Mentone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Mentone (disambigua).
Mentone
comune
Ville de Menton
Mentone – Stemma
Mentone – Veduta
Veduta panoramica
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoBlason département fr Alpes-Maritimes.svg Alpi Marittime
ArrondissementNizza
CantoneMentone
Territorio
Coordinate43°46′43.85″N 7°30′20.4″E / 43.778846°N 7.505666°E43.778846; 7.505666 (Mentone)
Altitudine16 m s.l.m.
Superficie14,05 km²
Abitanti29 361[1] (2009)
Densità2 089,75 ab./km²
Comuni confinantiRoccabruna, Gorbio, Sant'Agnese, Castiglione, Castellaro, Ventimiglia (IT-IM)
Altre informazioni
Cod. postale06500
Prefisso04
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06083
Targa06
Nome abitantimentonesi o mentonaschi (in francese: mentonnais o mentonasques)
Patronosan Michele Arcangelo
Parte diComunità della Riviera francese
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Mentone
Mentone
Mentone – Mappa
Sito istituzionale
Il porto di Mentone tra il 1890 e il 1900

Mentone[2][3][4][5][6][7][8] (in francese Menton, in ligure Mentùn, in mentonasco Mentàn) è un comune francese di 29.361 abitanti, situato nel dipartimento delle Alpi Marittime, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Situata lungo a ridosso della frontiera franco-italiana, è una celebre località turistica della Costa Azzurra.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Mentone si affaccia su una baia del mar Ligure racchiusa da capo Mortola ad est e capo Martino ad ovest. Situata a ridosso della frontiera franco-italiana, sorge ad 11 km ad ovest dalla cittadina italiana di Ventimiglia. Il centro storico si sviluppa su un piccolo promontorio

La località è soprannominata la "Perla della Francia" e tale appellativo è dovuto al geografo Élisée Reclus, che lo scrive nella sua Geografia universale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Mentone dispone d'un clima mediterraneo, con inverni miti e soleggiati ed estati calde e secche, con temperature che variano da 13 gradi in gennaio a 28 in agosto, con un microclima che la protegge dai venti freddi delle Alpi.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

A dispetto di un'apparente semplicità delle origini del nome di Mentone, il toponimo della città non è per niente semplice, né tanto meno certo. Il nome della località è attestato sotto la forma di Mentonum nel 1262[9].

Albert Dauzat e Charles Rostaing esitano tra un nome di persona, dal latino Mento,-onis, preso così in assoluto, ed un tema pre-celtico men-t, equivalente a "roccia", seguito dal suffisso -onem[10], a formare Mentonem, ipotesi ambedue molto suggestive.

Con il termine "preceltico" men-t-, senza dubbio essi intendono il ligure, lingua mal conosciuta, ma che ha lasciato numerose tracce nella toponomastica della Provenza, fino alle Alpi, ed anche nella maniera di nominare gli abitanti quali mentonaschi, con il suffisso -asco, considerato come ligure dagli specialisti.

Ernesto Negro riprende invece la prima proposta e spiegazione di Dauzat e Rostaing che il toponimo derivi dal nome proprio romano di Mento-Mentonis[11].

L'omonimia con Menthon, in Alta Savoia, senza forma antica, rafforza questa ipotesi, essendo i nomi o toponimi liguri in genere limitati e localizzati nella parte sudorientale della Francia, sino alle Alpi.

L'ipotesi che vuole Mentone derivi da Mons Othonis, cioè Monte di Ottone, basata sul nome dell'imperatore Ottone non si giustifica, poiché prima di tutto non vi è alcuna forma antica, per evocare questa possibilità, e poi perché Mons Othonis, o piuttosto la sua forma base latina, avrebbe portato a Montodon e non a Menton. Essa si rivela giusto un tentativo di spiegare fatti linguistici con eventi o fatti storici.

La città è chiamata in mentonasco [meⁿtaⁿ], che lo si scrive localmente come Mentan, ed in occitano come Menton, secondo la norma classica, o Mentan secondo la norma mistraliana.

L'etnonimo o gentilizio, al singolare, è il mentonasco in italiano ed u mentunasc nella parlata di Mentone, secondo la norma mistraliana della lingua occitana, la sola utilizzata a livello locale[12].

In italiano, il nome si scrive Mentone, da leggere [Men'tone], con la e finale, che dev'essere pronunciata, non essendo muta, o meglio semi-muta, come in francese.

Mentona è una forma attestata in russo, presa a prestito dalla lingua italiana.

Una chiesa ortodossa testimonia della presenza russa nella regione, a cavallo della fine del 1800 ed agli inizi del 1900.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Bastione
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Città libere di Mentone e Roccabruna.

Gli scavi dei Balzi Rossi di Grimaldi, alla frontiera italiana, testimoniano una presenza umana fin dal Paleolitico superiore. La Via Julia Augusta, strada romana che collegava Ventimiglia a Nizza e all'Italia settentrionale, doveva attraversare il territorio dell'attuale Mentone.

