Frangipane (famiglia)

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Frangipane o Frangipani[1][2][3][4][5][6][7] è il nome gentilizio di una nobile e potente famiglia romana, ritenuta di antichissima origine, citata almeno dall'XI secolo. Una leggenda vorrebbe che la famiglia discendesse dalla gens Anicia, ovvero da quegli Anicii, cioè invitti, così suonando in italiano il vocabolo greco, cui appartenevano il console Lucio Anicio Gallo (160 a.C.), il filosofo Severino Boezio e l'imperatore d'Occidente Anicio Olibrio, tre sommi pontefici, papa Felice III, papa Gregorio I e papa Agapito I, le sante vergini Romola e Redenta, un sant'Ambrogio ed altri vescovi, martiri ed anacoreti[8][9][10].

Mario Frangipane ultimo discendente della casata romana morto nel 1654 senza eredi, designò con fidecommisso quali propri successori legittimi, in base a relazioni di parentela fondate sulla leggenda per cui nel XII secolo tre fratelli Frangipane si sarebbero stanziati uno presso la Repubblica Veneta, l'altro in Croazia-Dalmazia e l'ultimo in Ungheria: in primo luogo l'esistente ramo dei Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria[11][12][13][14], poi estintosi nel 1671 in linea maschile con la morte dell'ultimo conte Frangipani Francesco Cristoforo di Dalmazia-Croazia-Ungheria[15], sebbene ancora esistente per linea femminile un ramo dei Frangipani di Dalmazia e Croazia confluito dapprima nella famiglia Gliubavaz Frangipani Detrico successicamente nella famiglia dei Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani Detrico[16][17]; in secondo luogo, l'esistente ramo dei Frangipane del Friuli i cui appartenenti il 12 luglio 1805 vennero riconosciuti con bolla papale successori legittimi dei Frangipane romani (Archivio di Stato di Roma) per essere dunque subentrati all'estinto ramo dei Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria[18].

Origini e luoghi: Circo Massimo, Settizonio, Torre Chartularia e Colosseo[modifica | modifica wikitesto]

Le origini auliche della famiglia citano il primo Frangipane, che avrebbe dato il cognome alla famiglia, tale Flavio Anicia, ricco mercante, che nel 717 durante una carestia che afflisse Roma in seguito ad un'alluvione del Tevere, passando per le vie dell'Urbe con una barca distribuì pane ai bisognosi, i quali gridavano: frange nobis panem. Da qui frangere panem, spezzare il pane, che avrebbe dato origine al cognome[19][20][21].

I documenti disponibili citano un Petrus Frajapane de Imperato o Imperator che a metà del X secolo era descritto per estrazione ex plebe, padre di Giovanni Sardo de Imperato e nonno di Cencio, nato intorno al quarto decennio del secolo XI, Romanorum Consul[22].

La famiglia si divise nei rami principali dei de Septizonius, dei de Chartularia e dei de Gradellis di Trastevere.

Il primo s'installò a Roma nell'area del Circo Massimo, nel Settizonio, antico ninfeo monumentale eretto al tempo di Settimio Severo, arricchendolo di una torre che tuttora si eleva al lato del circo. Questo edificio fu il luogo dove si tenne il primo conclave per l'elezione pontificia nel 1241 (la struttura venne poi rasa al suolo nel XVI secolo). Il ramo del Settizonio si estinse nel 1266, con Pietro e Filippa, dando origine ad una controversia per il possesso dell'eredità dei Frangipane.

Il secondo ramo si stanziò nei pressi della Torre Chartularia presso l'Arco di Tito, così chiamata perché situata ove si trovava il Chartularium, l'Archivio dell'Impero.

Il terzo ramo si insediò presso il rione Trastevere in Roma.

Durante questo periodo i Frangipane fortificarono il Colosseo facendone una loro postazione militare, tanto che il Papa li infeudò della metà di questo[23]. Tra gli altri luoghi noti in Roma apppartenenti alla famiglia Frangipani si annoverano "la Torre Chartularia" oggi non più esistente, antica fortificazione originariamente utilizzata come archivio, nonché la Torre dei Frangipane, detta anche della Scimmia sita in via dei Portoghesi a Roma. Secondo un'antica leggenda in questa torre viveva una scimmia di nome Hilda che un giorno rapì dalla finestra il figlio neonato del padrone di casa e lo portò sulla sommità della torre; il padre allora, dopo essersi raccomandato alla Vergine, fece il consueto fischio di richiamo all'animale che, calandosi lungo il pluviale e stringendo a sé il bambino, lo riportò incolume a casa. Da allora il padrone di casa volle che dinnanzi alla statua della Vergine posta sulla sommità della torre sempre ardesse una lampada.[24].

La famiglia infine era proprietaria di un'importante villa, conosciuta poi come Villa Strozzi, che si trovava sul Viminale e venne rasa al suolo in occasione della costruzione del Teatro Costanzi, ora Teatro dell'Opera, dopo essere stata acquistata per scopi speculativi da monsignor Francesco Saverio de Mérode.

Le Croniche Sublacensi dell'abbazia di Subiaco testimoniano che i Frangipane ampliarono i loro domini imparentandosi con i Conti di Tuscolo, ma gli storici dubitano della veridicità dei passi delle Croniche e pensano che i Frangipane abbiano esteso almeno parte del loro dominio, come nell'area di Marino, occupando terre e possedimenti eclesiastici.

Storica la rivalità dei Frangipani con la famiglia Pierleoni nel secolo XII annoverata tra le principali cause che portarono allo scisma nella doppia elezione pontificia del 1130.

I Frangipane e il Papato[modifica | modifica wikitesto]

Durante tutto il Medioevo importante fu il ruolo e l'influenza della famiglia Frangipani nell'elezione dei papi in Roma e persino scandalosa fu la condotta di alcuni suoi membri in occasione dell'elezione dei pontefici sostenuta da fazioni concorrenti. In particolare durante la notte di Natale del 1075 mentre in Santa Maria Maggiore papa Gregorio VII celebrava la messa, Cencio Frangipane forse istigato da Guiberto arcivescovo di Ravenna aspirante al papato, irruppe in chiesa con un manipolo dei suoi e afferrato e malmenato il Papa lo rinchiuse in una delle sue torri. Il giorno seguente i sostenitori del Pontefice sollevando il popolo corsero alla torre di Cencio Frangipane e, se non fosse stato per il papa a salvargli la vita forse anche per opportunismo politico, la furia popolare lo avrebbe fatto a pezzi. Gregorio VII liberato tornò in chiesa e lì dove aveva interrotta riprese e continuò la sacra messa[25].

Tale condotta si ripeté quasi un secolo dopo nel 1119 quando Cencio Frangipani parteggiando per un altro candidato al soglio pontificio, saputo dell'elezione di Giovanni di Gaeta monaco cassinese a pontefice con il nome di Gelasio II, corse in Laterano con le sue masnade e afferrato il vecchio papa sull'altare, lo trasse a pugni fuori dalla chiesa e lo gettò malconcio in prigione. Alla notizia di quanto accaduto i rioni di Roma si sollevarono ancora una volta e in armi costrinsero Cencio Frangipani a rilasciare il pontefice il quale generosamente e per opportunità politica gli accordò il perdono: Gelasio tratto trionfalmente in Laterano dalla folla acclamante vi fu consacrato Pontifex Maximus[26].

I Frangipani romani non assunsero sempre un atteggiamento ostile nei confronti del papato romano poiché nelle lotte che videro contrapporsi l'imperatore Federico Barbarossa allo Stato pontificio essi sostennero il papato. Infatti allorché il 7 settembre 1159 i cardinali elettori in conclave a Roma eleggevano a grande maggioranza pontefice massimo il senese Rolando Badinelli con il nome di Alessandro III, mentre una minoranza di essi parteggiando per l'imperatore eleggeva il cardinale Ottaviano dei Crescenzi Ottaviani che divenne l'antipapa Vittore IV, i Frangipani si schierarono in difesa del legittimo papa contro l'Imperatore. In quel frangente rimanendo Alessandro III prigioniero dei senatori romani corrotti dal denaro imperiale e sottomessi a Ottone conte palatino vicario del Barbarossa in Roma, il popolo romano si sollevò in tumulto chiedendo che si liberasse papa Alessandro ed Ettore Frangipane insieme ad altri maggiorenti della città, messosi a capo della fazione sostenitrice di Alessandro lo liberò dalle mani dei senatori e lo fece allontanare da Roma assicurandogli la salvezza e il definitivo governo della Chiesa[27].

Altra esponente della famiglia che si contrappose a Federico Barbarossa fu Aldruda Frangipane, contessa di Bertinoro, figura eccezionale nel panorama dell'aristocrazia italiana del XII secolo, protagonista della liberazione di Ancona dall'assedio condotto dall'esercito imperiale agli ordini di Cristiano di Magonza nel 1173.[28]

Ma i Frangipani si macchiarono anche d'ignominia in seguito ad azioni riprovevoli allorché Giovanni Frangipane signore di Astura nel 1268 tradì Corradino di Svevia il quale sconfitto nella Battaglia di Tagliacozzo gli chiese riparo e protezione per tornare in Germania e preparare una nuova offensiva contro gli Angiò. Il Frangipani, sperando di ottenere onori e privilegi da Carlo I nuovo re di Sicilia, consegnò Corradino in mano ai suoi nemici che lo facero decapitare a Napoli in piazza del Mercato definitivamente estinguendo il suo casato. In seguito la flotta siciliana, al comando di Bernardo Sarriano, fedele agli Svevi, per vendicare il tradimento nel 1286 occupò il castello di Astura distruggendolo e uccidendo Michele figlio di Giovanni Frangipane[29]. I resti di un castello dei Frangipane sono ancora oggi visibili - anche se in stato di abbandono - in località Fossignano.

