Grotte di Toirano

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Grotte di Toirano
Una sala nelle grotte
Una sala nelle grotte
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Province Savona Savona
Altitudine 50 m s.l.m.
Coordinate 44°07′N 8°13′E / 44.116667°N 8.216667°E44.116667; 8.216667Coordinate: 44°07′N 8°13′E / 44.116667°N 8.216667°E44.116667; 8.216667
Mappa di localizzazione: Italia
Grotte di Toirano
Grotte di Toirano

Le grotte di Toirano, in provincia di Savona, sono un complesso di cavità carsiche di rilevanza turistica, note per la varietà di forme di stalattiti e stalagmiti, per la loro estensione, per il ritrovamento di tracce dell'"Homo Sapiens Sapiens" di oltre 12.000 anni fa e resti di Ursus spelaeus di circa 25.000 anni di età. Il complesso delle grotte di Toirano è gestito direttamente dal Comune. Nelle grotte di Toirano si possono trovare impronte di uomini preistorici e di ossa di orsi che vi si rifugiarono per sfuggire all'ultima glaciazione, risalente a 30.000 anni fa.

Storia del complesso turistico delle grotte[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso turistico delle grotte di Toirano è composto dalla Grotta della Bàsura ("strega" in dialetto), scoperta nel 1950 da un gruppo di toiranesi (tra cui Luigi Ferro, Dario Maineri, Andrea Nervi e Adolfo Zunino), e dalla Grotta di Santa Lucia Inferiore, scoperta nel 1961. Fu aperto al pubblico nel 1953 e ampliato nel 1967 con l'inaugurazione di un tunnel artificiale di collegamento tra le due cavità naturali: il percorso turistico è oggi a senso unico, con ingresso sul versante nord della collina ed uscita a sud-ovest.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio toiranese e dell'intera val Varatella è ricco di circa trecento cavità naturali. Alcune di esse, come la grotta del Colombo (non aperta al pubblico), contengono testimonianze del Paleolitico inferiore e medio e hanno conservato tracce di presenze umane (Uomo di Neandertal e soprattutto Homo Sapiens Sapiens) e animali (Ursus spelaeus).

Altri reperti sono stati rinvenuti in una delle due grotte intitolate a Santa Lucia, occupata a partire dal periodo Musteriano, e in molte altre cavità, frequentate fino alla romanità.

Tra le cavità più famose in abito nazionale ed internazionale vi è sicuramente la grotta della Bàsura o della Strega, la prima a cui si accede durante la visita guidata. Scoperta nel 1950 da alcuni ragazzi di Toirano, è ricca di importanti e pregiate testimonianze dell'uomo primitivo di epoca epigravettiana.

In alcune sale e corridoi sono stati rinvenuti un cimitero di orsi delle caverne e segni carboniosi sulle pareti provocati delle torce usate dagli uomini-cacciatori.

Targa che ricorda la scoperta della grotta della Bàsura

Diverse impronte di mani, piedi e ginocchia impresse nell'argilla sono visibili lungo il percorso, ma la parte più interessante è la cosiddetta Sala dei Misteri, chiusa precedentemente per motivi di preservazione ma attualmente aperta al pubblico.

Qui si trovano sette impronte di piedi, ricoperte da un velo calcareo, tra cui quella di un fanciullo. Sulla parete di fondo si notano conficcate pallottole di argilla scagliate probabilmente contro gli autori delle impronte, a scopo iniziatico per i giovani cacciatori.

Qualcosa di simile sopravviveva ancora tra i Lapponi del XVII secolo che usavano gettare palle di fango contro una pelle d'orso come rituale magico. Un'altra ipotesi vuole che i riti fossero legati alla sopravvivenza, come possibile "esultanza" per essere rimasti incolumi dall'esplorazione della grotta; una risposta chiara e definitiva, probabilmente, non si saprà mai. Da questa sala si giunge poi all'antro di Cibele, unico in Europa per le sue particolari stalattiti mammellonari.

La grotta è importante anche per la presenza, in un laghetto al suo interno, di un minuscolo crostaceo preistorico sopravvissuto all'estinzione: il Niphargus, simile ad un gambero e quasi trasparente, che raggiunge una lunghezza massima di 7 mm. La grotta è collegata, tramite un tunnel artificiale con la vicina grotta di Santa Lucia Inferiore.

Quest'ultima, a differenza della precedente, non reca tracce della passata presenza umana o animale, ma si distingue per i caratteristici fiori di roccia che ne ricoprono le pareti nel primo tratto. Seguendo poi il percorso si giunge alla sala del Pantheon, dove si può ammirare il "gigante" della grotta, una colonna alta 8 metri.

L'itinerario, lungo circa 1300 metri, è perfettamente attrezzato per ospitare presenze turistiche e registra annualmente una media di circa 150.000 visitatori.

Con il benestare della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria e del Comune di Toirano, dal giugno 2013 nelle grotte si producono tre tipi di spumante[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nelle Grotte di Toirano lo spumante è servito, mentelocale.it, 6 giugno 2013. URL consultato il 25 giugno 2013.

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