Saorge

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Saorge
comune
Saorge – Stemma
(dettagli)
Veduta generale del paese di Saorge sul ripido pendio, con le vette delle Alpi Marittime innevate, visibili in lontananza sullo sfondo
Veduta generale del paese di Saorge sul ripido pendio, con le vette delle Alpi Marittime innevate, visibili in lontananza sullo sfondo
Dati amministrativi
Stato Francia Francia
Regione Blason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Dipartimento Nice Arms.svg Alpi Marittime
Arrondissement Nizza
Cantone Breil-sur-Roya
Sindaco Paul Silici dal 2008
Territorio
Coordinate 43°59′N 7°33′E / 43.983333°N 7.55°E43.983333; 7.55 (Saorge)Coordinate: 43°59′N 7°33′E / 43.983333°N 7.55°E43.983333; 7.55 (Saorge)
Altitudine 513 m s.l.m.
Superficie 86,78 km²
Abitanti 447[1] (2009)
Densità 5,15 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 6540
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 06132
Nome abitanti Saorgiens (FR); Saorgini (IT)
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Francia
Saorge
Sito istituzionale

Saorge (in italiano Saorgio, in occitano Saorj, in roiasco e brigasco Sauèrge, in ligure Savurgiu) è un comune francese di 447 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
I suoi abitanti sono chiamati Saorgiens in francese e Saorgesi o Saorgiani in italiano, o più classicamente Saorgini.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Di aspetto tipicamente ligure, il comune di Saorge è posto nella media Val Roia, nel cantone di Breil-sur-Roya (Breglio), del tutto prossimo alla frontiera italiana, cui è adiacente, lambendo il comune italiano di Pigna.
Saorge è un villaggio abbarbicato od appollaiato su uno sperone roccioso, sovrastante a strapiombo le gole del fiume Roia.
Si attinge il villaggio da due strade non raccordantesi. Da est, bisogna lasciare la Dipartimentale 6204 (Via Europae), poi imboccare la strada detta dei Castagni (Route des Châtaigniers D138), la quale si termina nel quartiere detto della "Madonna del Poggio".
Da nord est, bisogna andare fino a Fontan (Fontano) ed imboccare la D38 per raggiungere l'entrata principale al quartiere di "Ciapagne" (Ciapagna).
Nel suo sito selvaggio, Saorge dispone le sue case aggrappate ai pendii ripidi e scoscesi che dominano un leggero allargamento della valle del fiume Roja.
Le stradine (ruelles) a dedalo, pressoché sempre digradanti a scalinate, di sovente a volta, sono curiose da percorrere.
Le case sono alte e comprendono sino a quattro o cinque piani, e l'architettura medievale del borgo storico, assai antico, è particolarmente intatta.
Il paese è vicino a Breil-sur-Roya (Breglio) ed a Pigna nella provincia d'Imperia in Italia. Il territorio del comune di Saorge (Saorgio) appartiene geograficamente, trovandosi ben al di qua della riva sinistra dei fiumi Varo ed Esterone, alla regione fisica italiana, come tutto l'ex Contado di Nizza, secondo la suddivisione augustea.

Veduta sul paese di Saorge dall'alto del monastero francescano. I tre vari livelli indipendenti del villaggio sono ben reperibili

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalla Contea di Ventimiglia alla Contea di Provenza[modifica | modifica sorgente]

Della presenza romana, resta una lapide tombaria scoperta nel castello di Malamorte ch'è possibile vedere sul muro sud della chiesa di San Salvatore: vi figurano i nomi d'un edile e di membri della tribù Falerna.

Prima citazione del villaggio nel X secolo sotto il nome di «Saurcio» ed una charta del gennaio 1092 cita i nomi degli abitanti di Saorge che hanno fatto donazione della chiesa di Santa Maria del Poggio all'abbazia di Lerino.