I Frangipani e Dante Alighieri[modifica | modifica wikitesto]

Il Boccaccio fa discendere Dante Alighieri dalla famiglia romana dei Frangipani; così infatti nel Trattatello in laude di Dante è narrata la presunta riedificazione di Firenze ai tempi di Carlo Magno: «infra gli altri novelli abitatori, forse ordinatore della reedificazione, partitore delle abitazioni e delle strade e datore al nuovo popolo delle leggi opportune (...) venne da Roma uno nobilissimo giovane per ischiatta de' Frangiapani e nominato da tutti Eliseo; il quale per avventura (...) in quella divenne perpetuo cittadino, e dietro a sé di figliuoli e di discendenti lasciò non picciola né poco laudevole schiatta: li quali (...) per soprannome presero il nome di colui che quivi loro aveva dato cominciamento, e tutti insieme si chiamar gli Elisei. De' quali di tempo in tempo, e d'uno in altro discendendo, tra gli altri nacque e visse uno cavaliere per arme e per senno ragguardevole e valoroso, il cui nome fu Cacciaguida (...)».[30] La critica moderna non ha espresso un giudizio in merito a tale racconto; tuttavia considera che, se non mancano nell'operetta notizie autentiche, è innegabile l'impulso encomiastico, sì che la figura di Dante Alighieri appare circonfusa da un alone di leggenda; inoltre la tendenza ad attribuire illustri antenati doveva essere ben radicata nel Boccaccio, se è vero che anche Fiammetta viene fatta discendere dai Fresapane o dagli Annibali.[31] Tuttavia Dante Alighieri stesso rivendica attraverso le parole di Brunetto Latini un'ascendenza romana (Divina Commedia, Inferno, XV 73-78); sarebbe stato infatti il rampollo di una di quelle famiglie romane che, insieme ad altre famiglie fiesolane, fondarono Firenze dopo la distruzione di Fiesole da parte di Giulio Cesare «...ma questa è cosa molto incerta, e secondo mio parere niente altro è che indovinare», come si esprimeva il Bruni nella sua Vita di Dante.

Delle due tradizioni, quella riportata da Dante Alighieri e quella riportata da Giovanni Boccaccio, l'ultima potrebbe trarre una certa conferma dalle parole di Cacciaguida: «Moronto fu mio frate ed Eliseo» (Divina Commedia, Paradiso, XV 136); alcuni interpretano che Cacciaguida avesse due fratelli: Moronto ed Eliseo; altri che Cacciaguida faccia riferimento a un solo fratello: Moronto di nome, Elisei di cognome; quest'ipotesi, alquanto suggestiva, permette di credere che anche il trisavolo di Dante fosse un Elisei. Resterebbe ora da documentare se gli Elisei discendevano effettivamente dai Frangipani: se così fosse, la leggenda del Giovanni Boccaccio diventerebbe notizia storica[32].

Personalità religiose appartenute alla famiglia Frangipani[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli appartenenti alla famiglia Frangipani di rilievo religioso si annoverano la terziaria francescana Jacopa de' Settesoli madre di Giovanni Frangipani che risiedeva a Roma presso il Settizonio e perciò detta dei Settesoli, la quale ospitò San Francesco probabilmente nella torre del Circo Massimo[33]. Il santo la chiamava "frate Jacopa", per il suo carattere virile. Jacopa morì ad Assisi, dove lo stesso Francesco aveva desiderato chiamarla prima della sua morte. Fu sepolta vicino al santo, e sulla sua tomba si legge la seguente epigrafe: "Hic requiescit Jacoba, sancta nobilisque romana"[34].

Un altro membro della famiglia è Ottone Frangipane anche Oddone (Roma, 1040 – Ariano Irpino, 23 marzo 1127) notabile religioso italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da non confondere con un altro Ottone ebbe dalla regina di Sicilia, Costanza, il titolo di principe di Taranto nel 1197.

Altra esponente religiosa è Restituta di Sora (Roma, .. – Sora, 275) secondo la tradizione nobile romana, torturata e decapitata presso Carnarium, l'attuale Carnello (Sora) e venerata dalla Chiesa cattolica come santa e martire.

Tra i casati delle religiose del monastero dei Santi Domenico e Sisto nel quale, per decreto di papa Onorio III, per essere ammesse si doveva appartenere alla nobiltà romana o eccezionalmente a quella forestiera, compare quello dei Frangipani.[35]

Gli ultimi discendenti del casato Frangipani e le relazioni di parentela con i Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria e i Frangipane del Friuli in Italia[modifica | modifica wikitesto]

A Roma i Frangipane continuarono nel ramo dei marchesi di Nemi[36]. Questa famiglia possedeva un palazzo, accanto a quello dei Torlonia, sull'attuale area di Piazza Venezia. Esso venne demolito insieme al palazzo Torlonia fra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento in occasione dei lavori di sistemazione dell'area attorno all'Altare della Patria. Alla famiglia apparteneva anche una cappella gentilizia nella chiesa di San Marcello al Corso: la cappella Frangipane si trova ancora oggi nella navata sinistra della chiesa ed è ornata da due busti di membri della famiglia eseguiti da Alessandro Algardi. Altre tombe gentilizie della famiglia furono rinvenute nei pressi del transetto della chiesa di Santa Maria sopra Minerva.

Gli ultimi discendenti della famiglia Frangipani sono per l'appunto sepolti presso la chiesa di San Marcello al corso in via del Corso a Roma, nella cappella di famiglia situata a metà della navata di sinistra ov'è ben visibile lo stemma originario del casato Frangipane di Roma: su fondo rosso due leoni d'oro affrontati e controrampanti tenenti quattro pani rotondi d'oro tra le branche.

Papa Benedetto XIV il 4 gennaio 1746 con la bolla Urbem Romam fece compilare e depositare presso il Campidoglio un registro contenente i cognomi di 180 famiglie, i cui antenati avevano ricoperto le importanti cariche di Conservatore del Campidoglio o di Priore dei Caporioni, la cui discendenza doveva formare il ceto dei cittadini romani nobili. Tra queste famiglie il Papa ne scelse poi 60, considerate tra le più illustri ed antiche, destinate a formare, sotto il titolo di nobili coscritti romani, il patriziato romano ovvero il primo rango di nobiltà della città eterna: i Frangipani erano tra queste famiglie elette.[37][38]

Pompeo Frangipane venne infatti ascritto alla nobiltà romana con la bolla Urbem Romam del 1746[39], suo figlio Antigono Frangipane venne ascritto alla nobiltà romana con senato consulto per la morte del padre avvenuta il 2 novembre 1763, mentre Pietro Frangipane figlio di Antigono in seguito alla morte del padre avvenuta il 18 novembre 1786 venne ascritto a tale rango nobiliare con senatoconsulto del 23 settembre 1788 in seguito morendo senza prole il 19 ottobre 1802[40].

L'ultimo marchese Frangipane di Nemi, Mario, morì nel 1654 senza eredi legittimi diretti istituendo un fidecommisso in favore sia dei suoi parenti più stretti originati dal medesimo stipite romano, i quali come detto si estinsero con Pietro Frangipani morto il 19 ottobre 1802, sia in favore dei conti Frangipani del ramo di Dalmazia-Croazia, e, qualora questo si fosse estinto per linea maschile, in favore del ramo dei conti Frangipane del Friuli. Con la morte del marchese Pietro Frangipane il 19 ottobre 1802 subentrarono nel fidecommisso i Conti Frangipani di Dalmazia-Croazia ereditando i suoi beni e il titolo marchionale, venendo iscritti nel 1671 al patriziato di Roma con un altro Mario Frangipani di Dalmazia-Croazia, senatore di Roma nel 1712. Alla morte di quest'ultimo avvenuta senza eredi diretti in linea mascolina, sebbene ancora esistente in Dalmazia-Croazia un ramo dei conti Frangipani confluito per linea femminile nella famiglia dei conti Gliubavaz Frangipani Detrico successivamente divenuto in linea femminile Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani Detrico, subentrò nel fidecommisso il conte Nicolò Frangipane del ramo del Friuli, che il 2 luglio 1805 fu riconosciuto patrizio romano ed inserito tra i nobili coscritti[41][42][43].

Secondo un'antica e risalente leggenda di casa Frangipane durante il XII secolo tre di quattro fratelli Frangipane abbandonarono Roma, stanziandosi rispettivamente il primo presso la Repubblica Veneta, il secondo nel Regno di Illiria in Croazia-Dalmazia, il terzo in Ungheria, l'ultimo rimanendo a Roma dando seguito alla casata: da qui le presunte relazioni di parentela dei Frangipane romani con i conti Frangipani Gliubavaz Detrico di Dalmazia-Croazia-Ungheria confluito nella famiglia dei conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani Detrico e con i conti Frangipane del Friuli in Italia.

I rami dei Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria e del Friuli: i Conti Frangipani Gliubavaz Detrico (Frangipani family) e i Conti Frangipane del Friuli[modifica | modifica wikitesto]

Mario Frangipane ultimo discendente della casata romana morto nel 1654 senza eredi, designò con fidecommisso quali propri successori legittimi, in base a relazioni di parentela fondate sulla leggenda per cui nel XII secolo tre fratelli Frangipane si sarebbero stanziati uno presso la Repubblica Veneta, l'altro in Croazia-Dalmazia e l'ultimo in Ungheria: in primo luogo l'esistente ramo dei Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria[44][45][46][47], poi estintosi nel 1671 in linea maschile con la morte dell'ultimo conte Frangipani Francesco Cristoforo di Dalmazia-Croazia-Ungheria [48] [49], sebbene ancora esistente per linea femminile un ramo dei Frangipani di Dalmazia e Croazia confluito dapprima nella famiglia Gliubavaz Frangipani Detrico successicamente nella famiglia dei Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani Detrico [50]; in secondo luogo, l'esistente ramo dei Frangipane del Friuli i cui appartenenti il 12 luglio 1805 vennero riconosciuti con Bolla Papale successori legittimi dei Frangipane romani (Archivio di Stato di Roma) per essere dunque subentrati all'estinto ramo dei Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria[51].

Per completezza occorre dire che ai conti Frangipani di Dalmazia-Croazia e di Ungheria estinti per linea mascolina previsse nel XIV secolo poi estinguendosi un ramo Frangipani, Frangipan o Flangipan, Frangapani, Franzapani stanziatosi nella Repubblica Veneta[52][53][54], e che sempre a Venezia si estinse un altro ramo dei Frangipani di Dalmazia-Croazia con Giovanni Frangipani che nel 1452 consegnò nelle mani della Repubblica Veneta l'isola di Veglia in Dalmazia-Croazia[55][56].

