Daluis

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Daluis
comune
Daluis – Stemma
(dettagli)
Daluis – Veduta
La valle dell'alto Varo presso Daluis - Ponte sulla strada verso Vignazza e Saint-Léger. Sullo sfondo le rocce rosse del Dôme de Barrot
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoArms of Nice.svg Alpi Marittime
ArrondissementNizza
CantoneVence
Amministrazione
SindacoGuy Maunier (DVD) dal 04/2014
Territorio
Coordinate44°01′N 6°49′E / 44.016667°N 6.816667°E44.016667; 6.816667 (Daluis)Coordinate: 44°01′N 6°49′E / 44.016667°N 6.816667°E44.016667; 6.816667 (Daluis)
Superficie36,67 km²
Abitanti140[1] (2009)
Densità3,82 ab./km²
Comuni confinantiSauze, Guillaumes, La Croix-sur-Roudoule, Saint-Léger, Sausses (04), Castellet-lès-Sausses (04)
Altre informazioni
Cod. postale06470
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06053
Nome abitantiDaluisiens (FR); Daluisiani (IT)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Daluis
Daluis
Sito istituzionale

Daluis (o Daluèis in lingua occitana e Daluis anche in italiano[2]), è un comune francese di 140 abitanti, situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la conquista romana, compiuta nel 14 a.C., Augusto organizza le Alpi in province. Il territorio dell'attuale comune di Daluis dipende dalla provincia delle Alpi Marittime ed è riunita alla civitas di Glanate (Glandèves). Alla fine dell'Antichità, la diocesi di Glandèves riprende i limiti di tale civitas[3].

Fin dall'epoca longobarda nel territorio operarono i monaci bedettini di San Colombano che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, nel VII secolo l'abbazia di Taggia e nel VIII secolo a Nizza il monastero di Cimiez. Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valici con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto in epoca longobarda la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola, dalla costa da Ventimiglia fino a Seborga; furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.

Il sito appare sotto il nome di "Castrum de Adalueiso", poi di "Adalosio" nel XIII secolo, ed ancora di "Adaluys" o "Addaluys", "Adaluy" in provenzale.

Il paese appartiene al casato di Daluis della famiglia di Castellane-Villeneuve, e sarà in seguito una dipendenza dei Templari e, dopo la loro condanna, agli Ordine di San Giovanni di Gerusalemme o Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme, ed il villaggio apparterrà poi alla nobile famiglia dei "Villeneuve-Beauregard".

Nel 1348, il 18 febbraio, firma dell'atto d'abitazione di Daluis segnato con il signore di Barrême.

Atto d'abitazione di Daluis (Archivi della famiglia De Clarens, ramo delle famiglie De Barrême e De Villeneuve

Nel 1388, dopo la morte della regina Giovanna, a differenza delle altre parti orientali della Provenza che renderanno omaggio ai Conti di Savoia, Daluis, come Guillaumes, Entrevaux e Sausses si dichiararono fedeli ai Conti di Provenza della Casa d'Angiò.

Nel 1481, come il resto della Contea di Provenza, essendo Luigi XI erede dell'ultimo conte di Provenza, il villaggio di Daluis è stato integrato nel regno di Francia.

Nel 1760, un trattato tra la Francia ed il Re di Sardegna e Piemonte rettifica la frontiera e pone Daluis e Guglielmi nella Contea di Nizza.

Daluis faceva allora parte della Diocesi d'Entrevaux, e del vicariato di Guillaumes (Guglielmi).

Durante la guerra delle Alpi, tra la Francia repubblicana ed il regno di Piemonte-Sardegna, il generale austriaco De Wins che comanda l'Esercito Austro-Sardo stabilisce un posto di comando a Daluis nel 1793.

Odiernamente, essendo l'abitato piuttosto esiguo e poco abitato, e trattandosi di un piccolo villaggio, a non molta distanza da Guillaumes, Daluis deve la sua fama essenzialmente al particolare ambiente circostante, essendo inserito nelle omonime imponenti Gole di Daluis (Gorges de Daluis), di roccia rossa, scavate dal fiume Varo.

A partire dal 18 luglio 1944, le truppe tedesche installate a Toetto, detto in italiano Toetto di Boglio, lanciano attacchi contro i partigiani del FFI attraverso le valli dell'alto Varo e del Cianino (Cians).

Essendo fallite le prime schermaglie, i soldati tedeschi riprendono le attività belliche l'indomani attraverso le creste montuose o dorsali dei monti. I partigiani in rotta abbandonano le loro posizioni presso Daluis, per risalire verso Guillaumes e poi verso Entraunes.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Le Gole di Daluis sono state scavate dall'alto Varo nel suolo di pelite o lutite rossa, una variante d'argilla fangosa, e sono state intagliate dal fiume nell'estremità occidentale del "Dôme de Barrot", che corrisponde ad una risalita dello zoccolo terrestre nell'epoca geologica del Paleozoico, la quale fa affiorare una spessa serie permiana[4].

In estate i temporali rappresentano un pericolo importante. La "Grotte du Chat", letteralmente Grotta del Gatto, costituita da un fiume "sotterraneo" lungo 720 metri, è particolarmente fotogenica.

Sport naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • La canoa[6][7][8] nel vallone e nella Chiusa d'Amen, che sbocca al centro delle Gole di Daluis, sulla riva sinistra.
  • La speleologia[9] La Grotte du Chat (Grotta del Gatto), molto fotogenica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune di Daluis è un blasone di rosso ( gueules) con castello turrito di tre torri d'oro.

Luoghi e Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Gallery Image:Daluis_04.jpg|Ricevuta in italiano, allora lingua ufficiale del comune di Daluis, del 29 agosto 1831 (reçu daté de 1831), vedasi "Personalità legate al Comune"
  3. ^ Brigitte Beaujard, «Les cités de la Gaule méridionale du IIIe au VIIe s. », Gallia, 63, 2006, CNRS éditions, p. 22
  4. ^ Université de Brest: Le Permien et le Trias du Dôme de Barrot Archiviato il 12 novembre 2013 in Internet Archive.
  5. ^ Crétin R., Boyer F.: Guide Loisirs et plein-air - Provence, Les 400 coups Ed., Nice, 1999, ISBN 2-9512137-3-5
  6. ^ Folléas Ch., Gimenez B.:Canyons d'Aventures des préalpes d'Azur***, Les doigts déglingués Ed., Grasse, 2004, ISBN|2-9520452-0-8
  7. ^ Barbier B., Ranc B.: Canyons mediterranées. GAP Ed., 1996, ISBN|2-7417-0178-4
  8. ^ Ayasse H.:30 beaux canyons des Alpes du Sud, Edisud, 2000, ISBN|2-7449-0156-3
  9. ^ Créach Yves: Inventaire Spéléologique des Alpes-Maritimes, CEF éd., Nice 198, Tome II,p.338-340.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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