Tournefort
| Tournefort comune | |
|---|---|
(dettagli)
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Dipartimento | |
| Arrondissement | Nizza |
| Cantone | Vence |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Murielle Molinari (Lista Civica) dal 03/2014 |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°57′N 7°09′E |
| Altitudine | 171, 1 304 e 470 m s.l.m. |
| Superficie | 10,33 km² |
| Abitanti | 147 (1-1-2023) |
| Densità | 14,23 ab./km² |
| Comuni confinanti | Clans, La Tour, Utelle, Malaussène, Massoins, Bairols |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 06420 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice INSEE | 06146 |
| Nome abitanti | (FR) Tournefortois[1] |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Tournefort (in occitano Tornafuòrt[2]; in italiano, fino al XIX secolo, Tornaforte[3]) è un comune francese di 149 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il villaggio è citato nel XII secolo. I cavalieri dell'Ordine del Tempio avrebbero occupato un ospizio e delle terre nel 1176. La signoria è appartenuta alla famiglia dei Tornaforte, nome da cui prende origine il toponimo della località.
È poi associata alla vallata di Massoins ed è stata infeudata a Giovanni e Luigi Grimaldi di Boglio nel 1388. Il 14 febbraio 1434, Giovanni Grimaldi ha ricevuto l'omaggio degli abitanti di Tornaforte[4].
La signoria è passata in seguito ai Caissotti, dopo l'esecuzione d'Annibale Grimaldi, nel 1622, e nel 1723, è ritornata alla famiglia piemontese dei "Bruno" di Cuneo.
Il comune di Tornaforte fin dal 1388 ha seguito, con la contea di Nizza le vicende storiche prima della Contea di Savoia e del Ducato di Savoia, e poi dopo il Congresso di Vienna, dal 1815 al 1860, le sorti del Regno di Sardegna-Piemonte, per essere poi annesso nel 1860 alla Francia.
Il terremoto del 23 febbraio 1887 ha causato danni importanti al villaggio, isolato sul suo sperone roccioso. Il vecchio paese è stato abbandonato all'inizio del XX secolo ed era già in rovina nel 1916. L'ultimo abitante avrebbe lasciato il centro storico nel 1937 o 1938, ed il nuovo paese è situato in zona La Colle. La chiesa di San Pietro (Saint-Pierre) datante dal XVII secolo ed il cimitero sono rimasti nell'antico villaggio ormai spopolato.
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa di San Pietro (Église Saint-Pierre) nel vecchio villaggio, ed è nominata proprio "San Pietro" nel 1658, in italiano, allora lingua ufficiale, o San Pietro «in vinculis» nel 1752.
Essa è stata restaurata nel 1862, poi di nuovo dopo il terremoto del 1887. Il tetto ed i canali di gronda sono stati rifatti nel 1962. - Cappella di Sant'Antonio da Padova (Chapelle Saint-Antoine-de-Padoue), "cappella di Penitenti", nell'antico villaggio di Tournefort.
- Cappella di San Martino (Chapelle Saint-Martin), ora in rovina. Essa è forse l'insediamento del villaggio primitivo risalente ai Liguri.
- Nell'antico villaggio, ci sono le rovine del castello di Tournefort[4] e delle case.
- Forte di Picciarvet o del Pic Charvet costruito alla confluenza dei fiumi Tinée e Var, tra il 1883 ed il 1890, per proteggere Nizza[5].
- Ponti sul Tinée di Tournefort, al mulino di Tournefort, vestigia d'un ponte romano datante probabilmente dal III secolo[6], e l'altro più moderno dal XVII secolo. I volontari della Lozère vi avevano installato due cannoni nel 1793.
- Frazione di Courbaisse.
- Fabbrica d'Égleros, costruita nel 1951. Essa è alimentata da una condotta forzata derivante le acque del fiume Tinée.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti

Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Les gentilés du département: Alpes Maritimes (06), su habitants.fr.
- ↑ (OC) Laurenç Revèst, Per una senhalètica bilenga dins totas las comunas de las Alps Marìtimas, su ccocpaisnissart.chez-alice.fr, Centre Culturel Occitan du Pays Niçois (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2015).
- ↑ Guglielmo Stefani, Dizionario generale geografico-statistico degli Stati sardi, Torino, Pomba, 1855, p. 1252.
- 1 2 Georges Barbier, Châteaux et places fortes du comté de Beuil, p. 177-191, Nice-Historique, année 1994, n° 11 Texte [archive]
- ↑ Chemins de mémoire Fort du Pic Charvet ou de Picciarvet, su cheminsdememoire.gouv.fr.
- ↑ Luc Thévenon, L'art religieux de la vallée de la Tinée, p. 86, Nice-Historique, année 1993, numéro 266 Texte
Altri progetti
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