Il territorio di Nizza ha fatto da sempre parte della Liguria sotto l'Impero Romano, nel Regno longobardo e nel Regnum Italiae formatosi con Carlo Magno.

Fin dall'epoca longobarda nel territorio operarono i monaci bedettini di San Colombano che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, nel VII secolo l'abbazia di Taggia e nell'VIII secolo a Nizza il monastero di Cimiez. Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valichi con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto in epoca longobarda la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola, dalla costa da Ventimiglia fino a Seborga; furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.

Mentone fu fondata da un signore ligure [senza fonte], verso il 1200, sul colle denominato in latino Podium Pinum, o Poggio del Pino, ed è infatti proprio sulla collina poi detta del Pepino, ad ovest della città attuale, che si raggruppava senza dubbio l'agglomerato primitivo, intorno al suo castello, costruito su impulso del conte di Ventimiglia.

La signoria di Pipino cadde con quella di Mentone, nel XIII secolo, in potere ai Vento, famiglia genovese che vi costruì un altro castello, dal quale ebbe origine la città attuale. La prima menzione storica della città reca la data del 21 luglio 1262 ed è contenuta nel trattato di pace tra Carlo d'Angiò ed i genovesi. La sua posizione geografica, presso il confine tra la Contea di Provenza e la Repubblica di Genova, che rivendicava allora Monaco come suo confine occidentale, ne comporta il suo relativo coinvolgimento.

Acquisita nel 1346 da Carlo Grimaldi di Monaco, Mentone, assieme alla vicina Roccabruna, rimase per cinque secoli sotto la signoria dei principi monegaschi con una particolare condizione giuridica. Essa infatti, pur essendo amministrata dai Grimaldi, era stata infeudata nel XV secolo ai Savoia che, dopo essere entrati in possesso di Nizza nel 1388, miravano ad espandersi sul litorale per consolidare la loro presenza nella regione.

Nel 1792, fu conquistata dalle truppe francesi ed inclusa nel territorio del dipartimento delle Alpi Marittime, che includeva al tempo anche Monaco e Sanremo, nel distretto di Sanremo.

Con il congresso di Vienna Mentone fu reintegrata nel territorio del ricostituito Principato di Monaco, stato che però passò sotto il protettorato dei Savoia. Nel 1816 vennero poi riconfermati al re di Sardegna i diritti feudali su Mentone e Roccabruna, favorendo così la nascita nelle due località di un movimento filo-sabaudo. Quando nel 1848 il principe Florestano I di Monaco di riscuotere una tassa sull'esportazione dei limoni, principale risorsa della città, sia Mentone che la vicina Roccabruna si proclamarono città libere dal Principato di Monaco. Il mentonasco Carlo Trenca assunse la presidenza del governo provvisorio che domandò immediatamente la protezione del Regno di Sardegna. Così, sebbene l'annessione venisse rinviata per questioni diplomatiche, sia Mentone che Roccabruna vennero occupate dalle truppe piemontesi, venendo di fatto amministrate dai Savoia.

La bandiera adottata, sul modello delle repubbliche rivoluzionarie italiane, fu un tricolore verde-bianco-rosso, con al centro un emblema costituito da due mani che si stringono, simbolo dell'unione tra le due città. Successivamente le due Città libere chiesero l'annessione al Regno di Sardegna ma incontrarono difficoltà all'approvazione da parte del Parlamento subalpino, in particolare del Senato, che rinviò nel tempo la sua decisione, mentre la Camera diede il suo consenso. Nel 1861, in seguito agli Accordi di Plombières e soprattutto all'alleanza sardo-francese del 1859, le due città libere divennero francesi, un anno dopo l'unione della contea di Nizza alla Francia. Un plebiscito si tenne nel 1860, con cui Mentone si pronunciò massicciamente in favore dell'unione alla Francia, plebiscito che venne pilotato sia dai francesi, che dalla Casa reale italiana dei Savoia; esso segnò così la cessione definitiva, come da precedente accordo fra l'imperatore Napoleone III e re Vittorio Emanuele II, delle due città alla Francia. L'imperatore francese versò inoltre la somma di quattro milioni di franchi in oro al principe Carlo III di Monaco come indennizzo per il pregiudizio territoriale causato al Principato dalla perdita delle due città rivierasche.

Nella seconda metà dell'ottocento, grazie all'arrivo della ferrovia, Mentone si affermò come località turistica, in particolare per il soggiorno invernale grazie al clima particolarmente temperato. La cittadina iniziò rapidamente a crescere grazie alla costruzione di alberghi, pensioni e ville.

