Suora

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La suora (dal latino sŏrŏr, sororis, ovvero sorella), nella Chiesa cattolica, è una donna che ha pronunciato voti pubblici e semplici di povertà, obbedienza e castità e che conduce vita fraterna in una congregazione religiosa canonicamente eretta dalla legittima autorità ecclesiastica.[1][2]

Le congregazioni di suore di diritto pontificio sono elencate nell'Annuario pontificio.[1][3]

A differenza delle monache (che emettono voti solenni e appartengono a ordini religiosi antichi), generalmente le suore non vivono in clausura ma si dedicano a opere di apostolato attivo, come l'assistenza ad anziani e ammalati o l'istruzione e l'educazione cristiana della gioventù.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scuola francese dell'Ottocento gestita da suore
Suora della congregazione delle Figlie della Sapienza nell'ospedale canadese di Ste. Justine nel 1945
Consiglio generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (2010)

La Chiesa cattolica ha a lungo riconosciuto come religiose esclusivamente le monache che professavano una delle regole approvate (di san Basilio, di sant'Agostino, di san Benedetto...) ed emettevano voti pubblici in forma solenne. Per effetto del decretale Periculoso, emanato da papa Bonifacio VIII nel 1298, tale professione imponeva la stretta clausura; l'obbligo della clausura fu ribadito nel corso del Concilio di Trento e fatto applicare con maggiore severità da papa Pio V.[4]

Benché le comunità femminili senza clausura non potessero ritenersi regolari e non potessero ottenere nessuna approvazione formale da parte della Santa Sede, accanto alle comunità monastiche si svilupparono forme di vita semi-religiosa sia durante il Medioevo (beate, beghine, gesuate, canonichesse secolari, oblate, ospedaliere, penitenti, mantellate, terziarie...) che dopo la celebrazione del Concilio di Trento (convittrici, gesuitesse, dimesse, maestre pie, maricole, orsoline, pinzochere...);[5] a differenza delle monache, le donne di queste comunità mantenevono un forte legame con la società mediante l'esercizio di qualche opera apostolica (cura degli orfani, assistenza agli infermi, educazione delle giovani...) e, in considerazione della loro attività, furono generalmente tollerate dalle autorità ecclesiastiche.[6]

Nel corso del Settecento e, in misura maggiore, dell'Ottocento, tra le comunità femminili semi-religiose si svilupparono le congregazioni che, a differenza delle comunità più antiche organizzate in case autonome, assunsero una struttura centralizzata, con superiora generale, noviziato unico, divisione in province e case filiali.[7] Le sodali delle congregazioni non erano considerate vere religiose e i loro voti non erano ufficialmente accolti dalla Chiesa in quanto voti di religione e pertanto erano chiamati "semplici".[8]

Tale forma di vita, inizialmente solo tollerata, fu formalmente riconosciuta da papa Leone XIII con la costituzione Conditae a Christo dell'8 dicembre 1900 che riconobbe come religiose anche le appartenenti a congregazioni di voti semplici.[7]

Per distingure le religiose di voti solenni, appartenenti agli antichi ordini, da quelle di voti semplici, appartenenti alle congregazioni più recenti, le prime iniziarono a essere definite monache (moniales) e le seconde suore (sorores).[4] Tale terminologia divenne ufficiale solo nel 1917, con la promulgazione del Codice di diritto canonico piano-benedettino, che definisce suore le religiose di voti semplici.[9]

Nel 2000, le maggiori congregazioni religiose femminili di diritto pontificio erano: le Figlie di Maria Ausiliatrice (15855 membri), le Suore di Maria Bambina (5585 membri), le Suore della Misericordia delle Americhe (5400 membri), le Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore (5310 membri), le Suore Scolastiche di Nostra Signora (4659 membri), le Suore di Carità della Santa Croce (4621 membri), la Società del Sacro Cuore di Gesù (3456 membri), le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret (3445 membri), le Piccole Sorelle dei Poveri (3251 membri), le Suore di Carità Domenicane (3087 membri), le Orsoline dell'Unione Romana (2650 membri), le Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (2390 membri), le Figlie della Sapienza (2334 membri) e le Suore del Santissimo Salvatore (2097 membri).[10]

Congregazioni di suore di diritto pontificio[modifica | modifica wikitesto]

Le congregazioni religiose femminili di diritto pontificio, ordinate secondo la parola più caratteristica del titolo, come presentate nell'Annuario pontificio per l'anno 2013.[11]

