Aia dei Musei

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Aia dei Musei
Aia dei Musei Avezzano 2017.jpg
Esposizione di documenti e reperti lapidei
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàAvezzano
Indirizzovia Nuova, 33
Caratteristiche
Tipolapidario, multimediale
Istituzione1888
Apertura19 agosto 1888
ProprietàAvezzano
GestioneAssociazione culturale Antiqua
Sito web

Coordinate: 42°01′18.2″N 13°26′23.3″E / 42.021722°N 13.439806°E42.021722; 13.439806

L'Aia dei Musei è un polo espositivo museale situato nella città di Avezzano, in Abruzzo. Ospita il museo del prosciugamento del Fucino[1] e il museo lapidario marsicano. Quest'ultimo venne ufficialmente inaugurato il 19 agosto 1888, risultando uno dei primi musei allestiti nella regione abruzzese, pochi anni dopo il prosciugamento del lago Fucino in seguito al quale tornarono alla luce epigrafi e vari reperti provenienti dal territorio fucense e marsicano[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ara funeraria di Poppedia Secunda

Il museo lapidario, istituito ufficialmente dal comune di Avezzano il 5 giugno 1888 e inaugurato il 19 agosto dello stesso anno alla presenza del ministro della Pubblica Istruzione Paolo Boselli[3], raccoglie più di cento lapidi di epoca romana, medievale e rinascimentale, quasi tutte di carattere funerario, rinvenute in diversi centri marsicani. L'allestimento fu possibile grazie alle donazioni di privati cittadini e dei cultori della storia della Marsica[4]. I reperti, sistemati per alcuni anni nel convento situato accanto alla chiesa di San Francesco (la contemporanea chiesa di San Giovanni Decollato), a circa venti anni dal disastroso terremoto del 1915 furono collocati in alcuni locali del nuovo palazzo municipale, grazie all'ingegnere capo del Genio civile Loreto Orlandi.

Nel 1989 il museo venne riallestito negli stessi locali municipali che furono ristrutturati grazie all'impegno del funzionario comunale, Enrico Vilsino Veri.

Dal primo maggio 2012 il museo è stato collocato all'interno del polo espositivo Aia dei Musei, presso alcuni locali dell'ex mattatoio comunale[5].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Sala Il filo dell'acqua

Museo lapidario marsicano[modifica | modifica wikitesto]

Erano sette le sezioni che originariamente componevano il museo lapidario:

  • Sezione A: lapidi ed epigrafi di epoca romana;
  • Sezioni B e C: pietre, steli e porte tombali, nonché i portali delle chiese di San Nicola di Avezzano e San Sebastiano di Paterno distrutte dal terremoto della Marsica del 1915;
  • Sezione D: stele funerarie che raffigurano porte di abitazioni e tombe (tra queste quella di San Sebastiano dei Marsi, ritrovata nel 1800)[6];
  • Sezione E: le statue;
  • Sezione F: gli stemmi;
  • Sezione G: raccolte di ceramiche.

Aia dei Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il polo museale Aia dei Musei è stato inaugurato nel 2012 con l'allestimento di due sezioni:

Le parole della pietra
Dedicata all'ingegnere Loreto Orlandi[7] in cui sono raccolti i reperti dell'ex museo lapidario di Avezzano. Sono esposte più di cento lapidi di epoca romana, medievale e rinascimentale che testimoniano gli aspetti sociali, politici e anche religiosi degli abitanti della Marsica in epoche remote. In una piccola sala, dedicata alla città di Avezzano antecedente al terremoto del 1915, sono esposti alcuni antichi stemmi gentilizi, il portale laterale della chiesa scomparsa di San Nicola, i capitelli, l'acquasantiera e la campana della distrutta collegiata di San Bartolomeo, vari elementi di architettura urbana e resti degli antichi palazzi crollati con il sisma. Reperti di varie epoche come insegne ed iscrizioni, conservati nonostante il terremoto marsicano e i pesanti bombardamenti della seconda guerra mondiale, fanno parte della nuova collocazione. In particolare le epigrafi riferibili a noti personaggi di epoca imperiale come il dittatore romano Silla e il capo della Lega italica, nonché condottiero dei Marsi, Poppedio Silone. Esposta la pietra tombale originale di Poppedia Secunda, rinvenuta nel 1814 nei pressi di Ortona dei Marsi; la donna con ogni probabilità proveniva dalla stessa tribù di Poppedio Silone, la gens Poppedia del Giovenco. Un calco dell'ara funeraria si trova nel museo della civiltà romana[8]. Nella sezione sono collocate varie lapidi provenienti da diverse aree di interesse archeologico come Alba Fucens, Marruvium, Lucus Angitiae e Milonia.
Il filo dell'acqua
Intitolata a Cesare Borsa[9], rappresenta il museo del prosciugamento del lago Fucino, una delle grandi opere idrauliche di tutti i tempi. L'allestimento multimediale illustra la grande impresa ingegneristica ed idraulica dall'epoca romana all'Ottocento. Il Prosciugamento del terzo lago più esteso d'Italia modificò la condizione sociale, culturale ed economica degli abitanti della Marsica e delle aree limitrofe[10].

All'ingresso del museo è situata una sala riservata alle mostre d'arte contemporanea dedicata alla memoria del dirigente comunale Enrico Vilsino Veri[7], mentre il polo museale è intitolato a Giovanni Bozzi[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nino Motta, Aia dei Musei, riapertura dopo tre anni, Il Centro, 18 febbraio 2017. URL consultato il 19 aprile 2018.
  2. ^ Fiorenzo Catalli, Museo Lapidario, Terre Marsicane. URL consultato il 31 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2018).
  3. ^ Pagani, 1966, vol. 2, p. 611.
  4. ^ Catalli, 1998, pp. 5-7.
  5. ^ Aia dei Musei - Polo museale di Avezzano, Conoscere - Abruzzo Promozione Turismo. URL consultato il 19 aprile 2018.
  6. ^ Ermanno Grassi (a cura di), San Sebastiano dei Marsi, valledelgiovenco.it. URL consultato il 19 aprile 2018.
  7. ^ a b Due sale dell'Aia dei Musei dedicate a Loreto Orlandi ed Enrico Vilsino Veri, Comune di Avezzano, 1º giugno 2017. URL consultato il 7 giugno 2017.
  8. ^ Calco ara funeraria Poppedia Secunda, ResearchGate. URL consultato il 20 aprile 2019.
  9. ^ a b L'Aia dei Musei celebra Giovanni Bozzi e Cesare Borsa, Terre Marsicane, 12 maggio 2012. URL consultato il 7 giugno 2017.
  10. ^ Le due nuove sale dell'Aia dei Musei, L'Editoriale, 25 novembre 2013. URL consultato il 7 giugno 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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