Castello di Lunghezza

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Castello di Lunghezza
Castello di Lunghezza.jpg
Il castello di Lunghezza in una foto degli anni 40
Stato attualeItalia Italia
RegioneLazio
CittàRoma
Coordinate41°55′30″N 12°40′01″E / 41.925°N 12.666944°E41.925; 12.666944Coordinate: 41°55′30″N 12°40′01″E / 41.925°N 12.666944°E41.925; 12.666944
Mappa di localizzazione: Italia
Castello di Lunghezza
Informazioni generali
TipoFortezza medievale, Castello
CostruzioneXII secolo-XVI secolo
Proprietario attualeRoma Capitale
VisitabileSi
Sito web
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Il castello di Lunghezza è un castello medievale che dà il nome alla località di Lunghezza, nel comune di Roma. Si trova tra via Collatina e via Tiburtina.

Oggi è una struttura ricettiva ed è classificato monumento nazionale.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Evo antico[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti umani nella zona ove ora sorge il castello risalgono all'età paleolitica e a quella del Bronzo. Successivamente questa rupe di tufo divenne sito di una gloriosa cittadella detta Collatia. Nel sottosuolo del castello vi sono ancora, parzialmente visibili, resti dei luoghi in cui si svolsero avvenimenti che determinarono la cacciata di Tarquinio il Superbo da Roma: l'iniziativa fu presa da parte di Lucio Giunio Bruto e Lucio Tarquinio Collatino, signore della cittadella e marito di Lucrezia, che si uccise dopo essere stata oltraggiata da Sextius, figlio del superbo.

Il castello è perciò legato alla nascita della repubblica romana[1].

Medio evo[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie più antiche del casale di Longitia risalgono al 752 d.C. quando un monaco Teudone ne faceva vendita alla Abbazia di Farfa che iniziò a trasformarlo in monastero fortificato abitato dai monaci Benedettini dai quali risulta essere passata all'abbazia di San Paolo fuori le mura sin dal 960 ed alla quale venne confermata nella bolla del 1074 di papa Gregorio VII[2].

Questo feudo fu protetto dal 1242 dalla potente famiglia Conti di Poli alleati con la chiesa. Questa alleanza però terminò traumaticamente nel 1297 quando i Conti, alleatisi con i Colonna, decisero di appropriarsi di tutta la terra. Nella disputa si inserì papa Bonifacio VIII - che vi soggiornò, come pure Jacopone da Todi - con il suo alleato Raimondo Orsini. Tutto terminò ad Anagni nel 1303, in occasione dell'oltraggio portato da Sciarra Colonna al Papa. La guerra si accese e gli Orsini, insieme al Papa, scacciarono i Conti da Lunghezza.

Il feudo rimase di proprietà dell'abbazia ostiense fino a quando venne venduto nel 1518 ad Alfonsina Orsini sposa di Piero de' Medici. Nel XVI secolo il feudo fece parte della dote di Clarice de' Medici (zia di Caterina, futura regina di Francia): si tratta della protettrice di Michelangelo Buonarroti, la quale sposò Filippo Strozzi. La fortezza subì grandi trasformazioni affinché diventasse una lussuosa dimora nobiliare nel cuore della campagna romana.

Il castello, che era stato più volte rimaneggiato, assunse la forma attuale con il restauro voluto dalla famiglia dei Trivulzio nel 1500.

Vi sono passati o vi hanno soggiornato, in quel periodo, Michelangelo Buonarroti, Caterina de' Medici e la famiglia Strozzi.

Evo moderno[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1881 si inserì nella storia il giovane medico e scrittore svedese Axel Munthe, il quale, con la sorella dell'ultimo erede del castello Piero Strozzi, trasformò l'ala più medievale del castello in una clinica di convalescenza. In seguito Munthe sposò una nobile scozzese di nome Hilda Pennington Mellor, che dal padre ebbe in dono il castello di Lunghezza.

Poco prima della seconda guerra mondiale Hilda dovette abbandonare il castello che divenne sede del Comando Generale dell'esercito tedesco.

Nel dopoguerra vi ha soggiornato, tra gli altri, Carlo d'Inghilterra[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia.
  2. ^ Thomas Ashby, La campagna romana al tempo di Paolo III: mappa della campagna romana del 1547 di Eufrosino della Volpaia; riprod. dall'unico esemplare esistente nella Biblioteca Vaticana — Roma, 1914, p.25
  3. ^ Il Castello.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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