Maria Michela del Santissimo Sacramento, fondatrice delle Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità
Speranza di Gesù Alhama Valera, fondatrice delle Ancelle dell'Amore Misericordioso
Benedetta Cambiagio Frassinello
Madre Teresa di Calcutta, fondatrice delle Missionarie della Carità
Pauline von Mallinckrodt, fondatrice delle Suore della Carità Cristiana
Marie-Marguerite d'Youville, fondatrice delle Suore Grigie
Teresa Maria della Croce Manetti
Giulia Salzano, fondatrice delle Suore Catechiste del Sacro Cuore
Mary Ward, fondatrice delle Dame Inglesi
Giovanna Elisabetta Bichier des Ages, fondatrice delle Figlie della Croce
Maria di Gesù Deluil-Martiny, fondatrice delle Figlie del Cuore di Gesù
Maria Karłowska, fondatrice delle Suore del Divin Pastore della Provvidenza Divina
Marie Poussepin, fondatrice delle Suore di Carità Domenicane della Presentazione della Santa Vergine
Maria Teresa Bonzel, fondatrice delle Povere Suore Francescane dell'Adorazione Perpetua
Maria della Passione de Chappotin de Neuville, fondatrice delle francescane missionarie di Maria
Maria del Carmelo di Gesù Bambino González-Ramos, fondatrice delle Suore Francescane dei Sacri Cuori
Maria di Sant'Ignazio Thévenet, fondatrice delle Religiose di Gesù-Maria
Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù Visintainer, fondatrice delle Piccole Suore dell'Immacolata Concezione
Maria Marcellina dell'Immacolata Concezione Darowska, fondatrice delle Suore dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Rosa Venerini, fondatrice delle Maestre Pie
Maria Domenica Mazzarello, fondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice
Maria di Gesù d'Oultremont, fondatrice della Società di Maria Riparatrice
Catherine McAuley, fondatrice delle Suore della Misericordia
Marguerite Bourgeoys, fondatrice delle Suore della Congregazione di Nostra Signora
Maria di Sant'Eufrasia Pelletier, fondatrice delle Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore
Teresa Couderc, fondatrice delle Suore di Nostra Signora del Ritiro al Cenacolo
Francesca di Sales Aviat, fondatrice delle Oblate di San Francesco di Sales
Orsola Ledóchowska, fondatrice delle Orsoline del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante
Maria della Croce Jugan, fondatrice delle Piccole Sorelle dei Poveri
Teresa Grillo Michel, fondatrice delle Piccole Suore della Divina Provvidenza
Celina Chludzińska Borzęcka, fondatrice delle Suore della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo
Emilia de Rodat, fondatrice delle Suore della Sacra Famiglia
Chiara Szczęsna, cofondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù
Francesca Saverio Cabrini, fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù
Maddalena Sofia Barat, fondatrice della Società del Sacro Cuore di Gesù
Marie-Anne Sureau Blondin, fondatrice delle Suore di Sant'Anna di Lachine
Giuseppina Vannini, cofondatrice delle Figlie di San Camillo
Paola Frassinetti, fondatrice delle Suore di Santa Dorotea
Francesca Schervier, fondatrice delle Suore dei Poveri di San Francesco
Giovanna Antida Thouret, fondatrice delle Suore di carità
Maria della Croce MacKillop, fondatrice delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore di Gesù
Marie-Rose Durocher, fondatrice delle Suore dei Santi Nomi di Gesù e Maria
Katharine Mary Drexel, fondatrice delle Suore del Santissimo Sacramento
Maria Pia Mastena, fondatrice delle Suore del Santo Volto
Maria Helena Stollenwerk, fondatrice delle Missionarie Serve dello Spirito Santo

Le congregazioni religiose femminili di diritto pontificio dipendenti dalla Congregazione per le Chiese orientali come elencate nell'Annuario pontificio per l'anno 2013.[12]

Giosafata Hordaševska, fondatrice delle Ancelle della Beata Vergine Maria Immacolata

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Treccani.it, Enciclopedia on-line, treccani.it.
  2. ^ Direttorio canonico..., p. 43.
  3. ^ Ann. Pont. 2013, pp. 1483-1675.
  4. ^ a b Giancarlo Rocca, DIP, vol. X (2004), col. 703.
  5. ^ Giancarlo Rocca, DIP, vol. X (2004), col. 719.
  6. ^ Giancarlo Rocca, DIP, vol. X (2004), col. 720.
  7. ^ a b Giancarlo Rocca, DIP, vol. X (2004), col. 722.
  8. ^ Direttorio canonico..., p. 53.
  9. ^ CIC (1917), can. 488, n. 7.
  10. ^ DIP, vol. X (2004), tab. n. 8, coll. 813-814
  11. ^ Ann. Pont. 2013, pp. 1483-1671.
  12. ^ Ann. Pont. 2013, pp. 1671-1675.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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