Mustang (cavallo)

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Un branco di mustang in libertà nello Utah.

I mustang sono una popolazione equina "rinselvatichita", dell'America nord-occidentale (il famoso Far West).

La parola inglese mustang (anche italianizzata in mustango) deriva dallo spagnolo mesteño (o mestengo come si dice in Messico), che significa non domato. Vista la resistenza, la grazia, la velocità e l'indipendenza che li caratterizza, il nome "Mustang" viene spesso usato per prodotti ad alte prestazioni e per le mascotte sportive.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi mustang discendono dai cavalli spagnoli portati in Messico nel Cinquecento. Alcuni dei cavalli sfuggirono o furono catturati dai nativi, e si diffusero rapidamente in tutta l'area dell'America nord-occidentale. A partire dalla metà dell'Ottocento il patrimonio genetico dei mustang fu arricchito dal contributo dei cavalli dei pionieri (sfuggiti o liberati di proposito). Molti fattori liberavano i propri cavalli d'inverno, perché pascolassero autonomamente, e ricatturavano loro o altri mustang quando, in primavera, ne avevano nuovamente bisogno. Alcuni proprietari miglioravano i branchi locali sopprimendo gli stalloni dominanti e sostituendoli con soggetti di importazione. Questi miglioramenti erano particolarmente efficaci nelle aree aride, in cui i branchi erano isolati e consanguinei nei periodi di siccità.

Si stima che nel 1900, il numero di cavalli inselvatichiti in Nord America fosse di circa un milione. I mustang costituivano una risorsa, perché potevano essere catturati e usati o venduti (soprattutto per usi militari) o macellati, per ottenerne cibo utilizzato, più tardi, soprattutto per gli animali domestici. Venivano anche visti come un fastidio, per il fatto che competevano con il bestiame per i pascoli. Dal 1900 la popolazione dei cavalli selvaggi si è ridotta drasticamente. Oggi, le stime sul numero di mustang liberi sono comprese fra i 40.000 e i 100.000, e la metà è concentrata nel Nevada. Alcune centinaia di mustang liberi sopravvivono nell'Alberta e nella Columbia Britannica.

Attualmente, i mustang sono protetti negli USA nelle aree demaniali. È vietato abbatterli o avvelenarli, e le pene per le violazioni sono severe. Tuttavia, si dà per scontato che molti fattori continuino a farlo nelle zone più remote.

Il Bureau of Land Management controlla la popolazione dei mustang attraverso un programma di catture, con lo scopo dichiarato di gestire la competizione con il bestiame bovino. La maggior parte dei cavalli catturati sono offerti in adozione. Nel gennaio 2005, tuttavia, il Congresso degli Stati Uniti ha modificato questo programma, per consentire la vendita per macellazione dei cavalli "di più di dieci anni" o "proposti inutilmente per l'adozione per almeno tre volte". Si immagina di inviare la carne di cavallo ottenuta da questo programma in Europa o in Giappone, dove spunta alti prezzi ed è considerata una prelibatezza.

Nel Nebraska i bianchi si imbatterono nei Pawnee, tribù nativa, in origine stanziata sul fiume Platte; fin dalla prima metà del XVII secolo, gli indiani raziavano le fattorie dei coloni alla ricerca di cavalli. Il termine pony" fu utilizzato in riferimento all'omonima tribù, per indicare i loro piccoli e velocissimi cavalli: i mustang. Così, l'altezza del pony è considerata al garrese non più di 148 cm. A seconda delle scuole anche sino 149-50 cm al garrese. I veri allevatori di cavalli pellerossa, però, furono i Nez Percé (quelli che i bianchi chiamavano i Nasi Forati), che vendevano gli esemplari meno di qualità ed incrociavano gli esemplari migliori. Ottennero soggetti docili con mantelli dai colori stupendi: Appaloosa, dal fiume Palouse, dove erano stanziati. Nel 1800 a causa dei giacimenti d'oro, i Nez Percé furono costretti ad abbandonare i terreni di caccia ancestrali ed a dirigersi nella riserva. Durante l'attraversamento del fiume Snake in piena, gran parte della mandria, circa 2000 cavalli, fu spazzata via.

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