Per gli stemmi originarii dei Conti Frangipani di Dalmazia-Croazia si veda il sigillo riprodotto da Riccardo Gigante, in Lo stemma dei Frangipane illirici, ma anche da Bartol Zmaic nel volume Heraldika sfragisticka genealogija, Skolska Knjiga, Zagreb 1971, alla tavola n.XX, sigillo in cui lo stemma di Doimo IV Frangipan conte di Segna, Veglia e Modrussa viene raffigurato con uno scudo diviso in senso orizzontale in due parti laddove nella parte superiore vi è una stella d'oro a sei punte su fondo di colore argento, mentre quella inferiore è di colore rosso[57][58].

Nel Regno d'Illiria (attuale Dalmazia-Croazia), nonostante la decapitazione dell'ultimo discendente maschio del casato, la famiglia Frangipani risultava ancora esistente per la presenza di un ramo superstite dapprima confluito per linea femminile attraverso la famiglia Slavogosti di Possedaria nei conti Detrico Frangipani (estinti)[59][60][61], successivamente sempre per linea femminile in quello dei Conti Gliubavaz Frangipani de Detrico (estinti)[62] e da ultimo sempre per linea femminile nei Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico[63]oggi fiorenti e presenti in Italia, Croazia, Canada, Bosnia, Serbia, Austria, Montenegro e United States of America[16]. Il ramo superstite dei Frangipani di Dalmazia-Croazia stanziato nel Regno D'Illiria è quello da cui i conti Detrico de Frangipani discendono ed i cui stemmi i Conti Detrico in epoche risalenti utilizzarono e assunsero come propri a sottolinearne la stretta colleganza[64]. Si vedano al riguardo per quanto concerne il legittimo utilizzo durante la prima e la seconda metà del XVIII secolo del cognome Frangipani insieme a quello Gliubavaz e Detrico sia la concessione fatta a Gliubavaz Frangipani Pier Maria di Zara del titolo di cavaliere di grazia dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio con decreto del 6 ottobre 1719 per mano del Duca di Parma Francesco Farnese conservata presso l'Archivio dell'Ordine Costantinano di San Giorgio di Parma[65], sia il volume di Gianantonio Bomman, Storia Civile ed Ecclesiastica Della Dalmazia: Croazia e Bosna, Venezia 1775, alla p. 402, in cui si riporta il nominativo del Nobile Co: Alvise Detrico Frangipani ultimo di questo casato discendente per linea materna da un'appartenente alla famiglia Vidali Slavogost(i) [66] di Possedaria (ex genere Gussich). Per la discendenza del casato Slavogost(i) dalla famiglia Torquatovich (ex genere Gussich), discendente dai conti di Corbavia (ex genere Gussich) a sua volta imparentata con la famiglia Frangipani di Dalmazia e Croazia si veda Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, p.VII (Slavogost(i)) [67], pp.74 (Possidaria), 103-104 (Corbavia), 133 (Torquatovich) [68] [69].

Come detto nel regno di Illiria ai conti Frangipani di Dalmazia-Croazia estinti[70] subentrarono, quale unico, originario e ultimo ramo superstite esistente della casata, i conti Frangipani Gliubavaz Detrico[71], i quali assunsero quale proprio stemma (su fondo rosso due leoni coronati di colore oro e controrampanti tenenti fra le branche un pane d'oro posti sopra una fascia d'argento ondeggiante) una stretta variante dello stemma dei conti Frangipani di Dalmazia Croazia Regno di Illiria ancora una volta a sottolinearne la colleganza ovvero la discendenza, posto che lo stemma dei Frangipani / Francopanovic / Francopanovich ovvero Frankopanovich / Frankopanovic di Dalmazia Croazia risultava era su fondo d'argento due leoni di colore rosso coronati, affrontati e controrampanti, tenenti tra branche tre/due pani di color marrone[72]. Si veda anche lo stemma dei Francopanovits ovvero Frankopanovits di Dalmazia-Croazia: su fondo d'argento due leoni di colore rosso coronati, affrontati e controrampanti, tenenti tra la branche due pani di color marrone[73][74].

I conti Gliubavaz Frangipani de Detrico, divenuti tali per aver il conte Giovanni Maria Gliubavaz contratto legittimo matrimonio in Zara con la contessa Maria Detrico de Frangipani, figlia del nobile conte Alvise Detrico Frangipani, ultima discendente di questi casati posto che il fratello Pietro risultava essere pre morto senza discendenza maschile o femminile, con assunzione quale proprio stemma, nel rispetto di un'antica tradizione famigliare volta ad affermare la discendenza con la famiglia Frangipani di Dalmazia e Croazia (Regno di Illiria), uno stemma "partito" ovvero diviso in senso verticale in due parti raffigurante: nella prima, su fondo rosso due leoni di oro coronati affrontati e controrampanti, sopra una fascia d'argento ondeggiante (stemma Frangipani); nella seconda, troncato (ovvero a sua volta diviso in senso orizzontale): a) una stella d'oro a otto punte su fondo rosso, b) una fascia di colore oro (stemma Detrico).[75][76][77]

I conti Gliubavaz Frangipani de Detrico successivamente divenuti, per legittimo matrimonio in Zara il 26 agosto 1780, tra il conte Pietro Damiani di Vergada[78] e la Contessa Rosa Maria Gliubavaz Frangipani de Detrico, ultima discendente di queste tre famiglie, Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico, con acquisizione dei titoli, feudi, patrimoni e diritti tutti di questi casati in ordine ai rispettivi rami di provenienza.[79]

Attualmente i conti Damiani di Vergada, Damiani di Vergada Franzetti, Giocoli Damiani di Vergada, Giocoli Damiani di Vergada Orefice, presenti in Italia, Croazia, Canada, Austria, Bosnia, Serbia, Montenegro e Stati Uniti d'America, con utilizzo odierno dei patronimici Conti Damiani[80](Damianich, Domnanovich, ma anche e originariamente Tihcinovich, Tisinovich, Thicievich, Ticinovi[81] [82][83],[84] ovvero ancora Kumbrijanovic[85]) di Vergada (De Vergada o Vergada[86][87]) Gliubavaz (Gliubavac, Liubavaz, Ljubavac, Ljubovac, Ljubowac)[88] Frangipani (Flangipane, Fragiapanus, Fragipani, Franchapanibus, Frangapan, Frangapani, Francipani, Frangapanibus, Frangapon, Fracapan, Francapanibus, Franzapani, Frangepan, Frangepane, Frangepani, Frangépan, Frandepanibus, Frangiapanibus, Frangipan, Frangipanibus, Frangepanibus, Flangipan, Fragiapanus, Frangiepan, Fragepandi, ma anche Francopanovic, Francopanovich, Frankapani, Frankapanibus, Frankopani, Frankopanovic, Frankopanovich, Frangepanich, Francopanovits, Frankopanovits)[89] de Detrico[90] (Detrica, Detricho, Detricum, Detrich, Dietrich, Ditricus, Districus, Tetrico, Tetricho, Tetricus, Thedrici, Thetricum, Thetrigi)[91][92] ovvero anche Damjanić Vrgadski dei relativi titoli[93] nonché degli stemmi araldici in tutte le loro fogge tanto nelle versioni originarnie e risalenti quanto in quelle successive e più recenti[94].

Famiglie legittime discendenti da un ramo supersite dei Conti Frangipani (Flangipane, Fragiapanus, Fragipani, Franchapanibus, Frangapan, Frangapani, Frangapanibus, Frangapon, Fracapan, Francapanibus, Francipani, Franzapani, Frangepan, Frangepani,Frangepane, Frangépan, Frandepanibus, Frangiapanibus, Frangipan, Frangipanibus, Frangepanibus, Flangipan, Fragiapanus, Frangiepan, Fragepandi, ma anche Francopanovic, Francopanovich, Frankapani, Frankapanibus, Frankopani, Frankopanovic, Frankopanovich, Frangepanich, Francopanovits, Frankopanovits) di Dalmazia (Regno d'Illiria) il cui stemma con diploma 2 giugno 1804 in Zara (durante il periodo della dominazione austriaca) e con diploma 19 ottobre 1821 in Vienna (periodo della dominazione austriaca) è inserito in quello dei conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico, vedasi anche presso l'Archivio Centrale dello Stato italiano, Presidenza Consiglio dei Ministri, Consulta Araldica, nell'elenco compilato da Giovanna Arcangeli sotto la voce "Damiani di Vergada Pietro fu Francesco" con riferimento b. 1738; fasc. 13083. Stemma: Inquartato ovvero diviso in quattro quarti: Nel primo, diviso a metà in senso orizzontale, nella parte alta su fondo rosso una stella d'oro a cinque (otto, sei, quattro) punte, nella parte bassa una fascia d'oro ma anche di colore blu (Detrico); nel secondo, su fondo rosso due leoni d'oro affrontati e controrampanti tenenti un pane d'oro (Frangipani Dalmazia); nel terzo su fondo argento il palmo di una mano aperta di colore naturale posta in orizzontale (Gliubavaz); nel quarto su fondo argento una colomba (ma anche un'upupa) di colore bianco, posta su di un monte tenente nel becco un ramoscello di ulivo (Damiani di Vergada), ed attualmente da questi utilizzato nelle versioni più antiche e originarie quanto in quelle più recenti.[95]

Famiglie imparentate con diverse casate dalmate tra cui i Balogh de Galantha (Genus Balogh) a sua volta imparentata con i principi Esterházy di Ungheria[96], i Palcich nobili di Pago, i cui discendenti ex foemina sono i conti Rosati di Monteprandone marchesi De Filippis Dèlfico, ma anche, si affermerebbe senza alcuna prova e sulla base di meri indizi araldici, con i Frangipani del Friuli, patrizi romani, marchesi, conti, signori di Tarcento e Castelporpetto, posto che il relativo stemma reca (inquartato nel 1º e 4º di rosso a due leoni affrontati, accompagnato da tre pani rotondi, ordinati in palo, due tra le branche dei leoni ed uno in capo, il tutto d'oro) quello dei Frangipani di Roma per essere a questi legittimamente succeduti in quanto designati eredi da Muzio Frangipane ultimo di questo casato che riteneva essere ad essi legato da stretti vincoli di parentela oltre che da una leggenda risalente nel tempo.[97]

Null'altro di adeguatamente motivato, documentalmente provato e risalente nei secoli può essere aggiunto in ordine alla legittima discendenza dei conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico dai conti Frangipani di Croazia-Dalmazia.[98]

Storia del casato Frangipani di Dalmazia Croazia (Frankopani, Frangipani, Frangipane, Fangépan, Frankopanovich)[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria nota sin dal XII secolo viene considerata tra i principali casati aristocratici della Croazia. I Frangipani hanno occupato sotto il profilo storico, politico ed economico un ruolo di rilievo nella storia croata, ungherese e austriaca. La casata di probabili origini teutoniche (germaniche), sebbene alcuni storici gli attribuiscano origini autoctone, originariamente si chiamava “Schinella” o “da Veggia” dal nome del primo feudatario dell'isola di Veglia o dal nome dell'isola in dialetto veneziano, e soltanto nel 1425 ha acquisito il cognome Frangipani in virtù di bolla pontificia concessa da papa Martino V in base a presunte relazioni di parentela con la famiglia Frangipane o Frangipani di Roma.

