Balzi Rossi

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Balzi Rossi
Le caverne.jpg
Le differenti caverne
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Province Imperia Imperia
Comuni Ventimiglia-Stemma.png Ventimiglia
Altri nomi (LIJ) Bàussi Russi

(FR) Baoussé-Roussé

Coordinate 43°47′00″N 7°32′08″E / 43.783333°N 7.535556°E43.783333; 7.535556Coordinate: 43°47′00″N 7°32′08″E / 43.783333°N 7.535556°E43.783333; 7.535556
Mappa di localizzazione: Italia
Balzi Rossi
Balzi Rossi

Balzi Rossi (italianizzato dal ventimigliese Bàussi Russi = "sassi rossi", in francese anche Baoussé-Roussé[1]) è un toponimo dato a una spiaggia (nota anche come "spiaggia delle uova"), un museo e un complesso di grotte in cui sono stati scoperti, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, diversi reperti di epoca paleolitica. Il sito archeologico è situato nei pressi della frazione Grimaldi di Ventimiglia, a poca distanza dal valico di frontiera di Ponte San Ludovico tra Italia e Francia.

Il luogo deve il nome al tipico colore della roccia meteorizzata, una falesia alta circa 100 m formata da calcare dolomitico ricco di minerali ferrosi. Il sito e l'area archeologica sono gestiti della Soprintendenza per i beni archeologici della Liguria.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso è formato da una quindicina di cavità, di cui le più importanti sono (da ovest ad est):

  • la grotta del Conte Costantini
  • la grotta dei Fanciulli
  • la grotta di Florestano, così intitolata in onore del principe di Monaco che, nel 1846, finanziò i primi scavi
  • il riparo Mochi
  • la grotta del Caviglione
  • la Barma grande (barma vuol dire "grotta" nel dialetto locale)
  • la grotta del Principe, la più vasta (35 × 18 × 22 m)

Fra i numerosi reperti in esse rinvenuti vi sono resti di animali di varie epoche, sepolture umane (in tutto una ventina), svariati oggetti (fra cui statuette - le cosiddette Veneri dei Balzi Rossi -, ornamenti, utensili in pietra) e anche un'incisione rupestre raffigurante un cavallo. Almeno sette degli scheletri scoperti sono riferibili alla presenza dell'Uomo di Cro-Magnon, il cui tipo locale è denominato Uomo di Grimaldi.

Presso le grotte è allestito un piccolo museo preistorico (fondato nel 1898 da sir Thomas Hanbury, ampliato e rinnovato nel 1994), che custodisce alcuni degli scheletri e dei manufatti ritrovati.

Le principali sepolture[modifica | modifica wikitesto]

Le principali sepolture, tutte di individui del tipo di Cro-Magnon, si distinguono in un gruppo recente databile all'epigravettiano finale (ne fan parte i bambini messi in luce dal Rivière e lo scheletro femminile rinvenuto negli strati alti della grotta dei Fanciulli), ed uno precedente, gravettiano/aurignaziano. L'orizzonte più basso apparterrebbe al musteriano, e manca di reperti umani. Le sepolture sono le seguenti:

  • la singola sepoltura, scoperta nel 1872 da Émile Rivière nella grotta del Caviglione ("Uomo di Mentone"): si tratta di un individuo di alta statura (circa cm 190) che indossava un copricapo di conchiglie e denti di cervo. Il corpo era ricoperto di ocra rossa, sepolto sul fianco sinistro, rivolto verso occidente, con le mani vicino al volto e le gambe ripiegate;
  • la tripla sepoltura, scoperta nel 1873 dallo stesso Rivière nella grotta Bausu da Ture, di un adolescente e due adulti di sesso maschile con caratteri simili a quelli del precedente rinvenimento;
  • la doppia sepoltura, scoperta nel 1874 ancora da Émile Rivière nella grotta dei Fanciulli, di due bambini interrati alla profondità di 2,7 metri distesi sul dorso con le gambe flesse (da cui il nome della caverna) con la presenza di varie conchiglie marine in prossimità dell'anca;
  • la singola sepoltura scoperta nel 1884 da Louis Jullien, collezionista di antichità che iniziò la scavo nella Barma grande, ritrovando uno scheletro di un maschio adulto cosparso di ocra che venne distrutto per il rifiuto del proprietario della grotta, Giuseppe Abbo, di consegnare i resti al museo di Mentone; Jullien recuperò invece una serie di statuette denominate Veneri paleolitiche, caratterizzate dall'evidenziazione degli attributi genitali e della fecondità;[2]
  • la tripla sepoltura, costituita da tre scheletri rinvenuti nel 1892 nella Barma grande da Giuseppe Abbo; si tratta di un maschio adulto, di una giovane e un adolescente disposti parallelamente nella stessa fossa da est a ovest e interrati insieme a un ricco corredo funebre comprendente conchiglie marine, lame di selce e canini di cervo; la datazione della sepoltura risale a circa 20000 anni fa.[2] L'adulto ha una statura intorno a 190 centimetri e possiede ossa degli arti superiori molto sviluppate ma fortemente intaccate dall'artrosi, indice di grande forza unita a intense attività; una caratteristica insolita per l'uomo moderno è una diversa strutturazione del margine ascellare della scapola, che evidenzia una grande potenza muscolare;
  • due singole sepolture, scoperte nel 1894, sempre da Giuseppe Abbo nella Barma grande, una costituita da uno scheletro maschile adulto caratterizzato da una forte usura dentaria e l'altra formata dai resti di un adulto interrato sopra un antico focolare;
  • la doppia sepoltura, scoperta nel 1901 dal canonico Louis de Villeneuve nella grotta dei Fanciulli, formata da una donna anziana e un adolescente di tipo apparentemente non cromagnoide, disposti nella stessa fossa in posizione rannicchiata.