All'origine della sua storia, il villaggio fa parte della contea di Ventimiglia. I conti di Ventimiglia gestiscono allora unitariamente i loro beni ancora indivisi, finché la moltiplicazione dei rami collaterali rende tale pratica impossibile nel XII secolo.
Ventimiglia è assediata dai Genovesi e viene presa da essi, poiché Genova cerca d'ingrandire i suoi possedimenti verso ovest.
Per non perdere tutto, un membro della famiglia di Ventimiglia, Guglielmo o Guglielmino, conte di Ventimiglia, signore di Gorbio, Tenda, Briga, Castellaro, Castiglione e Sant'Agnese, scambia le sue terre ed i suoi diritti nella Contea di Ventimiglia e nella valle di Lantosca, il 13 febbraio 1257, con altra terra sotto sovranità diretta del conte di Provenza, Carlo I d'Angiò, re di Sicilia e conte di Provenza per il suo matrimonio con Beatrice di Provenza.
Nel marzo 1258, sono i suoi cugini, Giorgio e Bonifacio di Ventimiglia, figli del conte Manuele che, con il trattato di Lucerame, cedono al conte di Provenza i loro diritti su Sospello, Breglio e Saorgio.

L'insieme dei territori ceduti al conte di Provenza è stato riunito nella Vicarìa di Ventimiglia e della valle di Lantosca, la cui sede è a Sospello, ma l'accordo non è stato accettato dai due loro cugini di Ventimiglia, i quali s'installano a Tenda ed a Briga ed entrano in guerra contro i Provenzali.
L'opposizione tra i conti di Ventimiglia ed i conti di Provenza è approdata poi ad un accordo nel 1278, che induce la branca dei Lascaris di Ventimiglia a rendere omaggio al conte di Provenza per i suoi beni[2].
Il villaggio è fortificato e controlla la valle del fiume Roja[3].

Dalle Terre Nuove di Provenza alla Contea di Nizza[modifica | modifica sorgente]

Nel 1388, in seguito alla dedizione di Nizza, Saorge entra nel dominio conti di Savoia.
Il possesso di Saorge ha permesso al conte di Savoia di costruirvi castelli da una parte all'altra del fiume Roia, per sbarrarne l'accesso.

Nel 1465, un incendio distrugge il villaggio, e ben 3 000 Guasconi, lavoratori stradali rimasti senza impiego in seguito alla pace intervenuta fra il re di Francia ed il papa, saccheggiano il villaggio nel 1516.
Il sisma con forti scosse telluriche, del 20 luglio 1564, rovina il castello ed il ponte di "Roccatagliata", a Breglio.

Il 4 aprile 1553, le truppe francesi si sarebbero impossessati del forte di Saorge con l'aiuto segreto d'Anna Lascaris, contessa di Tenda, il cui figlio è governatore di Provenza, ma non vi sarebbero restate che soli otto giorni[4].

Nel 1691, il forte di San Giorgio di Saorge mal difeso non è in grado d'arrestare l'avanzata dell'esercito del maresciallo di Francia Nicolas de Catinat nella sua conquista della Contea di Nizza dopo la battaglia di Staffarda.
Il forte è preso il 9 luglio ed il 10 luglio 1691, ed il cavaliere de La Fare, nominato governatore del Contado di Nizza da Luigi XIV, re di Francia, scrive a Versailles: Il castello di Saorge è forte buono per la sua posizione. Tale postazione è di grande importanza, perché ci rende padroni del marchesato di Dolceacqua, di Briga, di Pigna e di Tenda e ci rende libero il cammino da Nizza al Piemonte.
Saorge come il resto del Contado di Nizza è restituita al duca di Savoia a seguito del trattato di Torino del 29 agosto 1696.

