Conti di Tuscolo

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Conti di Tuscolo
Comites de Tusculana
Tuscolo-conti-aquila.jpg
D'oro all'aquila di nero coronata dello stesso.
StatoFlag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio
TitoliCroix pattée.svg Papa
Croix pattée.svg Conte del Sacro Palazzo Lateranense
Croix pattée.svg Senatore di Roma
FondatoreGregorio dei conti di Tuscolo
Ultimo sovranoRainone dei conti di Tuscolo
Data di fondazioneX secolo
Data di estinzioneXII secolo
EtniaItaliana
Rami cadetti

La famiglia dei Conti di Tuscolo (in latino Comites de Tusculana o de Tusculo) è stata una famiglia nobile italiana, appartenente al gruppo delle famiglie baronali romane, che governò su gran parte dell'Agro Romano e dei Colli Albani tra il X e il XII secolo, influenzando le vicende interne di Roma, dello Stato Pontificio e della stessa Chiesa cattolica attraverso il cosiddetto "papato di famiglia"[1].

Il "papato di famiglia" era una formula politica che risolveva il problema della convivenza tra il potere civile e quello religioso, contrariamente al sistema politico diarchico adottato da Alberico di Spoleto che vedeva il potere civile sotto il suo controllo e quello religioso in mano a pontefici di sua scelta. In punto di morte, Alberico, sapendo che dopo di lui il sistema diarchico non avrebbe più funzionato e temendo l'intervento di Ottone I di Sassonia, volle unificare i due poteri facendo giurare ai nobili romani di eleggere, dopo la morte di papa Agapito II, suo figlio Ottaviano, che divenne, un anno dopo, papa Giovanni XII[2].

La roccaforte feudale di questa famiglia, che a Roma era attestata presso la Basilica dei Santi XII Apostoli, fu l'antica città di Tusculum, fondata in epoche remote prima della stessa Roma e rasa al suolo nel 1191 con il declinare della potenza dei Conti tuscolani: oggi di essa rimangono gli interessanti scavi archeologici di Tusculum, siti nei Castelli Romani, in un'area ricadente nei comuni di Grottaferrata, Monte Compatri e Monte Porzio Catone. Il titolo di conte in realtà non deriverebbe tanto dal rapporto di feudalità con la cittadina di Tuscolo, ma dal loro titolo di conti del Sacro Palazzo Lateranense.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo membro della famiglia menzionato dagli atti ufficiali è Gregorio, che nel 986 risulta essere senatore dei romani (romanorum senator) e nel 999 prefetto navale (praefectus navalis)[3]. Gregorio potrebbe essere figlio di Alberico II di Spoleto ed imparentato con Marozia, sua nonna, e Teodora, sua bisnonna, cioè con i protagonisti e le protagoniste del periodo della pornocrazia romana; secondo altri è invece figlio di Teofilatto "vestararius" e Marozia, figlia di Teodora, a sua volta sorella della prima Marozia. Secondo la prima ipotesi sarebbe inoltre fratello di Ottaviano, ossia papa Giovanni XII, mentre secondo la seconda ipotesi nipote diretto di Teofilatto (padre omonimo di suo padre e quindi nonno) ed avallerebbe una discendenza maschile (i Tuscolani e i Colonna) da quest'ultimo. Gli interessi di questa famiglia a Roma sono testimoniati dalla donazione di Palestrina fatta da papa Giovanni XIII a sua sorella Stefania, senatrice romana, figlia di Giovanni Crescenzi[4], congiunta di Alberico II ed antenata dei Conti di Tuscolo che domineranno in seguito sulla zona.

Dall'unione dei suddetti Teofilatto e Teodora nacquero Marozia e Teodora. Marozia, sposatasi con Alberico di Spoleto, fu madre di Alberico ed ebbe inoltre un figlio illegittimo, Giovanni, avuto nel 907 da una sua relazione extraconiugale con papa Sergio III[A 1].