È a questi ultimi individui, in particolare, che si deve la definizione di "negroidi di Grimaldi" (poi "uomo di Grimaldi") a causa della morfologia apparentemente analoga al tipo umano negroide moderno. Questo almeno è quanto si era pensato sino agli inizi degli anni settanta, quando più attente analisi effettuate dall'antropologo dentario Pierre Legoux[3] dimostrarono che il prognatismo facciale era dovuto nel caso della donna ad un difetto di masticazione e per l'adolescente si trattava di una contraffazione effettuata per fare rientrare la scoperta nella casistica dei cosiddetti "anelli mancanti" della catena evolutiva. In realtà anche questi due individui appartenevano al tipo Cro-Magnon come tutti gli altri.[2]

Uomo di Grimaldi[modifica | modifica wikitesto]

La doppia sepoltura, della grotta dei Fanciulli, formata da una donna anziana e un adolescente, pur se cromagnonoidi, si differenziava per le caratteristiche particolari degli individui, almeno relativamente agli altri Homo sapiens europei.
Le caratteristiche antropologiche del tipo sono:

  • forte dolicocefalia;
  • cranio con contorno ellittico, aristencefalo (1375 cc la donna, 1570 il ragazzo);
  • faccia cameprosopa;
  • forte prognatismo alveolare;
  • orbite cameconche a contorno subrettangolare;
  • naso largo (camerrinia) di morfologia negroide;
  • bassa statura (159 cm la donna, 156 cm il ragazzo);
  • bacino alto e stretto come nei negroidi.

S. Sergi insieme a Ugo Chiamparino propose (1967) che i Grimaldiani fossero di origine africana, ma l'opinione più diffusa è che la somiglianza con i negroidi non implichi legame genetico. H. Vallois nega anche l'affinità. Un nuovo esame del cranio dell'adolescente effettuato tra il 1973 e il 1974 da Olivier e Mantelin ha confermato l'appartenenza cromagnoide del soggetto.[4]

Via Julia Augusta[modifica | modifica wikitesto]

Lasciando il capo della Mortola, la via Julia Augusta proseguiva il suo itinerario verso Cemenelum attraversando la falesia dei Balzi Rossi.

Nell'ambiente naturale dei Balzi Rossi è difficile trovare (dopo la costruzione, nel Novecento, della linea ferroviaria Ventimiglia-Nizza e i danni causati dalla seconda guerra mondiale) delle tracce conservate dell'antica via romana.

Oggi, a valle della ferrovia, si può osservare l'unica testimonianza, una "tagliata" scavata nella roccia che permetteva il passaggio, quasi in riva al mare, della strada romana.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sépultures nouvellement découvertes aux Baoussé-Roussé près de Menton.
  2. ^ a b c Vincenzo Formicola, Le sepolture paleolitiche dei Balzi Rossi, in Le Scienze, vol. 280, dicembre 1991, pp. 76-85.
  3. ^ P. Legoux, Étude odontologique de la race de Grimaldi, in Bulletin du Musée d'Antropologie Préhistorique de Monaco, vol. 10, 1963, pp. 63-121.
  4. ^ G. Olivier, F. Mantelin, Nouvelle reconstitution du cran de l'adolescent de Grimaldi, in Bulletin du Musée d'Antropologie Préhistorique de Monaco, vol. 19, 1973-1974, pp. 67,72,79,81.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R.Parenti, Lezioni di Antropologia Fisica, Libreria Scientifica Pellegrini, 1973

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]