Roccabruna (Francia)

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Roccabruna
comune
Roquebrune-Cap Martin
Roccabruna – Stemma
(dettagli)
Roccabruna – Veduta
Panorama di Roccabruna
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoArms of Nice.svg Alpi Marittime
ArrondissementNizza
CantoneMentone
Amministrazione
SindacoPatrick Cesari (UMP) dal 1995
Territorio
Coordinate43°46′N 7°28′E / 43.766667°N 7.466667°E43.766667; 7.466667 (Roccabruna)Coordinate: 43°46′N 7°28′E / 43.766667°N 7.466667°E43.766667; 7.466667 (Roccabruna)
Altitudine0 a 200 m s.l.m.
Superficie9,33 km²
Abitanti13 335[1] (2009)
Densità1 429,26 ab./km²
Comuni confinantiMentone, Gorbio, Peille, Beausoleil, Monaco (MC)
Altre informazioni
Cod. postale06190
Prefisso04
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06104
Nome abitanti(IT) roccabrunaschi
(FR) roquebrunois
Patrono06
Parte diComunità della Riviera francese
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Roccabruna
Roccabruna
Sito istituzionale

Roccabruna[2][3] (Roquebrune-Cap-Martin in francese, Rocabruna in dialetto mentonasco) è un comune francese di 13.335 abitanti, situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Linguisticamente il roccabrunasco fa parte della Terra mentonasca (Païs Mentounasc), area culturale dove si parla il mentonasco, idioma ligure con influenze occitane.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Città libere di Mentone e Roccabruna.

Il "Castello", costruito quando l'area era soggetta ai feudatari di Ventimiglia, si trova situato nella parte alta del vecchio borgo ed è il più vecchio ancora esistente situato in territorio francese (secolo X). Roccabruna fu parte del Principato di Monaco dal XIV secolo fino al 1848, quando si dichiarò (congiuntamente alla vicina Mentone) città libera sotto la presidenza di Carlo Trenca in occasione della prima guerra d'indipendenza italiana.

Mappa del territorio delle Città libere di Mentone e Roccabruna (1848 - 1849)

Dopo due anni di relativa "indipendenza" delle Città libere di Mentone e Roccabruna e con un tricolore italiano per bandiera, Roccabruna si mise sotto la protezione del Re di Sardegna. Tra il 1848 ed il 1860 una parte della popolazione di Roccabruna e del suo territorio partecipò attivamente agli ideali del Risorgimento italiano, favorendo l'unione all'Italia sotto i Savoia.

Ma nel 1860 la città fu annessa alla Francia in seguito ad un plebiscito, molto contestato dal nizzardo Giuseppe Garibaldi, e l'imperatore Napoleone III ricomprò Mentone e Roccabruna per 4 milioni di franchi-oro al Principe Carlo III di Monaco. Da allora la cittadina viene chiamata col nome francese Roquebrune, salvo che nel brevissimo periodo di occupazione italiana durante la seconda guerra mondiale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Roccabruna si estende lungo la costa fra il confine col Principato di Monaco e il torrente Gorbio, che scende dall’omonimo comune. Al centro si protende nel mare col Capo Martino, che a seconda delle convenzioni può essere visto come l’estremità occidentale della regione geografica italiana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune di Roccabruna è un blasone di rosso di fauci alla torre posata su un monte uscente da un mare movente dalla punta, il tutto d'oro in capo al medesimo, con franco quartiere fusellato d'argento e di rosso.

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Emilio di Roccabruna, signore di Ventimiglia, è Il Corsaro Nero nell'omonimo romanzo ( Il Corsaro Nero (romanzo)) di Emilio Salgari.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Vignoli, Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo (e di Briga e di Tenda e del Principato di Monaco), Edizioni Settecolori, Lamezia Terme, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN264720575 · GND (DE4233442-1 · BNF (FRcb11949071c (data)
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