Grotte di Stiffe

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Grotte di Stiffe
Vista delle Prata e della catena del Sirente dal Santuario di San Rocco.JPG
I prati di Stiffe con la spaccatura sulla montagna, ingresso alle grotte.
Stato Italia Italia
Frazione Stiffe
Regione Abruzzo Abruzzo
Province L'Aquila L'Aquila
Comuni San Demetrio ne' Vestini
Altitudine 696[1] m s.l.m.
Profondità ~ 65[1] m
Lunghezza ~ 1 000[2] m
Apertura al pubblico 1991
Coordinate 42°15′20.62″N 13°32′32.51″E / 42.255729°N 13.542364°E42.255729; 13.542364Coordinate: 42°15′20.62″N 13°32′32.51″E / 42.255729°N 13.542364°E42.255729; 13.542364
Mappa di localizzazione: Italia
Grotte di Stiffe
Grotte di Stiffe

« È qui una sorgente d'acqua mirabile, infatti tutti i torrenti confluiscono dall'interno de' monti in un unico luogo
(...) e affiorano da una vasta fessura montana nel luogo chiamato Stiffe.
 »

(Angelo Pico Fonticulano, Bellum Braccianum Aquilae Gestum, 1580)

Le Grotte di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche situate nei pressi di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini (AQ), in Abruzzo. Sono ricomprese all'interno del parco regionale naturale del Sirente-Velino.

Le grotte — testimonianza di una risorgenza attiva unica in Italia[3] — sono state rese accessibili al pubblico dal 1991[4] e costituiscono oggi uno dei principali siti naturalistici del territorio aquilano, facendo registrare annualmente oltre 40 000 presenze[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le grotte di Stiffe rappresentano uno dei fenomeni carsici più conosciuti dell'Italia centrale. Il complesso venne utilizzato sin dall'età del bronzo[1] anche se al suo interno sono stati rinvenuti resti archeoleogici risalenti a Neolitico ed Eneolitico[1]. La presenza di un corso d'acqua sotterraneo che ha dato origine al complesso ha portato, nel 1907 e per iniziativa del marchese Alfonso Cappelli[6], alla realizzazione di una centrale idroelettrica di cui sono visibili ancora oggi alcuni resti nei pressi dell'ingresso alle cavità[7].

Nel 1956, allo smantellamento della centrale, hanno avuto inizio le prime esplorazioni speleologiche[6]; a queste è poi seguito un percorso di valorizzazione del sito che ha portato all'apertura al pubblico del complesso nel 1991[7][4]. Nel 1994 un gruppo misto di speleologi aquilani e francesi è riuscito ad accedere per la prima volta alla zona inesplorata successiva alla prima cascata[1] mentre nel 1996 è stato aperto il museo di speleologia intitolato a Vincenzo Rivera[1]. Un secondo ampliamento del percorso turistico è stato realizzato nel 2007 con l'apertura ai visitatori della seconda cascata[1]; il percorso turistico è stato così portato sino alla definitiva lunghezza di circa 700 metri mentre l'estensione della parte di cavità esplorata supera il chilometro.

Il terremoto del 2009 ha portato ad una chiusura delle grotte per motivi di sicurezza. Il complesso è stato riaperto al pubblico solo nel 2011[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le grotte hanno una lunghezza di oltre 1 000 metri, non ancora del tutto esplorate e parzialmente aperte al pubblico. Costituiscono una risorgenza attiva, sono cioè state prodotte dalla presenza di un fiume sotterraneo che fuoriesce in superficie, caso pressoché unico in Italia. L'ambiente mantiene una temperatura di appena 10 °C, costante tutto l'anno.

Le cavità si sono modellate in tempi geologici dalle infiltrazioni, erosione e corrosione delle acque provenienti dalla parte superiore delle montagne soprastanti, in particolare dall'Altopiano delle Rocche e più specificatamente dal sistema di doline e inghiottitoi presente tra Terranera (frazione di Rocca di Mezzo) e Rocca di Cambio ad una quota altimetrica di 1 253 metri. La provenienza dell'acqua che scorre nelle grotte viene spesso erroneamente accostata esclusivamente al piccolo lago "Pozzo Caldaio" situato vicino a Terranera, ma esso è appunto un minuscolo laghetto con il suo torrente affluente ed emissario, con modesta capacità di filtraggio delle acque. L'acqua che transita dal laghetto scompare pertanto in due inghiottitoi situati a qualche centinaio di metri di distanza, mentre il torrente che raccoglie tutta l'acqua restante dell'altopiano defluisce in numerosi altri inghiottitoi e doline sempre ricompresi nella medesima zona carsica.

L'intero percorso sotterraneo dei corsi d'acqua ha una lunghezza stimata in circa 3 chilometri, tra gli inghiottitoi dell'Altopiano e la foce di Stiffe, e sviluppa un dislivello di oltre 600 metri.

