Entrevaux

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Entrevaux
comune
Entrevaux – Stemma
(dettagli)
Entrevaux – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoBlason département fr Alpes-de-Haute-Provence.svg Alpi dell'Alta Provenza
ArrondissementCastellane
CantoneCastellane
Amministrazione
SindacoLucas Guibert (DVD) dal 03/2014
Territorio
Coordinate43°57′N 6°49′E / 43.95°N 6.816667°E43.95; 6.816667 (Entrevaux)
Altitudine472 m s.l.m.
Superficie60,38 km²
Abitanti816 (2019)
Densità13,51 ab./km²
Comuni confinantiCastellet-lès-Sausses, Sausses, La Croix-sur-Roudoule (06), Poggetto Tenieri (06), La Rochette, Val-de-Chalvagne, Ubraye, Saint-Benoit
Altre informazioni
Cod. postale04320
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE04076
Nome abitantiEntrevalais
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Entrevaux
Entrevaux
Entrevaux – Mappa
Sito istituzionale

Entrevaux (in italiano Entrevàuso, in occitano Entrevaus) è un comune francese di 958 abitanti, situato nel dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato nell'entroterra a una settantina di chilometri da Nizza. L'abitato originario si trova su una rocca lungo la riva sinistra del fiume Varo, anche se in tempi recenti si espanso anche lungo la parte destra. I comuni delle Alpi Marittime confinanti con Entrevaux sono La Croix-sur-Roudoule, Poggetto Tenieri e La Penna, mentre i comuni limitrofi di Castellet-lès-Sausses, Sausses, La Rochette, Val-de-Chalvagne, Ubraye e Saint-Benoît appartengono al dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

La località appare per la prima volta nei testi del 1040 come Interrivos[1], che verso il 1200 diviene Entrevaus, che è anche l'attuale toponimo in occitano vivaro-alpino e in provenzale.

Il toponimo è formato sul calco dell'occitano entre, che significa "entro" o "fra" e la parola vau, cioè "valle" al plurale, la cui lettura è comprensibile e del tutto trasparente[2][3].

L'antico centro del comune, Glandèves, prende il nome dalla radice gallica Glann-, che vuol dire proprio la valle[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alle incursioni dei Saraceni e alla distruzione dell'antica città di Glandèves, divenuta sede vescovile non più tardi del VI secolo, nell'XI secolo fu fondato il sito più difendibile della medievale Entrevaux, su uno sperone roccioso in un'ansa del fiume; il toponimo più antico registrato, Interrivos, risale al 1040.

Tra il 1481 e il 1487, la Provenza divenne parte della Francia.

Nel 1536, Entrevaux fu conquistata dalle truppe dell'imperatore Carlo V, a causa del tradimento del signorotto locale Jacques de Glandevez. Metà della popolazione fu massacrata. Gli abitanti rimasti inscenarono una rivolta, sgozzarono il governatore e offrì la città al Delfino francese, il re Francesco I. In riconoscimento di ciò, Entrevaux ricevette lo statuto municipale (modello di legge cittadina) di Avignone e fu dichiarata città reale di Francia, mentre i suoi abitanti esenti da tasse.

Nel XVI secolo, la sede ufficiale del vescovo presso la Cattedrale il vescovo di Glandèves, pur mantenendo il titolo, si trasferì ad Entrevaux dove la chiesa locale fu elevata al rango di cattedrale. La cattedrale rimase in funzione fino al 1790, mentre la diocesi rimase attiva fino al 1801.

Nel 1658 fu costruito un ponte sul Varo, sorvegliato da torri e da una porta d'accesso, l'attuale Porte Royale. Nel 1690 l'architetto militare Vauban, su incarico del re Luigi XIV, elaborò un progetto per fortificare ulteriormente la città, data la sua posizione strategica a guardia della valle del Varo e al confine con il Ducato di Savoia. Sebbene non sia stata completata del tutto, la cittadella arroccata sopra la città fu rafforzata, in particolare sul lato più accessibile e più vicino alle cime delle colline, e fu costruito un camminamento protetto sul fianco della montagna dalla città. Furono predisposti due piccoli forti per proteggere la città e furono rafforzate le due porte principali, oggi chiamate Porte d'Italie e Porte de France.

Nel giugno 1704 e nel giugno 1707 Entrevaux fu brevemente assediata dai piemontesi. Fino al XIX secolo, Entrevaux era unita alla resta stradale regionale solo da una mulattiera che andava da Nizza a Barcelonnette passando per Poggetto Tenieri. Le autorità francesi costruirono quindi una nuova carrozzabile per Digne via Annot ed il passo di Toutes Aures. Con l'annessione di Nizza alla Francia nel 1860 Entrevaux cessò la sua funzione storica di piazzaforte di confine. Nel 1873 fu aperta al traffico la strada imperiale per Nizza ponendo così fine a secoli di relativo isolamento.

Nel 1907 la cittadina fu raggiunta dalla ferrovia proveniente da Nizza. La cittadella fu utilizzata per l'ultima volta durante la prima guerra mondiale come prigione per gli ufficiali tedeschi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Cittadella di Entrevaux
  • Cattedrale di Nostra Signora dell'Assunta
  • Porta Reale

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo della Moto

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a, b et c Sous la direction d'Édouard Baratier, Georges Duby, et Ernest Hildesheimer, Atlas historique. Provence, Comtat Venaissin, principauté d'Orange, comté de Nice, principauté de Monaco, Librairie Armand Colin, Paris, 1969, p. 174
  2. ^ Ernest Nègre, Toponymie générale de la France: étymologie de 35 000 noms de lieux, Genève: Librairie Droz, 1990. Collection Publications romanes et françaises, volume CVCIII. Volume II: Formations non-romanes; formations dialectales § 20302, p 1076
  3. ^ a et b Bénédicte Fénié, Jean-Jacques Fénié, Toponymie provençale, Éditions Sud-Ouest, 2002 (réédition), ISBN 978-2-87901-442-5, p. 88
  4. ^ a et b Bénédicte Fénié, Jean-Jacques Fénié, Toponymie provençale, Éditions Sud-Ouest, 2002 (réédition), ISBN 978-2-87901-442-5, p. 8

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN167627891 · BNF (FRcb12534012w (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n91062743
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