Le ostilità riprendono nel 1703 con la guerra di successione di Spagna, e l'esercito di Luigi d'Aubusson, duca de La Feuillade arriva fino a Sospello nel marzo 1705. Dopo la caduta della cittadella di Nizza il 4 gennaio 1706, la sua guarnigione è autorizzata a ritirarsi a Saorge.
Il paese non è preso ed è servito poi da base agli attacchi delle truppe del Duca di Savoia Vittorio Amedeo II.
Il feudo appartiene alla famiglia dei Solaro nel 1700, poi ai Roffredo nel 1710, che divengono allora conti di Saorge.

Durante la guerra di successione d'Austria, le truppe franco-spagnole o gallo-ispaniche occupano Nizza nell'aprile 1744 ed arrivano fino a Sospello.
Dopo la disfatta di Plaisance nel giugno 1746, le truppe franco-spagnole si devono ripiegare fino in Provenza, ma le truppe sardo-piemontesi sono fermate dalla difesa d'Antibes.
Il Maresciallo di Francia Fouquet de Belle-Isle riprende l'iniziativa nel 1747 invadendo la Contea di Nizza, ma l'offensiva è bloccata nella valle del fiume Roja dal forte di Saorge.
Un rapporto francese scritto nel 1748, nota la difficoltà d'attaccare il forte di Saorge risalendo la valle del fiume Roja.
La pace d'Aquisgrana mette fine al conflitto e vede la restituzione del Contado di Nizza al Ducato di Savoia, sotto Carlo Emanuele III.

Nel 1787, il futuro presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, passa a Saorge nel corso d'un viaggio tra Nizza, Genova e Torino dove visita le produzioni locali, le risaie del Piemonte e la fabbricazione dei «maccheroni».

Dalla Rivoluzione francese al Primo Impero napoleonico[modifica | modifica sorgente]

Nel 1792, l'annuncio della presenza delle truppe rivoluzionarie francesi a San Lorenzo del Varo provoca il panico a Nizza.
L'Amministrazione della contea di Nizza, il Senato, la Tesoreria, la Magistraura, le varie amministrazioni del Contado nizzardo, lasciano Nizza per mettersi al riparo a Saorgio.
Il 18 settembre le truppe sardo-piemontesi lasciano Nizza senza combattere, insieme agli emigrati francesi.
Delle milizie raggruppanti gli abitanti di Saorgio, Fontano e Berghe sono create per combattere le truppe francesi nel massiccio dell'Authion.
Per accedere a Saorgio a partire dalla valle del Vesubia, bisogna superare il colle di Ruas nell'Authion e ridiscendere per il vallone del Cairos.
Due rappresentanti in missione domandarono al generale Brunet di lanciare un attacco contro le truppe austro-sardo-piemontesi comandate dal generale Carlo Francesco Thaon di Revel nel giugno e luglio 1793[5].
Le truppe francesi inesperte subirono uno scacco che costò ben 3.200 uomini ed il generale Brunet, che viene ritenuto responsabile di tale smacco, è condannato a morte e subisce l'esecuzione capitale.
Il conte Thaon de Revel attacca nella valle del fiume Vesubia, ma le truppe austro-sarde comandate dal maresciallo De Wins sono battute a Giletta.
La disfatta del Maresciallo d'Austria De Wins nella battaglia di Giletta di fronte a Dugommier.

Lazare Carnot definisce lo scopo delle operazioni nelle Alpi Marittime davanti al Comitato di salute pubblica il 30 gennaio 1794, riprendendo un piano già preso in considerazione durante la guerra di Successione di Spagna:
Se dunque si vuole attaccare il Piemonte, è per il dipartimento delle Alpi Marittime, prendendo dapprima Oneglia, che impedisce ogni soccorso da parte dei nemici ed ogni comunicazione con la Sardegna, che ci facilita l'arrivo delle sussistenze (rifornimenti e vettovaglie, ecc.) per i nostri eserciti attraverso la riviera di Genova.
Tali motivi dovranno determinare il Comitato di salute pubblica ad ordinare l'attacco ad Oneglia, da cui ci sarà facile in seguito entrare in Piemonte, prendendo alle spalle il posto fortificato di Saorgio e mettendo l'assedio davanti a Cuneo
.

