cui si trovano gli animali domestici e le piante coltivate, le cui condizioni di alimentazione e riproduzione sono regolate dall’uomo.
  3. ^ Francesca Giusti, La nascita dell'agricoltura: aree, tipologie e modelli, Donzelli Editore, 1996 Cap. VIII - Il complesso di piante e animali domesticati nel vicino oriente e la loro diffusione in Europa.
  4. ^ Il riferimento citato è riportato anche dal Dott. Roberto Marhesini nel libro "A lezione dal mondo animale" edizioni Alberto Perdisa.

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