Durante la seconda guerra mondiale, in seguito all'armistizio del 24 giugno 1940, i due terzi del territorio del comune furono occupati militarmente dall'Italia fino all'8 settembre 1943, anni in cui ebbe luogo un tentativo di italianizzazione (toponomastica italiana, lezioni in italiano ecc.), alla quale parte dei mentonesi oppose resistenza, mandando i bimbi nelle vicine scuole di Roccabruna e Monaco. Ai primi di settembre 1943 vi operava la 136ª Squadriglia del 64º Gruppo del 19º Stormo da Osservazione Aerea della Regia Aeronautica Italiana nell'ambito dell'Occupazione italiana della Francia meridionale. Dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, la città fu occupata dai tedeschi i quali costruirono da Cerbère a Mentone il vallo Mediterraneo, una linea difensiva costruita a difesa della costa francese durante la seconda guerra mondiale.[13] L'occupazione nazista terminò il 6 settembre quando i tedeschi si ritirarono oltre la frontiera italiana. Due giorni dopo Mentone venne liberata dalle truppe alleate.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Basilica di San Michele Arcangelo, costruita in stile barocco nella seconda metà del XVII secolo, domina la cittadina rivierasca ed il suo porto.
  • Cappella dell'Immacolata Concezione, barocca, costruita accanto alla Basilica di San Michele.
  • Cappella della Misericordia o dei Penitenti Neri
  • Cappella di San Giacomo
  • Monastero dell'Annunziata
  • Chiesa russa, costruita nel 1892.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Bastione, costruito tra il 1636 ed il 1639 per volere del principe Onorato II di Monaco, ospita al suo interno una sezione del Museo Jean Cocteau.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Mentone si chiamano da sempre mentonaschi (il termine mentonesi, di stampo francese, è recente), gentilizio formato col suffisso di tradizione ligure "-ask". Essi si esprimevano comunemente in una varietà di ligure strettamente imparentata a quella parlata nel Principato di Monaco, il monegasco, con numerose influenze del dialetto nizzardo-occitano.

La lingua mentonasca, come veniva impropriamente chiamata, ha negli ultimi decenni ceduto sempre più il posto al francese standard ed attualmente viene utilizzata da un'esigua minoranza della popolazione. Ancor oggi tuttavia la cittadina viene considerata capitale culturale della Terra Mentonasca (Païs Mentounasc). Va segnalato infine, che, per ragioni di indole storica, culturale, turistica e di vicinanza geografica, l'italiano è ampiamente compreso da gran parte della popolazione.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Jean Cocteau, aperto nel 1966 all'interno del bastione seicentesco, ospita le opere del celebre artista francese Jean Cocteau. Nel 2005 alla collezione originale sono stati aggiunti i pezzi della consistente donazione Wunderman, ospitata dal 2011 in un apposito museo costruito a poca distanza dal bastione.
  • Museo di Preistoria Regionale
  • Museo di Belle Arti, ospitato nel Palazzo Carnols.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La principale via d'accesso alla città è l'autostrada A8 che unisce Aix-en-Provence con la frontiera italiana, dove continua come A10. L'abitato mentonasco è attraversato da ovest ad est dalla RN 7 che da Parigi giunge sino al confine con l'Italia dove prosegue come SS1.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Mentone è servita da due stazioni ferroviarie lungo la linea Marsiglia-Ventimiglia: la principale, Mentone e la periferica Mentone-Garavan, a Garavano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Mentone è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Cfr. Mentone, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  3. ^ Cfr. "Mentóne" nell'enciclopedia Sapere.
  4. ^ Atlante Zanichelli 2009, Zanichelli, Torino e Bologna, 2009, p. 22.
  5. ^ Touring Club Italiano, Nuovissimo atlante geografico mondiale, Touring Editore, Borgaro Torinese (TO) 2001, tav. 22.
  6. ^ Atlante stradale d'Italia, Touring Editore, 1998, tav. 32.
  7. ^ Nuovo atlante Treccani, vol. Cartografia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Milano 1995, tav. 7.
  8. ^ Atlas. L'atlante geografico de Agostini, Istituto geografico de Agostini, Novara 1993, p. 60.
  9. ^ TGF1, § 11 118, p.|664
  10. ^ Albert Dauzat et Charles Rostaing, Dictionnaire étymologique des noms de lieu en France, Librairie Guénégaud, Paris, 1989, ISBN|2-85023-076-6, p. 450, sous Menthon
  11. ^ Ernest Nègre, Op. cité.
  12. ^ Comme dans la revue mensuelle, Ou païs mentounasc
  13. ^ (EN) J.E. Kauffmann, Robert M. Jurga, Fortress Europe: European Fortifications of World War II, Da Capo Press, 2002, ISBN 0-306-81174-X.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Vignoli, Storie e letterature di Nizza e del Nizzardo (e di Briga e di Tenda e del Principato di Monaco), Edizioni Settecolori, Lamezia Terme, 2011.
  • Sull'occupazione italiana di Mentone dal 1940 al 1943 e su Marcello Firpo:
    • Giuseppe Frediani, La pace separata di Ciano, Bonacci, Roma, 1990.
    • Giulio Vignoli, Il Caso Marcello Firpo, Settimo Sigillo, Roma, 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN243026146 · GND (DE4115099-5 · WorldCat Identities (ENviaf-243026146
Francia Portale Francia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Francia