Sebbene il cognome originario del casato sia Frangipani, nel linguaggio comune e popolare croato è invalso l'uso di riferirsi alla famiglia Frangipani con l'appellativo Franco-pan o Franko-pan da Franko o Franco (libero) ban o pan (signore o bano di Croazia), spesso ingenerando confusione e la falsa attribuzione di un legame tra questo appellativo inteso come casato e la famiglia Frangipani di Dalmazia Croazia che è e rimane nei secoli solo e sempre Frangipani: nei documenti ufficiali conservati presso gli archivi di Stato d'Italia, Austria, Croazia e Ungheria e in altre nazioni ancora, nella letteratura araldica storico-nobiliare ufficiale italiana, croata, ungherese, austriaca e di altre nazioni ancora, esiste unicamente la famiglia Frangipani come da concessione di papa Martino V con bolla del 1425 in Roma (eventualmente appellata in Italia Frangipane, in Croazia Frankopani o Frankapani, in Ungheria Frangépan, nell'antico regno d'Illiria Frankopanovich o Francopanovits, cognomi tutti anche nelle ulteriori varianti comunque riconducibili alla famiglia Frangipani di Croazia e Dalmazia, ed assoggettati alla normativa in tema di tutela del nome secondo le vigenti norme nazionali, internazionali e transnazionali). Occorre inoltre aggiungere che la famiglia Frangipani di Dalmazia Croazia poté unicamente fregiarsi del titolo comitale e mai di quello principesco come talvolta erroneamente attribuitogli sulla base della confusione del titolo principesco con la carica istituzionale di bano della Croazia (equivalente di reggente) rivestita da alcuni suoi membri o con il titolo di Knéz che qui deve intendersi come signore e non come principe.

I primi appartenenti al casato vengono citati già a partire dalla fine del XII secolo in numerosi documenti formali sia veneziani che croato-ungheresi: nel 1133 Doimo figlio di Schinella viene investito dell'isola di Veglia in qualità di signore e primo feudatario, mentre a partire dalla prima metà del XIII secolo la famiglia risulta proprietaria di vaste aree poste in terraferma tra cui il Castello di Ribnik nei pressi di Karlovac.

Tra gli episodi più rilevanti riguardanti la famiglia Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria vi è quello relativo alla guerra intrapresa dal principe mongolo Dschingis-Khan a capo dei Tartari, i quali avanzando dalla Polonia sull'Ungheria si videro opporre forte e strenua resistenza dall'esercito del Re d'Ungheria Bela IV. Tuttavia quest'ultimo, sconfitto dal nemico, dovette riparare in Dalmazia ove venne protetto, sostenuto con armi e somme esorbitanti di oro dagli appartenenti alla famiglia Frangipani che, riparatolo presso l'isola di Veglia loro feudo avito, lo restituirono incolume al seggio del regno in Ungheria. Il re per questo motivo donò in feudo ai Frangipani la contea di Segna con tutto il suo territorio, la contea di Modrussa con tutte le sue "castella" ed in seguito anche la contea di Vinodol.[99]

Nel corso della seconda metà del XIII secolo i possedimenti dei Frangipani si ampliarono ulteriormente quando, nel 1246, Béla re d'Ungheria nella guerra contro Federico II duca d'Austria, vincitore grazie al sostegno in armi e denaro dei Frangipani, in segno di riconoscenza li nominò con decreto reale per sé e per i loro discendenti signori di ampi territori posti in terraferma.

Tra gli episodi particolari per la fede cristiana cattolica: un Nicola Frangipani del ramo di Dalmazia-Croazia[100] il 10 maggio del 1291 presso la Contea di Tersatto rinvenne e preservò le spoglie della sacra casa di Nazaret ove nacque Gesù Cristo, inviandola successivamente al Santo Padre il quale diede ordine di conservarla presso il Santuario di Loreto a partire dall'anno 1294[101][102].

I Frangipani di Dalmazia Croazia hanno costantemente sostenuto la Chiesa cattolica.

Nonostante i possedimenti della famiglia Frangipani fossero esposti a continui conflitti poiché posti in zone di confine situate sia ad est sia ad ovest dei confini croati, il potere della casata si è costantemente accresciuto nel corso dei secoli, raggiungendo il suo apogeo nel corso del XVII secolo, grazie anche alla politica matrimoniale intrapresa dalla casata, che l'ha vista imparentata con le più importanti famiglie croate, prima fra tutte quella degli Zriny (Subich).

Nel 1425 l'imperatore Sigismondo ha confermato il titolo comitale a Nicola Frangipani ed ai suoi discendenti, concedendogli il privilegio di utilizzare i sigilli in cera rossa “Rotwachsprivilegien”, uso esclusivamente riservato alle famiglie di alto lignaggio. La nonna paterna di Bernardino Frangipani (1453-1529), Dorotea, apparteneva alla nobile famiglia ungherese dei Garay, mentre la madre Isotta apparteneva alla famiglia degli Estensi del Ducato di Ferrara. Bernardino per discendenza dalle famiglie reali spagnole aveva tra i propri antenati gli Árpádi considerati tra i fondatori del Regno d'Ungheria.

La linea di Stefano II Frangipani bano di Croazia nel 1481 si è estinta nel XVI secolo con Caterina Frangipani. La linea di Sigismondo Frangipani si è estinta nel XVI secolo con la morte di Francesco Frangipani vescovo di Eger nel 1542. Un ulteriore ramo della famiglia si estinse nel 1572 con Francesco Frangipani bano di Croazia. Il ramo superstite dei Conti di Tersatto si è estinto in linea mascolina con Francesco Cristoforo Frangipani nel 1671 e in linea femminile con Giuliana Frangipani contessa di Traù figlia di quest'ultimo. Oggi risulta ancora esistente un ramo della famiglia Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria riconducibile alla famiglia Slavogost(i) ovverossia alle famiglie Slavogost (od) Possedaria, Torquatovich, Corbavia, Gussich imparentate con i Frangipani (Frankopanovich) di Dalmazia Croazia, dapprima confluito per linea femminile nei conti Frangipani Gliubavaz Detrico e successivamente nella famiglia Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani Detrico.

Personalità notabili appartenenti al casato Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Tra i più illustri esponenti della casata Frangipani di Croazia e Dalmazia si annoverano: Giovanni Frangipani bano del Regno di Croazia (1391-1394); Nicola I (1424-1484) il quale combatté i Turchi che avevano invaso la Stiria (1449) sposando la figlia di un Re di Bosnia; Stefano II possidente della Carniola territorio ove batté persino moneta espressione di massimo potere temporale; Bernardino, suo figlio (1453-1533), che si distinse nelle guerre contro i Turchi; Giovanni Francesco arcivescovo di Kalosksa (1541) inviato alla Dieta di Ratisbona per evitare la rottura tra cattolici e protestanti.

Guido Cristoforo Frangipani

Speciale menzione tra gli appartenentii al casato Frangipani di Dalmazia-Croazia merita Guido Cristoforo (Wollf Cristoph) n.1578 m.1652, figlio di Gaspare Frangipani Conte di Tersatto (Croazia), comandante in capo delle forze militari della Dalmazia-Croazia, capitano di Ogulin, sposato con Caterina Lenković, figlia di Ivan Lenković leader degli Uscocchi. Educato a Lubiana e in Italia egli iniziò la sua carriera militare come ufficiale stanziato presso i confini militari croati, divenendo successivamente comandante del castello di Tržan presso la Contea di Modrussa (1612), capitano di Ogulin (1618) e aiutante colonnello di Senia (1620). Conosciuto per le sue doti militari in qualità di comandante del generalato di Karlovac, durante la sua reggenza vennero costruite molte fortezze mentre diverse altre vennero ampliate. Morì nel 1652 e venne sepolto nella chiesa francescana di Tersatto località sita nei pressi della città di Fiume. Questi era il padre dell'eroe nazionale della Croazia Francesco Cristoforo Frangipani morto nel 1671 per aver cospirato contro l'Impero Austro-Ungarico.

Esecuzione di Francesco Cristoforo Frangipani, Pietro Zrínyi e Francesco Nádasdy

Francesco Cristoforo Frangipani, marchese e patrizio romano coscritto per essere succeduto a Mario Frangipane di Roma, conte di Tersatto (cognome slavizzato nell'uso comune in Frana Krsto Frankopana o Fran Krsto Frankopan ma anagraficamente e originariamente Francesco Cristoforo Frangipani), nato a Bosiljevo il 4 marzo 1643, morto a Wiener Neustadt il 30 aprile 1671, ultimo discendente maschio del casato venne imprigionato e giustiziato il 30 aprile 1671 in base all'ordine personale dell'imperatore Leopoldo I d'Austria insieme ai conti Zriny e Nadasdi, per aver cospirato contro l'Impero austro-ungarico, divenendo così simbolo ed eroe nazionale della Croazia.[103]

