Conti di Segni

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Stemma della famiglia Conti

Coa fam ITA conti.jpg

Blasonatura
Di rosso, all'aquila col volo abbassato scaccata d'oro e di nero, membrata e imbeccata d'oro.

I Conti (de' Conti o De Comitibus) noti anche come Conti di Segni (de Comitibus Signie) furono un'antica e illustre famiglia baronale romana nota con certezza da Trasimondo, appartenente al notabilato locale della zona di Segni, padre di Lotario futuro papa Innocenzo III. Diede alla Chiesa con Michelangelo, un altro papa con il nome di Innocenzo XIII oltre a vari cardinali ed ecclesiastici. Si distinse inoltre con numerosi e famosi uomini d'arme come Alto, Grato, Appio, Lotario e Torquato, fedele di Urbano VIII (che lo creò duca di Guadagnolo), Feldmaresciallo del Sacro Romano Impero, soprannominato Il Diavolo per la crudeltà dimostrata sul campo di battaglia durante la guerra dei trent'anni in Pomerania.

Simboli della loro potenza feudale in Roma erano la Torre delle Milizie e la Torre dei Conti[1] originariamente alta circa 60 m., presso l'odierno Largo Corrado Ricci a ridosso dei Fori Imperiali, fatte costruire da Innocenzo III per la sua famiglia; a loro pervenne nel sec. XVIII il palazzo poi detto dei duchi di Poli a cui venne addossata la fontana di Trevi.

La stirpe si divise in numerosi rami, di cui i principali furono quelli dei conti di Segni e Valmontone e dei duchi di Poli e Guadagnolo.

Il ramo dei conti di Segni e Valmontone, si estinse con Donna Fulvia (m. 1611) che aveva sposato il conte Mario Sforza di Santa Fiora: la loro discendenza è rappresentata dagli attuali principi Sforza Cesarini. Il ramo dei duchi di Poli, che ebbe da Papa Martino V Colonna (la cui madre era una Conti), la dignità di Gran Maestro del Sacro Ospizio si estinse invece con la morte di Don Michelangelo, nel 1808. Ciononostante, erano presenti diversi rami cadetti nella zona di Poli, anche se non sono documentate notizie rilevanti.

La torre dei Conti

La famiglia è ritenuta derivante dai conti di Anagni intesi come ipotetico ramo o consanguinei dei Conti di Tuscolo, non è tuttavia ancora dimostrato con documenti probanti la discendenza del capostipite Trasimondo da tale stirpe, e in particolare la dicitura "di" Segni, che appare essere solo come luogo di provenienza e non di dominio feudale, che acquisirono invece solo nel tardo medioevo grazie ai favori e all'azione "nepotista" del Pontefice Innocenzo III che beneficando con numerosi feudi il fratello maggiore Riccardo, provvide ad accrescere notevolmente la fortuna della famiglia, rendendola una delle più potenti della Campagna e facendola inserire nel ristretto novero dei baroni romani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ l'alternanza dei colori alla base della torre ottenuti con due tipi di pietrame bianco e scuro a richiamare i colori dello stemma, farebbe propendere perché uno degli smalti dovrebbe essere l'argento e non l'oro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario Biografico degli Italiani, Ed. Treccani, v. alle singole voci della famiglia.
  • Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, Tipografia Emiliana, Venezia, 1840-1861.

Cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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