Grotte di Oliero

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Grotte di Oliero
Die Grotte von Orliero (1804).jpg
Le grotte di Oliero (1804)
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
ProvinceVicenza Vicenza
ComuniValstagna-Stemma.png Valstagna
Altitudine192 m s.l.m.
Profondità28 m
Coordinate45°50′37″N 11°40′06″E / 45.843611°N 11.668333°E45.843611; 11.668333Coordinate: 45°50′37″N 11°40′06″E / 45.843611°N 11.668333°E45.843611; 11.668333
Mappa di localizzazione: Italia
Grotte di Oliero
Grotte di Oliero

Le grotte di Oliero sono un complesso cavernicolo che si trova alle pendici del massiccio dell'altopiano dei Sette Comuni, in prossimità dell'abitato di Oliero (comune di Valstagna), in provincia di Vicenza. Dalle grotte sgorga gran parte dell'acqua che penetra attraverso l'altopiano sovrastante, classico esempio di carsismo.

Le guide riferiscono che le grotte ricevono circa l'80% delle acque provenienti dall'altopiano di Asiago e che il tempo impiegato da quest'acqua per giungere alle grotte è di poche ore (circa 12), anche se sono stati osservati notevoli incrementi della portata d'acqua dell'Oliero anche solo 3 ore dopo piogge torrenziali sull'altopiano.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Dalle grotte hanno origine le sorgenti del fiume Oliero, che vengono considerate tra le più importanti sorgenti valchiusane d'Europa. La grotta-sorgente di Oliero è la più copiosa sorgente del Veneto, versando circa 8 milioni di metri cubi d'acqua al giorno [1].

Gli sbocchi, chiamati nel dialetto locale "còvoli", sono quattro: due sono secchi (il covolo degli assassini o degli Ezzelini e il covolo delle soree, sorelle [2]) e due sono gli attuali sbocchi verso il fiume. Dal principale di questi due (il covolo dei Siori, signori, o grotta di Parolini) si può accedere con delle barche all'interno delle grotte stesse. La grotta Parolini, che prende il nome dal naturalista Alberto Parolini che la scoprì nel 1822, è aperta al pubblico sin dal 1832. La grotta si estende per circa novanta metri in lunghezza, mentre in larghezza conta una ventina di metri. L'interno è interamente occupato da un lago la cui profondità massima raggiunge i 13 metri. Il sifone della sorgente è stato esplorato per circa 10 km. Sembra essere uno dei più lunghi d'Italia e probabilmente d'Europa.

Le temperature dell'acqua e dell'aria all'interno della grotta sono pressoché costanti durante tutto l'anno, rispettivamente con 9 e 12 gradi centigradi. Tra le caratteristiche delle grotte ci sono delle stalattiti calcaree di cui una lunga circa 14 metri.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Era noto che Alberto Parolini, naturalista, proprietario dei terreni e che per primo aprì le grotte al pubblico nel 1832, aveva immesso nelle acque alcuni esemplari di Proteo, provenienti dalle grotte di Postumia: alcuni anni fa degli speleologi subacquei ne hanno rintracciati una quarantina [3].

Stalattiti

Apertura al pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Le grotte sono aperte al pubblico nel pomeriggio di tutti i giorni dei mesi di giugno, luglio ed agosto, mentre nei mesi di aprile, maggio, settembre, ottobre e novembre sono aperte solo alla domenica. L'ingresso è a pagamento.

Dopo l'ingresso, un breve sentiero di circa 5 minuti passa attraverso il boschetto salendo fino al còvolo degli assassini per poi scendere a livello del fiume Oliero. La visita si effettua a bordo di imbarcazioni governate dalle speleoguide e prevede di indossare salvagente e caschetto (forniti gratuitamente all'imbarco). Dopo aver navigato attraverso l'ingresso a volta della grotta, la navigazione porta nella prima sala occupata interamente dal lago, alla fine della quale si approda per trovare un sentiero che porta alle concrezioni visitabili. Le guide accompagnano sempre i visitatori.

L'intera visita dura circa mezz'ora.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Colore dentro il torrente per “inseguire” l’acqua, su gruppospeleo7c.it (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2012).
  2. ^ così chiamato in onore delle due figlie di Alberto Parolini: Elisa, moglie dell'alpinista John Ball e morta a soli 37 anni, ed Antonietta, moglie del nobile Paolo Agostinelli
  3. ^ Le Grotte di Oliero: note biologiche, su gggmodon.it (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2007).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]