Il capitano d'artiglieria Bonaparte, nominato direttamente al grado militare di generale il 6 febbraio 1794 dopo la presa di Tolone, visita gli avamposti in marzo, fa il suo rapporto e propone ai rappresentanti in missione, gli uomini della Convenzione Nazionale, Robespierre il giovane e Jean François Ricord, al generale in capo Pierre Jadart du Merbion, chiamato poi Dumerbion, a Massena ed a Rusca, un movimento avvolgente a tenaglia, a partire da Oneglia, per impadronirsi della strada da Fontano a Tenda.
L'attacco di Saorgio è fatto in tre direzioni a partire dal Mediterraneo: a sinistra verso Breglio, al centro per la valle del Nervia, a destra a partire d'Oneglia. Napoleone Bonaparte si reca a Breglio il 26 aprile[6] per analizzare la situazione per la presa di Saorge.

Andrea Massena, aiutato da Giambattista Domenico Rusca, comanda l'attacco centrale: Oneglia è presa senza combattere l'8 aprile 1794, ed il 22 aprile Massena è a Molini di Triora.
Egli comanda d'attaccare il 27 aprile le truppe austro-sardo-piemontesi sulla "cima di Marte" che devono cedere, ed i francesi sono a Briga il 28 aprile.
Egli avvia una manovra avvolgente che comporterà la presa del forte di Saorgio, abbandonato senza combattere, dopo un solo giorno d'assedio, il 28 aprile od il 29 aprile, dal suo comandante sardo-piemontese, il barone di Saint-Amour, governatore del "forte di San Giorgio", disobbedendo agli ordini di difendere il forte fin tanto avesse potuto[7].
Dal momento che aveva di che resistere per un anno, egli fu accusato dai superiori di tradimento, ed il colonnello Saint'Amour è stato fucilato a Torino, dopo rapido processo militare.
L'8 maggio le truppe francesi sono al colle di Tenda, e Dubermion scrive al Comitato di salute pubblica: È al talento del generale Napoleone Bonaparte che devo le scelte sagge che hanno assicurato la nostra vittoria. Massena ordinerà la distruzione delle fortificazioni di Saorgio.
Sono occorsi 33 giorni, a partire da luglio, ai genieri del capitano Henry per distruggere il forte di San Giorgio, il castello di "Malamorte" e le ridotte di San Rocco e di Sant'Antonino.
Si è fatto lo stesso a tutto quanto potesse ricordare la croce, i nobili ed i tiranni, di cui la placca commemorativa ricorda i lavori della strada del fiume Roja fatti da Vittorio Amedeo III.
La presenza di truppe di barbet comandati da ufficiali sardi o piemontesi nella montagna di Saorgio e di Tenda condurrà a combattimenti di disturbo che dureranno parecchi anni.

Il 15 agosto 1799, l'esercito francese, che arretra davanti alle armate austro-sarde, perde la battaglia di Novi, e le truppe francesi evacuano Cuneo il 14 novembre.
Il 7 maggio 1800, gli Austro-Sardi agli ordini del generale austriaco Melas penetrano nel Contado di Nizza dal colle di Tenda e la strada di Savona, e sono a Sospello il 9 ed a Nizza il 10 maggio.
Ma la controffensiva francese riporta le sue truppe a Breglio il 1º giugno 1800, a Tenda il 2 ed a Briga il 3 od il 4, e la breve incursione austro-sarda di tre settimane nella Contea di Nizza rilancerà il barbetismo.
Il numero di barbet era diminuito a seguito del decreto del 1º maggio 1794 che offriva l'amnistia ai miliziani, a condizione che essi consegnassero le proprie armi, ed in seguito all'Armistizio di Cherasco del 28 aprile e del successivo trattato di Parigi del 15 maggio 1796, con cui il il re di Sardena-Piemonte riconosceva la perdita del Contado di Nizza.
Il sindaco di Saorgio si duole che delle bande di barbet si trovino attorno al paese e devastino le campagne circostanti, ed i soldati francesi le cacceranno, causando anche danni alle popolazioni locali, ch'essi accusano di sostenere i barbet, i quali diminuirano numericamente dopo il 1802[8].