Frangipani Francesco Cristoforo

Sebbene Francesco Cristoforo Frangipani[104][105] venga universalmente ricordato per la fallita cospirazione Zrinski-Frankopani, lo stesso viene considerato oltre che come politico di rilievo anche come valente scrittore e ottimo poeta barocco per il significativo contributo da questi apportato alla letteratura croata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per lo stemma originario de Frangipani romani si veda http://www.archiviocapitolinorisorsedigitali.it/view_doc_frameset.php?IDA=70&IDF=162
  2. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/frangipane/
  3. ^ Per lo stemma dei Frangipani romani, dei Frangipani-Frankopanovich di Dalmazia-Croazia, dei Frangipani di Venezia si veda http://bibliotecaestense.beniculturali.it/info/img/stemmihtml/frangipane%C2%B7frankopanovich.html
  4. ^ Cav. Augusto Bertini, Codici Vaticani riguardanti la Storia Nobiliare, Collegio Araldico, Roma 1906, pp. 21,96, 41, 57, 63, 72, 82, 117
  5. ^ Luigi Rizzoli, Manoscritti della Biblioteca Civica di Padova riguardanti la storia nobiliare italiana: estratto dalla Rivista del Collegio Araldico di Roma, Officina Poligrafica Italiana, Roma 1906, pp. 20 (Fragipani), 41 (Frangipane), 72, 96, 100, 102, 105 (Frangipani)
  6. ^ Andrea Da Mosto, L'archivio di Stato di Venezia indice generale, storico, descrittivo ed analitico, Bibliteca d'arte editrice, Roma 1937, pp. 71 (Frangipani)
  7. ^ Adam S. Eterovich, Croatian and Dalmatian Coats of Arms, Ragusan Press, Palo Alto California, 1978, pp. 198
  8. ^ Pietro Crescenzi, Corona della nobiltà d'Italia overo compendio dell'istorie delle famiglie illustri, per Nicolò Tebaldini, Bologna, 1639, pp.709ss
  9. ^ Onofrio Panvinio, De gente Fregepania libri quatuor, Manoscritto inedito della Biblioteca Angelica in Roma
  10. ^ Francesco De Conti Fabi Montani,Della divozione dei Frangipani alla santissima vergine commentario, Tipografia di Benedetto Guerra, Roma, 1864
  11. ^ Cav. Augusto Bertini, Codici Vaticani riguardanti la Storia Nobiliare, Collegio Araldico, Roma 1906, pp. 21,96, 41, 57, 63, 72, 82, 117
  12. ^ Luigi Rizzoli, Manoscritti della Biblioteca Civica di Padova riguardanti la storia nobiliare italiana: estratto dalla Rivista del Collegio Araldico di Roma, Officina Poligrafica Italiana, Roma 1906, pp. 20 (Fragipani), 41 (Frangipane), 72, 96, 100, 102, 105 (Frangipani)
  13. ^ Andrea Da Mosto, L'archivio di Stato di Venezia indice generale, storico, descrittivo ed analitico, Bibliteca d'arte editrice, Roma 1937, p. 71 (Frangipani)
  14. ^ Adam S. Eterovich, Croatian and Dalmatian Coats of Arms, Ragusan Press, Palo Alto California, 1978, pp. 198
  15. ^ Per essere questi stato decapitato a Wiener Neustadt dall'imperatore d'Austria Leopoldo I in quanto scoperto insieme ai conti Zrini, Tattenbach e Nadasdi, a capo di una cospirazione volta a trasferire la sovranità del Regno d'Ungheria in favore del Sultano Turco; si vedano al riguardo Francesco Zazzera, Della famiglia Frangipani tratta della seconda parte della nobiltà dell'Italia del signor don Francesco Zazzera d'Aragonia napoletano. All'illustriss. et reuerendiss. signor abbate Roberto Frangipane, Pestini, appresso Costantino Vitale, Napoli 1617; Karl Wagner, Collectanea Genealogico-Historica Illustrium Hungariae Familiarum Que Jam Interciderunt, Joan. Michaelis Landerer, de Fuskut, Posoni, Pestini et Lipsiae 1802, Vol II p.47; Peter Evan Turnbull, Austria, Jhon Murray Albemarle Street, London 1840, I. Vol, pp.255-256; Nagy Ivan, Magyarorszag Csaladai Czimerekkel es Nemzekrendi Tablakkal, Harmadik Kotet, Nyomatott Beimel J. Es Kosma Vazulnal, Pest 1858, pp.235-250; Camillo Trasmundo Frangipani, De Frangipanibus illyricis eorumque consanguineis commentarium / auctore dynasta Camillo Trasmundo-Frangipane ex ducibus Mirabelli, typis Civilitatis catholicae, Romae 1870, pp. 27ss; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30; Dr. Ivan von Bojnicic, Wappenbuch der Adel von Kroatien und Slavonien, Nürnberg, 1899, pp.48 e tavola illustrativa delle armi n.35; Giuseppe Vassilich, Sull'origine dei Conti di Veglia, Tipografia Cobol e Priora, 1904, Capodistria, p.47 vedi nota n.2; Thallóczi Lajoś, Barabás Samu,A Frangepán család oklevéltára. A Magyar Tudományos Akadémia megbízásából kiadják, Magyar Tudományos Akadémia, Budapest 1910, p. V; Teodoro Amayden, La storia delle famiglie romane, Roma, Collegio Aralddico, p.405, ristampa anastatica Forni Editore, Bologna, 1967
  16. ^ a b Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.22-23, 38-39, 44-45, 48, 87, e tavola illustrativa delle armi n.30; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol.II, pp.703-704; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, Vol.I, pp.79-82,tavola VI stemmi 1, 2, 3 e tavola XXVI per lo stemma Detrico; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CLIII; Corpo della Nobiltà italiana, Frangipane Giorgio Aldrighetti, Marino Zorzi, Leopoldo Mazzarolli, Italo Quadrio (a cura di), Famiglie Nobili delle Venezie, Gaspari Editore, Udine 2001 (volume nel quale erroneamente si indica la famiglia Damiani di Vergada come estinta); Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  17. ^ Se non che in relazione a questo specifico aspetto i Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico diffidano formalmente chiunque (persona fisica o giuridica) intenda fare uso dei propri antichi patronimici, stemmi araldici e relative tradizioni famigliari, con espressa riserva di adire l'autorità giudiziaria nazionale e internazionale per vedere tutelati i propri diritti, ragioni e interessi, per vedere ristorati tutti i danni morali e patrimoniali. I conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico altresì intendono essere considerati e tenuti nettamente distinti e separati da qualsivoglia altro eventuale, occasionale, recente, sopraggiunto e successivo presunto ramo famigliare che essi non solo non riconoscono, ma con il quale non hanno alcuna relazione, e che formalmente diffidano dal sostenere impossibili relazioni di parentela con la famiglia Frangipani di Dalmazia-Croazia che essi soli in qualità di Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani Detrico rappresentano in fatto e in diritto.[senza fonte]
  18. ^ Dr. Ivan von Bojnicic, Wappenbuch der Adel von Kroatien und Slavonien, Nürnberg, 1899, pp.48 e tavola illustrativa delle armi n.35; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45, e tavola illustrativa delle armi n.30. Presente altresìin Italia un ramo detto dei Frangipani-Allegretti Duchi di Mirabello si veda al riguardo Camillo Trasmundo Frangipane, De Frangipanibus illyricis eorumque consanguineis commentarium / auctore dynasta Camillo Trasmundo-Frangipane ex ducibus Mirabelli, typis Civilitatis catholicae, Romae 1870
  19. ^ Teodoro Amayden, La storia delle famiglie romane, Roma, Collegio Aralddico, pp.403-409, ristampa anastatica Forni Editore, Bologna, 1967
  20. ^ S.P.Q.R. , Il Libro D'oro del Campidoglio, Roma, Tipografia della vera Roma, 1893, pp.166-168, ristampa anastatica di Arnado Forni Editore
  21. ^ Emma Amadei, Roma Turrita, Roma, Fratelli Palombi Editore, 1943 - XXI, pp.129-137
  22. ^ [Dizionario Biografico degli Italiani, v. alla voce]
  23. ^ Arturo Graf, Roma nella memoria e nell'immaginazioni del Medioevo, Casa Editrice Giovanni Cantore successore Ermanno Loesher, Torino 1923, p.93
  24. ^ Mauro Quercioli, Le torri di Roma, New Compton Editori, Roma 2006, pp.123-124
  25. ^ C. Trevisani, Storia di Roma nel Medioevo, Roux Frassati e Co - Editori, Torino Roma 1895, p.155
  26. ^ C. Trevisani, Storia di Roma nel Medioevo, Roux Frassati e Co - Editori, Torino Roma 1895, pp.177-178
  27. ^ Luigi Tosti, Storia della lega lombarda, Gaetano Brigola, Milano 1860, p. 219
  28. ^ Paolo Grillo, "Le guerre del Barbarossa", Laterza, Bari 2014, p. 176
  29. ^ F. Gregorovius, Storia di Roma nel medioevo, titolo originale Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter , nella versione tradotta in italiano a cura di Vittoria Calvani e Pia Micchia, New Compton Editori, Roma 1988, vol. III, pp. 402-404
  30. ^ Giovanni Boccaccio, Trattatello in laude di Dante ediz. a c. di P.G. Ricci, Milano-Napoli 1965, pp. 570-571
  31. ^ Ameto, ediz. Quaglio, Firenze 1963
  32. ^ G.B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estine e fiorenti, Presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1886, Vol. I, p.32
  33. ^ Giorgio Carpaneto, Le famiglie nobili romane, Rendina Editori S.n.c., Roma 1994, pp.141-146
  34. ^ Emma Amadei, Le torri di Roma, Ugo Sofia-Moretti Editore, Roma 1932, p.86
  35. ^ Giovanni Sicari, Blasone e stemmi di nobili domenicane a Roma, 9 - Monografie Romane - A cura dell'Alma Roma, Roma 1994, stemma 160, p.22.
  36. ^ Carlo Bandini, Roma e la Nobiltà romana nel tramonto del XVIII: aspetti e figure, Casa Editrice S. Lapi, Città di castello 1914, p.172
  37. ^ Papa Benedetto XIV, Constitutio qua Civium Romanorum gradus certa ratione distinguntur; Nobilium ordo, et Nobilium Conscriptorum numerus designatur; ac methodus praescribitur in cooptatione aliorum Nobilium deinceps servanda, Ex typographia reverenda Camerae Apostolicae, Roma, 1746;
  38. ^ Comte De Tournon, Le livre d'or du Capitole, Jacues Lecoffre, Paris, Girard et Josserand Lyon, 1864, pp.31,33, 56.
  39. ^ Per lo stemma originario de Frangipani romani si veda http://www.archiviocapitolinorisorsedigitali.it/view_doc_frameset.php?IDA=70&IDF=162