Alberico, figlio di Marozia ed Alberico di Spoleto, ebbe Ottaviano, divenuto papa col nome di Giovanni XII. Suo nipote Gregorio, figlio di Teofilatto "vestararius", fu il primo a portare il titolo e la denominazione di Conte di Tuscolo ed ebbe tre figli e una figlia: Alberico, Teofilatto e Romano e Marozia[5][6][7]. Teofilatto e Romanno divennero papi rispettivamente nel 1012 e nel 1024 con i nomi di Benedetto VIII e Giovanni XIX. Alberico, figlio di Gregorio, fu a sua volta padre di Teofilatto, divenuto papa col nome di Benedetto IX, Gregorio, Pietro e Ottaviano.

Gregorio, figlio di Alberico, ebbe – tra gli altri – Gregorio, che succedesse alla guida della famiglia. Pietro, altro figlio di Gregorio, diede origine alla famiglia Colonna. Da Gregorio seguirono, nell'ordine Tolomeo I e Tolomeo II. Quest'ultimo fu padre di Gionata, Rainone e Giordano, che guidarono la famiglia fino al 1167, anno in cui dei tre rimase in vita solo Rainone.

La famiglia, che nella metà del XII secolo aveva visto la cessione al papa della metà di Tuscolo da parte dei cugini Oddone e Carsidonio Colonna[8], andò incontro ad un progressivo ed irreversibile declino. Nel 1191 Rainone prese parte alla battaglia di Prata Porci, nella quale fu distrutta Tuscolo dai romani. Con la morte dei tre fratelli ebbe fine la famiglia dei Conti di Tuscolo, della quale sopravvisse solo la discendenza di Rainone, che costituì la famiglia Sant'Eustachio.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportato l'albero genealogico dei Conti di Tuscolo dal capostipite Gregorio, vissuto nel X secolo, fino agli ultimi discendenti, deceduti nel XII secolo, stilato secondo una ricostruzione dello storico Ferdinand Gregorovius[9][10]:

 Gregorio[A 2]
 
 
 Teofilatto[A 3]
 
  
 Marozia[A 4]
Teodora
 
  
 Giovanni[A 5]
(illegittimo)
Alberico[A 6]
 
  
 Teofilatto
Ottaviano[A 7]
 
 
 Gregorio[A 8]
 
    
 Alberico III[A 9]
Teofilatto[A 10]
Romano[A 11]
Marozia
 
    
 Teofilatto[A 12]
Gregorio II
Pietro
Ottaviano
 
    
Teodora
Giovanni
Pietro[A 13]
 Gregorio III
  
      
 Linea dei Colonna
Octicons-arrow-small-down.svg
Tolomeo[A 14]
Gregorio
Pietro
Egidio
Isdara
 
 
 Tolomeo[A 15]
 