Il 20 aprile 1808, Paolina Bonaparte Borghese si ferma a Saorge, che fa allora parte del dipartimento delle Alpi Marittime e resta tale fino alla caduta di Napoleone I, la quale porta con sé il ritorno della contea di Nizza alla Casa di Savoia dal trattato di Parigi.

Saorgio è sempre appartenuto storicamente all'antica Contea di Nizza, la quale con il trattato di Parigi del 1796, divenne territorio della repubblica rivoluzionaria francese e rimase francese fino alla caduta di Napoleone I nel 1814, quando il contado di Nizza venne restituito al Regno di Sardegna.
Il territorio della contea di Nizza, unitamente agli attuali dipartimenti francesi di Savoia ed Alta Savoia, venne poi ceduto alla Francia con il Trattato di Torino del 1860, in cambio dell'approvazione, da parte di Napoleone III, dell'annessione al Regno di Sardegna dei ducati di Parma e di Modena, delle Legazioni e del Granducato di Toscana, nonché, meno di un anno più tardi, dell'annessione del Regno delle Due Sicilie.

Dopo l'annessione alla Francia[modifica | modifica sorgente]

Saorge ridiventa francese con referendum nel 1860, che risulta plebiscitario, poiché su 605 votanti i Sì sono 605.

La creazione del comune di Fontan (Fontano) nel 1871 amputa Saorge d'una parte del suo territorio, che distante dalla strada principale, vedrà la sua popolazione diminuire del 35% in quarant'anni, al contrario di Fontan la cui popolazione è assai stabile e profitta della sua posizione di posto di frontiera.

Il grave sisma del 28 febbraio 1887 ha provocato a Saorge soltanto il crollo d'una casa ed alcuni danni[9].

Le linee ferroviarie Cuneo - Ventimiglia da un lato e Nizza - Breglio dall'altro, sono inaugurate il 30 ottobre 1928. La gestione è assicurata allora dalle FS da parte italiana e dalla "Compagnie des chemins de fer" da parte francese, come tratta "mediterranea" della linea da Parigi a Lione.

Nel corso della Seconda Guerra mondiale, al momento della dichiarazione di guerra dell'Italia alla Francia, gli abitanti di Saorgio, Fontano e Breglio raggiungono Sospello a piedi, da dove essi sono evacuati ad Antibes e Cannes.
Il comune di Fontano, una delle conquiste italiane, è riunito al Regno d'Italia e recupererà ufficialmente la sovranità francese l'8 settembre 1943, ma in realtà soltanto più tardi nel 1945.
In occasione dello sbarco franco-statunitense in Provenza, il 15 agosto 1944, i villaggi del cantone francese di Breglio, Fontano e Saorgio, sono tagliati fuori dal resto della Francia.

Nell'ottobre 1944, quando le truppe statunitensi avanzano verso la valle del Roia, gli abitanti di Breglio sono spostati in Italia verso Torino il 28 ottobre dai tedeschi, mentre quelli di Fontano e di Saorgio li raggiungeranno nel loro esilio il 13 dicembre seguente.
Una piccola parte della popolazione civile del villaggio è autorizzata a restare sul posto, a condizione di lavorare volontariamente per i tedeschi[10],[11],[12]. L'ultima offensiva è cominciata il 15 aprile 1945 e le truppe francesi sono entrate a Ventimiglia il 25 aprile, 273 soldati francesi sono stati uccisi e 644 sono stati feriti o mutilati.