  40. ^ Joannes Baptista marchio Olgiati, Copia suprarelati rescripti extracta fuit per me infrascriptum S.P.Q.R. Scribam e Libro Decretorum Civium, et Nobilium Romanorum ab anno 1746. usque ad annum 1777. pag.3. In quorum etc. Ex Capitolio die 15 junii 1836
  41. ^ Joannes Baptista marchio Olgiati, Copia suprarelati rescripti extracta fuit per me infrascriptum S.P.Q.R. Scribam e Libro Decretorum Civium, et Nobilium Romanorum ab anno 1746. usque ad annum 1777. pag.3. In quorum etc. Ex Capitolio die 15 junii 1836, p.20
  42. ^ Claudio Rendina, Le grandi famiglie di Roma, Newton compton Editori, Roma 2006, I Vol., pp.343-346
  43. ^ Per una ricostruzione completa della genealogia della famiglia Frangipani si veda Benedetto Pucci, Barezzo Barezzi, Genealogia degl'illustrissimi signori Frangipani romani discesa dall'antica e nobilissima casa de gli Ancij, de' Leoni e de' Pierleoni: da cui etiandio nasce l'illustrissima casa de' Michieli Venetiana, quella del Friuli, e d'altre nobilissime in Italia, e fuori, Appresso Barezzo Barezzi, 1621. Per una ricostruzione completa dei vari rami della famiglia Frangipani (di Dalmazia-Croazia, d'Ungheria, del Friuli, di Napoli). Per una ricostruzione completa degli stemmi della famiglia Frangipani o Frangipane: Gabriele Reina, Un ricostruito blasonario frangipanesco, Società italiana studi araldici S.I.S.A, Atti del 17° Convivio 2000, pp.411-434. Marc'Antonio Conte Ginanni, "L'Arte del Blasone", Guglielmo Zerletti, Venezia, 1756, p.293
  44. ^ Cav. Augusto Bertini, Codici Vaticani riguardanti la Storia Nobiliare, Collegio Araldico, Roma 1906, pp. 21,96, 41, 57, 63, 72, 82, 117
  45. ^ Luigi Rizzoli, Manoscritti della Biblioteca Civica di Padova riguardanti la storia nobiliare italiana: estratto dalla Rivista del Collegio Araldico di Roma, Officina Poligrafica Italiana, Roma 1906, pp. 20 (Fragipani), 41 (Frangipane), 72, 96, 100, 102, 105 (Frangipani)
  46. ^ Andrea Da Mosto, L'archivio di Stato di Venezia indice generale, storico, descrittivo ed analitico, Bibliteca d'arte editrice, Roma 1937, p. 71 (Frangipani)
  47. ^ Adam S. Eterovich, Croatian and Dalmatian Coats of Arms, Ragusan Press, Palo Alto California, 1978, p. 198
  48. ^ Racki Franjo, Acta coniurationem bani Petri a Zrinio et com. Fr. Frangepani illustrantia, ed Jugoslavenska akademija znanosti i umjetnosti, Zagreb, 1828-1894
  49. ^ Per essere questi stato decapitato a Neustad (Austria) dall'Imperatore d'Austria Leopoldo I° in quanto scoperto insieme ai Conti Zrini, Tattenbach e Nadasdi, a capo di una cospirazione volta a trasferire la sovranità del Regno d'Ungheria in favore del Sultano Turco; si vedano al riguardo Francesco Zazzera, Della famiglia Frangipani tratta della seconda parte della nobiltà dell'Italia del signor don Francesco Zazzera d'Aragonia napoletano. All'illustriss. et reuerendiss. signor abbate Roberto Frangipane, Pestini, appresso Costantino Vitale, Napoli 1617; Karl Wagner, Collectanea Genealogico-Historica Illustrium Hungariae Familiarum Que Jam Interciderunt, Joan. Michaelis Landerer, de Fuskut, Posoni, Pestini et Lipsiae 1802, Vol II p. 47; Peter Evan Turnbull, Austria, Jhon Murray Albemarle Street, London 1840, I. Vol, pp. 255-256; Nagy Ivan, Magyarorszag Csaladai Czimerekkel es Nemzekrendi Tablakkal, Harmadik Kotet, Nyomatott Beimel J. Es Kosma Vazulnal, Pest 1858, pp.235-250; Camillo Trasmundo Frangipani, De Frangipanibus illyricis eorumque consanguineis commentarium / auctore dynasta Camillo Trasmundo-Frangipane ex ducibus Mirabelli, typis Civilitatis catholicae, Romae 1870, pp. 27ss; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30; Dr. Ivan von Bojnicic, Wappenbuch der Adel von Kroatien und Slavonien, Nürnberg, 1899, p. 48 e tavola illustrativa delle armi n.35; Giuseppe Vassilich, Sull'origine dei Conti di Veglia, Tipografia Cobol e Priora, 1904, Capodistria, p. 47 vedi nota n.2; Thallóczi Lajoś, Barabás Samu,A Frangepán család oklevéltára. A Magyar Tudományos Akadémia megbízásából kiadják, Magyar Tudományos Akadémia, Budapest 1910, p. V; Teodoro Amayden, La storia delle famiglie romane, Roma, Collegio Aralddico, p.405, ristampa anastatica Forni Editore, Bologna, 1967
  50. ^ "Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp. 22-23"
  51. ^ Dr. Ivan von Bojnicic, Wappenbuch der Adel von Kroatien und Slavonien, Nürnberg, 1899, pp.48 e tavola illustrativa delle armi n.35; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45, e tavola illustrativa delle armi n.30. Presente altresìin Italia un ramo detto dei Frangipani-Allegretti Duchi di Mirabello si veda al riguardo Camillo Trasmundo Frangipane, De Frangipanibus illyricis eorumque consanguineis commentarium / auctore dynasta Camillo Trasmundo-Frangipane ex ducibus Mirabelli, typis Civilitatis catholicae, Romae 1870
  52. ^ Per lo stemma dei Frangipani di Venezia si veda http://bibliotecaestense.beniculturali.it/info/img/stemmihtml/frangipane%C2%B7frankopanovich.html
  53. ^ Per lo stemma dei Frangipani di Venezia si veda anche http://bibliotecaestense.beniculturali.it/info/img/stemmihtml/fragapan%C2%B7frugapani.html
  54. ^ Vincenzo Maria Coronelli, Blasone Veneto, Venezia, 1693, p. 45; T. A., Dizionario storico portatile di tutte le venete patrizie famiglie, presso Giuseppe Bettinelli, Venezia 1780, p. 76; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n. 30; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol.II, pp. 703-704; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979; Gabriele Reina, Un ricostruito blasonario frangipanesco, Atti del 17° Convivio, Società italiana studi araldici S.I.S.A, Milano,2000, pp. 411-434.
  55. ^ Giovanni Cattalinich, Storia della Dalmazia, Fratelli Battara Editore, Zara, 1835, p. 106.
  56. ^ G.B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estine e fiorenti, Presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1886, Vol. I, p. 433
  57. ^ Riccardo Gigante, Lo stemma dei Frangipane illirici, in Studi saggi appunti, Deputzione di storia patria per le Venezie sezione di Fiume, Stabilimento tipografico La Vedetta d'Italia, Fiume 1944, pp.79-87
  58. ^ Bartol Zmaic nel volume Heraldika sfragisticka genealogija, Skolska Knjiga, Zagreb 1971, alla T.XX
  59. ^ Adam S. Eterovich, Croatian and Dalmatian Coats of Arms, Ragusan Press, Palo Alto California, 1978, p. 209 (Slavogost)
  60. ^ Per la ricostruita storia della famiglia Detrico si veda di Luigi Detrico, Scielta delle orationi fatte nella creatione del sern.mo prencipe di vinegia Pasqual Cicogna. Alle virtù immortali di sua serenità da Agostino Michele in segno della infinita sua divotione consacrata, Vinegia, 1587
  61. ^ Vincenzo Maria Coronelli, Blasone Veneto, Venezia, 1693, p.45, ma anche Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CXXII; Civic Lybrary of Trieste A. Hortis, Manuscript Alfa BB15 of unknown author of the XVII° century inside the diplomatic archiv, p. 81b. Per quanto concerne la casata Detrico si veda la riproduzione di un volume manoscritto di anonimo risalente al 1556 circa, ovvero il volume di Niccolo Orsini de Marzo, Stemmario veneziano Orsini De Marzo, Casa editrice Orsini de Marzo, Milano, 2007, p.89 nel quale si riferisce che i Detricho/Dietrich discendenti da una casata reale, giunti dalla Dalmatia, partigiani e amici dei partigiani della Serenissima, mancavano da Venezia dal 1011 con Rinaldo Detricho Miles e Magister (maestro di armi) in Rialto, ma anche Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CXXII. Lo stemma Detricho può essere descritto come segue: diviso in senso orizzontale in fasce orizzontali, dall'alto verso il basso, nella prima fascia di colore oro una stella a otto punte di colore rosso; nella seconda fascia di colore argento una stella a otto punte di colore rosso, nella terza fascia di colore verde una stella rossa a otto punte. Per quanto riguarda la presunta erronea origine croata della famiglia Detrico si veda C.te L. De Voinovitch, Histoire De Dalmatie, Librairie Hachette 1934, Paris, Vol. II (I), p.425, Nota 1
  62. ^ Adam S. Eterovich, Croatian and Dalmatian Coats of Arms, Ragusan Press, Palo Alto California, 1978, pp. 198 (Frangipani), 199 (Gliubavaz de Frangipani e Gliubavaz de Frangipani de Detrico)
  63. ^ Adam S. Eterovich, Croatian and Dalmatian Coats of Arms, Ragusan Press, Palo Alto California, 1978, pp. 196, 211 (Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani Detrico)
  64. ^ Vincenzo Maria Coronelli, Blasone Veneto, Venezia, 1693, p.45; Dizionario storico portatile di tutte le venete patrizie famiglie, presso Giuseppe Bettinelli, Venezia 1780, p. 76; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30; Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CLIII; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol.II, pp.703-704; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, pp-79-82, tavole VI stemmi 1, 2, 3 e tavola XXVI per lo stemma Detrico; Duisin V.A., Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  65. ^ Michele Basile Crispo, "L'Ordine costantiniano di San Giorgio. Storia, stemmi e cavalieri", Albertelli, Parma, 2002, p. 572
  66. ^ Per l'asserita discendenza della famiglia Slavogosti dalla famiglia Subich si veda http://genealogy.euweb.cz/balkan/subich1.html
  67. ^ Per l'asserita discendenza della famiglia Slavogosti dalla famiglia Subich si veda http://genealogy.euweb.cz/balkan/subich1.html
  68. ^ Per l'albero genealogico completo della famiglia Frangipani di Dalmazia Croazia si veda Miroslav Marek, Frangipani family – Czech-Hungarian version of the names, Genealogy.EU.