   
 Gionata
Rainone[A 16]
Giordano
 
 
 Linea dei Sant'Eustachio
Octicons-arrow-small-down.svg

Altre ramificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Rainone, figlio del senatore di Roma Tolomeo II, ebbe come figli Agapito ed Ottolino, anch'essi senatori[11][12], i quali fondarono la famiglia Sant'Eustachio, così denominata in onore dell'omonimo santo[13], del quale si ritenevano falsamente discendenti, che possedette i feudi di Cantalupo in Sabina, Forano e Poggio Catino[14].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Alla famiglia dei Conti di Tuscolo vengono attribuiti alcuni stemmi araldici tuttora esistenti nell'Abbazia di San Nilo di Grottaferrata, di cui furono fondatori e protettori. Si tratta di scudi realizzati in mosaico tra la fine del XIII secolo e primi anni del XIV secolo, blasonabili di rosso all'aquila scaccata d'oro e di nero. Tali reperti spetterebbero tuttavia ad una famiglia di sua derivazione, quella dei Conti di Segni, che ebbe, anch'essa, forte influenza sull'abbazia. In realtà lo stemma dei Conti di Tuscolo era d'oro all'aquila di nero coronata dello stesso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ La relazione tra Marozia e papa Sergio III è controversa: gran parte degli autori ha accettato il racconto di Liutprando di Cremona, mentre una minoranza, che comprende storici come Paolo Brezzi e Pietro Fedele, la considera infondata.
  2. ^ Capostipite dei Conti di Tuscolo.
  3. ^ Si sposò con Teodora.
  4. ^ Si sposò prima con Alberico di Spoleto, poi con Guido di Toscana e infine con Ugo di Provenza. Ebbe inoltre una relazione extraconiugale con papa Sergio III.
  5. ^ Papa col nome di Giovanni XI.
  6. ^ Si sposò con Alda di Provenza.
  7. ^ Papa col nome di Giovanni XII.
  8. ^ Si sposò con Maria Crescenzi.
  9. ^ Si sposò con Ermellina.
  10. ^ Papa col nome di Benedetto VIII.
  11. ^ Papa col nome di Giovanni XIX.
  12. ^ Papa col nome di Benedetto IX.
  13. ^ Da lui discese la famiglia Colonna.
  14. ^ Si sposò con Dulcisia.
  15. ^ Si sposò prima con Berta di Franconia e poi con Tropea Pierleoni.
  16. ^ Da lui discese la famiglia Sant'Eustachio.
Riferimenti
  1. ^ Valeria Guarnieri, I Conti di Tuscolo (999-1179). Caratteri delle vicende familiari, dell'assetto patrimoniale e del loro "adelspapsttum", su tesionline.it. URL consultato il 17 luglio 2009.
  2. ^ Claudio Rendina, I papi: storia e segreti, vol. 1, pp. 326-327.
  3. ^ Ferdinand Gregorovius, vol. 7, p. 12.
  4. ^ Ferdinand Gregorovius, vol. 6, p. 367.
  5. ^ Franco Lazzari, I Teofilatti nel necrologio del sec. XI del monastero dei SS. Ciriaco e Nicola in via Lata, in Annali del Lazio meridionale, 14/2 n. 28, 2014.
  6. ^ Umberto Longo, Gregorio di Tuscolo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 59, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
  7. ^ Valeria Beolchini, p. 55.
  8. ^ Valeria Beolchini, p. 91.
  9. ^ Ferdinand Gregorovius, vol. 3 e 4.
  10. ^ Conti di Tuscolo, su fmg.ac.
  11. ^ Claudio De Dominicis, Membri del Senato della Roma pontificia. Senatori, conservatori, caporioni e loro priori e lista d'oro delle famiglie dirigenti (secc. X-XIX), pp. 157-158.
  12. ^ Luigi Pompili Olivieri, Gaetano Moroni e Josè Maria Fonseca de Evora, Il Senato romano nelle sette epoche di svariato governo, p. 190.
  13. ^ Sandro Carocci, Baroni di Roma. Dominazioni signorili e lignaggi aristocratici nel Duecento e nel primo Trecento, Roma, 1993, pp. 405-410.
  14. ^ Francesco Paolo Sperandio, Sabina sagra e profana, antica e moderna, Roma, 1790, pp. 130-131 e 157-158.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valeria Beolchini, Tusculum: una roccaforte dinastica a controllo della valle latina, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2006.
  • Pierluigi Galletti, Storia genealogica de' Conti Tuscolani, Stefaneschi e Paparoni, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1790.
  • Ferdinand Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medioevo, Roma, 1871.
  • Valeria Guarnieri, I Conti di Tuscolo, Frascati, Poligrafica Laziale, 2007.
  • Tietmaro di Merseburgo, Chronicon.
  • Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Roma, 1851.
  • Giancarlo Zingoni, I Tuscolani. Storia di una famiglia romana tra il X e il XII secolo, Roma, Libreria Gremese, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]