Persone legate al Comune[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Battista Audiffredi, al secolo Giulio Cesare Audiffredi (Saorge, 1714 – 1794) - domenicano e scienziato, uno dei fondatori della classificazione scientifica dei documenti conservati nelle biblioteche.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Araldica[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del comune di Saorge è costituito da un blasone d’azzurro con San Giorgio a cavallo contornato d’argento, la cappa di rosso fauci ed il cimiero sommato di tre piume del medesimo, su d'una terrazza di verde, atterrante un dragone coricato di rosso e d'argento broccante sul tutto.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Risorse[modifica | modifica sorgente]

La regione selvaggia di Saorge (Saorgio) ha come principali risorse economiche alcune centrali idroelettriche e lo sfruttamento forestale.

Turismo e Tempo Libero[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Saorge (Saorgio) fa parte dell'area di produzione dell'«oliva di Nizza», che è un olio d'oliva a denominazione d'origine controllata, in francese «appellation d'origine contrôlée» od in sigla "A.O.C.".

Rete Stradale[modifica | modifica sorgente]

Placca commemorativa della creazione della strada nelle gole del fiume Roia a Saorgio, a livello del viadotto ferroviario.
La via del sale nella valle del Roia
Ponte e tunnel della Bendola a Saorge

La strada carrabile passante per la valle del fiume Roia è l'antica via del sale che, partendo dai porti sul Mar Mediterraneo, permetteva d'alimentare il Piemonte, grazie a delle vere e proprie carovane di muli.
Fin dal 1388, le Terre nuove di Provenza sono sotto la sovranità dei conti di Savoia.
Ventimiglia è controllata dalla Repubblica di Genova.
La contea di Tenda appartiene alla famiglia dei conti di Ventimiglia che dichiarano di essere vassalli dei conti di Provenza e fanno pagare tasse pesanti sul sale per permettere il valico del colle di Tenda.
Anche i conti di Savoia per i quali le tasse sul sale - la gabella del sale - sono una [[fonte economica importante di redditi, costruiranno una strada parallela a quella del Roja, la Via Pagarina, passante per la valle del fiume Vesubia.
È nel 1581, quando ormai hanno preso possesso della contea di Tenda e controllano la totalità della strada fra Nizza e Cuneo passando per Sospello, che i conti divenuti duchi di Savoia fanno allestire e sistemare la strada nel fondo delle gole del Roia, allo scopo d'accrescere il transito del sale[13].

L'iscrizione del 1592, leggibile in latino, può tradursi con:

Carlo Emanule I duca di Savoia, principe previdente, padre del suo popolo, munifico nella pace come nella guerra, di sua propria scienza, con le sue proprie risorse, realizzò questa strada.

Il decreto del 25 maggio 1780 firmato da Vittorio Amedeo III di Savoia, re di Sardegna, permette la realizzazione di un allargamento di tale strada sbloccando 2.000.000 lire.
Una placca commemorativa, oggi distrutta, portava l'iscrizione seguente in lettere di bronzo rilevata dall'abate Bonifaci:

Vittorio Amedeo III, re di Sardegna, sempre più attento all'interesse pubblico, al fine di rendere più rapido il trasporto di merci a partire dalle rive del mare, attraverso le province subalpine, con un atto di singolare preveggenza e con un'ammirevole perseveranza, ha riparato e condotto a buon fine questa strada aperta un tempo da Carlo Emanuele I di Savoia, per le bestie da soma e le vetture.
Egli ha abbassato le cime assai vicine dei monti, gettato ponti, costruito muri, allargandola a 18 piedi per renderla atta a ricevere veicoli e spianandola da Limone fino a Nizza su 45 mila passi.
Fatta nell'anno 1784. Disegnata, eseguita dall'architetto P. A. Cappellini
.

