Grotte di Castelcivita

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Grotte di Castelcivita
Castelcivita (Caves-1).jpg
Ingresso delle grotte
StatoItalia Italia
Regione  Campania
Provincia  Salerno
Comune  Castelcivita
Altitudine94 m s.l.m.
Uso abitativouomo di Neandertal
Esplorazione7 febbraio 1889
Altri nomiGrotte di Spartaco
Coordinate40°29′43.76″N 15°12′32.98″E / 40.49549°N 15.20916°E40.49549; 15.20916
Mappa di localizzazione: Campania
Grotte di Castelcivita
Grotte di Castelcivita

Le grotte di Castelcivita sono un complesso di cavità carsiche situate nel comune campano di Castelcivita, in provincia di Salerno. Sono particolarmente ricche di stalattiti e stalagmiti dalle mille forme. Si estendono per svariati chilometri nel massiccio degli Alburni, principalmente nei comuni di Castelcivita e Controne. Le grotte sono aperte ai visitatori tutti i giorni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sono conosciute anche come "grotte di Spartaco", per via di una narrazione popolare (plausibile ma non appurata) che vide il gladiatore romano sostare in queste cavità, mentre muoveva la rivolta degli schiavi verso Roma.

La scoperta[modifica | modifica wikitesto]

La prima esplorazione delle grotte avvenne il 7 febbraio 1889 alle ore 9:30, condotta da due giovani fratelli di Controne, Giovanni e Francesco Ferrara, di rispettivamente 14 e 16 anni. I due fratelli portarono con loro due lucerni ad olio e alcuni fiammiferi, siccome nella grotta era presente un buio totale. Dopo un'esplorazione di circa 300 metri, i fratelli Ferrara rimasero intrappolati in una zona della grotta (piena di guano di pipistrello e andride carbonica): questo accadde perché i due lucerni si spensero e i pochi fiammiferi restanti non presero fuoco necessario per riaccendere le uniche fonti di luce a disposizione. Dopo 6 giorni passati all'interno, senza provviste, i ragazzi vennero soccorsi. Giovanni fu il primo superstite a essere estratto vivo, arrivando a casa il 13 febbraio alle 20:30. Due giorni dopo l'estrazione di Giovanni, il 14 febbraio alle 10:00, venne trovato Francesco ancora vivo, poco distante dal punto in cui i lucerni si spensero. Purtroppo, quest'ultimo morì mentre fu trasportato dai soccorritori. Giovanni fu segnato a vita da questa esperienza e narrò l'orribile avventura vissuta in un manoscritto, composto 1 mese dopo l'avvenimento, il 12 marzo.

Il continuo delle esplorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'evento tragico, nessuno provò ad entrare nella grotta per oltre 40 anni.

Nel 1920, il farmacista di Castelcivita, Nicola Zonzi, tornò nelle grotte per un'esplorazione preliminare. Fu poi a seguito del suo rapporto che negli anni '20 e '30 del XX secolo le grotte furono mappate in modo sistematico dagli speleologi[1]. In quegli stessi anni le grotte accolsero i loro primi visitatori: per questo venne allargato e adattato l'ingresso principali.

Nelle grotte sono stati rinvenute tracce di occupazione da parte dell'uomo di Neandertal, la cui scomparsa in questa regione è stata datata a 40.000 anni fa[2]. A seguito di questi rinvenimenti, avvenuti nel 1972, campagne archeologiche di scavo sono state condotte da Paolo Gambassini dell’Università di Siena dal 1975 al 1988 e in seguito riprese nel 2016, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Campania[3].

Posizione[modifica | modifica wikitesto]

Le grotte sono situate sulla sponda destra del fiume Calore, a trecento metri circa dal Ponte Paestum. Si trovano a metà strada fra Castelcivita e Controne.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Napolista, Castelcivita: le Grotte regalate al turismo dalla passione dell’uomo, su ilNapolista, 1º giugno 2016. URL consultato il 9 settembre 2020.
  2. ^ Castelcivita, nuove scoperte sull'uomo di Neanderthal dai reperti delle grotte, su unotvweb.it. URL consultato il 9 settembre 2020.
  3. ^ Il Paleolitico di Castelcivita, su Grotte di Castelcivita. URL consultato il 9 settembre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]