Santuario della Madonna di Pietraquaria

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Santuario della Madonna di Pietraquaria
Facciata Pietraquaria.jpg
Santuario della Madonna di Pietraquaria
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località Avezzano
Religione cattolica
Titolare Maria, madre di Gesù
Ordine Frati minori cappuccini
Diocesi Avezzano
Stile architettonico barocco-neoclassico
Inizio costruzione XVII secolo (ricostruzione)
Completamento XVII secolo
Sito web Sito della diocesi

Coordinate: 42°02′30.24″N 13°40′04.76″E / 42.041733°N 13.667989°E42.041733; 13.667989

Il santuario della Madonna di Pietraquaria è situato sul monte Salviano a circa 1.000 metri slm nel territorio comunale di Avezzano, in Abruzzo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Madonna di Pietraquaria a protezione della città di Avezzano (Incisione di Fedele De Bernardinis, 1791)
Icona della Madonna di Pietraquaria (Autore ignoto, XIII-XIV secolo)

Prima del 1268, nel Medio Evo la località di Pietra Aquaria era un centro popolato appartenente alla contea di Albe, in cui sorgeva una chiesa dedicata a Santa Maria, una a San Giovanni ed una a San Pietro. Nella chiesa dedicata a Maria c'era un quadro della Madonna, venerata non solo dagli abitanti del luogo, ma anche da quelli dei paesi vicini. Le vicende storiche della Battaglia di Tagliacozzo nei Piani Palentini tra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò, portarono alla distruzione del centro di Pietra Aquaria e costrinsero gli abitanti a riunirsi a quelli di Avezzano in Piazza Pantano. L'immagine della Vergine rimase tra le mura diroccate della chiesa[1].

La ricostruzione della chiesa avvenne per opera degli avezzanesi alcuni secoli dopo, in seguito a vicende tramandate in alcune leggende. Si narra di un pastorello sordomuto di Avezzano a cui un giorno, mentre pascolava il suo gregge sul monte Salviano contemplando le acque del magnifico lago del Fucino, apparve la Madonna vestita di bianco. Ella si rivolse a lui con dolci parole, che miracolosamente il sordomuto riuscì ad ascoltare. Il pastorello scese di corsa dal monte Salviano e raggiunta Avezzano si recò dal parroco, al quale riuscì a riferire quanto gli era stato raccomandato, e cioè di non indugiare ancora nella ricostruzione della chiesa e di riporre degnamente la sacra immagine sull'altare. Una cappella situata lungo la via Crucis del Salviano conserva la pietra dove, secondo la leggenda, il cavallo che trasportò la Madonna incise con un colpo il proprio zoccolo.

Lo storico Tommaso Brogi ha confermato che l'origine del nome si è avuta nel corso dei lavori per l'ampliamento del piazzale antistante il santuario: durante lo scavo e la demolizione della roccia in quella zona apparvero ben delineati e distanziati i suddetti vani-cisterna; furono inoltre rinvenuti dei canali pietrosi che si suppone servissero per scaricare l'acqua dai serbatoi[2].

Altre leggende raccontano di una fitta pioggia "miracolosa" caduta su Avezzano proprio il 27 aprile 1779, quando l'immagine della Madonna, di epoca ignota e in stile bizantino, fu portata in processione solenne per la prima volta. Il grave terremoto della Marsica del 1915 non colpì gravemente la chiesa che resistette alla scossa rimanendo quasi intatta, benché tutta Avezzano fosse stata quasi del tutto rasa al suolo.

È storia certa che 27 aprile del 1944, le fortezze volanti degli Anglo-americani si levarono in volo per radere al suolo la città, importante snodo ferroviario. Una fitta nube ricoprì quel giorno la città e le forze degli Alleati si diressero quindi su Cassino. Il 1º gennaio del 1978, Maria Santissima di Pietraquaria è stata proclamata Patrona della Città di Avezzano[3].

La Confraternita di Maria SS. di Pietraquaria è stata fondata nel 1891. Dal 1878 il Santuario è custodito dai frati cappuccini, prima di loro da eremiti laici. Il 13 gennaio 1915, durante il terremoto della Marsica il santuario e il convento adiacente non subirono alcun danno dal sisma, e fu possibile ospitare i religiosi venuti in aiuto dei superstiti.

In occasione del trentennale della visita in terra dei Marsi di Papa Giovanni Paolo II (24 marzo 1985-24 marzo 2015) la Pro Loco di Avezzano ha inaugurato un mosaico, realizzato dall'artista Rita Monaco, raffigurante Papa Karol Wojtyla ed una teca contenente alcuni reperti della visita custoditi come reliquie[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata e campanile

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto è a croce latina con navata unica. La facciata è intonacata di bianco con quattro piccoli contrafforti che sostengono un cornicione mosaicato d'oro con la scritta "AVE MARIA".

L'architrave è anche essa decorata da un mosaico dedicato alla Madonna. Il campanile sulla sinistra è una torre senza cuspide in pietra grezza. Accanto al campanile si snoda un portico che termina in un edificio rettangolare irregolare che è la casa dei padri cappuccini e dei pellegrini, annesso al quale si trova la Domus Mariae, realizzata negli anni cinquanta e utilizzata per ritiri spirituali, la cui custodia è affidata alle suore benedettine di carità.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Dentro è a navata unica, con le volte intonacate di bianco. L'abside è molto allargata con decorazioni geometriche. Gli altari in tutto sono tre con altre due nicchie. Alcuni affreschi riproducono le scene dei miracoli compiuti dalla Vergine; di rilievo il grande quadro originale raffigurante la Madonna col bambino collocato in una nicchia d'onice sulla parete di fondo dell'abside. Le vetrate sono state realizzate nel 1992 dall'artista Marcello Ercole[5][6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Santuario Madonna di Pietraquaria, Frati minori cappuccini d'Abruzzo.
  2. ^ Brogi, pag.25
  3. ^ Madonna di Pietraquaria, TerreMarsicane.
  4. ^ Reliquie e mosaico di Papa Wojtyla (trentennale visita), TerreMarsicane.
  5. ^ Santuario della Madonna di Pietraquaria, Diocesi di Avezzano.
  6. ^ Santuario della Madonna di Pietraquaria, MariaDiNazareth.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tommaso Brogi, Il santuario ed il castello di Pietraquaria nella Marsica, Ist. Grafico Tiberino, Roma, 1954.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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