Museo della civiltà contadina e pastorale

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Museo della civiltà contadina e pastorale
Padiglione Torlonia museo attività pastorali.jpg
Teche espositive e illustrazioni all'interno del padiglione
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàAvezzano
Indirizzovilla Torlonia
Caratteristiche
Tipoetno-antropologico
AperturaXX secolo
Sito web

Coordinate: 42°01′52.8″N 13°25′22″E / 42.031333°N 13.422778°E42.031333; 13.422778

Il Museo della civiltà contadina e pastorale è un museo collocato all'interno del padiglione Torlonia ad Avezzano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni successivi al terremoto della Marsica del 1915 il museo permanente della civiltà contadina e pastorale è ospitato all'interno del padiglione[1][2].

Nel 1977, in occasione delle celebrazioni per il centenario del prosciugamento del lago Fucino e del venticinquennale della riforma agraria, è stato esposto del materiale proveniente da alcune collezioni private di Cerqueto, Lanciano e Roio[3]. I componenti lignei e la volta del padiglione sono stati restaurati negli anni ottanta dall'artista marsicano Pasquale Di Fabio[2].

Nel 2016 è stato completato il nuovo restauro del Padiglione Torlonia finanziato dall'Associazione nazionale costruttori edili della provincia dell'Aquila e promosso dall'ente Regione Abruzzo[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Diversi i materiali e gli arnesi esposti che hanno così trovato spazio in un ambiente che nella storia è stato appannaggio esclusivo della nobiltà: stecca di busto femminile in legno di faggio, ciocie, bastoni lignei, telai, pettini e licci dei telai, rocchetti, fusi e navette da telaio, anelli da basto per legare le corde, sfibratori battenti e pettini per lavorare la canapa, sellone da carretto, sella da monta, lucerne, coppelle, marchi in legno e ferro per bestiame, giogo per buoi, fucili da avancarica, aratri, rastrelli, forcine, cappelli da pastore, organetti tipo "Dù Bott", attrezzi per dissodare e lavorare la terra[5].

Sulle pareti sono collocate fotografie inedite del lago Fucino e dei paesi ripuari che vivevano dell'abbondante pescosità delle acque. Vi sono conservate, infine, delle illustrazioni ottocentesche del viaggiatore inglese Edward Lear che raffigurano a china gli scenari paesaggistici del territorio[6]. Un elemento che lo caratterizza è rappresentato da otto motti dipinti su legno, relativi al mondo agricolo ed alla sua importanza economica e sociale[7][8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Museo della civiltà contadina e pastorale, Conoscere.AbruzzoTurismo.
  2. ^ a b Il parco Torlonia ad Avezzano, un gioiello da restituire alla città e ai cittadini, Il Centro. URL consultato il 27 giugno 2018.
  3. ^ Servidio, Radmilli, Letta et al., 1977, p. 9.
  4. ^ Rinasce chalet dei Torlonia ad Avezzano, Ansa, 16 aprile 2016. URL consultato il 27 giugno 2018.
  5. ^ Altobelli, 2003, pp. 50-55.
  6. ^ Villa Torlonia Avezzano (AQ), You Can Go. URL consultato il 3 agosto 2016.
  7. ^ Villa Torlonia Avezzano, Visit Abruzzo, 21 dicembre 2012. URL consultato il 3 agosto 2016.
  8. ^ Gabriele Altobelli, Villa Torlonia: il parco, Terre Marsicane. URL consultato il 3 agosto 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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