  69. ^ Per la comune discendenza sia del casato Slavogost(i), che del casato Possidaria dalla famiglia Torquatovich (ex genere Gussich), discendente dai conti di Corbavia (ex genere Gussich) a sua volta imparentata con la famiglia Frangipani di Dalmazia e Croazia si veda ancora Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, p. VII (Slavogost), pp.74 (Possidaria), 103-104 (Corbavia), 133 (Torquatovich), ma anche J. KOLUMBIĆ, Grbovi zadarskih plemićkih obitelji,Rad. Zavoda povij. znan. HAZU Zadru, sv. 47/2005., str. 27–98., p.74, ed ancora Mr Marko Atlagic', Grbovi Plemstva u Slavoniji 1770-1918, Ro Zrinski Tiskarsko-Izdavacki Zavod, Cakovec, 1982, p.10, ed ancora Enver Ljubovic', Grbovnik Gacke, Krbave, Like, Senja i Vinodola, Senjsko Knjizevno ognjiste, Senj, 2007, pp.97-99 e 321-322. Per l'asserita discendenza del Casato Slavogostich dal Casato Subich di Bribir si veda lo storico Domenico Zavoreo, Prima parte del trattato sopra le cose di Sebenico , Sebenico, 1597, pp.5-7. Per l'asserita comune discendenzza del Casato Subich dal Casato Frangipani si veda lo storico Giovanni De Pellegrini, Bollettino araldico storico genealogico, Venezia, Anno VIII, Venezia 31 gennaio 1909, numero 1, p.2, in cui si citano nella nota in calce documenti manoscritti provenienti dalla raccolta Cicogna conservata presso il Museo Correr di Venezia. Per l'esistenza del Casato Slavogosti od Possedaria si veda anche Vjekoslav Klaic, Bribirski Knezovi od Plemena Subic do God 1347, Naklada Matice Hrvatske, Zagreb 1897, p.171 Nota 3 e p.172 Nota 9. Per l'asserita discendenza del Casato Slavogosti dalla casato Givich si veda Dott. Francesco Madirazza, Storia e Costituzione dei Comuni Dalmati, Narodna Tiskara Spalato 1911, p.243. Per l'utilizzo dello stemma Detrico insieme a quelli dei Frangipan o Flangipan ovvero Frangapani di Venezia in epoche antiche e risalenti gli stemmi: a) spaccato, nel primo di oro pieno, nel secondo di argento ai due leoni affrontati, alla fascia di rosso sul tutto caricata di una stella d'oro; lo stemma b) spaccato, di azzurro a due leoni d'oro con i tre pani (1,2) di oro (Frangipani), di oro pieno alla fascia di rosso con una stella d'oro (Detrico); e ancora stemma c) inquartato, nel primo e nel quarto come nello stemma b) (Frangipani), nel secondo e nel terzo lo stemma Detrico; stemmi tutti correttamente rappresentati e descritti nel volume di Vincenzo Maria Coronelli, Blasone Veneto, Venezia, 1693, p.45; ma anche nel volume di Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, p.45; Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CLIII; e ancora nel volume di J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, vol.II, pp.703–704; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967. Per l'affezione dimostrata alla Repubblica Veneta, per le gesta militari degli appartenenti a questa casata presente a Zara sin dagli inizi del XIII secolo tra i cui più illustri esponenti vi furono Simone Detrico, Conte Veneto di Traù nel 1403 e nel 1420 si veda Giovanni Lucio, De Regno Dalmatiae et Croatiae, presso Stefano Curti, Amsterdam, 1668, nella versione tradotta dal latino all'italiano di Luigi Cesare Pavissich dal Titolo Storia del Regno di Dalmazia e Croazia di Giovanni Lucio Traguriense, Tipografia E. Sambo, 1896 Trieste, p. 620; Giovanni Lucio, Historia di Dalmazia ed in Particolare delle Città di Traù, Spalato e Sebenico, presso Stefano Curti, Venezia, 1674, ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore, nella prefazione alle date 1403 e 1420, pp.359, 428, 430, 431, 436, 439, 440, 443, 444, 446, 447, 451, 453, 468, appendice 50 e 51; Angelo de Benvenuti, Storia di Zara dal 1409 al 1797, Fratelli Bocca Editori Milano, 1944, pp. 24,28,36-37, 46-47,58, 65, 74, 75, 76-77, 78, 84-85, 90, 108, 116, 119, 132, 155, 156, 202, 205, 217, 218, 242, 294, 300, 318, 334, 336, 352; ma anche relativamente ad alcuni importanti personaggi della Famiglia Detrico vedasi Lorenzo Fondra Istoria della insigne Reliquia di San Simeone, Fratelli Battara Zara, 1855, pp.72, 152-154, 160-163, 197, 204, 218-219, 221, 271, 297, 363; per il riferimento a Simone Detrico quale Conte Veneto di Traù si veda Paolo Andreis, Storia della città di Traù, Hrvatska Stamparija Trumbic i drug, Spalato, 1908, pp.139, 141, 142, 144; per la presenza presso la città di Zara di numerosi esponenti della famiglia Detrico incaricati di occuparsi del patrimonio artistico della città di Zara si veda Giuseppe Praga, Documenti per la storia dell'arte a Zara dal Medioevo al Settecento, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata, Edizioni Italo Svevo, Trieste, 2005, pp.109, 147, 151, 154, 155, 162, 163, 167, 170, 171, 196, 197, 199, 200, 201, 203, 213, 225, 226, 227, 228, 257, 260, 261, 268, 277, 315; per il riferimento a Giovanni Detrico quale Podestà di Ancona si veda Angelo Nani, Notizie storiche della città di Zara, Tipografia G. Woditzka, Zara, 1883, p.114; G. Sabalich, Guida Archeologica di Zara, Tipografia di Leone Woditzka, Zara 1897, p.109; Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, pp. 100, 150; Per le gesta militari degli esponenti della famiglia Detrico in ordine alle acquisizioni territoriali nella pace di Carlovitz (1699) si veda Lago Valentino, Memorie sulla Dalmazia, Stabilimento Grimaldo e C., Venezia, 1871, Vol. III, p.94;
  70. ^ Friederich Heyer von Rosenfield Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol.II, pp.703-704
  71. ^ Anche denominati Ljubavac, Ljubovac, Liubavaz, Ljubawac
  72. ^ Per lo stemma dei Frangipani-Frankopanovich di Dalmazia-Croazia si veda http://bibliotecaestense.beniculturali.it/info/img/stemmihtml/frangipane%C2%B7frankopanovich.html
  73. ^ Equite Paulo Ritter, Stemmatographiae Illyricanae, Zagrabiae, 1702, p.151 in Ivo Banac, Grbovi biljezi identiteta, Graficki Zavod Hrvatske, 1991, p.299
  74. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30 ; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol. II, pp.786; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, pp.79-82; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967, Volume III, p.115; Zmajic B. Heraldika, Sfragistika, Genealogija, Zagreb, 1971; Jelena Kolumbić, Coats of Arms of the Zadar Nobility, Radovi - Institute for Historical Sciences of the Croatian Academy of Sciences and Arts in Zadar, Vol. No. 47, 2005, pp.58, 60, 88, 89, 97; Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  75. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp. 22-23, 87, tavola 30; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, p.786; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967, p.115; Zmajic B. Heraldika, Sfragistika, Genealogija, Zagreb, 1971; Jelena Kolumbić, Coats of Arms of the Zadar Nobility, Radovi - Institute for Historical Sciences of the Croatian Academy of Sciences and Arts in Zadar, Vol. No. 47, 2005, pp.58, 60, 88, 89, 97
  76. ^ Si vedano al riguardo per l'utilizzo durante la seconda metà del XVIII secolo del patronimico Frangipani insieme a quello Detrico, il volume di Gianantonio Bomman, Storia Civile ed Ecclesiastica Della Dalmazia: Croazia e Bosna, Venezia 1775, alla p. 402, in cui si riporta il nominativo del Nobile Co: Alvise Detrico Frangipani; mentre per l'utilizzo dello stemma Detrico insieme a quelli dei Frangipan o Flangipan di Venezia in epoche risalenti gli stemmi: a) spaccato, nel primo di oro pieno, nel secondo di argento ai due leoni affrontati, alla fascia di rosso sul tutto caricata di una stella d'oro; lo stemma b) spaccato, di azzurro a due leoni d'oro con i tre pani (1,2) di oro, di oro pieno alla fascia di rosso con una stella d'oro (Detrico); e ancora stemma c) inquartato, nel primo e nel quarto come nello stemma b), nel secondo e nel terzo lo stemma Detrico; stemmi tutti come meglio descritti nel volume di Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45; ma anche nel volume di J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, pp.530, 703-704; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; e ancora nel volume di Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979; Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  77. ^ Per la raffigurazione dello stemma Detrico si veda Lucia Rossetti (a cura di), Gli stemmi dello studio di Padova, edizioni Lint, Trieste, 2005, pp.32-33.
  78. ^ Famiglia possidente in Dalmazia stanziatasi a Venezia, si veda al riguardo G. Tassini, "Notizie storiche e genealogiche sui Cittadini veneziani", manoscritto autografo, Venezia, 1888,vedasi Damiani vol. 2 p. 141 e 259
  79. ^ Archivio di Stato di Venezia, Vienna e Zara, vedasi l'elenco delle famiglie nobili e titolate, le conferme di nobiltà con annessi atti di matrimonio e di nascita; ma anche Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.22-23, 44-45, 87; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, vol.II, pp.86 e 507; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, pp.79-82 Tav.VI stemmi 1, 2, 3; G. Sabalich, Guida Archeologica di Zara, Tipografia di Leone Woditzka, Zara 1897, pp.42, 433; G. Sabalich, Antichità Zaratine, Tipografia R. Prefettura, 1925 Zara; Angelo Nani, Notizie storiche di Zara, Tipografia di Leone Woditzka, Zara 1905; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V., Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Zmajic B. Heraldika, Sfragistika, Genealogija, Zagreb, 1971; Corpo della Nobiltà italiana, Frangipane Giorgio Aldrighetti, Marino Zorzi, Leopoldo Mazzarolli, Italo Quadrio (a cura di), Famiglie Nobili delle Venezie, Gaspari Editore, Udine 2001 (volume nel quale erroneamente si indica la famiglia Damiani di vergada come estinta); Jelena Kolumbić, Coats of Arms of the Zadar Nobility, Radovi - Institute for Historical Sciences of the Croatian Academy of Sciences and Arts in Zadar, Vol. No. 47, 2005, pp.58, 60, 88, 89, 97; Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  80. ^ Per la raffigurazione dello stemma originario dei Conti Damiani raffigurante una colomba al naturale in volo sopra il mare tenente nel becco un ramoscello d'olivo su fondo azzurro oppure sul mare d'argento si veda Dolcetti Giovanni, Il libro d'argento, storia delle famiglie nobii e cittadine, Venezia, 1928, Vol.V, p. 131; ma anche Giacomo Urso di Ravneri, Stemmario dell'Albo Nazionale Famiglie Nobili Italiane, Giacomo Urso Editore, Milano, 1971, p. 129
