La Trinité (Alpi Marittime)

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Trinità Vittorio
comune
La Trinité
Trinità Vittorio – Stemma
Trinità Vittorio – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoBlason département fr Alpes-Maritimes.svg Alpi Marittime
ArrondissementNizza
CantoneNice-7
Amministrazione
SindacoLadislas Polski (MRC) dal 05/2020
Territorio
Coordinate43°45′N 7°19′E / 43.75°N 7.316667°E43.75; 7.316667 (Trinità Vittorio)
Altitudine72 m s.l.m.
Superficie14,91 km²
Abitanti9 985 (2018)
Densità669,68 ab./km²
Comuni confinantiDrap, Peille, Peillon, La Turbie, Èze, Nizza, Cantaron
Altre informazioni
Cod. postale06340
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06149
Nome abitantiTrinitaires (FR) e Trinitari (IT)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Trinità Vittorio
Trinità Vittorio
Sito istituzionale

La Trinité (in italiano Trinità Vittorio[1][2][3]) è un comune francese di 10.556 abitanti, situato nel dipartimento delle Alpi Marittime nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. I suoi abitanti sono chiamati Trinitaires in francese e Trinitari in italiano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La Trinité sorge lungo la riva sinistra del Paglione, a 7 km a nord-est del centro di Nizza con la quale forma un unico agglomerato urbano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio ha fatto da sempre parte della Liguria sotto l'Impero Romano, nel Regno longobardo e nel Regnum Italiae formatosi con Carlo Magno.

Fin dall'epoca longobarda vi operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico[4][5][6], cui dipese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, che gestiva ampi territori anche nelle valli del nizzardo e che nel VIII secolo a Nizza fondarono il monastero di Cimiez.

La località ha sempre seguito le vicende storiche della Contea di Nizza, a partire dal 1388, anno della dedizione di Nizza alla Savoia. La sua importanza crebbe sensibilmente con il completamento della strada reale Nizza-Torino. Così, attorno ad una cappella dedicata alla Santissima Trinità, iniziò a formarsi un nuovo centro abitato. Fu frazione di Eza sino al 30 giugno 1818, quando con R.D. fu eretto comune autonomo. In omaggio al re Vittorio Emanuele I di Savoia fu ribattezzato Trinità Vittorio. Nel 1860, assieme al resto della contea nizzarda fu annesso alla Francia, in seguito al plebiscito tenutosi nell'aprile dello stesso anno, secondo le clausole del Trattato di Torino fra Vittorio Emanuele II, re di Sardegna e Piemonte e Napoleone III, imperatore dei Francesi. Con il passaggio di sovranità Trinità Vittorio venne francesizzata in La Trinité.

Nella seconda metà del XX secolo, con l'espansione della vicina Nizza La Trinité è stata di fatto assorbita nel tessuto urbano nizzardo diventandone una città satellite.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario della Madonna di Laghetto[modifica | modifica wikitesto]

Madonna di Laghetto (Notre-Dame de Laghet) - Veduta del santuario
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Santuario di Nostra Signora di Laghetto.

La Madonna di Laghetto (Notre Dame de Laghet), che si raggiunge attraverso una piccola strada la quale si snoda come un serpente fra gli ulivi, è un monastero che fu costruito nel XVII secolo, in seguito all'apparizione di miracoli in tale luogo.
Una reputazione «miracolosa» che non fece che accrescersi, fino a divenire oggigiorno un centro di pellegrinaggio della Provenza orientale ed anche dell'Italia del nord. Il suo piccolo museo di ex-voto, di cui certuni sono classificati, rappresenta una delle più ricche collezioni di Provenza.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guglielmo Stefani, Dizionario generale geografico-statistico degli Stati sardi, Torino, Pomba, 1855, pp. 1269,1270.
  2. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante, 1837. URL consultato il 15 settembre 2019.
  3. ^ (IT) Trinità Vittorio, su Trinità Vittorio. URL consultato il 15 settembre 2019.
  4. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  5. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  6. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918
  7. ^ Vedi in merito il paragrafo #Data della solennità.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN149055565 · LCCN (ENn90683473 · BNF (FRcb131274108 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n90683473
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