Un'altra strada mulattiera esisteva un tempo, ma al giorno d'oggi è soltanto un sentiero, ed era quella che collegava Saorge a Pigna ed alla valle del Nervia (IT) , attraverso il passo di "Muratone".
La strada dipartimentale n° 6204 passa per le gole di Saorgio. Una porzione di tale strada ha fatto oggetto d'una sistemazione con rifacinento del percorso, per evitare un troncone di 2,4 km sinuoso e minacciato dalle caduta di massi.
Due ponti e due nuove gallerie sono state costruite. Il «tunnel di Saorge» si compone d'una galleria sud di 647 m, aperto nel giugno 2001 situato sulla riva sinistra del fiume Roja[14], preceduto e seguito da ponti sul Roia, e d'un "tunnel nord" di 360 m, sulla riva destra del Roja, messo in servizio nel gennaio 2005 ed inaugurateo il mese seguente.

Rete Ferroviaria[modifica | modifica sorgente]

La Linea ferroviaria francese di Tenda, da Nizza a Cuneo, o la linea ferroviaria italiana, da Ventimiglia a Cuneo (IT) , permette d'attingere Saorge con la fermata ferroviaria di Fontan-Saorge (Fontano-Saorgio).

Luoghi e Monumenti[modifica | modifica sorgente]

La chiesa del monastero francescano, decorazione del XVII secolo
Monastero francescano: Affreschi del refettorio. Allegoria della castità
Monastero francescano: il Chiostro
Affreschi interni del Chiostro, del 1760 circa. Miracolo di San Francesco
La Chiesa possedeva un organo nel 1739, ma ne comanda un altro nel 1844 ai fratelli Lingiardi, fattori d'organi a Pavia. Terminato nel 1847, esso riutilizza l'antico corpo di falegnameria dell'organo, ed è stato restaurato nel 1978-1979 da Philippe Hartmann, che gli ha conservato la sua struttura originale[20][21][22].
  • La Cappella di San Rocco (Chapelle Saint-Roch) all'entrata del villaggio. Vauban aveva distrutto nel 1693 la primitiva Cappella di San Rocco, ben più antica dell'attuale, che si trovava a valle del borgo, per costruirvi una ridotta. Egli ha fatto poi costruire quella che ancora sussiste.
  • La Cappella di San Giacomo (Chapelle Saint-Jacques), antica cappella dei Penitenti Bianchi". Vi si accede da una scala situata a destra della Chiesa di San Salvatore.
  • La Cappella di San Sebastiano (Chapelle Saint-Sébastien), antica cappella dei Penitenti Rossi, sulla Piazza Georges Clemenceau.
  • La Cappella di San Claudio (Chapelle Saint-Claude), antica cappella dei Penitenti Neri, in Via Périssol.
  • La Cappella di Sant'Anna (Chapelle Sainte-Anne) nella frazione di Casto, sull'antico canmmino che mena a Pigna per il passo di "Muratone" a 1.157 m alla frontiera tra la Francia e l'Italia.
  • Il Ponte del Diavolo (Pont du Diable) sul torrente "Cairos".

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Lista cronologica dei Sindaci succedutisi dal 1860 al 2008[modifica | modifica sorgente]

  • François Malacria (1860 - 1861)
  • Honoré Botton (1861 - 1865)
  • Pierre Daveo (1865 - 1870)
  • Victor Daveo (1870 - 1876)
  • Jean-Baptiste Toesca (1876 - 1880)
  • Benoît Taulaigo (1880 - 1886)
  • Auguste Botton (1886 - 1889)
  • Victor Daveo (1889 - 1892)
  • Alexandre Steve (1892 - 1894)
  • Louis Daveo (1894 - 1912)
  • Joseph Daveo (1912 - 1925)
  • Claude Botton (1925 - 1938)
  • Honoré Steva (1938 - 1947)
  • Jean-Baptiste Revelli (1947 - 1948)
  • Louis Degiorgi (1948 - 1983)
  • Jean-Claude Pachiaudi (1983 - 1995)
  • Paul Silici dal 1995

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Saorge è gemellata con:

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

La Casa comunale di Saorge: Municipio
Chiesa della Madonna del Poggio, antico edificio sacro con abside e campanile in pietra locale -01
Fontan-Saorge, la stazione ferroviaria (D.445 G. Stagni)
Tipiche stradine di Saorge, con i balconi a ponte fra le vecchie case dei due lati dello stretto vicolo -05
Monastero francescano di Saorge, facciata, chiesa e portico centrali -02
Ponte del viadotto ferroviario, sospeso sulla stretta delle gole di Saorge
Lo storico ponte della Bendola a Lone de Saorge, sospeso sulle gole, 560

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Françoise Hildesheimer, Pierre Bodard, Les Diocèses de Nice et Monaco, p. 171, Beauchesne éditeur, Paris, 1984 ISBN|2-7010-1095-0 Google Livres: Extraits
  3. ^ Voir "Histoire de Breil et des Breillois", de Charles Botton et "Histoire de Saorge et Fontan" de Charles Botton et Jean Gaber, Edition du Cabri à Breil sur Roya
  4. ^ Nice historique Ernest Hildesheimer, Le passé militaire de Saorge, pp. 61-74, n° 150, Année 1959
  5. ^ Pierre-Robert Garino, La vallée de la Vésubie. Guide du visiteur, p. 38, Serre éditeur, Nice, 1998, ISBN|2-86410-287-0
  6. ^ Nice historique: Philippe Cachiardy de Montfleury, Bonaparte à Breil et la prise de Saorge, pp. 97-102, n°25, Année 1969
  7. ^ Nice historique: René Diana, Le chevalier de Saint-Amour dernier gouverneur du fort de Saorge, pp. 73-91, n° 60, Année 1976
  8. ^ Nice Historique: René Diana, Le «brigandage» en Roya-Bevera entre 1799 et 1804, pp. 69-101, n° 58, année 1974
  9. ^ Azurséisme: Séisme Ligure de 1887
  10. ^ Goulven Godon, La "déportation" des populations civiles des vallées de la Bévéra et de la Roya en Italie du Nord (1944-1945), mémoire de maîtrise d'histoire contemporaine, préparé sous la direction de Jean-Louis Panicacci, soutenu devant l'Université de Nice Sophia-Antipolis en juin 2004.
  11. ^ Charles Botton et Jean Gaber, Histoire de Saorge et Fontan'(Charles BOTTON et Jean GABER)', Éditions du Cabri, Breil-sur-Roya. Jean Gaber, bloqué à Saorge le 15 août 1944, a vécu ces événements avant de pouvoir traverser la ligne de front pour rejoindre la France libérée
  12. ^ Pierre-Emmanuel Klingbeil, Le front oublié des Alpes-Maritimes (15 août 1944 - 2 mai 1945), Serre éditeur, Nice, 2005 ISBN|-86410-422-9; p. 536 Extraits
  13. ^ Saorge: Saorge et les routes
  14. ^ Didier Charrin, Le tunnel sud de Saorge. L'incidence de la circulaire 2000-63 sur un tunnel prêt à être mis en service, pp. 54-60, Travaux, n°805, février 2004 ISSN|0041-1906
  15. ^ Saorge: Le monastère de Saorge
  16. ^ Saorge: La Madone del Poggio
  17. ^ Jacques Thirion, Alpes romanes, p. 104-110, Éditions Zodiaque (collection la nuit des temps n° 54), La Pierre-qui-Vire, 1980 ISBN|978-2736900632
  18. ^ Historique: Jacques Thirion, La Madone del Poggio, p. 45-60, n°214, Année 1959
  19. ^ Saorge: Église Saint-Sauveur
  20. ^ L'orgue à Saorge: les instruments
  21. ^ Orgue dans les Alpes-Maritimes: l'orgue de Saorge
  22. ^ Nice historique: René Saorgin, L'orgue Lingiardi de Saorge, pp. 30-34, n° 208, Année 1981
  23. ^ Archeo Alpi Maritimi: Saorge 06540: Défenses du site

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