  81. ^ http://bibliotecaestense.beniculturali.it/info/img/stemmihtml/tihcinovich.html
  82. ^ Equite Paulo Ritter, Stemmatographiae Illyricanae, Zagrabiae, 1702, p.95 in Ivo Banac, Grbovi biljezi identiteta, Graficki Zavod Hrvatske, 1991, p.243
  83. ^ Antica famiglia Bosniaca il cui stemma può essere descritto su fondo color argento, una banda di color nero con all'interno una controdoppiomerlatura d'oro, che taglia obliquamente lo scudo da sinistra in alto verso destra in basso, con all'interno degli spazi vuoti dello scudo sei branche di leone di colore rosso, tre nella parte bassa a sinistra e tre in quella alta a destra, Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, p.84, 133 Tavola 51
  84. ^ Dr. Ivan von Bojnicic, Wappenbuch der Adel von Kroatien und Slavonien, Nürnberg, 1899, p. 191, tavola 139
  85. ^ Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji, Zagreb, 1938 p. 155
  86. ^ T. Erber, Storia della Dalmazia dal 1797 al 1814 VI Voll. dal 1797 al 1814, Tipografia Edit. di G. Woditzka, Zara, 1912, Vol III, pp.89, 93
  87. ^ G. Sabalich, Ricerche di storia zaratina a spese dell'autore, Tipografia Artale, Zara, 1912, pp.43, 81, 208, 211, 220, 235
  88. ^ Giuseppe Praga, Documenti per la storia dell'arte a Zara dal Medioevo al Settecento, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata, Edizioni Italo Svevo, Trieste, 2005, p.281.
  89. ^ Thallóczi Lajoś, Barabás Samu,A Frangepán család oklevéltára. A Magyar Tudományos Akadémia megbízásából kiadják, Magyar Tudományos Akadémia, Budapest 1910, p.406
  90. ^ Per l'utilizzo del cognome Detrico Vergada si veda G. Sabalich, Antichità zaratine, Tipografia R. Prefettura, Zara, 1925, p. 102
  91. ^ Lucia Rossetti, Gli stemmi dello studio di Padova, Edizioni Lint, Trieste, 1983, pp.32-33.
  92. ^ Giuseppe Praga, Documenti per la storia dell'arte a Zara dal Medioevo al Settecento, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata, Edizioni Italo Svevo, Trieste, 2005, pp.109, 147, 151, 154, 155, 162, 163, 167, 170, 171, 196, 197, 199, 200, 201, 203, 213, 225, 226, 227, 228, 257, 260, 261, 268, 277, 315.
  93. ^ Conti di Vergada e Nobili di Vergada, iscritti al Consiglio dei Nobili di Zara, Scardona e Sebenico, Nobili dei Conti Gliubavaz (iscritti alla nobiltà di Zara e di Nona), nobili dei Conti Frangipani (Conti, molteplici titoli) di Dalmazia Regno di Illiria, nobili dei Conti Detrico (iscritti alla nobiltà di Zara, Cattaro, Spalato, Traù e probabilmente Ancona non documentato), iscritti alla nobiltà austriaca con il titolo di nobili, conti e nobili di Vergada, iscritti alla nobiltà italiana con il titolo di conti e nobili di Vergada, iscritti alla cittadinanza e nobiltà veneta, fors'anche con il titolo di patrizi veneti, titolo non documentato e presumibilmente ascrivibile unicamente alla sola famiglia Detrico Frangipani, come risulterebbe da uno stemmario del patriziato veneto del secolo XVI riprodotto a cura di Nicolò Orsini de Marzo, Casa Ed. Sankt Moritz Press, Saint Moritz, 2009), si veda l'Archivio di Stato di Venezia, l'Archivio di Stato di Vienna, l'Archivio di Stato di Roma
  94. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.22-23, 44-45, 48, 87; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, pp.79-82 per gli stemmi Tav. VI e Tav. XXV; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 pp. 155-156; Aa.vv, Elenco storico della nobiltà italiana compilato in conformità dei decreti e delle lettere patenti originali e sugli atti ufficiali di archivio della Consulta araldica dello Stato italiano, Tipografia Poliglotta Vaticana, Roma 1960, p.169; Elenco Generale della Nobiltà italiana, Casa Editrice l'Araldica, Roma 1966, p.88;V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Libro d'oro della nobiltà italiana, a cura del Collegio Araldico di Roma, Vol. XXI e XXII, Anni 1990-1994, Roma; Corpo della Nobiltà italiana, Frangipane Giorgio Aldrighetti, Marino Zorzi, Leopoldo Mazzarolli, Italo Quadrio (a cura di), Famiglie Nobili delle Venezie, Gaspari Editore, Udine 2001 (volume nel quale erroneamente si indica la famiglia Damiani di Vergada come estinta); Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, pp. 100 e 181; Andrea Borella (a cura di), Annuario della Nobiltà italiana, Volume I famiglie Titolate, S.A.G.I. Casa Editrice, Teglio 2010
  95. ^ Così come descritto e rappresentato non solo nei documenti conservati presso l'archivio di Stato di Venezia, Vienna e Zara, ma anche da F. Heyer von Rosenfield nel volume Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp. 22-23, 38-39, 44-45, 48, da G. Sabalich nel volume Guida Archeologica di Zara, Tipografia di Leone Woditzka, Zara 1897, pp.42, 432-433, nonché da J.B. Riestap, nell'Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, in Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 155, e ancora da V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today. London, 1967; Zmajic B. Heraldika, Sfragistika, Genealogija, Zagreb, 1971; Corpo della Nobiltà italiana, Frangipane Giorgio Aldrighetti, Marino Zorzi, Leopoldo Mazzarolli, Italo Quadrio (a cura di), Famiglie Nobili delle Venezie, Gaspari Editore, Udine 2001 (volume nel quale erroneamente si indica la famiglia damiani di vergada come estinta); Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100; Jelena Kolumbić, Coats of Arms of the Zadar Nobility, Radovi - Institute for Historical Sciences of the Croatian Academy of Sciences and Arts in Zadar, Vol. No. 47, 2005
  96. ^ Mr Marko Atlagic', Grbovi Plemstva u Slavoniji 1770-1918, Ro Zrinski Tiskarsko-Izdavacki Zavod, Cakovec, 1982, pp.96-97
  97. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871
  98. ^ Se non che in relazione a questo specifico aspetto i Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico diffidano formalmente chiunque (persona fisica o giuridica) intenda fare uso dei propri antichi patronimici, stemmi araldici e relative tradizioni famigliari, con espressa riserva di adire l'autorità giudiziaria nazionale e internazionale per vedere tutelati i propri diritti, ragioni e interessi, per vedere ristorati tutti i danni morali e patrimoniali. I Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico altresì intendono essere considerati e tenuti nettamente distinti e separati da qualsivoglia altro eventuale, occasionale, recente, sopraggiunto e successivo presunto ramo famigliare che essi non solo non riconoscono, ma con il quale non hanno alcuna relazione, e che formalmente diffidano dal sostenere impossibili relazioni di parentela con la famiglia Frangipani di Dalmazia-Croazia che essi soli in qualità di Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani Detrico rappresentano in fatto e in diritto..[senza fonte]
  99. ^ Abate Simeone Gliubich, Dizionario biografico degli uomini illustri della Dalmazia, Rod. Lechner, Zara Battara Abelich Libraj, Vienna, 1836, p. 136.
  100. ^ L'Abbè P. Bauron, Les Rives Illyriennes. Istrie, Dalmatie, Montenegro, Retaux-Bray Libraire-Editeur, Paris, 1888, pp. 29-36.
  101. ^ Francesco De Conti Fabi Montani, Della divozione dei Frangipani alla Santissima Vergine, Tipografia Benedetto Guerra, Roma, 1864, pp. 17-19.
  102. ^ Donato Fabianich, Alcuni cenni sulle scienze e lettere dei secoli passati in Dalmazia, Tipografia G.B. Merlo, Venezia, 1843, pp. 48-49.
  103. ^ Per la ricostruita storia dei Conti Frangipani o Frankapani di Dalmazia-Croazia si veda Vjekoslav Klaic, Krci Knezovi Frankapani, Izdanje Matice Hrvatske, Zagreb 1901 e dello stesso autore Bribirski Knezovi od Plemena Subic do God 1347, Naklada Matice Hrvatske, Zagreb 1897.
  104. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-cristoforo-frangipani/
  105. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/frangipane/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Frangipani Romani[modifica | modifica wikitesto]

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Frangipani D'Ungheria, di Dalmazia-Croazia e del Friuli[modifica | modifica wikitesto]

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  • Dizionario Biografico degli Italiani, v. Frangipane singole voci;
  • Enciclopedia Treccani, v. Frangipane singole voci;

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Per la famiglia Frangipane/Frangipani si veda * Enciclopedia Treccani, treccani.it.;

Per Francesco Cristoforo Frangipani * Enciclopedia Treccani, treccani.it.;

Per l'albero genealogico completo della famiglia Frangipani di Dalmazia Croazia si veda Miroslav Marek, Frangipani (Frangépan, Frangepani) family – Czech-Hungarian version of the names, Genealogy.EU.

Per l'asserita discendenza della famiglia Slavogosti o Slavogostich di Dalmazia Croazia dalla famiglia Subich si veda * Subich family – Czech-Hungarian version of the names, Genealogy.EU.