Nella pianura alle pendici del monte Sirente (nella parte tra Rocca di Mezzo e Rovere) sono presenti altri inghiottitoi e doline, ma non è stato ancora appurato se l'acqua che defluisce da queste fessure arrivi anch'essa alle grotte di Stiffe.

Di fatto, tutta l'acqua proveniente dall'Altopiano delle Rocche (nella zona tra i comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio) confluisce inevitabilmente negli inghiottitoi e dell'area, determinando così il sottosuolo come unica via d'uscita.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso turistico nelle grotte, a pagamento, ha una durata di circa 1 ora e copre buona parte delle cavità esplorate, sino alla seconda cascata. La biglietteria ed il centro visite si trovano all'ingresso del paese, a valle della montagna, e sono raggiungibili dalla strada statale 261 Subequana.

Ingresso 
L'ingresso alle grotte avviene in corrispondenza di una vistosa spaccatura nella montagna proprio al di sopra dell'abitato, a circa 2 chilometri di strada da esso. Una passerella risale il corso d'acqua immettendosi al di sotto di una parete rocciosa di 100 metri[8]. L'ingresso è sovrastato da altre cavità quali la grotta dei Briganti, probabilmente prodotta da un ramo fossile della risorgenza ma attualmente non accessibile al pubblico[6]. Il cammino incontra una prima cavità ove sono stati rinvenuti importanti resti archeologici[8].
Sala del Silenzio 
Superando la prima cavità, per mezzo di un canyon, si arriva ad un grande ambiente che prende il nome di Sala del Silenzio[8]; il nome deriva dal fatto che in corrispondenza di esso il fiume tende a prosciugarsi annullando il rumore tipico del resto del percorso[1][8].
Sala della Cascata 
la Sala del Silenzio è l'anticamera alla prima cascata che sviluppa un dislivello di oltre 20 metri su di una parete alta circa 30 metri e realizzatasi dallo scorrimento verticale delle rocce[8]. La parete ha creato un primo sbarramento al percorso turistico, poi superato dalla realizzazione di una scalinata con belvedere sulla cascata[8].
Sala della Concrezioni e Lago Nero 
risalendo la Sala della Cascata ci si immette quindi nuovamente in un ambiente silenzioso e poco luminoso, caratterizzato tipica presenza di stalattiti e stalagmiti. Più avanti la sala si amplia ed accoglie una vasta distesa d'acqua che prende il nome di Lago Nero e costituisce una delle parti più antiche del complesso; la delicatezza delle concrezioni ha portato a limitare l'accesso ai visitatori in alcune aree.
Ultima Cascata 
dopo un ulteriore salita, si arriva all'ambiente più recentemente aperto al pubblico e caratterizzato dalla presenza di una fragorosa cascata[8]. Il salto, di oltre 25 metri, si getta in un laghetto della profondità di circa 5 metri all'interno di una sala particolarmente ampia e scenografica[1].

Museo di speleologia Vincenzo Rivera[modifica | modifica wikitesto]

Adiacente alle grotte è il museo di speleologia intitolato a Vincenzo Rivera — fondatore e primo rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila — e gestito dal Gruppo Speleologico Aquilano[9]. Il percorso museale comprende sezioni dedicate alla paleontologia, alla mineralogia, alla geologia e alla fotografia speleologica e custodisce importanti reperti archeologici tra cui uno scheletro intatto di Ursus Speleus, un primitivo orso delle caverne, ed il calco dell'originale teschio di Broken Hill[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Touring Club Italiano, p. 194
  2. ^ Di cui circa 700 aperti al pubblico.
  3. ^ Grotte di Stiffe (m. 695), parcosirentevelino.it.
  4. ^ a b c Mattia Fonzi, Grotte di Stiffe, il gioiello turistico del comprensorio aquilano prova a rialzarsi, in news-town.it, 28 giugno 2015. URL consultato il 14 luglio 2016.
  5. ^ Grotte di Stiffe: 40mila presenze nel 2014, in Il Centro, 29 gennaio 2015. URL consultato il 14 luglio 2016.
  6. ^ a b c Provincia dell'Aquila, p. 361
  7. ^ a b Descrizione, grottestiffe.it.
  8. ^ a b c d e f g Percorso Virtuale, grottestiffe.it.
  9. ^ a b Touring Club Italiano, p. 498

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Chiarelli, La cascata di Stiffe nel territorio di S. Demetrio ne' Vestini: immagini e documenti relativi alla costruzione della centrale idroelettrica di Stiffe, Chieti, Tecnovadue, 1995.
  • Bruno Chiarelli (con Gaudenzio Leonardis), Le grotte di Stiffe: storia naturale dal Pleistocene antico ad oggi, San Demetrio ne' Vestini (AQ), Progetto Stiffe, 1998.
  • Bruno Chiarelli, Le grotte di Stiffe: storia naturale dal pleistocene antico ad oggi, San Demetrio ne' Vestini (AQ), Progetto Stiffe, 2002.
  • Gruppo Speleologico Aquilano, Le grotte di Stiffe, Sant'Atto (TE), Edigrafital, 1993.
  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999.
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]